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Visualizzazione post con etichetta divagazioni. Mostra tutti i post
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sabato 8 marzo 2014

Capelli

Solo per tranquillizzarvi, anche io come molte donne oggi, 8 marzo, sono andata dal parrucchiere. Il mio parrucchiere di fiducia abita con me e sa usare la macchinetta per capelli benissimo!
Guardare per credere!

sabato 1 marzo 2014

Dell'arrostir formaggio nel caminetto

Post aggiornato dopo la prima pubblicazione
Scrive Virginia Wolf, durante l'incontro tra Orlando e Nick Greene, poeta, che questi è forse l'ultimo a osare arrostire il formaggio nel gran caminetto all'italiana.
E qui partono i ricordi, di domeniche mattina buie e nuvolose, con il freddo e la pioggia che cade dal cielo, tutti intorno al caminetto a riscaldarsi e ad arrostire salsiccia.
O magari un pezzo di formaggio, quello stagionato, il caciocavallo, magari con un pezzo di pane sul ginocchio dove poi posare il formaggio prima che si sciolga troppo.
E intanto i riflessi delle fiamme sul volto di mio padre o di mia madre mentre preparano quella che era (e ancora oggi per loro è) lo spuntino di una domenica mattina. Anche di pioggia, come quella di oggi qui al nord.

E anche con i ricordi si unisce l'Italia...

lunedì 29 aprile 2013

Una mattina

Ogni mattina una zebra si alza e pensa che oggi dovrà correre...
Ogni mattina un leopardo si alza e pensa che oggi dovrà correre...
Ogni mattina, che tu sia una zebra o un leopardo, sai già che dovrai correre, però...
Una mattina, una particolare, una zebra si alza e decide che è giunta l'ora di dare la caccia.
Quella mattina il leopardo non può fare altro che una cosa: correre prima che l'ira della zebra possa raggiungerlo.
(piccola variazione su un noto motto africano - gif animata via mortifiedandawesome)

venerdì 18 gennaio 2013

Opzioni d'acquisto

Mentre stavo preparando un nuovo digest di articoli usciti su Nature, mi colpisce, soprattutto per come inizia, un articolo sull'effetto Efimov, e allora provo a leggerlo tutto on-line: non si sa mai, magari ci riesco. Niente di tutto ciò, però mi frulla l'idea di passare per readcube, il sistema che Nature utilizza per far leggere on-line i pdf. In questo modo a essere visibile è solo la prima pagina, però se si vuole il pdf, o comunque se si vuole leggere l'articolo completo, si può scegliere una delle seguenti opzioni (a meno che la propria istituzione non abbia sottoscritto l'abbonamento alla rivista, che nel caso specifico è Nature Physics):
Ovviamente, al di là delle considerazioni sulle opzioni d'acquisto, esiste, anche se non per tutti gli articoli pubblicati, una quarta opzione.

giovedì 20 settembre 2012

Il verde, il blu e la libertà di scelta

Nel 2010 il Consorzio Enfapi, ditta specializzata nella formazione professionale, ha diffuso per le strade di Treviglio questo manifesto:
Come spesso succede ho scovato il manifesto grazie a tumblr, che mi ha permesso di scoprire come sia tornato quest'anno a fare il giro dei blog, probabilmente grazie al perdurare dello stato di crisi. E' finito infatti nelle pagine estive di ROARS e PrecariaMente e su quelle settembrine di Book and Negative e di strategie evolutive, dove c'è un'accorata difesa dei laureati che mi sento di condividere in toto. Eppure:
Sono laureato (con lode), faccio il professionista e non guadagno male, tuttavia sono il primo a dire che la pubblicità di enfapi dipinge la realtà, oltre ad essere azzeccata. L'italia ha bisogno di ottimi laureati, in discipline scientifiche, non ti eserciti di modesti laureati in scienze dell'educazione, psicologia, giurisprudenza, lettere, economia (a treviglio), etc. Ha quindi molto più senso invitare, chi è portato, verso i lavori manuali, che sono notoriamente molto ben pagati.
Credo che il punto stia tutto qui: l'Italia ha prodotto una quantità immane di laureati inutili e generalmente poco preparati, rendendo la vita difficile a quei pochi realmente qualificati e preparati che negli stessi anni venivano formati. E l'esistenza dei primi ha generato un circolo vizioso per cui a subire l'astio e l'incomprensione della gente sono soprattutto i secondi, ovvero matematici, chimici, fisici e via discorrendo.
Per cui se c'è qualcuno che impedisce alle scuole prima e alle università poi di farsi carico della formazione di gente che non ha voglia di studiare o non ne ha la testa, ne trarremo tutti un gran vantaggio e la libertà di scelta individuale non farebbe altro che aumentare.
D'altra parte la formazione professionale non universitaria (scusate se aggiungo questa precisazione solo ora, ma d'altra parte anche la formazione universitaria è professionale!) rischia di essere solo un rimandare il problema, visto che difficilmente un ragazzo preparato ad affrontare un lavoro manuale potrà essere pagato quanto un extracomunitario in nero...

