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mercoledì 21 agosto 2019

Il sangue versato

Dopo Tempesta solare torna l'avvocatessa Rebecka Martinsson creata dalla svedese Asa Larsson, anch'essa avvocatessa nonché giallista di successo. La Martinsson è ancora psicologicamente provata dalla conclusine di Tempesta solare, dove per salvare se stessa e i bambini che aveva in custodia nelle fasi finali del romanzo è stata costretta a uccidere due uomini.
Obiettivamente in questo Il sangue versato, la Martinsson ha un ruolo abbastanza marginale nelle indagini, tutte sulle spalle di Anna-Maria Mella: la quarta di copertina ha un bel da dire che Rebecka Martinsson indaga, perché non lo fa in nessuna delle pagine in cui è presente, e al massimo compie un'azione al limite del legale per dare una mano all'ispettrice. Forse è proprio la sua assenza diretta dalle indagini che, alla fine, la rende perfettamente vulnerabile al finale shakespeariano, di fatto aumentando l'attesa del lettore per il terzo romanzo della serie.
Per parte sua Il sangue versato continua a restare nell'ambito delle congregazioni religiose: l'omicidio con cui si apre il romanzo vede, anche in questo caso, un pastore di anime, una donna, però, e questo apre le porte a un argomento particolarmente spinoso come il femminismo in ambito religioso. In questo senso, anche grazie alla costruzione di personaggi vivi e interessanti, il romanzo non sente troppo la mancanza della Martinsson in veste di investigatrice e avvocato rampante, ma ne apprezza il desiderio di recuperare quella parte della sua vita che è morta alla fine di Tempesta solare. Inoltre anche il lavoro di approfondimento nei confronti degli altri protagonisti della serie risulta coerente con i caratteri già visti nel romanzo precedente, ma non per questo scontato. L'unica cosa realmente scontata, almeno per il lettore più attento e avvezzo ai dettagli, è l'identità dell'assassino, che in pratica l'autrice rivela grazie a un insolito testimone, mentre la polizia scopre con un'attenta e scrupolosa indagine di stampo classico: raccolta di testimonianze ed elementi vari e soprattutto la casuale scoperta della seconda vittima, che si rivela l'errore fatale per l'assassino.
In conclusione Il sangue versato è un ottimo mix di personaggi tridimensionali e indagini molto verosimili, che non si fa mancare neanche quel pizzico di critica sociale che i generi poliziesco e noir hanno spesso nel loro dna.

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