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giovedì 21 aprile 2016

Lo zio Silas


Derrick De Marney nel film del 1947 Il segreto del castello tratto dal romanzo di Le Fanu
Joseph Sheridan Le Fanu, creatore del medico tedesco Martin Hesselius che nella sua serie di racconti si imbatterà nella sensuale vampira Carmilla, si ritirò in isolamento a scrivere romanzi e racconti nel 1858 dopo la morte della moglie Susan Bennet, sposata nel 1844.
Tra i suoi romanzi più di successo c'è Lo zio Silas, pubblicato a puntate nel 1864. L'edizione in volume, pur permettendo una lettura completa e praticamente senza interruzioni della vicenda, rileva tutti i difetti di un prodotto del genere, con una vicenda diluita il più possibile per prolungare la vita editoriale del romanzo, mentre non sembra molto ben chiaro lo scorrere del tempo. La storia, infatti, dovrebbe essere spalmata nell'arco di un paio di anni o poco più, eppure la vicenda scorre quasi senza soluzione di continuità.
A questo c'è da aggiungere la continua perplessità, da lettore moderno, nei confronti della protagonista e voce narrante, la giovane Maud Knolleys, che ora appare una ragazza tutto sommato saggia e intelligente, ora una stupida oca dell'alta società. E' interessante osservare come questa caratterizzazione sembra in parte voluta, visto che in un paio di occasioni è la stessa Maud a scrivere che al lettore il suo comportamento può sembrare incomprensibile.
Ad ogni buon conto la lettura scorre veloce sia nella prima parte, quando Le Fanu fa sorgere nel lettore l'esigenza di andare avanti per sapere cosa accade alla giovane Maud, sia nella seconda quando il lettore stesso è preso a tratti dalla stanchezza per la lunghezza del romanzo e il continuo ripresentarsi di immagini e situazioni a tratti scontate.
Punto d'onore de Lo zio Silas è, però, l'atmosfera gotica di un romanzo che di fantastico ha ben poco, ma che di fatto può essere considerato un precursore del romanzo noir, il giallo d'atmosfera e di approfondimento psicologico.

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