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domenica 28 giugno 2015

La poetica del fallimento

Beppe Severgnini: A parte qualche eccezione europea (Skype, Spotify), i protagonisti della tech-industry arrivano dall’America. Perché?
Dick Costolo: Perché negli Usa fallire non è considerata una cosa cattiva. Guardi Steve Jobs: cacciato da Apple, oggi ritenuto una delle grandi menti della storia. Il fallimento non vuol dire espulsione né punizione. Questo aiuta gli imprenditori a correre rischi. Tante buone idee, all’inizio, sembrano cattive idee. In America l’abbiamo capito. Altri Paesi, come la Cina e l’India, ci stanno arrivando. La cultura del fallimento eccitante porterà a un riequilibrio nel mondo: vedrete.
dal Corriere della Sera
Nel frattempo il (non) carnevale della fisica #10 è andato on-line di fatto iniziando il percorso che spero riporterà in vita completa il fruttuoso esperimento che fu Science Backstage (SciBack per gli amici) e in serata sono sbarcato ufficialmente su medium accorpando insieme i 5 post presenti qui su DropSea per una recensione unica de Il pendolo di Foucault. In futuro è possibile che farò altre operazioni simili con altre recensioni.

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