martedì 3 marzo 2026

Le indegne

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Se con Cadavere squisito Agustina Bazterrica affrontava il tema del capitalismo attraverso una situazione estrema come la legalizzazione del canniibalismo, legata ai cambiamenti climatici ma essenzialmente distopica, con Le indegne costruisce un'opera che in effetti potrebbe ricadere tranquillamente nel filone della climate fiction, ma che in ultima analisi affronta il tema della religione, che per esempio era solo uno dei tanti elementi accennati da Bruno Arpaia in Qualcosa là fuori.
La storia è ambientata in una specie di oasi, o di isola (la cosa è abbastanza indifferente) posta tra le mura di un monastero abbandonato, dove si sono rifugiate alcune donne che hanno iniziato un culto religioso ai limiti del fanatismo rinnegando il dio cristiano e tutti i suoi simboli. Le indegne del titolo, di cui fa parte la protagonista nonché narratrice, sono il livello più basso di questo ordine, e sono per lo più mosse dal profondo desiderio di ascendere ai livelli superiori.
Tra gli elementi interessanti di questo piccolo mondo isolato c'è, appunto, questa promessa con la quale le indegne sono tenute sotto controllo, che le tiene separate una dall'altra, preda di invidie tra loro e prive di qualsiasi senso critico. In questo senso risulta significativo il divieto di possedere qualunque oggetto, dalla carta alla penna, utile per scrivere. Questo introduce un elemento di grandissimo interesse, perché la narratrice scrive il suo diario, che è ciò che stiamo leggendo, in clandestinità, con un inchiostro prodotto da lei stessa o "rubato" dagli oggetti dei monaci che in precedenza occupavano il monastero.
Le sue memorie, dunque, sono un atto di ribellione a un piccolo mondo che, con la forza della paura nei confronti di un mondo post-apocalittico, devastato dai cambiamenti climatici e dalle guerre dell'acqua che ne sono state conseguenza, tiene schiave le indegne. Una ribellione il cui inizio è sancito dal momento stesso in cui la protagonista inizia a ricordare chi era realmente prima di essere accolta nel monastero. Questo è un elemento chiave, perché, come in molte opere analoghe, enfatizza il recupero dell'individualità sull'omologazione, e quindi l'inizio di un percorso di crescita inarrestabile.
Al tempo stesso, dunque, Agustina Bazterrica rinnova la fantascienza e la climate fiction riprendendo elementi già utilizzati (il mondo isolato, il rapporto con il divino, e per traslato con il potere, ...), ma con una freschezza e un'attualità che ci costringono a riflettere sui temi che ci propone tra le pagine del suo bellissimo Le indegne.

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