lunedì 23 luglio 2012

Google ti da una mano (ad Academic)

Il link nello screenshot rimanda a questa scheda che rimanda a questo articolo che è collegato (visto che l'articolo di cui sopra non riesco a scaricarlo) a qualcosa che sto cercando di scrivere in questo momento.

domenica 22 luglio 2012

Nuove definizioni: anatriare

giovedì 19 luglio 2012

Ispirazioni sociali

Tania Tanfoglio
E così scoprii che anche il TFA poteva essere d'ispirazione!! :-)
P.S.: una scusa per provare socialditto e accreditare la fonte della discussione sullo zero (cui nel frattempo si è anche aggiunta Annarita!) dell'altro giorno.

lunedì 16 luglio 2012

Confessioni di una notte qualsiasi

Lo ammetto, se la cosa che trovate sotto non fosse stata scritta da hotelmessico non avrei mai clickato sul cuoricino: P.S.: è possibile scoprire solo ora che si trova anche su twitter?

venerdì 25 maggio 2012

Aura

Questa breve discussione avviene su What's up con Alberta, una cara amica

Alberta: Hai una buona aura
Io: L'hai assaggiata? Che sapore ha?
Alberta: Ovviamente peperoni. E birra.

Considerando che non mi piacciono i peperoni e che sono astemio la conclusione è: Vatti a fidare degli amici!!!

martedì 22 novembre 2011

Disperati

Non ci si rende conto di quanto si è realmente disperati fino a che non ci si trova di fronte a una scelta ben determinata, che fai più per costrizione che per altro. Ad esempio quando tra accettare una supplenza annuale ma di 6 ore perché c'è il classico detto dell'uovo e della gallina, certo che ti mangerai le mani quando ti capiterà una supplenza a 18 ore di un mese che non potrai accettare, avendo già una supplenza annuale per le mani. Che ovviamente hai accettato perché in qualche modo l'affitto va pagato e almeno così quello lo paghi fino a giugno.
Ovviamente sto parlando del sottoscritto, ma succede, capita di dover fare dei compromessi. Qualcuno dice: Hai due lavori, così. E in questo momento e fino a fine anno è giusto. Ma a Gennaio? Cosa avrò per le mani? Spero di riuscire ad avere la pazienza e la forza di trasformare questa supplenza da 1/3 del lavoro (e quindi anche 1/3 dello stipendio) come opportunità per cercare con maggiore serenità un lavoro decoroso o comunque una occasione per non dover più nell'ordine accettare le supplenze in generale e accettare queste in particolare. Senza pensare al fatto che avrò poco più dell'affitto in tasca.
Comunque vorrei chiudere questo piccolo sfogo con una immagine incredibile tratta da un bando che mi è capitato di leggere:

