sabato 8 agosto 2009

Stratos

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L'Enciclopedia delfica era un insieme di bei racconti, leggibili anche a se stanti, con un legame logico che andava al di là del semplice scorrere del tempo.
Stratos si ricalca sulla stessa struttura: una serie di racconti leggibili ognuno separatamente, ma che si collegano uno all'altro grazie a un protagonista in comune: questo legame strisciante rende l'opera di Miguelanxo Prado un unico affresco sul futuro, una storia che si accosta, per certi versi, ai grandi romanzi distopici.
Le delicate vicende, raccontate con un gusto e una leggerezza che in Italia ho trovato solo su Esp, sembrano una via di mezzo tra 1984 di Orwell, Farheneit 451 dell'amatissimo Bradbury, Il tallone di ferro di London (avrò modo di parlarne presto): mettere in discussione la società, in particolare la società capitalistica che produce crisi una dietro l'altra stritolando le persone a tutti i livelli.
Un fumetto che nonostante l'ambientazione è di un'attualità disarmante, forse perché in Argentina questa crisi l'avevano sentita molto prima di noi.

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