martedì 8 marzo 2022

Il trattato di Versailles

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I Sabaton sono una band svedese di genere epic metal. Fondati nel 1999, hanno esordito con il famoso Primo Victoria del 2005, in cui la band espone subito il suo principale interesse: le grandi battaglie della storia. E' in effetti un interesse piuttosto particolare, e anche il loro approccio è particolare, visto che oltre al punto di vista neutrale, i Sabaton si permettono di raccontare la battaglia con la "voce narrante" di una delle due parti, che sia quella vincente o sconfitta ha poca importanza. Da ciò emerge chiara l'idea di raccontare la guerra soprattutto dal punto di vista di chi le battaglie le combatte sul campo. Non è tanto un'esaltazione della guerra, quanto del coraggio dei soldati.
E quasi per chiarire qualunque fraintendimento, il singolo di apertura dell'album d'esordio, che peraltro da il titolo all'album stesso, Primo Victoria, si occupa dello sbarco in Normandia durante la seconda guerra mondiale dal punto di vista dell'esercito statunitense.
Da pochi giorni, invece, il 4 marzo del 2022 per la precisione, è uscito il loro decimo album, The War To End All Wars, un concept album che prosegue il discorso iniziato con il precedente, The Great War, in cui la band ha deciso di raccontare i fatti relativi alla prima guerra mondiale.
In particolare questo secondo concept album presenta, nel titolo, l'idea, che si rivelò errata, che gli uomini dell'epoca avevano: che quella sarebbe stata la guerra che avrebbe posto fine a tutte le guerre. Il concetto viene ripetuto anche più volte all'interno del singolo di chiusura, Versailles, in cui il gruppo guidato da Joakim Brodén si occupa proprio del famoso trattato di Versailles con cui si concluse la prima guerra mondiale.
Exactly five years after the assassination of Franz Ferdinand,
Germany is forced to sign an unconditional surrender
For the signing of this historical document
the French city of Versailles is chosen
Le trattative che lì si svolsero furono piuttosto complicate dalle differenti situazioni presenti tra i vincitori. Innanzitutto c'erano Francia e Gran Bretagna con i loro due grandi imperi coloniali, le due superpotenze dell'epoca. Poi dall'altra parte dell'oceano gli Stati Uniti che avevano come principale interesse quello di almeno impedire che gli imperi coloniali francese e britannico crescessero. E in effetti il trattato di Versailles può essere considerato proprio come l'inizio della fine per quegli imperi.
L'elemento che portò alla disgregazione di questi imperi era stato posto all'interno della Società delle Nazioni, il "nonno" dell'ONU: l'autodeterminazione dei popoli, ovvero l'idea che le nazionalità, i popoli, i gruppi etnici avevano il diritto di governare e controllare se stessi. A spingere sull'autodeterminazione era stato il presidente degli Stati Uniti, Woodrow Wilson che, almeno nell'ottica del crollo dei due imperi coloniali, aveva avuto decisamente un occhio lungo.
Alla fine gli equilibri che emersero dal trattato di Versailles si rivelarono, come sappiamo, piuttosto fragili, visto che la Germania qualche decennio più tardi riprese il suo piano di conquista. Per alcuni il problema furono proprio le pesanti condizioni imposte alla Germania e ai suoi alletati, per altri che non furono abbastanza pesanti. Sta di fatto che di lì a pochi decenni sarebbe arrivata la seconda guerra mondiale. Questa, però, è tutt'altra storia.
A fragile but hopeful peace falls upon the European continent
America returns to their shores, Russia tend to their own matters
and the British empire disbands their colonial forces

P.S.: trovo ironico, quasi un contrappasso, che la guerra che stiamo vivendo in questi giorni sia stata alimentata proprio da quel concetto cardine della Società delle Nazioni, l'autodeterminazione, e che l'aggressore, la Russia, sia anche colui che si sta autoproclamando difensore di quell'idea così fortemente voluta, all'epoca, dagli Stati Uniti.

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