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sabato 19 novembre 2016

L'odissea del volo 33

Ideatore della serie televisiva Ai confini della realtà, Rod Serling ne ha anche scritto un certo numero di episodi, alternandosi a vari, grandi scrittori del genere, tra cui spiccano autori come Richard Matheson o Ray Bradbury. Nella raccolta di Urania 1151, come al solito recuperata a una bancarella, vengono presentati una manciata di racconti trati da altrettanti episodi della serie.
Il libro si apre con Il solitario, un racconto di gusto dickiano su un uomo che, condannato all'esilio dalla Terra, si innamora dell'androide che gli viene passato sottobanco per impedirgli di impazzire. In effetti, di tutti i racconti della raccolta, questo d'apertura è quello che soffre di più, insieme con Quell'energumeno del signor Dingle (che per ironia di fondo ricorda il già citato Bradbury), dello scarso sviluppo del tema trattato, mentre quello per molti versi più efficace (innanzitutto per l'approfondimento dei due protagonisti) è Un desidero grande grande, storia di un pugile a fine carriera alla ricerca di quell'ultimo guizzo che gli permetta di ritirarsi con dignità. A essere debole è il finale e soprattutto l'assenza di una qualsivoglia morale (difetto presente in tutti i racconti, ma in questo più evidente proprio grazie alla sua maggior qualità complessiva), che sembra lì, sventolata davanti al lettore a ogni passo.
Il racconto che da il titolo alla raccolta è, invece, la sintesi delle peregrinazioni di un aereo disperso tra i meandri del tempo, saltando ogni volta da un punto all'altro della storia terrestre. In effetti è il racconto di un gruppo di indomiti che cercano di ritornare al loro punto temporale d'origine.
Nel complesso i racconti sono un ottimo esempio della varietà di tematiche del fantastico trattate da Ai confini della realtà, ognuno con pregi e difetti ma che tuttosommato si lasciano leggere con gusto, interesse e un certo piacere, anche grazie al loro ritmo televisivo.

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