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lunedì 19 ottobre 2015

Topolino #3125

Settimana scorsa non sono riuscito a scrivere una recensione completa di tutto il numero, che presentava una storia in due parti dei Wizards of Mickey: la brevisione di tale storia potete leggerla su LSB. Questa settimana, invece, il numero è stato brevisionato da Andrea Bramini che si è concentrato sull'ultima storia, anche questa in due tempi, di Pippo reporter. Eviterò in quanto segue accenni all'avventura, ricca comunque di citazionismo e di passione disneyana, visto che spero di scrivere qualcosa di più esteso sulla serie stessa in futuro.
Passiamo allora al resto del sommario:
Papero (poco) al top di Roberto Moscato e Ottavio Panaro si concentra sul mondo della televisione e in particolare sugli aspetti fittizi dei reality show. In questo caso è Paperino il protagonista che si deve spacciare per il ricco e viziato nipote di Paperon de Paperoni: non sono io a dover sottolineare cosa ci sia di sbagliato in tutto ciò!
La storia in sé è veloce e divertente, ricca di gag e con un finale forse un po' scontato ma comunque gradevole. Nulla di particolare da aggiungere sui disegni di Panaro, che personalmente non è il mio disegnatore preferito, anche se il suo stile può essere definito scarpiano (o quasi).
Abbastanza inutile Il senso della famiglia di Gabriele Panini, una storiella ambientata nel mondo dei WoM disegnata da un sempre piacevole Valerio Held (c'è da dire che rispetto a Luciano Gatto l'evoluzione del suo stile è stata nulla o quasi), mentre La stella del cinema di Gabriele Mazzoleni e Gigi Piras è una divertente storia senza respiro giocata soprattutto sulle gag con il Commissario Basettoni che deve scorrazzare nel corso di una delicata indagine su una rapina un famoso attore cinematografico che deve interpretare un poliziotto nel suo prossimo film. Come potete immaginare il divertimento e i guai sono assicurati.
Il soggetto, ad ogni modo, ricorda ad esempio uno dei primi episodi di Powers di Bendis e Oming con Warren Ellis che si aggrega ai protagonisti della serie per raccogliere dati sulla sua prossima storia.
Sul lato dei disegni, ottimo il lavoro di Piras, che grazie al suo stile alla Corrado Mastantuono riesce a rendere perfettamente sia le scene comiche sia quelle d'azione, assicurando il giusto effetto in tutte le situazioni.
Il numero si chiude con Il grande affare del G.A.S.P., storia alla Fabio Michelini scritta da Augusto Macchetto e disegnata da uno degli allievi di Romano Scarpa, Alessandro Del Conte. Quest'ultimo compie un ottimo lavoro, in particolare con le espressioni dei personaggi: il soggetto di Macchetto prevede, in effetti, una varietà di espressioni oserei dire inusitata, e Del Conte riesce a seguire ottimamente le invenzioni dello sceneggiatore.
L'idea della storia è semplice: Paperone si rivolge ad Archimede per ottenere un rimedio contro il malumore causato dal maltempo persistente sulla città. L'inventore lo accontenta, ma come spesso succede con gli usi e soprattutto gli abusi della tecnologia, ecco che la situazione precipita. E', dunque, uno sviluppo standard quello della storia di Macchetto, che impreziosisce grazie agli acrostici utilizzati spesso sia da Michelini sia dal grandissimo Carl Barks.
A proposito di quest'ultimo, visto che ci sono, vi segnalo un articolo di approfondimento su tre storie cosmiche dell'Uomo dei paperi!

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