sabato 16 luglio 2022

Batmanga: La scienza batte i criminali

20220716-batmanga-jiro-kuwata
Quando nel 2014 su Lo Spazio Bianco realizzammo lo speciale per i 75 anni di Batman, tra i vari articoli che proposi per l'occasione ci fu anche una recensione dedicata al Batmanga di Jiro Kuwata. Per cui fui molto felice della pubblicazione da parte di Panini Comics di un cofanetto con i tre tankobon che raccolgono tutto il suo Batmanga, che all'epoca iniziai a leggere in inglese in digitale, senza però portare a termine la lettura. D'altra parte conoscevo questa particolare opera di Kuwata sin dal 2011, quando scoprii dell'esistenza di una pubblicazione più o meno amatoriale in inglese dell'opera da parte di Chip Kidd e Saul Ferris risalente al 2008.
Come scrissi nella recensione su LSB, una gran mano per avere la traduzione inglese ufficiale da parte della DC Comics la diede Granto Morrison, che introdusse nelle sue storie due dei personaggi ideati da Kuwata per il Batmanga, Lord Death Man, a sua volta basato sul Death Man di Robert Kanigher e Sheldon Moldoff (e non è un caso se in questa nuova versione il "Lord" è andato perduto) e il professor Gorilla, una versione in stile lucha libre del flashiano Gorilla Grodd creato da John Broome e Carmine Infantino.
Il primo volume della raccolta si apre proprio con la storia dedicata a Death Man, un inquietante ladro che, apparentemente, è in grado di tornare dalla morte tutte le volte che vuole. Il suo arrivo in città è quanto di più gotico ci possa essere: una rapina durante un'asta in cui per enfatizzare ancora di più il suo pauroso costume, nero con uno scheletro dipinto sopra, fa letteralmente saltare la corrente all'interno della sala, minacciando gli astanti con altrettante figure scheletriche dotate di fucile. Che però, dopo poco, si rivelano dei semplici poster.
La storia, poi, procede veloce, tra inseguimenti e sparatorie: spettacolare, ad esempio, quella conclusiva al cimitero, che occupa tutto il terzo capitolo. Qui Kuwata mostra un Batman particolarmente agile in una scena che coinvolge anche Robin, la bat-corda e la bat-mobile. In questo caso, per sua stessa ammissione, Batman sfrutta la forza centrifuga. Se da un lato gli aspetti investigativi delle storie sembrano lasciato un po' al caso (vedi ad esempio nella prima storia la chiave risolutiva viene scoperta nel corso dell'esibizione di un fachiro indiano durante un party), questo dettaglio ci fa, invece, capire come la scienza giochi un ruolo importante nel corso delle storie. Kuwata, infatti, cerca di caratterizzare Batman come un detective scientifico, facendo emergere le sue conoscenze innanzitutto nella fisica, come quando decide di sfruttare la forza centrifuga per atterrare in maniera veloce ed efficiente gli scagnozzi di Death Man.
20220716-batmanga-forza-centrifuga
Un altro interessante esempio lo troviamo, poi, ne L'uomo palla. In questo caso la storia ruota intorno a un ladro dotato di un costume particolare, le cui proprietà gli permettono di rimbalzare senza alcun danno, proprio come una palla. Le sue proprietà elastiche sono dovute alla particolare lega metallica scoperta dall'Uomo palla. In questo caso Kuwata non ci fornisce delle particolari motivazioni per cui il metallurgo Gagney decide di darsi al crimine: in fondo ottenere dei soldi in maniera facile è già una motivazione più che sufficiente. Batman, per sconfiggere il suo avversario, decide di combinare la luce e gli ultrasuoni per, letteralmente, annullare le proprietà elastiche del costume. La cosa, in qualche modo, può avere senso se consideriamo l'effetto fotoelettrico.
Altro interessante esempio è con Il mago Gogò, altro personaggio mutuato dagli avversari di Flash. In questo caso abbiamo la versione di Kuwata del Mago del Tempo, creato sempre da Broome e Infantino. Lo si riconosce a causa della sua bacchetta del tempo, con la quale riesce a modificare il tempo atmosferico. La differenza, invece, sta nelle origini, visto che nella versione di Broome e Infantino, Mark Mardon ottiene la bacchetta dopo aver ucciso il fratello, l'inventore della bacchetta, mentre nella versione di Kuwata Gogò uccide il professor Clark, a sua volta inventore della bacchetta usata proprio da Gogò.
Nel corso della sfida con quest'ultimo, poi, il mangaka ha modo di mostrare in ben due occasioni l'ingegno di Batman, prima quando quest'ultimo esce da una gabbia di ghiaccio creata da Gogò per intrappolarlo, poi, nel finale, quando riesce a sfruttare i punti deboli della bacchetta. Quest'ultima, infatti, per realizzare le sue tevastazioni climatiche, ha la necessità di poter manipolare delle grandi quantità di aria. Così Batman decide di portare Gogò all'interno di una stanza ermeticamente chiusa, con i mobili fissati al pavimento e con una serie di corde tese alle pareti, permettendo così all'eroe di ridurre la potenza dei turbini di Gogò, impedirgli di usare i mobili contro di lui e poter sfruttare l'elasticità delle corde per rivolgere contro il "mago" quel poco di forza che riusciva a generare con la bacchetta.
20220716-batman-gogo
Nel resto del sommario è presente anche il già citato professore Gorilla e soprattutto L'uomo che smise di essere umano, probabilmente la storia più bella del primo volume. In questo caso l'antagonista di Batman è il governatore Warner, che inizia a essere influenzato da una particolare mutazione all'interno del suo cervello che, secondo un innominato psichiatra, con le opportune radiazioni, potrebbe farlo evolvere velocemente verso il prossimo stadio evolutivo umano. A quel punto Warner decide di sottoporsi all'esperimento di mutazione con l'intento di capire se questa mutazione sia benigna o malvagia. Kuwata, in questo caso, dopo una bella introduzione sull'evoluzione, presenta uno dei personaggi meglio caratterizzati del volume. Warner, infatti, si sottopone volontariamente all'esperimento, mostrando una forza di volontà ferrea. Inoltre, con quel poco della sua coscienza che gli resta dopo la mutazione, suggerisce a Batman un modo per sconfiggerlo, dopo che l'eroe non è riuscito a ucciderlo nonostante fosse questa la volontà del governatore.
In generale la caratterizzazione dei personaggi non è particolarmente approfondita e viene lasciata soprattutto alla recitazione espressiva e "fisica": in particolare il Dinamico Duo è tanto letale e coordinato in maschera quanto brillante e rilassato in abiti civili, dimostrando di aver assimilato la lezione dei maestri statunitensi dell'epoca.
Graficamente, poi, Kuwata utilizza di base una griglia a quattro strisce, come quella introdotta da Osamu Tezuka, che però viene interpretata in maniera flessibile in base alle esigenze della storia, come con le vignette verticali che mostrano la discesa di Batman e Robin all'inseguimento di Death Man lungo la facciata del palazzo dove si è svolta la vendita. Il tratto, infine, come quello del già citato Tezuka, mostra le influenze dei maestri statunitensi, ottenendo alla fine un risultato assolutamente gradevole, una sintesi, sia per stile sia per tematiche, tra Dick Sprang e lo stesso Tezuka.
Il primo volume, infine, si conclude con la prima parte della sfida contro Clayface, anche se Kuwata presenta una versione non canonica. Di questo, però, ne parleremo quando sarà arrivato il momento di affrontare il secondo volume della raccolta.

Nessun commento:

Posta un commento