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venerdì 6 febbraio 2015

In veste di agnello

Negli ultimi anni la definizione di noir è, soprattutto in Italia, andata sfumando, incorporando spesso il giallo d'azione (l'hard boiled) o il poliziesco (in particolare quello sui delitti seriali), eppure il noir classico è quello alla Patricia Highsmith, ritenuta la più abile (se non la più importante) rappresentante del genere, o questo In veste di agnello di Celia Dale.
Il romanzo racconta delle vicissitudini di due ex-carcerate che truffano i pensionati, entrando nelle loro case con la scusa di essere assistenti sociali, e poi drogandole e derubandole delle poche ma preziose cose possedute. Grace e Janice operano a Londra e formano una coppia perfetta, per quanto non troppo compatibile: mentre la prima è autoritaria e metodica, la seconda è molto più emotiva e romantica. L'abilità della Dale nel tratteggiare i due protagonisti, e non solo loro, è nel riuscire a rendere tanto antipatica Grace quanto simpatica Janice: non è un caso che tutte le scene con Grace sono difficili da leggere e digerire e si spera che le capiti continuamente un incidente, mentre con i sogni e le vicende di Janice si riesce a facilmente a simpatizzare. D'altra parte mentre Grace elabora un piano complesso per uscire dai bassi fondi, una truffa ai danni di una donna ancora più antipatica di lei, Janice inizia una relazione amorosa con un uomo riservato, che sogna possa diventare suo marito.
Ciò che fa precipitare tutto è da un lato la morte accidentale di una delle vittime della coppia, dall'altro il fatto che l'amante di Janice è il poliziotto incaricato delle indagini.
Sarà dura riuscire a digerire il finale: non c'è alcun lieto fine, infatti, e tutti ne usciranno sconfitti, a parte, forse, Grace, che, nonostante il suo piano non vada secondo quanto programmato, alla fine riesce a stringere più di prima la sua presa su Janice, distrutta dal dolore di non poter vivere per sempre con il suo amore, per il quale era vicina a sacrificarsi e soffrire un altro po' di prigione pur di diventare la sua degna compagna di vita. In un certo senso In veste d'agnello è quasi una metafora di come sia tremendamente difficile riuscire a portare a compimento i propri sogni: c'è sempre qualcuno che ha in mente, per te, una strada differente.
In apertura Mourning picture di Polly Botsford

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