martedì 20 settembre 2011

Perché non voglio fare l'insegnante

All'inizio di settembre, con la scuola alle porte, Tania chiedeva Perché siete diventati insegnanti?
La mia prima e al momento unica risposta è: per necessità. Perché qualcosa d'altro in quel momento non la si poteva fare. Tra l'altro ho anche scelto di fare l'insegnante, per inciso supplente di terza fascia chiamato direttamente dai presidi delle scuole, non avendo la SISS né alcuna abilitazione né prospettive nella mia Università. Però, in realtà, l'insegnante se potessi non lo farei più, e nel mio caso questo vorrebbe dire esser nelle condizioni di poter rifiutare le prossime proposte di supplenza. Le prime speranze sono riposte, ovviamente, nel recente articolo, nella speranza che possa rendere il curriculum leggermente più decente per una università (non italiana, possibilmente, men che meno la mia!), però fossilizzarsi solo su un unico percorso non è proprio il massimo, e quindi ecco che ho voluto aggiungere l'e-learning, giusto per ribadire che non è l'insegnare a non piacermi, ma il lavoro dell'isegnante.
E a questo punto si innesta, oserei dire perfettamente, l'infografica proposta da Laura Pulici su OggiScienza:
Se partiamo dal presupposto che gli studenti sono mediamente uguali, per comportamento e qualità, in tutta Europa, si capisce quanto l'Italia ci tenga all'istruzione proprio dagli incentivi che si danno agli insegnanti. La punta dell'iceberg diventa proprio lo stipendio, ma non è il solo elemento: laboratori non sempre efficienti; un corpo insegnanti che non sempre riesce ad appassionare gli studenti perché vecchio e/o demotivato; il confronto tra la media degli insegnanti, tecnologicamente arretrati, e gli studenti, tecnologicamente avanzati (che poi, come si accorgono confrontandosi in laboratorio, non lo sono così tanto). E poi c'è quel senso di oppressione che generalmente buttiamo sugli studenti, un modo che, alla fin fine, toglie loro responsabilità: quante volte ho visto riunioni con insegnanti, genitori, studenti parlare sempre degli stessi argomenti (comportamento e rendimento) e quante volte i toni delle riunioni erano tesi e preoccupati, e quante promesse poi non mantenute ho sentito.
E a tutto questo si aggiungono alcuni aspetti della riforma scolastica, come l'eliminazione della logica dai programmi (almeno ufficialmente, voglio sperare), o come l'assegnazione dell'insegnamento della geografia astronomica all'insegnante di... lettere, generando forse il primo caso in cui gli studenti potrebbero essere più preparati dell'insegnante (soprattutto nei licei scientifici).
Ecco, credo di aver scritto per sommi capi perché non mi piace fare l'insegnante, e forse perché mi trovo bene con gli studenti ogni volta che entro nelle classi come supplente: perché neanche a me la scuola piace poi così tanto(1).

martedì 6 settembre 2011

Giusto per scrivere un po'

E' uscita una delle tante classifiche sulle università del mondo, e potrebbe essere interessante discuterne in un giorno come quello odierno, con uno sciopero indetto dalla CGIL contro (se ho ben capito) un articolo sulla facilità di licenziamento. Eppure, a parte il fatto che si dovrebbe protestare contro la difficoltà di trovare lavoro (o ancor meglio di trovare i soldi per pagare il lavoro!), più che altro mi sembra un buon giorno come un altro per sintetizzare l'aria che tira, un modo per provare a rispondere a Giuseppe Lipari.
La risposta secondo me è un po' una sintesi di vari sfoghi che si trovano in rete, iniziando da Peppe Liberti, e passando per Amedeo Balbi e Marco Cagnotti. Cui aggiungerei il modo in cui mi sono sentito ieri vedendo l'immagine di apertura nella mia posta elettronica: possibile che un sito che dovrebbe proporti un lavoro, ti debba proporre invece un modo per laurearti? Proprio io che la laurea ce l'ho e, non contento, mi sono anche preso il dottorato?
Questo però non è veramente sufficiente per farmi scendere in piazza, e il fatto è molto semplice: ci sono stato anche troppo in piazza, senza ottenere alcun risultato. E ora ho intenzione di guardarmi intorno, cercare di vedere cosa offre l'e-learning o il mondo accademico all'estero. Certo devo risolvere il problema della gestione del tempo con il lavoro che ancora sto facendo qui, che non si sa se proseguirò e vista la recente riforma scolastica (approfondirò questo aspetto) non mi andrebbe molto di lasciare, ma si sa non ci sono soldi...
E in effetti, alla fin fine, non posso non dare ragione a Giuseppe, anche se la passività che lamenta è frutto di un periodo di proteste a vuoto, di richieste per lo più disattese. Cosa ci si deve aspettare? Che alla fine vinca il partito di quelli che si accontentano di
pane e cipolle
E' la filosofia di uno dei clienti del bar dei miei genitori, giù a Cosenza. Una filosofia che ho paura possa contagiarmi, prima o poi...

