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giovedì 9 novembre 2017

La meraviglia e l'orrore


Christopher Walken, l'attore che avrebbe ispirato Pendergast
Sul finire del XX secolo vengono commessi una serie di omicidi efferati a New York intorno al Museo di Storia Naturale. Man mano che le indagini proseguono si fa largo un'ipotesi inquietante: l'omicida non è un uomo ma un animale, uno spietato predatore. La bestia è, in effetti, un organismo geneticamente modificato sfuggito al controllo e solo l'agente speciale dell'FBI Pendergast potrà fare luce sul caso e fermare questa sorta di reliquia vivente grazie al suo acume a alle ampie risorse di cui dispone.
Relic è il primo romanzo della serie scritta da Douglas Preston e Lincoln Child, una sorta di giallo fantascientifico con forti elementi horror. Il romanzo, pur presentando il personaggio di Pendergast, non è esattamente incentrato su quest'ultimo, ma è più una vicenda corale stilisticamente ricalcata sul classico romanzo d'avventura con uno svolgimento di, in questo caso, due vicende parallele nel presente e nel passato.
Pendergast, però, emergeva sin da subito come personaggio interessante, così non poteva fare altro che ritornare: saltando il successivo Reliquary (che non ho ancora letto), l'agente speciale atterra di nuovo a New York e sempre intorno al Museo di Storia Naturale ne La stanza degli orrori, titolo italiano che però perde l'elemento centrale del titolo originale, The cabinet of curiosities.
Le wunderkammer, o camere delle meraviglie o gabinetti delle curiosità o delle meraviglie, erano dei veri e propri proto-musei che raccoglievano spesso in maniera disordinata manufatti, fossili, animali imbalsamati piuttosto strani ed esotici. Molti di questi pezzi da esposizione erano dei falsi, per lo più venduti ai curatori di questi gabinetti da uomini senza scrupoli a ingenui personaggi che stavano, di fatto, costruendosi una carriera scientifica. E' proprio in questo mondo, molto diffuso sul finire dell'Ottocento, e che ha dato i natali allo stesso Museo di Storia Naturale di New York, che si sviluppa la nuova indagine di Pendergast. La vicenda parte da una serie di efferati omicidi realizzati da tale Enoch Leng, scienziato alla ricerca dell'elisir di lunga vita. A dare il via al tutto è la scoperta dell'ossario dove sono sepolte le vittime di Leng.
L'incredibile interesse di Pendergast in questo ritrovamento, che verrà spiegato nel concitato e adrenalinico finale, si incrocia con una nuova serie di omicidi, realizzati con lo stesso modus operandi: da un lato si pensa a un imitatore, già identificato come il Chirurgo, dall'altro ecco la classica, inquietante teoria: e se Leng fosse ancora vivo e alla ricerca continua di vittime per prolungare la sua vita?
La capacità di Preston e Child di sviluppare la vicenda approfondendo i vari personaggi viene sviluppata sempre di più dopo Relic, mentre emerge in maniera ancora più forte il personaggio di Pendergast: ne vengono approfonditi alcuni aspetti della personalità, le sue capacità deduttive e di concentrazione (utilizza tecniche meditative), si iniziano ad approfondire i componenti della sua famiglia (e dunque la storia stessa del personaggio), le cui ricchezze gli permettono di avere una dotazione ben più ricca rispetto a qualunque agente speciale dell'FBI.
Ritorna anche il giornalista William Smithback (già presente in Relic), affiancato per l'occasione dall'archeologa Nora Kelly, che è anche la sua fidanzata, e dal poliziotto Patrick Murphy O'Shaughnessy: una piccola squadra di investigazione le cui vicende vengono ancora una volta seguite in parallelo attraverso difficoltà e sacrifici. L'intensità della scrittura della famosa coppia di scrittori tiene il lettore attaccato alle avventure di questo piccolo gruppo, fino all'epilogo, che fornisce spiegazioni e inquadra in maniera un po' più precisa Pendergast, le sue origini e la sua morale.
Un bel personaggio in un bel romanzo.

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