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sabato 1 novembre 2014

Tutti mi danno del bastardo

Metti che una mattina esci con tuo fratello per andare a fare la (seconda per me) colazione in un determinato posto. Metti che questo posto è chiuso. Metti che tuo fratello non ha fatto colazione e risulta scomodo ritornare a casa perché dopo si esce per pranzo. Metti che vicino il posto chiuso c'è una libreria aperta con bar. Come si può continuare la storia?
Siamo andati a fare la (sempre seconda per me) colazione al bar della libreria! Una libreria aperta da poco, che non avevamo mai visitato e che stupisce piacevolmente, anche per i grandi e numerosi divani presenti.
Dopo aver fatto colazione, per trascorrere quell'ora e mezza circa che ci separa dal pranzo, decidiamo di testare anche i divani. Ma li testiamo ovviamente con un libro in mano!
Visto il poco tempo a disposizione, per me ho cercato un libro piccolo, in modo da essere quasi sicura di finirlo in tempo e mi sono ritrovata tra le mani questo piccolo libro di Nick Hornby.
I protagonisti sono una coppia sposata ma ormai in crisi, lei, Elaine, giornalista e lui, Charlie, impiegato in banca che, senza aspettarselo, si ritrova protagonista della rubrica settimanale sul giornale per cui lavora la sua ex moglie! Elaine non ha certo belle parole nei suoi confronti, racconta tutto quello che ha fatto e non ha fatto, con non poco veleno in corpo, anzi in penna! Charlie dovrà affrontare ogni settimana, all'uscita della rubrica, la telefonata della mamma e le chiacchiere dei colleghi, e ammettere anche con se stesso che comunque l'ex moglie scrive molto bene. Nonostante le cattiverie che scrive su di lui, riesce a non essere volgare né sgarbata, come invece risulta essere un giornalista (di un'altra testata) che prova a imitare la sua rubrica dedicata alla ex moglie.
Da queste due rubriche inizierà un incontro, fatto di incastri tra fine settimana impegnati e baby sitter non sempre a portata di mano.
Libro perfetto se avete poco tempo, scritto bene, scorrevole, piacevole e una trama divertente nello stile di Hornby, e si lascia anche spazio alla fantasia del lettore per una sua probabile conclusione della storia.
Oltre a molti spunti di riflessione, mi ha lasciato anche un ben preciso messaggio: mai far arrabbiare un/una giornalista!

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