martedì 28 febbraio 2023

Ritratti: Marília Chaves

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Marilia Chaves
Le donne non era assenti al processo di costruzione della scienza nel campo della matematica in Brasile, ma solo un piccolo numero di esse avevano accesso a una formazione specifica. Poiché i brasiliani avevano accesso alla matematica solo attraverso i politecnici, e poiché questi erano tradizionalmente delle roccaforti maschili, fu solo con la nascita delle facoltà di filosofia, negli anni Trenta, che le donne iniziarono realmente a entrare nelle aule. La presenza delle donne nelle scuole di ingegneria non era molto comune all'inizio del secolo (...)
ma in quel lontano 1939 troviamo la giovane Marília Chaves che era entrata proprio alla scuola nazionale di ingegneria dell'Università del Brasile a Rio de Janeiro, terza su un totale di 73 studenti ammessi. Era dunque qualcosa di piuttosto inconsueto che una ragazza entrasse in un posto così prestigioso. D'altra parte Marilia si riteneva una ragazza fortunata:
Sono stata fortunata, i miei genitori mi hanno incoraggiato. Fino al punto che ho frequentato una scuola superiore a Santana do Livramento dove le ragazze non potevano studiare. Grazie alla gentilezza dei sacerdoti, ho frequentato la scuola secondaria come studentessa privata e sono stata in grado di sostenere gli esami con i ragazzi. Allora la famiglia mi ha aiutato a studiare ciò che mi interessava.
In realtà a Marilia l'ingegneria interessava poco o nulla: era molto più affascinata dalla matematica. Non lo dimostrano solo i suoi risultati, ma anche i ricordi di altri due studenti di quell'anno, Maurício Matos Peixoto e Leopoldo Nachbin. Secondo quanto ricordato da Peixoto, che nel 1946 sposò proprio Marilia, fu proprio la passione di quest'ultima a spingerli verso la matematica, a vivere per e di matematica.
Nonostante la laurea in ingegneria civile ottenuta nel 1943, Marilia e i suoi due amici avevano studiato matematica avanzata, frequentando le lezioni di Luigi Sobrero e Gabriele Mammana.
Sobrero era nato a Torino nel 1909 e si era laureato in ingegneria presso l'Università di Roma nel 1931 e in matematica due anni dopo. Tra il 1939 e il 1943 è stato visiting professor di fisica teorica a Rio de Janeiro. Anche Mammana era italiano. Laureatosi a Pisa, é successivamente divenuto assistente di Mauro Picone all'Università di Catania. Ha insegnato a Livorno, Cagliari, Catania e Napoli pper poi andare all'università di Rio de Janeiro tra il 1939 e il 1942. Il suo campo era l'analisi, in particolare le equazioni differenziali. Lo stesso campo in cui Marilia scrisse la tesi che propose per il concorso per diventare professoressa di calcolo infinitesimale presso la scuola nazionale di ingegneria brasiliana. La tesi, presentata nel 1949 e pubblicata in forma di articolo quello stesso anno, le permise di ottenere, nel 1951, il dottorato in matematica, diventando la prima donna in Brasile a raggiungere tale obiettivo. Quello stesso anno venne eletta come membro dell'accademia brasiliana delle scienze, prima donna brasiliana a ottenere tale onore. In effetti c'era stata un'altra donna a ottenere tale onore, ma non era una scienziata brasiliana: nel 1926, infatti, era stata eletta come membro straniero l'allora famosissima Marie Curie.
Il suo principale contributo, ottenuto insieme con il marito, ricade nel campo della stabilità strutturale dei sistemi dinamici e ha dato origine al teorema di Peixoto. O forse sarebbe più corretto dire il teorema dei Peixoto.
Fonte principale: MacTutor

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