giovedì 21 ottobre 2004

17. Map O' Ether

Siamo arrivati al ventesimo secolo e il sogno di un'utopia industriale è tramontato tra le fiamme della prima guerra mondiale.
Allora, cosa viene dopo la torre?
Le torri dell'uomo crollan nel fuoco.
Il cuore si spezza ma impara in quel poco
Quanto non mai, pesto, col sangue in testa,
Tra le rovine di quello che resta.

Per un mondo sfregiato e semivivo
Lo spirito è un balsamo semivivo.
Nel buio dell'uomo, luce promette
La stella, ovvero carta diciassette.

All'indoman del cruento conflitto
L'uomo anela a un più sacro tragitto.
In un mondo in lutto di vite in tumulto,
Nasce la fede, è chiar, nell'occulto.

Gli angeli di Mons; la teosofia;
Le fate di Cottingsly in fotografia;
I riti che la Golden Dawn conduce;
Brevi visioni di lontana luce.

Muore il materialismo e le sue ossa,
Pur giovanili, riposano in fossa.
Gli uomini, stanchi di mappe di guerra,
Esploran la realtà dell'altra Terra.

Rivelan le scienze occulte il confine
Tra le cose umane e quelle divine,
Tracciano coste spettrali del paradiso,
Il profilo cangiante del loro viso.


(da Metaphore, di Alan Moore e J.H.Williams III, su ABC#13, ed.Magic Press, trad.Leonardo Rizzi, il grande!)

(trad. titolo: la mappa dell'etere)

(nota: per i colori vedi Promethea)

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