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venerdì 15 gennaio 2016

Un sudario non ha tasche

Lo scambio di battute che state per leggere tra il protagonista, il giornalista Mike Dolan, e una delle sue amanti, April, autodefinitasi una ninfomane e in procinto di sposarsi, è a mio giudizio indicativo non solo dello stile tenuto da Horace McCoy nel romanzo, ma anche della sua rara capacità sia di descrivere la società statunitense, sia di trarre le debite conclusioni sulle possibili scelte future del suo paese:
"Be', tu stai per sposare quel bel ragazzo di Yale, stai per sistemarti e mettere su famiglia. E poi, quando avrai un bel paio di pargoletti, scoppierà la guerra, e i tuoi due bei pargoletti saranno spazzati via dai gas nemici o dalle bombe o da qualcosa del genere. E io sarò all'estero, su qualche campo di battaglia, in questa identica posizione, solo che avrò lo stomaco aperto da una granata e gli avvoltoi staranno già banchettando con le mie budella."
"Lo pensi davvero?"
"Altro che. Ci stiamo preparando. Un branco di stupidi figli di puttana sta facendo di tutto per accelerare la cosa. Ha cominciato Mussolini, e poi è venuto Hitler. Mussolini ha detto agli inglesi di baciargli il culo, e loro ci hanno pure preso gusto. La Lega delle Nazioni fa schifo. E il Giappone si è piazzato dietro l'angolo con un manganello in mano."
"Secondo me non andremo in guerra, noi. La gente è contraria."
"Perché non ci siamo ancora entrati. Vedrai come diventano isterici, tutti quanti, appena sentono l'inno nazionale e vedono le bandiere al vento."
Non dimentichiamo, infatti, che Un sudario non ha tasche è stato scritto nel 1936 e pubblicato in Gran Bretagna nel 1937, circa un paio di anni prima della seconda guerra mondiale. Non è solo questo aspetto a rendere il romanzo una lettura più che consigliata, o lo stile veloce e diretto di McCoy, ma soprattutto il coraggio dello scrittore di denunciare ciò che non va nella società statunitense: corruzione, criminalità, razzismo sono i temi trattati nel romanzo dove spicca indubbiamente la figura di Dolan, giornalista mai domo, quasi una sorta di Peppino Impastato, ma senza l'atteggiamento da giullare.
L'edizione proposta da Terre di mezzo nella traduzione di Luca Conti si basa, poi, sull'edizione britannica: il romanzo, finito quella sorta di embargo non ufficiale che gravava sul testo, venne finalmente pubblicato nel 1948 anche negli Stati Uniti. McCoy, però, pensò bene di metterci mano, estendendo il testo e, come scritto da Conti nella postfazione, rendendo Dolan un personaggio molto più riflessivo e filosofico. Non potendo confrontare le due distinte edizioni, non posso che fidarmi sull'opinione del traduttore e curatore dell'edizione riguardo il primo Dolan, ma vista l'efficacia dello stile asciutto della stesura proposta non credo che la scelta sia stata così errata.
Paragone con Superman
Sempre nella postfazione, Conti accosta Dolan con Superman. Il personaggio ideato da Jerry Siegel e Joe Shuster è quasi coevo del giornalista di McCoy. Proposto come personaggio malvagio per una fanzine fantascientifica nel 1933, ebbe, prima dell'esordio ufficiale nel 1938, una versione intermedia, poco diffusa e utilizzata da Siegel e Shuster per promuovere la loro idea: un eroe con la forza e il coraggio per affrontare la ciminalità e l'ingiustizia.
Questa versione, di poco successiva alla prima letteraria, proposta già come fumetto, vedeva Superman vestito semplicemente di una t-shirt e di un paio di calzoni da lavoro, un personaggio alla Slam Bradley, un personaggio coevo anche per creazione a Dolan e creato sempre dal duo Siegel e Shuster.
Più che di influenze comuni, si può a mio avviso "parlare" più proficuamente di due personaggi in grado di catturare una stessa istanza di giustizia e uno stesso modo di affrontare i soprusi. I due personaggi, poi, condividono anche le difficoltà di pubblicazione, sebbene Superman ebbe maggior fortuna rispetto al giornalista ideato da McCoy.
Un paragone più interessante è invece quello con Topolino.
Topolino giornalista
Dal 4 marzo all'1 giugno del 1935, per un totale di 78 strisce, venne pubblicata sui quotidiani statunitensi Topolino giornalista storia scritta e disegnata da Floyd Gottfredson in collaborazione con Ted Osborne ai testi.
Topolino, alla ricerca di un lavoro tranquillo per accontentare Minni, decide di acquistare un quotidiano, L'Eco del Mondo (tipografia inclusa). Aiutato da Pippo, Orazio e Paperino, Topolino inizia ben presto una crociata contro il crimine e la corruzione, mettendosi contro la banda di Guido la gamba, in realtà il suo acerrimo nemico Gambadilegno.
Al di là delle specifiche legate all'universo topolinesco, i punti di contatto con Un sudario non ha tasche sono molto più forti rispetto a Superman: non solo l'idea di un giornalismo d'inchiesta al servizio del cittadino, ma anche un giornalista che si muove sul campo, affrontando sul loro terreno criminali e corrotti. Certo Gottfredson non si spinge fino allo stesso punto di McCoy con la sua storia, ma i legami di Gambadilegno con la politica e le istituzioni sono più che evidenti. Lo stesso stile adottato da Gottfredson è una sorta di hardboiled ironico e scanzonato dove sono le gag a stemperare la tensione, laddove nel romanzo di McCoy sono le storie d'amore e i siparietti ambientati nel teatro di dilettanti cui faceva parte Dolan.
Ad ogni buon conto, indipendentemente dal paragone con prodotti collaterali che hanno catturato la medesima atmosfera del romanzo, Un sudario non ha tasche è quello che dovrebbe essere un ottimo hard boiled: azione e denuncia sociale.

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