venerdì 17 maggio 2019

Isotropofunk

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Come avrà notato chi mi segue su Instagram, ho recentemente postato le fotografie di una serie di vinili di Daniele Baldelli esposti in una vetrina su una viuzza intorno a Palazzo Brera. E visto che, nonostante la mia predilezione per blues, jazz e metal, in particolare nella sua accezione progressive, sono di natura curioso e interessato a scoprire nuovi generi e nuovi artisti, sono andato a cercare un po' che genere di musica propone questo famoso dj italiano. Ovviamente la curiosità era stata stimolata da due particolari dettagli: il primo è il titolo del progetto, Cosmic Temple, il secondo dalle custodie dei vinili. Mettendo le 6 custodie una accanto all'altra nell'ordine corretto, si compone un'immagine psichedelica su cui campeggia un bel Cosmic:
In un certo senso, e non solo per via dei titoli di molti dei suoi pezzi o per quelli di alcuni dei suoi album, può essere considerato come l'iniziatore della così detta cosmic music. In qualche modo, infatti, il tipo di musica non è molto differente da quella dei Deproducers, ma in qualche modo anche più stimolante, visto che si trovano anche commistioni con ritmi africani o con generi a me più congeniali come il jazz e soprattutto il funk, come ad esempio l'Isotropofunk che da il titolo a questo articoletto e che, in qualche modo, potrebbe servire come colonna sonora per il concetto fisico che andrò ad esplorare grazie proprio a Baldelli.
L'isotropia dell'universo
Partiamo dalla definizione di isotropo. In generale una sostanza o un sistema fisico è detto isotropo se le sue proprietà fisiche non dipendono dalla direzione: ad esempio il vetro è isotropo perché l'indice di rifrazione è uguale dappertutto all'interno del vetro e quindi la luce che attraversa una finestra si comporta sempre nello stesso modo. Un esempio di sistema anisotropo, ovvero un sistema dove le proprietà fisiche variano da punto a punto, è quello di una tavola di legno: indipendentemente dalla presenza di nodi, esiste comunque una direzione per la quale il taglio della tavola è più semplice rispetto alle altre.
Sembra che tutto sia abbastanza chiaro, allora, tranne che in un caso: non siamo ancora certi che anche l'universo sia omogeneo e isotropo.
Secondo il principio cosmologico, l'universo, a una scala opportunamente grande, risulta omogeneo e isotropo. Esso è l'estensione a livello cosmico del principio copernicano, secondo cui l'uomo non occupa un posto privilegiato nell'universo, mentre le leggi della fisica sono identiche in qualunque punto dell'universo stesso.
Non a tutti il principio cosmologico va proprio a genio, come ad esempio al filosofo Karl Popper, e d'altra parte se proviamo a osservare l'universo con attenzione, scopriamo una grande varietà di forme per le galassie e di colori per le stelle, senza contare la varietà di pianeti extrasolari scoperti dal satellite Kepler.
E allora? Innanzitutto il principio cosmologico afferma che l'isotropia e l'omogeneità sono verificate a grande scala, mentre a scale sempre più piccole si perde sempre qualcosa, in particolare è l'omogeneità a non essere più verificata. Inoltre proprio la radiazione cosmica di fondo si presentava, nei dati di WMAP, incredibilmente isotropa e omogenea. Ci sono, però, alcuni indizi che suggerirebbero come la situazione non sia così lineare. I dati raccolti dal satellite Planck, infatti, presentano delle anisotropie statisticamente significative che vale la pena approfondire in futuro. Inoltre sono state scoperte nell'universo delle strutture che si discostano, alcune di poco altre di molto, dall'omogeneità media dell'universo (o quanto meno dal valore di omogeneità che si ritiene medio per l'universo). In particolare il gruppo di quasar identificato come U1.11 e scoperto nel 2011 è grande il doppio rispetto al limite massimo della scala di omogeneità.
Insieme con altre strutture, alcune anche più grandi, sono l'indizio che l'universo è qualcosa di molto più complicato di come possiamo immaginare e dunque, se l'universo è meno omogeneo di quello che crediamo, forse potrebbe anche essere un po' meno isotropo. E se già un universo non omogeneo risulterebbe molto interessante, figuratevi un universo isotropo come stimolerebbe l'inventiva dei cosmologi!

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