lunedì 22 febbraio 2021

WW84: rimandato

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E così l'attesa è finita: Wonder Woman 1984, WW84 per gli amici, è finalmente arrivato. Il sequel della pellicola del 2017, sempre diretta da Patty Jenkins con Gal Gadot nel ruolo di Wonder Woman è ambientato nel 1984, vivendo alla fine a cavallo tra la mitica serie televisiva della seconda metà degli anni Settanta del XX secolo con Lynda Carter (che farà un cameo nel finale) e la nuova versione post-Crisis realizzata a partire dal 1985 da George Perez.
In questo senso il film vive un'ambiguità di fondo che è abbastanza evidente a qualunque lettore di fumetti DC Comics dell'epoca: l'incapacità di risultare realmente fedeli ai fumetti di riferimento. Il punto dolente è uno dei due avversari di Wonder Woman, Maxwell Lord. Ideato nel 1987 sulle pagine di Justice League #1 da Keith Giffen, J. M. DeMatteis e Kevin Maguire, si pose sin dall'inizio come un equivoco demiurgo della JLA, molto più simile a una spia che al trafficone presente nel film della Jenkins. Il Maxwell di WW84, che tecnicamente si chiama Maxwell Lorenzano, quindi potremmo anche considerarlo come un personaggio diverso, arriva a sconvolgere il mondo intero grazie a una magica e misteriosa pietra dei desideri, un ruolo non molto diverso da quello di Glorious Godfrey di Legends. In quel crossover l'accolito di Darkseid mostra al massimo il suo potere che gli permette di controllare gli esseri umani e minare la loro fiducia nei confronti dei supereroi. E il Max Lord di WW84, peraltro, ricorda fisicamente proprio il Godfrey di Legends, quasi a suggerire un cambio di direzione nella sceneggiatura dopo il fallimento del film sulla Justice League.
L'altro avversario di Wonder Woman è, invece, Cheetah, ovvero Barbara Minerva. Ideata proprio da Perez durante la sua gestione di Wonder Woman, era un'appassionata di archeologia che ottenne i poteri di ghepardo durante un'escursione in Africa. Dopo lo sterminio della spedizione, Barbara decide di sottoporsi a un rituale per diventare la protrettrice del villaggio in cui si svolse la tragedia, ma la combinazione tra il suo carattere arrivista e la sua mancanza di verginità, rendono la sua forma umana debole e continuamente sofferente, spingendo Minerva a mantenere il più a lungo possibile il suo aspetto felino.
Il problema con la Minerva del film è che tutto questo viene completamente cancellato, e pur se resta la passione per l'archeologia, le origini del personaggio vengono completamente riscritte, peraltro in peggio a mio parere, nonostante la caratterizzazione interessante che ne viene fornita.
Questi, però, sono elementi di confronto con il fumetto, ma ci sono altri elementi più prettamente cinematografici che risultano particolarmente deboli, primo fra tutti la capacità di uno Steve Trevor tornato (più o meno) in vita grazie alla pietra dei desideri di guidare un jet degli anni Ottanta, lui che viene direttamente dalla prima guerra mondiale! Se questo è il buco che salta subito agli occhi, non è da meno anche la facilità con cui Wonder Woman, senza alcun indizio, riesca a trovare la base segreta degli USA da cui Maxwell Lord sta trasmettendo la sua trasmissione per controllare i desideri di tutte le persone della Terra. Che poi anche questo punto risulta un po' debole, visto che Maxwell riesce a sfruttare il potere dei desideri solo se tocca colui che sta esprimendo il desiderio. Lo si potrebbe anche far passare, però, considerando la forza metaforica dei media che "toccano" le persone che stanno guardando, ad esempio, la televisione.
Altro elemento che potrebbe lasciare un po' perplessi è l'introduzione di un nuovo potere per Diana: il volo. Questo, in realtà, non è così nuovo per il personaggio: Wonder Woman, in effetti, era in grado di volare o tramite i sandali alati di Hermes, come stabilito da George Perez, o sfruttando le correnti d'aria, particolare tecnica di volo imparata dalle altre amazzoni e introdotta durante la silver age. Nel caso di WW84 Diana apprende la tecnica facendo alcune prove mentre sta saltando tra le nuvole, ispirata da alcune battute di Steve Trevor. Il nuovo potere non avrebbe nulla di speciale se non fosse che per un semplice fatto: in Justice League, e prima in Batman v Superman, Diana non vola mai. Vedremo se la Snyder's cut di prossima uscita (metà marzo, all'incirca) correggera la cosa (visto che sono state girate nuove scene) o se il film è destinato a non essere più canone, come suggerirebbe invece l'uso di Maxwell Lord come avversario di Wonder Woman.
Ultimo elemento che non mi ha convinto è, infine, il personaggio di Steve Trevor: non era semplicemente un pesce fuor d'acqua per l'epoca, sembrava proprio un pesce fuor d'acqua nel contesto del film, in certi momenti persino più artificiale dello stesso Maxwell, rappresentante, proprio come Glorious Godfrey, del potere effimero dei media. E' indubbiamente comprensibile che, nell'economia della storia, Trevor gioca un ruolo fondamentale nello sviluppo di Diana, ma forse una cura maggiore nella caratterizzazione del pilota d'aerei sarebbe stata opportuna.
Del film, alla fine, si salvano alcune scene iconiche ed emozionanti, come la lunga scena dei giochi atletici su Themyscira, evidente riferimenti agli analoghi giochi che nella WW di Perez permisero a Diana di diventare l'ambasciatrice delle Amazzioni nel mondo dell'uomo, senza dimenticare la prima scena nel 1984 con Diana che salva un po' di gente a supervelocità e senza mai farsi inquadrare da alcuna camera. Altrettanto iconiche, anche se decisamente assurde (ma così funziona la magia!) sono, poi, le scene in cui Diana svolazza in cielo afferrnado con il suo lazo le nuvole stesse!
Romantica, invece, la scena all'interno del jet invisibile. Questo, in effetti, è stato reso tale da un nuovo potere mostrato da Diana. Era la seconda volta che lo provava ed era ispirato dall'analogo potere usato da suo padre per occultare l'isola delle Amazzoni. E qui scatta un altro campanello, visto che nella prima pellicola Diana era nata dall'aegilla, come in quasi tutte le versioni del personaggio. L'introduzione di un padre bilogico per Diana risale alla Wonder Woman dei New 52 quando Brian Azzarello stabilì, in maniera più sensata, che il padre di Diana fosse un dio, Zeus. Che effettivamente è il responsabile dell'occultamento dell'isola. A quel punto le domande sorgono spontanee: hanno deciso di modificare il passato di Diana raccontato nel primo film? O quel racconto è, in realtà, fasullo? Spero nella seconda, visto che sarebbe coerente proprio con quanto narrato da Azzarello.
Nel complesso un film che non è all'altezza del precedente, ma comunque risulta abbastanza godibile, ricco anche di spunti interessanti, come il rapporto delle persone con i media o il girl power di cui Wonder Woman è rappresentante e strenuo difensore, senza dimenticare il vero messaggio della storia, la forza della verità e dell'onesta, prima di tutto quella con se stessi. E sì, è proprio la morale quella che in effetti risolleva WW84.

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