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lunedì 22 luglio 2019

L'Italia e la regola del 12

Ormai da alcuni mesi è evidente come la mano di Alex Bertani su Topolino stia andando esattamente nella direzione che ci aveva raccontato a Cartoomics. Una delle rubriche del suo Topo direi che è molto probabilmente voluta proprio dall'attuale direttore per il gusto... antico. La rubrica sportiva, Dal nostro inviato nel pallone... è infatti in mano al giornalista della Gazzetta dello Sport Fabio Licari, rinverdendo così i fasti di storiche collaborazioni del settimanale disneyano con alcune delle migliori firme giornalistiche italiane (sto pensando in particolare a Nicolò Carosio, giusto per restare in tema). Per molti motivi la rubrica sportiva la salto ormai da diversi anni, e forse sarebbe più corretto spendere due parole sul bellissimo e completissimo articolo di Barbara Garufi dedicato alla Luna, ma alla fine mi soffermo sull'articolo di Licari di questa settimana per un semplice motivo: il giornalista all'interno dell'articolo e supportato da un piccolo grafico ricorda che ogni dodici anni, dal '70, con regolarità impressionante, l'Italia va in finale: 1970, 1982, 1994, 2006. E questo ha stuzzicato la mia curiosità matematica/statistica. Così sono andato a mettere insieme un po' di numeri, facendo però una scelta ben precisa, quella di limitarmi all'era moderna del calcio.
Innanzitutto una prima definizione su quella che intendo era moderna: il calcio, a livello di nazionali (e per riflesso anche di club) può essere suddiviso in due epoche principali, il cui spartiacque è proprio il mondiale del 1970, quello vinto dal Brasile contro l'Italia e che vede l'assegnazione definitiva della coppa Rimet ai brasiliani, chiudendo in pratica un'epoca calcistica. L'epoca successiva, caratterizzata dall'attuale coppa FIFA, è quella che prendo in considerazione non solo per il cambio di coppa assegnata, ma anche perché irrompe sulla scena una nazionale che, in un certo senso, cambia il calcio nei suoi fondamentali: l'Olanda di Johan Cruijff.
Scelto il contesto storico, vediamo cosa dicono i numeri:
Negli ultimi 44 anni, ovvero nelle ultime 12 edizioni mondiali, prendendo in considerazione le fab4, le nazioni calcisticamente più forti sono state Germania con 8 presenze nella final 4 (di cui 3 vinte), quindi il Brasile con 6 (2 vittorie) e, a pari merito, Francia (2 vittorie), Italia (2 vittorie) e Olanda con 5.
Se andiamo a prendere in considerazione la distribuzione temporale delle presenze in fab4, vediamo che l'Italia concentra 4 delle sue cinque presenza nell'epoca che va dal 1978 al 1994, che è da considerarsi il suo periodo calcistico migliore anche mettendo nel conto i due titoli di seguito vinti nel 1934 e nel 1938, e che fino alla finale del 1970 sono state anche le uniche presenze dell'Italia in fab4 nell'epoca, diciamo così, classica.
Discorso non molto diverso anche per il Brasile dell'era moderna, che concentra la sua massima espressione calcistica in tre edizioni, dal 1994 al 2002 con ben 3 finali di seguito, mentre la Francia ha avuto presenze un po' spot, anche considerando le due finali in tre anni (1998 e 2006).
Alla fine l'unica nazionale che ha mostrato una certa regolarità di presenze è proprio la Germania, che ha saltato solo 4 final 4 su 12: 1978, 1994, 1998 (unico vero periodo di crisi, fino a ora) e 2018. C'è da considerare anche un certo effetto campione del mondo: le uniche nazionali che sono riuscite a tornare tra le prime 4 dopo la vittoria del titolo sono state il Brasile e l'Argentina e solo una volta, rispettivamente nel 1998 (dopo il titolo del 1994) e nel 1990 (dopo il titolo del 1986). Per il resto i campioni in carica hanno sempre sofferto di una sorta di maledizione da difesa del titolo, venendo eliminati prima delle semifinali.
Quindi, alla fine, avendo come vincoli l'era moderna e la final 4, l'unica nazionale a mostrare qualcosa di approssimativamente regolare è stata la Germania, per cui è un esercizio di pura speranza aspettarsi l'Italia in finale nel 2030.

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