sabato 25 maggio 2019

L'unico e solo bar radioattivo dell'universo

Prima di iniziare, un buon towel day a tutti i lettori!
La traccia con cui si apre What Remains Inside a Black Hole dei Man or Atro-Man? ha un titolo che sembra ispirato a Douglas Adams e al suo Ristorante al termine dell'universo:

Il secondo romanzo della serie è, come già il primo, un susseguirsi di divagazioni all'interno della galassia da parte dei protagonisti, Arthur Dent, Ford Prefect, Trillian e Zaphod Beeblebrox, cui non dobbiamo dimenticare il robot depresso, Marvin, o la Cuore d'oro, l'astronave dotata del motore a improbabilità, che ovviamente sfrutta l'imporbabilità quantistica per muoversi all'interno dell'universo e compiere azioni altamente improbabili.
Ad ogni buon conto, divertendosi come nel miglior stile di Adams, le peregrinazioni dei nostri eroi li portano fino al Ristorante al termine dell'universo che viene così brillantemente pubblicizzato:
Se stamattina hai fatto sei cose impossibili, perché non concederti come settima una colazione da Milliways, il Ristorante al termine dell'Universo?
Il Ristorante si trova in un punto dello spazio posto alla fine del tempo e la compagnia di Beeblebrox si ritrova a cenare lì, mentre il buon Marvin parcheggia astronavi nel parcheggio del ristorante. I quattro raggiungono il robot al parcheggio impedendo al povero Arthur di gustare lo gnab gib, il rovescio del big bang, evento che, invece, viene vissuto dal resto degli avventori:
«I cieli si stanno dissolvendo!» esclamò [Max]. «La natura precipita nel vuoto crepitante! Tra venti secondi l'Universo non esisterà più! Guardate come la luce dell’infinito si riversa su di noi!»
La furia spaventosa della distruzione imperversava intorno alla cupola, e proprio in quell'istante arrivò come da distanze incommensurabili un lieve e tranquillo suono di tromba. Max guardò torvo l'orchestra, ma a quanto pareva nessuno dei musicisti stava suonando la tromba. D'un tratto sul palcoscenico vicino a lui apparve un pennacchio di fumo turbinante. Alla prima tromba se ne aggiunsero altre. Max aveva condotto quello spettacolo per più di cinquecento serate, ma una cosa del genere non gli era mai capitata. Fece un salto indietro e un attimo dopo dentro il pennacchio di fumo si materializzò una figura, la figura di un vecchio barbuto, vestito di una tunica e circonfuso di luce. Nei suoi occhi c'erano stelle e la sua fronte era cinta da una corona d'oro.
(...)
[sul palco compare il Grande Profeta Zarquon]
Zarquon tossì. Guardò le persone che gremivano il ristorante, e le stelle che brillavano nei suoi occhi ebbero un tremolio di disagio.
«Ehm,» disse, reggendo il microfono con visibile imbarazzo «ehm, salve. Scusate se sono un po' in ritardo, ma è stato un momentaccio, con un sacco di intoppi che saltavano fuori all'ultimo momento.»
Sembrava intimidito dal silenzio pieno di aspettativa che regnava adesso nel ristorante. Si schiarì la voce.
«Ehm, come siamo messi con il tempo?» disse. «Ho, credo, giusto un min...»
E con quelle parole l’Universo finì.
Non sappiamo se l'universo finirà in questo modo, né se l'universo finirà veramente: la cosa è ancora poco chiara e in via di discussione, tutto a causa della presenza di materia ed energia oscure. Ciò che però siamo in grado di fare è osservare la radiazione cosmica di fondo, ma è difficile dire che le conclusioni che possiamo trarre da essa siano realmente definitive. Se consideriamo che la costante di Hubble ricavata dalla radiazione cosmica di fondo è apprezzabilmente differente da quella ricavabile salle cefeidi o da altre osservazioni astronomiche, capite bene che se ancora conosciamo così poco dei pochi istanti subito dopo l'inizio, è ancora più arduo fare previsioni sulla fine dell'universo.
Tra l'altro qualcuno propone l'utilizzo delle sirene standard (arXiv) per cercare di mettere a posto questa discrepanza, dove per sirene standard non si intendono le meravigliose e letali ammaliatrici di Ulisse metà donne e metà pesce, ma sorgenti di onde gravitazionali.
Ovviamente non c'è certezza che tali le onde gravitazionali aiuteranno a fare chiarezza sulla questione: forse la soluzione più semplice è accettare di non conoscere qualcosa, ad esempio non sappiamo come gli istanti iniziali su cui non siamo in grado di fare alcuna misura, quelli precedenti alla radiazione cosmica di fondo, influenzano la radiazione cosmica di fondo stessa.
Allora a questa ignoranza brindiamo tutti insieme con un gnab gib sorseggiato tra le sale del Ristorante al termine dell'universo, i cui campi esterni lo proteggono dalla distruzione finale dell'universo, permettendo ai suoi clienti di raggiungerlo da qualunque parte dello spazio e del tempo e godere dello spettacolo finale!

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