lunedì 21 gennaio 2008

Mr.Vertigo

Passando sopra e sotto la metropolitana, tra viaggi in treno e passeggiate a piedi, ascoltando i Dream Theater o gli Ayeron per riprendersi, ho letto un bel romanzo di Paul Auster, Mr.Vertigo.
Un po' City, un po' Questa storia, entrambi di Baricco, Mr.Vertigo racconta le avventure di un orfano che ha la fortuna di incontrare un maestro levitatore che gli insegnerà l'arte della levitazione e gli lascerà, insieme a tutte le persone che Walt, il protagonista e voce narrante, incontra nella sua vita, il modo migliore di vivere la sua, di vita, soprattutto da quando non potrà più solcare i cieli a causa di terribili mal di testa.
Così come in City, anche in Mr.Vertigo c'è un bambino geniale, in questo caso un Bambino Prodigio, che fa però dello spettacolo, e non dell'intelligenza, la chiave per aprire il mondo. E come in Questa storia, Walt attraversa settanta anni della storia statunitense, dal proibizionismo fino agli anni novanta, passando per l'era dei gangster, delle scommesse illegali, degli idoli del baseball, vivendo (o subendo) la trasformazione della società, sempre più frenetica e conservatrice. Tanto che Walt rinuncia al suo proposito di addestrare il figlio della sua governante:
Il problema però sono quei trentatré scalini. Un conto è dire a Yolanda che posso insegnare a suo figlio a volare, ma una volta superato quell'ostacolo, come la mettiamo? Fa male persino pensarci. Io ci sono passato, ho provato tutto quel tormento, la tortura, e come potrei sopportare di infliggerli a un altro? Non ne nascono più di uomini come Maestro Yehudi, e nemmeno di ragazzini come me: stupidi, permalosi e testardi. Era tutto diverso, e quello che il maestro e io facevamo allora, oggi non sarebbe più possibile. La gente non ci starebbe più. Chiamerebbero la polizia, scriverebbero alle autorità, consulterebbero il medico di famiglia. Non abbiamo più la scorza dura di un tempo, e forse il mondo di adesso è migliore proprio per questo, chi lo sa. Quel che so io è che non si può avere niente in cambio di niente, e quanto più alta è la richiesta, tanto più alto sarà anche il prezzo da pagare.
(trad. Susanna Basso)
Come si può non essere d'accordo? Insomma il romanzo è bello e vale la pena leggerlo!

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