P.S.: nel fine settimana, spero, scriverò un paio di righe sulla mosca TzeTze.

lunedì 6 giugno 2011

Ufficiosamente 19.mo

E' la posizione ufficiosa di questo blog su Wikio (scheda) nella classifica di scienza dell'aggregatore, dove però non è presente!
Non ne avrei scritto, come invece hanno fatto Peppe e Moreno, se non fosse che L'orologiaio miope ha avuto problemi con Wikio (niente di serio, in fondo ci sono modi migliori per essere un po' più visibili su web...), che non sono poi così diversi dai problemi di questo blog con Wikio. Sono mesi, ormai, che la scienza sta qui su queste pagine con regolarità, eppure Wikio non se ne è accorto (escludendo Wikio Labs, secondo cui, invece, la maggior parte dei post indicizzati sono di scienza!) e in effetti DropSea non è nella classifica scientifica, e in fondo non avrebbe molta importanza esserci o non esserci visto che ormai da tempo Wikio non porta più tutto il traffico che portava all'inizio. Posso assicurarvi che i Carnevali, Liquida, i social toys come twitter e friendfeed (e a quanto pare anche facebook!), o blog come i Rudi (hanno superato Annarita, grazie alla quale La controversa storia dei Tre porcellini è stato il post più letto in assoluto, fino all'avvento dei carnevali!) compaiono nelle top ten dell'origine del traffico presenti su Blogger (dettagliate quanto quelle di Analytics, comunque) e superano di gran lunga un aggregatore generalista come Wikio. E poi questo blog si trova nell'unico aggregatore dove mi interessa veramente stare e quindi non ha più nemmeno importanza che SciBack sia nella classifica, in 13.ma posizione (leggermente ripresosi dopo una caduta verticale), soprattutto considerando che ormai quello lo considero un blog più personale che altro con poco di professionale (sto decidendo quando andarmene da Blogosfere, certo non prima di aver aggregato 20 post), come tutto il network, giusto per intenderci.
E infine gli auguri a Lucia per l'esplosione di IncredibleButTrue, grazie anche al Carnevale della Fisica (che ho ospitato qui sopra e posso assicurarvi ha aiutato moltissimo!): ho avuto la fortuna di leggerlo più o meno dall'inizio (scoperto un po' per caso) e da allora non l'ho abbandonato e ve lo consiglio caldamente, non solo perché Lucia è della mia lontana città, ma perché è anche brava (come tutti i blogger scientifici italiani, o quasi tutti).

P.S.: la seconda motivazione principale del post (la prima era fare i complimenti a Lucia!) è che avevo bisogno di un riempitivo giusto per ricordare ai lettori che sono tornato da New York. Il jet lag sembra che sia superato e ora non mi resta che mettere ordine tra le foto e magari iniziare a raccontarvi qualcosa, forse iniziando da Antonio Meucci!

sabato 28 maggio 2011

Si parte!

Se il piano è stato rispettato, in questo momento io e mia sorella siamo in viaggio verso Malpensa per prendere l'aereo che, dopo mezzogiorno, ci porterà a New York, per andare a trovare un mio amico, fisico, che lavora a Brukhaven (scritto bene?), ma che ha visto il suo nome nei primi due articoli referati di ATLAS, la collaborazione dell'LHC per la quale ha lavorato per un po'. Questo, però, non vuol dire che il blog resterà completamente in silenzio: semplicemente, nei limiti della programmazione, ci saranno alcuni post ai quali non è detto, in caso di commento, che possa rispondere. Certo non credo che non potrò accedere a internet, è che semplicemente non so se potrà esserci il tempo!
Questo vuol dire anche che, seci sarà la possibilità, vi proporrò brevi resoconti a vivo, altrimenti dovrete attendere il mio rientro.

