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sabato 17 agosto 2019

Blanca

Con una storia dalla foliazione decisamente abbondante, Jiro Taniguchi realizza quello che può essere ritenuto la versione moderna dei grandi romanzi di Jack London, Il richiamo della foresta e Zanna Bianca.
Protagonista è un eccezionale cane bianco, Blanca, che si è unito a un branco di lupi. Le sue prestazioni sono eccezionali: velocità incomparabili (fino ai 100 km/h), una forza e un'agilità ineguagliabili per qualunque altro canide, addomesticato o selvaggio che sia, attraversa il Nord America con un unico obiettivo, tornare a casa. Alle sue calcagna gruppi di militari mandati da un paese dell'est Europa, tutti puntualmente sterminati da Blanca non appena mostrano ostilità nei suoi confronti.
Il segreto di questo cane eccezionale sta nei suoi geni: l'animale, infatti, è un esperimento genetico di questo paese dell'est Europa, la Repubblica di R., che cerca di trasformare dei cani addestrati in assassini perfetti.
Taniguchi con questa semplice trama sviluppata in maniera appassionante e con grande maestria, riesce a rappresentare un'ambientazione a lui molto congeniale, quella della natura incontaminata, e a proporre un tema interessante e di stretta attualità come il controllo genetico sull'ambiente da parte dell'uomo, il suo arrogante tentativo di piegare la natura ai suoi voleri, imponendo anche un ritmo evolutivo non presente e non facilmente sopportabile dall'ambiente.
In questo modo l'ambientazione e la narrazione alla London si mescolano con i ritmi e i personaggi tipici dell'avventura spionistica. Inoltre la storia risente ancora delle atmosfere della Guerra Fredda, pur se vicina alla sua conclusione: il manga, infatti, risale al 1986, mentre la guerra fredda viene fatta concludere nel 1991 con la dissoluzione dell'Unione Sovietica nella Russia e negli altri stati dell'Europa orientale nati dalle sue ceneri. Non è neanche un caso la battuta con cui si conclude Blanca, un chiaro riferimento alla caduta dell'Unione Sovietica e al tentativo della Russia di mantenere comunque il controllo sugli ex-appartenenti all'Unione stessa.
In questo senso si può leggere il progetto Blanca come il tentativo del piccolo stato dell'Europa dell'est di rendersi indipendente dalla Russia: la sconfitta subita nel confronto con Blanca è allora una sorta di contrappasso di chi cercava la propria libertà volendo controllare la libertà altrui, in una lettura politica della storia che si va ad aggiungere a quella esplicitamente naturalistica. Ad ogni modo è lo stesso autore a incoraggiare questo punto di vista, non solo grazie alla narrazione spionistica, ma anche grazie all'iconografia nazista che ha ispirato in maniera abbastanza evidente il mangaka nella rappresentazione della Repubblica di R., che ha addestrato Blanca.
Tra natura e politica, tra arroganza umana e desiderio di libertà e autodeterminazione, aspirazione quest'ultima che accomuna tutti gli esseri viventi, Blanca è un'opera che si lascia leggere dalla prima all'ultima pagina dove la narrazione serrata viene accompagnata dalle splendide e dettagliate illustrazioni naturalistiche di Taniguchi.

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