lunedì 17 marzo 2014

E quindi?

Non siete emozionati? Non la sentite viva dentro di voi l'emozione che proverete ogni volta, a partire da oggi, da questa notte, guardando il cielo stellato? Non la sentite quell'emozione sull'universo, così grande e immenso eppure abbastanza piccolo da poter essere in qualche modo compreso dalla nostra mente? E non la sentite l'emozione che un'idea talmente azzardata da sembrare assurda si stia rivelando tremendamente vera? L'emozione che l'idea di universo che ci eravamo fatti è al tempo stesso sorprendente e precisa? Dobbiamo immaginare un lago, assolutamente piatto, in una giornata senza alcun alito di vento, senza che alcuna corrente sotto la superficie scorra in un qualche modo a noi noto o ignoto. Ecco, in una giornata come questa, in un lago come questo, ecco che all'improvviso un'onda perturba la superficie e si propaga, seguita da un'altra onda e da un'altra ancora, e la loro velocità di espansione aumenta, accelera, per un certo istante di tempo addirittura in maniera esponenziale. E per quell'attimo di creazione apparentemente dal nulla, per quell'attimo che dura giusto il tempo di un battito di ciglia, un attimo che tecnicamente viene chiamato fluttuazione del vuoto quantistico (che in quanto quantistico è decisamente meno vuoto dell'insieme vuoto), ecco che noi oggi siamo qui a contemplare il cielo di notte, il cielo stellato, pronti ad emozionarci per la grandiosità e la bellezza dell'universo.

Non la sentite, dunque, quell'emozione?

No?

...

(ho come l'impressione che domani sarà una delle giornate più deprimenti dell'ultimo periodo)
L'immagine del lago piatto e tranquillo è presa da Cedric Villani

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