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martedì 4 agosto 2015

Illusione di potere

Se il titolo originale, Now wait for the last year, è molto più descrittivo del contenuto del romanzo, il titolo italiano ne coglie in pieno il senso: tutti i protagonisti, infatti, da quelli politicamente più potenti passando per il dottor Eric Sweetscent, che possiamo considerare ennesima variazione letteraria dello stesso Philip K. Dick, semplicemente si illudono di avere un qualche potere per poter influenzare le vite degli altri e quindi anche la loro stessa.
Storia e politica di una Terra sotto assedio
Iniziamo, però, dal contesto storico: la Terra si ritrova ad entrare in contatto con due razze aliene, una strutturalmente identica alla nostra e l'altra costituita da una sorta di insetti giganti. Le due razze sono in guerra una con l'altra, e se gli insetti, i reeg, chiedevano almeno di essere neutrali, gli umanoidi, gli stariani, chiedevano un'alleanza netta e chiara. In una situazione come questa il mondo decise di affidarsi all'ONU, modificando anche lo statuto con il presidente eletto dai popoli del pianeta. A stringere alleanza con gli stariani è Gino Molinari, personaggio ambizioso, certamente, e anche un po' megalomane, con un piano ben preciso in mente, cui molti commentatori dickiani vedono una sorta di parodia di Benito Mussolini. D'altra parte Molinari ha stretto un'alleanza in un certo senso imposta dall'esterno, quasi inevitabile, un po' come si vuol credere abbia fatto lo stesso Mussolini. Inoltre Molinari, continua a tergiversare sulle responsabilità terrestri nell'alleanza, riuscendo a tenere il pianeta lontano dal conflitto vero e proprio, ma anche dalle mire espansionistiche degli stariani, più interessati a sfruttare gli abitanti e le risorse della Terra, che non a costruire un rapporto di parità.
In questo senso Molinari è un personaggio molto più complesso di una semplice parodia del dittatore italiano: pur facendosi carico di una serie di difetti (l'attaccamento alla poltrona, l'amante poco più che maggiorenne, le amicizie altolocate), il personaggio tratteggiato da Dick sta in pratica sacrificando se stesso (come vedremo a breve) per mantenere la Terra il meno coinvolta possibile in un conflitto che non ha cercato e da degli alleati che si sono imposti per delle presunte somiglianze che avrebbero reso l'accordo molto più semplice.
E' in un certo senso un modo differente di affrontare la classica ricerca di Dick su cosa rende umano un essere umano: in questo caso è qualcosa che va al di là del semplice aspetto fisico, che scende molto più nel profondo, tanto che sono proprio i reeg, ogni volta che vengono descritti, ad essere più simili ai terrestri di quanto non lo siano gli stariani.
Effetti collaterali
I cercatori di questo romanzo sono sostanzialmente tre: il presidente dell'ONU Molinari, Eric Sweetscent, che diventerà suo medico personale, e Katherine, la moglie di quest'ultimo. I tre, a loro volta, saranno legato uno all'altro da un elemento quasi immancabile nei romanzi dickiani, una droga allucinogena, il JJ-180, sviluppata per creare una fortissima dipendenza e che presenta degli strani e imprevedibili effetti collaterali.
Questi sono di tre tipi: viaggiare nel tempo, nel futuro o nel passato, e viaggiare tra gli universi alternativi. Il viaggiatore del futuro sarà Eric, quello del passato Katherine, quello tra gli universi Molinari.
In un certo senso il JJ-180 sostituisce l'I-Ching de La svastica sotto il sole e la capacità di viaggiare tra gli universi che esso genera grazie alla grande concentrazione indotta, ma permette, in base alle reazioni fisiologiche differenti, di ottenere effetti differenti.
Il punto essenziale è che tutti e tre i protagonisti utilizzano questi effetti per i loro scopi. Katherine prova, infatti, a influenzare il passato, nella speranza di ottenere un riconoscimento maggiore del suo valore. Molinari, invece, preleva i se stessi provenienti da altri universi per proporre loro la sfida di far sopravvivere la Terra schiacciata come il classico pezzo di ferro rovente tra l'incudine e il martello. Eric, invece, evidentemente una trasposizione letteraria dello stesso Dick, è preda egli stesso degli eventi. Le sue capacità precognitive indotte dalla droga gli permettono di conoscere eventi del futuro e, in linea di principio, di poterlo influenzare e cambiare. Si accorgerà, ben presto, che non è un compito così semplice, e che il prezzo da pagare è, in un certo senso, perdere un pezzo di se stesso: tutti gli Eric Sweetscent del futuro incontrati dal suo io viaggiante sono in qualche modo l'esaltazione di un suo particolare aspetto. E allora il lasciarsi trascinare sembra essere l'unico modo per affrontare tutta la faccenda.
E' quello stesso lasciarsi trascinare che ha portato sull'orlo del fallimento il matrimonio con una donna al tempo stesso forte e fragile come Katherine: dalla forte carica sensuale e ironica, la donna ha caricato di enormi responsabilità il marito, salvo poi rinfacciargli la scelta di lavorare presso Molinari, che rappresenta quell'avanzamento di carriera sempre auspicato dalla donna.
E', dunque, un personaggio estremamente fragile, che interpreta in maniera esteriore quegli stessi dubbi incarnati da Eric, che vuoi per mollezza, vuoi per un amore non troppo convinto cui si sovrappone un eccessivo senso di responsabilità, ha contribuito al pari della moglie alla lenta e inesorabile distruzione del matrimonio, inserendo così un forte elemento biografico all'interno del romanzo.
Conclusioni
Al netto di tutto quello che ho scritto, Illusione di potere è un romanzo complesso nella sua semplicità e velocità di lettura. Gli elementi politici, biografici e fantascientifici si mescolano insieme come al solito nei romanzi dickiani, con ognuno di essi che chiede sempre qualcosa al lettore. Se in questo caso la domanda su cosa sia "umano" viene posta attraverso il confronto tra uomini e alieni (e quindi è in un certo senso marginale) è forse molto più evidente la domanda su quale sia il ruolo del singolo individuo, per quanto importante, all'interno del corso della storia.
Nei viaggi di Eric nel futuro, infatti, la sensazione è che ognuna delle possibilità esplorate dal personaggio, descritto comunque con una sottotraccia autodistruttiva al pari di Katherine, fossero ugualmente possibili indipendentemente dalle scelte di Eric, o comunque influenzabili ben poco dal solo Eric. In un certo senso le avventure del nostro cronauta sono l'invito di Dick al lettore a scegliere per se stesso e non per il mondo, che in fondo farà la fine che deve.
L'illustrazione d'apertura è quella realizzata da Antonello Silverini per l'edizione Fanucci.

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