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giovedì 12 gennaio 2017

La scacchiera del tempo

E' stata una piccola e piacevole sorpresa La scacchiera del tempo di Hayford Peirce. Aspettandomi qualcosa di più intellettuale e, per così dire, strategico, dopo un primo capitolo che sembrava promettere atmosfere in stile hard boiled, già con il finale del secondo capitolo rende chiara la materia ironica, quasi parodistica ed esilarante delle imprese di MacNair del clan dei MacNair, imbroglione patentato in ben due universi.
Il protagonista del romanzo, infatti, entra in possesso di una corona scintillante nota come Strumento Autonomo Extrateporale Olistico per la Raccolta, L'Organizzazione e la Dispersione, noto in inglese come Gathering, Organizing, and Dispersing Holistically Extratemporal Autonomous Device, da cui GODHEAD!
Stilisticamente Peirce ricorda molto da vicino Douglas Adams e d'altra parte il primo volume della Guida Galattica era uscito una decina di anni prima, quindi non è difficile immaginare il romanzo ideato sull'onda del sucesso della serie.
La stessa trama, dopo l'imprevisto spostamento di MacNair in un'altro universo dove Napoleone Bonaparte è riuscito, invece, a coronare il sogno di riunire sotto la bandiera francese tutta l'Europa, procede con lo stesso ritmo dei romanzi di Adams e in alcuni punti il fedele lettore dello scrittore britannico è quasi in grado di anticipare le proposte dello scrittore statunitense, ma è una falsa sicurezza, tuttosommato, che alla fine conduce a un finale abbastanza a sorpresa in quella che può essere considerata come una gustosa e divertente (in alcuni punti anche esilarante) rilettura della storia napoleonica da una parte e del sottogenere degli universi parallelli dall'altra.

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