sabato 17 febbraio 2018

Wikiritratti: Guglielmo Righini


Righini e l'antenna da 10 metri(6)
L'importanza di Guglielmo Righini, nato il 16 febbraio del 1908 a Castelfranco Veneto, spazia dall'astronomia solare all'introduzione della radioastronomia in Italia.
Vediamo cosa ci racconta la wiki in proposito:
[Righini] introdusse in Italia nuovi sistemi per lo studio della corona solare, come le tecniche radioastronomiche, e l’uso di aerei nello studio delle eclissi solari, permettendo di allungare notevolmente la durata osservativa del fenomeno(1). Ricorse a tale soluzione durante l'eclissi solare del 15 febbraio 1961 e quelle del 20 luglio 1963 in Canada, del 30 maggio 1965 nell’Oceano Pacifico meridionale e del 12 novembre 1966 in Brasile(2). Scoprì così, assieme ad Armin Joseph Deutsch, i buchi coronali, regioni fredde della corona solare(3).
Righini fu tra i fondatori del Joint Organization for Solar Observations che portò alla costruzione del Large European Solar Telescope sull'isola di La Palma, nelle isole Canarie(4, 5).

Uno dei primi radiotelescopi di Arcetri(6)
Come direttore dell'Osservatorio di Arcetri, carica che ricopriva dalla fine del 1953, insieme con quella di professore di ruolo di astronomia presso l’università di Firenze, Righini riuscì a portare la radioastronomia in Italia. Si era avvicinato a tale tecnica osservativa durante il periodo passato a Cambridge. Ad affiancarlo un gruppo di giovani valenti, primo fra tutti il talentuoso Maurizio Piattelli. Così la prima antenna di Arcetri venne costruita con una rete da pollaio e quattro spirali metalliche e ovviamente utilizzata per raccogliere i segnali provenienti dalla corona solare(6).
Questo primo radiotelescopio molto casalingo soprattutto per i materiali utilizzati, mandava i segnali raccolti nel laboratorio sotto il terrazzo dell’Osservatorio. Qui Piattelli e collaboratori esaminavano i segnali, registrandoli. Queste registrazioni venivano successivamente fatte ascoltare ai giornalisti, che venivano così accontentati con quella che Piattelli chiamava la voce del sole(6).
Successivamente venne costruito un radiotelescopio a parabola di 10 m(6), ma indubbiamente quel pionieristico radiotelescopio fortemente voluto da Righini diede inizio a una fruttuosa serie di ricerche che oggi ha portato l’Italia fino a SKA!
  1. Breve storia dell’Osservatorio di Arcetri

  2. Leonida Rosino, In Memoriam: Guglielmo Righini (1908-1978), in Solar Physics, vol. 62, nº 1, 1979, pp. 3-7.

  3. Armin J. Deutsch, G. Righini, 1964, 'An Airborne Observation of the Coronal Spectrum at the Eclipse of July 20, 1963.', The Astrophysical Journal, vol. 140, p. 313 doi:10.1086/147920

  4. I. Elliott, The Large European Solar Telescope, in Irish Astronomical Journal, vol. 16, nº 1, 1983, p. 23

  5. Wolfgang Mattig, JOSO - the Protagonist for a closer cooperation in Europe - some historical remarks, in Hvar Observatory Bulletin, vol. 28, nº 1, 2004, pp. 1-8

  6. Mario Rigutti, I primi passi della radioastronomia in Italia, da Coelum Astronomia #209 (2017)

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