Visto che però ci sono, vi segnalo che anche per quest'anno sono stati assegnati i premi per il Best Illusion Contest of the Year, giunto alla settima edizione.
Il primo posto va a Jordan Suchow e George Alvarez con una illusione sul movimento e i colori.
Al secondo posto Erica Dixon, Arthur Shapiro e Kai Hamburger con una bella illusione basata sul contrasto tra oggetto (che sta cambiando luminosità) e sfondo.
E al terzo posto Mark Wexler con una illusione di movimento in cui, come sempre, bisogna fissare il punto centrale della figura.
Tra i finalisti anche un gruppo dell'italiano Archimedes Lab Project costituito da Gianni Sarcone, Courtney Smith e Marie-Jo Waeber che è stato menzionato grazie a questa immagine:

venerdì 6 maggio 2011

Enti di ricerca a confronto

Francesco Sylos Labini e Stefano Zapperi, autori del libro I ricercatori non crescono sugli alberi, sul loro blog omonimo propongono la seguente pagina riassuntiva, uscita su Il Sole 14 Ore, dove vengono messi a confronto innanzitutto vari paesi, con l'Italia che si trova nella top ten per quattro discipline, e soprattutto vengono confrontati 5 istituti di ricerca italiani: INFN, INAF, CNR, INGV, IIT (è l'istituto fortemente voluto da Tremonti, se non ricordo male).

Come vedete il confronto è fatto attraverso tre parametri: fondi, personale e pubblicazioni, tutto riferito al 2009.
Proviamo a fare un po' di conti e vediamo, ad esempio, il rapporto tra fondi spesi e personale. Si scopre, e in un certo senso è scontato visto l'impegno in collaborazioni internazionali di grande peso come l'LHC, che è l'INFN che ha il rapporto maggiore tra questi due parametri, seguito da IIT. Ultima l'INAF.
L'INFN mantiene la sua posizione di vantaggio se si calcola il rapporto tra pubblicazioni e personale, seguita subito dopo proprio dall'INAF. In questo caso a chiudere è l'IIT con poco meno di 1/4 di pubblicazioni rispetto all'INFN.
Il vero punto che, però, dovrebbe spingerci a fare domande serie al Ministero è il rapporto tra fondi e pubblicazioni. In questo caso scopriamo che le pubblicazioni che sono costate di più sono quelle dell'IIT, più di 3 volte quelle dell'INFN. In mezzo ai due enti c'è l'INGV, con una spesa di poco superiore a quella delle pubblicazioni INFN. Staccatissimi sono il CNR e l'INAF, gli enti che, in termini scientifici, costano meno di tutti. Questo rende, ad esempio, incredibili le voci uscite mesi fa sulla cancellazione dell'INAF (ente a quel tempo considerato inutile, nonostante la sua produzione scientifica sia tra le più alte quantitativamente e tra le meno costose) o rende comprensibile la situazione estremamente precaria dei lavoratori del CNR nonostante questo sia, in termini assoluti, l'ente più finanziato.
Ho poi provato a giocare ulteriormente con i numeri, scoprendo che senza l'ITT e smistando su CNR e INAF i fondi previsti per l'ente tremontiano, la situazione si equilibrerebbe (a fronte della perdita dei lavoratori e delle pubblicazioni). Un'ulteriore equilibratura si otterrebbe smistando personale e quindi anche pubblicazioni tra i vari enti.

Un'organizzazione più logica degli enti di ricerca, dunque, è possibile, a patto che si sappia dove mettere le mani, ma soprattutto sarebbe stata possibile senza necessariamente dover licenziare personale.

P.S.: aggiungiamo un ulteriore spunto di riflessione con la seguente pagina tratta da Repubblica e pubblicata sempre sul blog di Labini e Zapperi (l'immagine è cliccabile):

domenica 13 marzo 2011

Stanchezza da social network

Potrei smettere qui e ora, però vorrei anche mantenermi informato e poter informare. Vorrei anche poterlo fare al meglio, ma all'improvviso, anche dal punto di vista tecnico, mi sento limitato dalla piattaforma di Blogosfere. Inserire script, particolari opzioni di css, che non potendo avere accesso da amministratore, almeno solo per il css di SciBack, non posso automatizzare e che all'improvviso entrano in conflitto con il feed rss. Quindi non posso mettere nulla di automatico come servizio per i lettori che mi consenta di non aggiornare continuamente il blog, né posso rendere in maniera più gradevole la stessa grafica. Forse chiederò di fare una discussione geek to geek con il tecnico che si occupa del layout, magari arrivando all'inserimento nel css personale dei codici che mi servono, anche se prima proverò a sperimentare un paio di soluzioni con dei post notturni (almeno fino alla prossima rottura). Stando così le cose, però, ci sono buone probabilità che sposterò tutta l'attività per Research Blogging qui sopra: non ho nessuna voglia di rischiare che un post su cui ho lavorato per giorni appositamente per l'aggregatore non finisca nemmeno segnalato. A questo anche le serie dei Rompicapi, dei Paralipomeni e dei Ritratti potrebbero finire qui sopra, senza alcuna possibilità di tornare indietro. Aggiungeteci a questo il trattamento contrattuale e la bassa qualità dei contenuti che vengono segnalati ogni giorno nella home page e capirete come la situazione sta diventando sempre più difficile da gestire.
Mi sto stancando di dover combattere con la tecnologia e con le persone, è per questo che spero sempre più che riusciremo a trovare la forza e il coraggio (con chi in Blogosfere non ci sta) di tirare fuori qualcosa di nuovo e di molto, ma molto più serio.

