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giovedì 18 agosto 2016

I parastinchi di Olympia

In occasione delle Olimpiadi di Rio 2016, Panini Comics propone ai lettori disneyani un'iniziativa interessante come la raccolta di una serie di 12 medaglie celebrative con altrettanti personaggi impegnati in diverse discipline olimpiche. Ognuna delle medaglie è abbinata a un diverso periodico tra quelli in uscita durante le settimane olimpiche e la raccolta viene inaugurata, insieme con l'elegante raccoglitore, dal 7.mo numero dei nuovi Grandi Classici. Per l'occasione la storia di copertina è Pippo e i paratinchi di Olympia, classico di Romano Scarpa uscito nel 1972 sui Classici #45 (prima serie), numero speciale realizzato in occasione delle Olimpiadi di Monaco.
Le Olimpiadi
Le Olimpiadi erano delle competizioni sportive e religiose che si tenevano ogni 4 anni in cui gli atleti gareggiavano in varie discipline, come la lotta, la ginnastica, il tiro con l'arco. La sede dei giochi era la città di Olimpia e durante la manifestazione venivano interrotte tutte le guerre e le scaramucce.
Le origini dei giochi si perdono nel mito, anzi nei miti: uno dei più antichi lo associa alle celebrazioni per la nascita di Zeus, con gare di lotta, salto e corsa: la prima in assoluto sarebbe stata vinta da Eracle contro i suoi quattro fratelli Paeonaeus, Epimedes, Iasius e Ida per chi sarebbe giunto prima a festeggiare il divino neonato.
Tra gli atleti più noti Cinisca di Sparta, la prima donna vincitrice di un alloro olimpico (il vincitore di una competizione veniva infatti premiato con una corona di ulivo) nella corsa del tiro a quattro; Leonidas di Rodi, corridore; Milo di Crotone, lotatore; e soprattutto Teogene di Taso, vincitore di più discipline (corridore, lottatore, combattente di pancrazio) e Corebo di Elide, indicato come il primo campione olimpico, primatista del giro di pista, la gara più prestigiosa di tutte le olimpiadi.
In un certo senso è alla fascinazione del primo campione olimpico che si deve la figura di Pipponte, che nella mitologia scarpiana sostituisce l'atleta di Elide come primo vincitore di una Olimpiade.
Dalla Grecia alla Germania
L'avventura, dall'ampia foliazione (occupa all'incirca metà dei GCD #7: come ricorda Francesco Spreafico è la storia disney non a puntate più lunga che sia mai stata realizzata), si sviluppa a partire da una vacanza in cui Topolino e Pippo sono sulle tracce dei giochi olimpici dell'antichità. Il soggetto di base, tolta l'albientazione, richiama molte delle avventure di Floyd Gottfredson o dello stesso Scarpa con Pippo protagonista: il goffo amico di Topolino infatti si ritrova al centro dell'attenzione grazie a un particolare talento, in questo caso quello di risultare un atleta universale.
Per consentire a Pippo di partecipare alle olimpiadi, il presidente del comitato olimpico Averell Bombage, disneyzzazione di Avery Brundage, idea una nuova disciplina, il viginthatlon. Interessante come Bombage risulti un personaggio piuttosto bizzaro e all'inizio inquietante come il capitano dorato de Il viaggio nel paese che non c'è realizzata due anni più tardi su testi di Jerry Siegel.
Antagonista di Pippo e Topolino è Gambadilegno, che si presenta in una delle sue versioni scarpiane più sfaccettate: dopo aver utilizzato metodi diretti (arrivando persino a puntare una pistola contro i due amici) per ottenere il possesso dei parastinchi, passa a metodi più sottili gettando dubbi sull'integrità morale di Topolino per ottenere il controllo economico dell'immagine di Pippo. In questo senso risulta particolarmente inquietante la paginetta e mezza in cui Gamba, dall'interno del suo sommergibile, elabora l'idea essenziale del suo piano, concludendo con in mano Il principe di Niccolò Macchiavelli.
Altro caratterista piuttosto particolare è il barone Von Knodel, che raccoglie Pippo e Topolino in quel di Monaco al loro arrivo per le Olimpiadi: da affabile anfitrione mostrerà ben presto l'aspetto inquietante del suo carattere in una delle scene più violente della storia, risolta grazie all'intervento degli infermieri del manicomio dove il barone era ospite. Divertente il modo in cui l'autista dell'ambulanza guarda Topolino quando questi gli spiega che Pippo è l'erede di Pipponte, come predetto dall'oracolo di Delfi.
Gli elementi essenziali della storia, quelli che alla fin fine ne costituiscono la morale, sono però due: il valore dell'amicizia, messo in discussione e poi recuperato in una bella scena che inizia con Pippo, con la barba lunga e con indosso vestiti tedeschi tradizionali, va alla ricerca dell'amico ingiustamente allontanato; e il valore dello sport inteso non come attività lucrativa, ma come passione e sfida contro i limiti umani.
Entrambi i messaggi vengono ulteriormente enfatizzati dalla ricerca di semplicità presente in molte storie scarpiane e qui rappresentata dal paesetto posto sulla lingua di terra che separa Venezia dal mare dove Pippo e Topolino trascorrono un breve e tranquillo periodo prima che venga presentato al mondo l'erede di Pipponte.
Questione di stile
La storia, disegnata nello stile snello che Scarpa elaborò dagli anni '70 in poi, inchiostrata da Giorgio Cavazzano, si presenta con alcune particolarità stilistiche, come la presenza di illustrazioni a tutta pagina (le tipiche spalsh page) particolarmente spettacolari, come la spettacolare trasvolata dei resti di Olimpia, o drammatiche come la quadrupla con Gambadilegno che punta la pistola su Pippo e Topolino in una scena che gestisce la suspance in maniera egregia prima con un primo piano sulla pistola stessa e quindi con delle voci che sullo sfondo rompono la tensione dei protagonisti e con loro del lettore.
Breve storia editoriale
Dopo la sua prima pubblicazione, l'avventura ha avuto una vita editoriale travagliata: riciclata per un altro paio di Olimpiadi, subendo la sottrazione di alcune pagine, soprattutto quelle contenenti i riferimenti a Monaco '72. In questo senso l'edizione più "surreale" è quela a puntate uscita sui nove numeri di Topolino Sport 94 dove venne adattata per contenere alcuni riferimenti a Barcellona '94. Infine, nell'edizione apparsa sui Classici #91 (seconda serie), Scarpa aggiunse una piccola appendice (una sorta di sequel) in occasione delle Olimpiadi di Los Angeles del 1984.
L'edizione originale, dopo essere stata recuperata nell'omnia di Scarpa, compare quindi sul settimo numero della seconda serie dei Grandi Classici.

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