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sabato 21 ottobre 2017

Il cinema come purgatorio

Terzo sabato consecutivo dedicato ad Alan Moore, in questo caso con il secondo volume di Cinema Purgatorio, volume antologico edito da Panini Comics che raccoglie le storie dello scrittore di Northampton uscite sull'omonimo albo in bianco e nero insieme con quelle di Gart Ennis, Max Brooks, Kieron Gillen e Christos Gage.
Prigioniero del cinema
Il protagonista di Cinema Purgatorio di Moore è un ignoto personaggio, probabilmente una donna, che nei suoi ricordi si trova sempre nello stesso cinema a vedere film di genere in quello che, leggendo le storie una dietro l'altra, sembra molto una sorta di piccola storia del cinema. Ogni "pellicola", rappresentata da Kevin O'Neill, in questi ultimi anni fedele collaboratore di Moore sulle pagine della Lega degli Straordinari Gentiluomini, presenta però un dettaglio strano: ad esempio Un re al crepuscolo è visivamente un racconto di King Kong. La narrazione, in prima persona, esce dalla bocca di Kong, ma in realtà è la vita di uno degli animatori del gigantesco gorilla, Willis O'Brien, che alla fine spiega anche l'ambientazione del breve racconto di Moore e O'Neill: molto probailmente, infatti, recupera le idee di O'Brien sul personaggio che erano state "prese in prestito" da Ishirō Honda e Thomas Montgomery per King Kong contro Godzilla del 1962.
Per tutta la vita è un mix tra un film romantico e una puntata di Ai confini della realtà, con due neo sposini che, una volta entrati nella loro casa, invecchiano a una velocità impressionante. La vera chicca del trittico uscito su questo secondo volume è, però, I frateli Warner in "Una notte dagli avvocati".
E' al tempo stesso un omaggio a Groucho Marx, il più noto dei fratelli Marx, e un modo per togliersi un po' di sassolini nei confronti della Warner Bros., visto che, a mia memoria, né Groucho Marx né i suoi fratelli hanno mai lavorato perla Warner. In particolare Moore fonde la vita di Groucho con quella di Jack Warner, non molto dissimili in generale, ma molto differenti nei dettagli. Stilisticamente Moore riprende la vena umoristica mostrata nei racconti su 2000 A.D.
Servizio caccia-mostri
Il resto del volume è completato dai racconti degli altri sceneggiatori citati in apertura:
Code Pru di Ennis con i dettagliati disegni di Raulo Caceres si concentra su una coppia di paramedici che fanno assistenza (e a volte anche caccia) ai mostri, che realmente camminano in mezzo ala gente. La sensazione è quella di essere in una sorta di E.R. dei mostri;
MOD di Gillen con gli eleganti ma non per questo meno efficaci disegni di Ignacio Calero, una sorta di Pokemon dei mostri post apocalittico;
Una più perfetta unione di Brooks con i disegni del fotografico Michael DiPascale, una reinterpretazione della guerra civile statunitense dove però a sfidarsi non sono unionisti e confederati, ma USA contro formiche giganti aliene. La serie è interessante per l'utilizzo di personaggi storici, come su questo volume Henry Ulke, una sorta di dilettante della scienza appassionato di insetti, o il giovane William Jacob Holland, noto come paleontologo nella nostra realtà storica;
infine L'immenso di Gage con i disegni realistici e spettacolari di Gabriel Andrade, in una nuova variazione della classica guerra contro i mostri invasori, che in particolare in questo volume inizia a mostrare sempre più toni grigi a dispetto del bianco e nero netto del fumetto.
Nel complesso un ottimo volume per un altrettanto ottimo e interessante progetto che, probabilmente grazie alla brevità delle storie (ogni team ha all'incirca 8 pagine a disposizione per ogni puntata) riesce a non essere mai scontato, reinterpretando un genere cinematografico classico come quelli dei mostri.

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