E scusate lo sfogo.

giovedì 20 gennaio 2011

Associazioni casuali di situazioni che, a ben vedere, non lo sono poi molto

Non so come. Non so perché. Posso solo cercare di scrivere i fatti. Però è successo. Cosa?
Stavo scrivendo di Pietro Clausi, misconosciuto (o quasi) matematico e filosofo calabrese (della provincia di Cosenza, per inciso), quando all'improvviso, forse influenzato dalla fredda giornata di ieri mi sono ritrovato a digitare Renzo Alzetta sulla barra di Chrome.
Alzetta è stato il relatore della mia tesi di laurea. Per quel periodo, quello universitario, è stato insieme a Peppe uno dei punti di riferimento più importanti. Non l'ho mai veramente detto a nessuno dei due, anche se di Peppe l'ho scritto in un paio di occasioni, ma colgo certo l'occasione per farlo adesso, a entrambi e insieme. Non è però solo per ringraziarli che mi sono messo a scrivere (ci sarebbero state mille e un'altra occasioni possibili, magari più congeniali), però loro due sono collegati con una figura che, inevitabilmente, nei prossimi giorni vedrete spuntare su qualcuno dei blog su cui mi leggete: Giuliano Preparata. E', infatti, noto il suo impegno nello studio della fusione nucleare fredda ed è quindi naturale anche solo citarlo così, di passaggio, magari in un'occasione come questa, alla vigilia di una immersione nei materiali scientifici più recenti sulla questione. E di Preparata, nel decennale della sua morte, ricorso l'anno scorso (chissà cosa avrebbe pensato della Wiki? Perché, pur non conoscendolo, da quel poco che ho appreso, sono convinto che avrebbe comunque accolto la novità meglio di altri gerontocrati universitari?), sono usciti alcuni contributi. In particolare due interviste. Una a Peppe. L'altra al prof Alzetta.
Rileggendo in particolare l'ultima intervista ho ritrovato il mio relatore di tesi, piuttosto che quel professore un po' sconfortato che mi disse che non poteva gestire due dottorandi in una volta sola. Ho ricordato soprattutto l'insegnamento che mi è rimasto più di tutti (Marina Carpineti me lo ha fatto osservare quando l'ho conosciuta a Comunicare Fisica): la sintesi.
D'altra parte non è solo questo che mi ha lasciato, e purtroppo non è nemmeno molto semplice spiegare nel dettaglio quello che sono stato in grado di carpire dalla sua figura e dal suo carisma. Non sono mai riuscito a spiegarlo nemmeno in famiglia, quindi, semplicemente, fidatevi: è una gran persona!
Il rigore matematico e formale, invece, l'ho imparato soprattutto con il dottorato. Con il professore Nisticò. Anche se, ad essere pignoli, ho iniziato ad impararlo con Peppe: in un paio di occasioni, infatti, ebbi modo di vederlo fare conti alla lavagna nello studio di Alzetta, ed era già estremamente rigoroso. Basti, per tutti, leggere questa sua risposta all'intervista linkata più sopra:
Come ho avuto già modo di scrivere altrove, a me pare che il periodo americano sia stato quello più fecondo. Le parole di Maiani, contenute in una lettera al Presidente della SIF pubblicata sul Nuovo Saggiatore, mancava infine il punto importante della non-rinormalizzazione, che nella Teoria di Cabibbo è garantita nel limite di esatta simmetria SU(3) e che, mi piace ricordare, sarebbe stato risolto nel caso generale, diversi anni dopo da G. Preparata e W. Weisberger, chiariscono l'importanza del contributo. Cito pure il lavoro svolto con Richard Brandt, lo studio dello sviluppo operatoriale ad alti momenti trasferiti caratteristici degli urti profondamente anelastici in cui si mostra che le leggi di scala di Bjorken corrispondono al comportamento più semplice immaginabile ossia quello della teoria libera.
Non so dire se sarei stato un buon ricercatore. Ho fatto un lavoro discreto, forse ottimo per la tesi di dottorato, considerato il tempo effettivo che ho avuto a disposizione (considerando quello formale, invece, il giudizio è da considerarsi appena sufficiente), ma so per certo che Peppe è un ottimo ricercatore. E lo erano, e lo sono ancora, anche quelli che, durante la mia laurea, erano nel gruppo, e che ora lì non ci sono più. Semplicemente perché un gruppo non c'è più. E non solo perché non c'era (forse) il talento per proseguire il lavoro di Preparata. Anche per motivi indipendenti dalla volontà di tutti i componenti del gruppo...

