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lunedì 21 maggio 2018

Sotto la cupola

Finché ci sarà la Cupola, credo che legale sarà tutto quello che decideremo noi che debba esserlo.
È in questa frase del capo della polizia di Chester Mills, Peter Randolph, il senso di The dome di Stephen King. Al di là di qualunque considerazione sugli elementi fantascientifici, mistici, orrorifici o di qualunque altro genere presenti nel romanzo, il nodo centrale che King sviluppa con una prosa dettagliata, ma sempre ironica, è quello delle libertà individuali e di come qualunque stato di crisi costituisca un'ottima scusa per limitarle o sospenderle. Indipendentemente da una reale necessità.
In questo senso il personaggio che spicca su tutti è indubbiamente Jim Rennie, secondo consigliere di Chester Mills, ma vera mente dietro le decisioni del municipio. Rennie è un trafficone che giustifica le proprie azioni un po' con il bene comune, un po' con il diritto divino, ma che nei fatti portano a un maggiore controllo da parte sua sulla popolazione e una serie di cospicui introiti nelle sue tasche, molti di questi di provenienza illegale o quasi. L’arrivo della cupola non fa altro che enfatizzare il suo controllo su Chester Mills, aumentandone la brama di potere e la follia latente. Follia che, invece, è particolarmente manifesta nel figlio di Rennie e che creerà non poche situazioni inquietanti nel corso della narrazione.
Nel complesso è un romanzo corale, di lettura veloce e dinamica nonostante l'ampia foliazione, dove King pone al lettore una serie di interrogativi, di chiara matrice libertaria, sul potere politico e religioso. Viene anche citato Brian Vaughan, che successivamente avrebbe lavorato alla serie televisiva tratta dal romanzo. Serie che risulta, sotto certi aspetti, edulcorata, soprattutto nei personaggi “negativi” rispetto al romanzo, ovviamente per tenere conto dei gusti del pubblico e di una serialità che nel romanzo è evidentemente assente.
Traduzione Tullio Dobner

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