lunedì 7 novembre 2016

Il terzo reich: il lato oscuro del gioco

E' nel gioco che riveliamo la nostra vera natura.
Ovidio
Si può passare un'estate ad affrontare un orrore proveniente da un antro oscuro che vuole conquistare la tua anima, oppure andare in giro per il mondo seguendo l'inspiegabile richiamo da un'isola nel mar Mediterraneo, oppure si può passare l'estate a divertirsi in Costa Brava. Certo per Udo Berger, turista tedesco, il divertimento sfocia nel lavoro: doversi preparare per una convention sui gochi da tavolo. La sua specialità è Il terzo reich, gioco di guerra sul secondo conflitto mondiale.
Udo si ritrova con la fidanzata Ingborg nell'albergo dove era stato con i genitori durante l'adolescenza, gestito dall'affascinante Frau Else, di cui Udo è invaghito. A questo gruppo si uniranno poi Hanna e Charly, anche loro tedeschi, con cui verrà intrecciato un rapporto di confidenza che costituisce una delle molte linee narrative portate avanti da Roberto Bolano in questo romanzo breve, veloce ma intenso per contenuti.
L'intreccio delle diverse linee narrative, le immagini intense al limite dell'horror e la narrazione in prima persona rendono Il terzo reich un noir a tutti gli effetti. Bolano, infatti, esplora l'animo del protagonista, dibattuto tra l'amore per la fidanzata, la passione per i giochi da tavolo, l'infatuazione per Frau Else e la partita al Terzo reich con il Bruciato, un personaggio silenzioso e particolarmente drammatico anche grazie alle ustioni di cui è pieno il suo corpo.
Senza nulla togliere alla forza delle immagini o al ritmo narrativo, ciò che alla fine lascia perplessi, e mi piace pensare lasciò perplesso lo stesso autore (il romanzo è stato ritrovato nel classico cassetto e sembra sia un'opera giovanile), è come il protagonista, dopo aver messo in discussione il suo rapporto con la fidanzata, il suo rapporto con i giochi e in ultima anlisi se stesso, non sembra riuscire a cambiare radicalmente il suo modo di sperimentare il mondo, sostanzialmente distaccato, ottenendo come unici risultati quello di andare con la sua ex senza alcun sentimento e di abbandonare la sua carriera di campione de Il terzo reich (forse l'unico risultato rilevante di tutto il romanzo).
Udo, in questo, ricorda molto uno dei protagonisti di Iddu, ma mentre questi ultimi alla fine hanno trovato un modo per cambiare, il protagonista di Bolano sembra aver preso la mano al suo autore stesso, diventando inamovibile nella sua caratterizzazione essenziale.
Interessante, infine, l'accostamento fatto con Philip Dick in particolare con Tempo fuor di sesto, che ancora non ho letto e quindi non posso valutare.

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