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giovedì 10 ottobre 2019

Joker: l'oscuro pagliaccio del crimine

Non vi tedierò con un qualche lungo trattato sul Joker: mi basta rimandarvi al lungo articolo che ho dedicato allo storico avversario di Batman in occasione dei 75 anni del Cavaliere Oscuro.
Joker di Todd Phillips con un bravissimo Joaquin Phoenix nel ruolo del protagonista e titolare della pellicola, si sviluppa lungo il soggetto de Il ritorno del Cavaliere Oscuro, ma senza alcun Batman. Non sono, in effetti, pochi gli elementi che i due prodotti hanno in comune: una Gotham in preda al caos e alla criminalità; una presenza esagerata da parte dei media, sempre pronti a esagerare gli eventi violenti della città; alcune scene che sembrano prese pari pari dal fumetto di Frank Miller, come l'esordio televisivo del Joker. La pellicola, però, pesca anche dal primo Batman di Tim Burton: in quell'occasione, infatti, il Joker era la causa della morte dei genitori di Bruce Wayne, in questo caso ne è solo la causa indiretta. Lo stesso Phoenix, in particolare nella scena delle scale, ricorda molto nelle movenze il Jack Nicholson che interpretò da par suo un personaggio al tempo stesso semplice e complesso come il Joker.

Personalmente Phoenix mi ha ricordato anche il Joker di Lee Bermejo
La pellicola, però, ha in se anche una serie di riflessioni che escono dal fumetto ed entrano di prepotenza nel mondo reale: nonostante la storia sia evidentemente ambientata in un passato non meglio precisato, il tema della lotta di classe è ben presente, ed è inevitabile non pensare al movimento di protesta Occupy Wall Street. Certo mentre questi ultimi sono stati sostanzialmente pacifici, i gothamiti che, spinti dai primi omicidi del Joker, iniziano a riversare le strade per protestare contro i ricchi di Gotham sono molto più animosi, facendo inevitabilmente pensare alle sommosse e alla criminalità diffusa ne Il ritorno del Cavaliere Oscuro.
D'altra parte lo stesso Joker, è in un certo senso vittima di quella società che i suoi concittadini stanno combattendo. Lavora come pagliaccio in giro per la città, un lavoro umile che lo espone alle percosse dei bulli, ma che nonostante questo lo soddisfa; prende sette medicinali differenti per tenere sotto controllo un disturbo mentale che gli procura una risata incontrollabile nei momenti meno opportuni; vive con una madre un po' delirante che scrive ogni giorno lettere a Thomas Wayne, presso la cui casa ha prestato servizio. Tutto questo suo piccolo mondo, però, crolla velocemente: prima perde il lavoro a causa di una pistola che gli viene consegnata da un suo collega, che poi nega l'accaduto; quindi perde l'assistenza medica gratuita a causa del taglio dei fondi all'ufficio di assistenza sociale; infine uccide, per difendersi, tre operatori di borsa, e questo è il momento chiave, l'inizio della vera follia del personaggio. Lo spettatore lo capisce abbastanza facilmente: prima quando insegue l'ultimo dei tre che era riuscito a sfuggire, uccidendolo sulle scale della metropolitana per poi scaricargli addosso tutte le pallottole rimaste, quindi quando si rifugia in un bagno pubblico e, sporco di sangue, inizia a muovere il corpo componendo alcune delle forme dello yoga. In tutto questo il Joker diventa l'icona, il simbolo, l'ispirazione per il movimento di protesta contro i ricchi.
Ed è qui che il film gioca con lo spettatore: è inevitabile parteggiare per il Joker. E' un paria, un reietto della società. Abbandonato dalle istituzioni, tradito dalle persone a lui più vicine, inizia a uccidere per difendersi e le sue prime vittime fanno parte di quell'elite economica che sta strozzando la maggior parte della popolazione di Gotham. E' inevitabile pensare del Joker "Ha fatto bene", ma con il progredire della follia a causa della mancanza di medicine, scegliendo di non tornare in quell'ospedale dove, parole sue, si trovava meglio rispetto a "fuori", mostra le sue più intime e profonde motivazioni: procurare il caos ed essere al contempo al centro dell'attenzione della folla adorante.
Alla fine la forza della pellicola non sta solo nell'essere riuscita a catturare l'essenza del personaggio, ma a fornire allo spettatore numerosi spunti di riflessione, che vanno dalla malattia mentale, alle disuguaglianze sociali, dalla fiducia nei confronti di genitori e amici, al ruolo eccessivo che abbiamo assegnato alla televisione, in grado di influenzare le persone sia tramite l'informazione, sia con l'intrattenimento.
L'ultima chiosa alla domanda che lascia in sospeso all'uscita dal cinema: come sarebbe un confronto tra questo Joker e Batman? E nasce allora la speranza che il prossimo Batman sia in continuity con questo Joker.
P.S.: Per rilanciare Superman, forse l'idea vincente potrebbe essere quella di puntare su un film dedicato a Lex Luthor...

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