mercoledì 19 gennaio 2011

Pensierini della (non buona) sera

Palmiro, nel commento al post di un paio di giorni fa, ha tirato fuori La fattoria degli animali, che è un ottimo libro per rappresentare il ragionamento presente in quel post e in molti altri che sto spargendo per il web. Ovviamente ci tornerò, ma mi serviva una introduzione, un modo per entrare nell'argomento, intanto per riprendere la domanda che mi ponevo ieri:

Ovviamente Bossi è più interessato al federalismo che non alla moralità di un alleato che politicamente è prossimo a morire e che lo stesso Bossi è sempre in procinto di abbandonare una volta ottenuto il federalismo stesso.
D'altra parte, come Maurizio, credo che la storia finisca a tarallucci e vino, ma a sua differenza ho come l'impressione che il vero vincitore di eventuali elezioni sarebbe proprio Bossi.
E poi: Paolo propone una serie di immagini riguardanti SB visto dall'estero e poi c'è il video-editoriale di Marco Travaglio, da cui vi estraggo questo illuminante commento, con il quale mi sento fondamentalmente d'accordo, nonostante l'esaurimento dell'argomento:
Quando avremo 80 anni ci farà molto piacere la "compagnia di una ragazzina", come dici tu. A proposito... ci lasci il telefono di tua figlia? Troppo comodo mandare sempre le altre, ciccio, manda la tua di figlia a citofonare ad Arcore.
E ci avviamo alla conclusione, intanto con questa citazione:
There is a place where all the breasts are large. Large, young, tanned, and naked. A place where everyone fucks and fucks and fucks and never dies. Where the men are rich and carefree and the women are beautiful and pliant and young. Where television quiz shows are strip quiz shows. Where sports-talk shows are sports-talk shows bookended by women in bikinis. The women in government, too, are the women of buoyant, ageless breasts. They are members of Parliament. They are the sexiest cabinet ministers in the world. In this place, most schoolgirls hope to get jobs someday doing the special TV shimmy-dance you do by yourself on-camera, and then maybe go on to marry a soccer player or take their place in the parliament of beauty. You don’t have to pay taxes in this place, and the laws are only laws until they limit your dreams. This place was invented by one man, a man who changed the world of rationing and punishment into a place that promises you can have everything you want and need never be punished again. This man dreamed up the television, he appointed the ministers, he started the revolution, and he is the greatest living exponent of his vision. A man who never, ever gets old, never goes bald, never gets untan or looks as short as he used to. A man who never, never stops smiling.
(by David Friedman - GQ)
Pubblicata da Marco Cagnotti è stata segnalata dal Paolo impertinente via twitter.
E in conclusione: dopo aver postato in piena notte una breve news su una presunta fusione nucleare italiana e aver pubblicato un resoconto, più politico che scientifico, della stessa conferenza stampa di presentazione, gli unici riscontri avuti fino ad ora sono avvenuti solo su Twitter (Fabio, Peppe) e Buzz (Lucia). Nemmeno per il network sembra una notizia importante per concedermi una seconda segnalazione in pochi giorni (e dopo che si sono scordati del Decennale, forse dovrei iniziare a tirare delle orecchie elettroniche...):