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sabato 5 novembre 2016

Una Alice un po' dark

Avrei dovuto scriverla io la recensione del fumetto, ma per varie questioni non sono riuscito, così la recensione è toccata a Lisa Cecconi, che ha realizzato un ottimo lavoro. Qui semplicemente metto in ordine alcuni appunti sparsi che avevo scritto all’epoca (e che ovviamente utilizzo per segnalare la recensione di Lisa!)
Alice nel Paese delle Meraviglie è un romanzo piuttosto noto, anche solo grazie alla trasposizione animata surrealista di Hamilton Luske per la Disney. Nell'ultimo lustro, poi, il personaggio ha prestato nome e ispirazione a vari spettacoli teatrali, incluse le trasposizioni propriamente dette.
Lewis Carroll, pseudonimo utilizzato dal matematico Charles Dodgson, ha poi inserito nel romanzo stesso una serie di giochi e paradossi matematici approfonditi su vari libri e articoli(1) oltre che sulla fondamentale edizione che raccoglie i due romanzi della serie, annotata da Martin Gardner. Lo stesso romanzo, prima di essere dato alle stampe, venne realizzato da Carroll in un’edizione manoscritta appositamente per Alice Liddell e le sue amiche, alle quali in un pomeriggio d’estate aveva narrato per la prima volta la favola. Oltre ad essere più breve rispetto al Paese delle Meraviglie, Alice Underground presenta anche varie differenze, come alcuni spunti ed episodi successivamente tagliati o una Alice dai capelli scuri, come la bambina che ispirò il personaggio, disegnata dallo stesso Carroll.
L'Alice nel Paese delle Meraviglie di David Chavel e Xavier Collette recupera quella Alice originale, in luogo della bambina bionda ritratta da John Tenniell nella prima edizione rilegata del libro o nel famoso film disneyano.
In generale questa nuova trasposizione del romanzo carrolliano è estremamente fedele al testo e, a differenza di altre trasposizioni, si concentra esclusivamente sul primo romanzo, senza combinare gli elementi del Paese delle Meraviglie con Attraverso lo specchio, come ad esempio è accaduto con il film di Luske. D’altra parte Collette, pur non escludendo un’ispirazione proveniente sia da Tenniell sia dal film animato, ha cercato di trovare una strada e uno stile personale approcciandosi al romanzo:
(...) Ho giusto tentato di dare una versione personale di questo paese delle meraviglie. E' difficile non essere influenzati da tutti questi riferimenti. Il mio metodo… anche se sembra un po' semplicistico, non è certo guardare tutto ciò che è stato fatto! Mi baso unicamente sulle brevi descrizioni dei personaggi che si possono trovare nel libro, che non sono, in definitiva, molto dettagliate (...)(2)
Alla fine, anche grazie a una colorazione scura e in molte scene a una tavolozza basata su colori freddi, emerge una Alice un po' dark che anche nello stile di disegno ricorda la protagonista del videogioco American McGee's Alice.

  1. e anche online su siti e blog scientifici, vedi per esempio la serie dei Rompicapi di Alice
  2. Dall'intervista Petites questions à... Xavier Collette

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