giovedì 17 marzo 2022

Il Signore dei Maghi

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Era da diversi anni che non trovavo l'occasione per leggere Il Signore dei Maghi, romanzo fantasy di Lawrence Watt-Evans, scrittore statunitense di genere fantasy e fantascientifico. Mentre in quest'ultimo caso ha realizzato soprattutto le così dette novelizzazioni (o comunque romanzi appartenenti a universi narrativi nati per altri media), nel fantasy è da considerarsi un creatore di mondi, proprio come questo romanzo, che risulta il primo de La saga degli Eletti.
Il romanzo è ambientato a Barokan, un regno dominato dalla magia che, come si scopre man mano che procede la lettura, è solo una porzione di un mondo ancora più vasto. La struttura di Barokan è al tempo stesso semplice e complessa. A capo di tutto c'è il Signore dei Maghi, che grazie a una serie di incantesimi, è in grado di controllare il tempo atmosferico e ha il potere di uccidere i maghi che ritiene malvagi (e in generale tutti coloro che ritiene comportarsi in maniera criminale). Questi viene eletto dal Consiglio degli Immortali, ovvero il club di tutti i maghi presenti a Barokan (da questo Consiglio sono esclusi i sacerdoti dei singoli villaggi e città, che invece conoscono semplicemente i riti per ingraziarsi gli elementali del luogo, denominati ler). Infine ci sono otto Eletti, il cui compito è decidere se un Signore dei Maghi è impazzito diventando un Signore delle Tenebre e quindi operare i passi necessari per costringerlo ad abdicare oppure a ucciderlo.
Protagonista della storia è il giovane Breaker del villaggio di Mad Oak che, spinto dal suo desiderio di non restare confinato dentro il suo villaggio natio, accetta di diventare il nuovo Spadaccino degli Eletti. E la prima cosa che fa, spinto da una pulce messagli nell'orecchio dal suo predecessore, è mettersi in cerca dell'attuale Signore dei Maghi per verificare se è un potenziale Signore delle Tenebre.
Il romanzo è costruito come un lungo viaggio di costruzione della Compagnia, gli Eletti titolari della saga, in cui sono presenti alcuni elementi crime e thriller. Watt-Evans racconta i personaggi attraverso gli occhi di Breaker e grazie alle sue considerazioni fornisce una serie di indizi realtivi al colpo di scena presente nel finale, che lo rende sì meno sorprendente, ma non per questo meno deludente. La delusione, in effetti, arriva dall'attesa del romanzo, che dovrebbe mettere in discussione la struttura di governo di Barokan, cosa che non fa mai in maniera esplicita se non nel finale. In questo senso è interessante il nome del protagonista, visto che è proprio Breaker a mettere in discussione questa struttura, senza dimenticare il fatto di aver assunto naturalmente il ruolo di guida degli Eletti, pur essendo previsto il ruolo del Capo nel gruppo.
Molti aspetti, più o meno marginali, risultano in qualche modo insoddisfacenti, anche se sono tali probabilmente perché Il Signore dei Maghi è il primo di una trilogia, che non ho acquistato e non sono così convinto di voler recuperare: in fondo la sua conclusione è abbastanza autoconsistente, e questo è indubbiamente un elemento positivo del romanzo, insieme con lo stile decisamente vivido e lineare di Watt-Evans. E per fortuna lo scrittore ha deciso di non insistere con le filastrocche, visto che La ballata degli Eletti posta all'inizio del volume risulta molto poco musicale. Il Signore dei Maghi Lawrence Watt-Evans Alessandro Pilo Newton Compton 2008 352 brossurato 9,90 9788854110229

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