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lunedì 23 maggio 2016

Come ladro di notte: guerre stellari italiane

In origine il termine "parusia" (dal greco παρουσία parousía) indicava la presenza del divino nel mondo materiale. Con l'avvento della cultura cristiana il termine passò a indicare il secondo avvento alla fine dei tempi, diventando in un certo senso un sinonimo della fine stessa dell'umanità.
Immaginiamo, ora, un'organizzazione più o meno clandestina che basa tutta la sua dottrina sulla creazione di un piano di autodistruzione della razza umana, ritenendo che solo con la sua estinzione si possa salvare l'universo dalla fine.
Su questa ideologia si basa la Congrega, uno degli imperi galattici creati dagli uomini nel lontano futuro raccontato da Mauro Antonio Miglieruolo nel suo romanzo più noto, Come ladro di notte. L'intreccio è un mix tra scene di battaglie spaziali e spionaggio militare, raccontato ora con uno stile semplice e diretto, ora misterico e introspettivo, ora inserendo i dispacci politici e militari e la corrispondenza privata tra i "piani alti" della Congrega.
Vari sono i punti interessanti del romanzo: innanzitutto come un piano secolare possa venire modificato e piegato dall'avidità del genere umano, in un certo senso confermando al protagonista, l'ufficiale Zanzotto, ultimo sostenitore dela parusia, la giustezza dell'ideologia originale(1). Dal punto di vista puramente "estetico" è invece interessante come Miglieruolo, che gestisce un intreccio abbastanza complesso, anticipa il tema della guerra interstellare che sarebbe poi stato portato al cinema da George Lucas con le sue Guerre Stellari (certo ci sarebbe da considerare la più che probabile comune ispirazione della Fondazione di Isaac Asimov). Ricordo, in questo senso, che il romanzo fu completato nel 1966, ma per varie vicissitudini, raccontate dall'autore stesso nell'appendice di Urania collezione #77, venne pubblicato solo nel 1972(2). Da qui è anche comprensibile come si possa considerare Come ladro di notte non solo non solo uno degli anticipatori della saga di Lucas, ma anche il primo romanzo italiano a rappresentare qualcosa di simile alle sfere di Dyson, se non addirittura uno dei primi al mondo dopo la loro introduzione letteraria nel 1937 su Star maker di Olaf Stapledon.
(1) In una lettura libertaria è anche un modo per suggerire come qualunque società più o meno gerarchica pur animata da buone intenzioni, come l'ottenimento di un qualche bene comune, è destinata a fallire.
(2) Per i dettagli sulle edizioni del romanzo, vedi la scheda sul catalogo di fantascienza.com

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