sabato 26 settembre 2026

Animal Human: La nuova catena alimentare

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Arrivato al quarto tankobon in Giappone, Animal Human - Uomini animale di Takuya Okada è, se vogliamo, ancora più estremo rispetto a Cadavere squisito di Agustina Bazterrica.
I primi due volumi, pubblicati in Italia da Magic Press, iniziano con un padre e una figlia che dopo un incidente vengono soccorsi da un animale antropomorfo che abita in una fattoria lì vicino. E abbastanza presto ci rendiamo conto che non siamo di fronte a una reinterpretazione de La fattoria degli animali di George Orwell, ma in una vera e propria distopia, una specie di horror vegano che però, come Cadavere squisito è anche un'evidente critica alla società capitalistica e consumistica che abbiamo costruito.
Il manga, al di là dei dettagli di trama, presenta infatti animali antropomorfi che allevano, uccidono e mangiano esseri umani, ed esseri umani che allevano, uccidono e mangiano animali antropomorfi. In cima a questa catena alimentare troviamo, però, le elite composte da umani e animali antropomorfi che si nutrono indifferentemente di animali e umani. Questi ultimi, come ci viene mostrato dal mangaka in alcune scene, brevi ma significative, hanno un unico interesse: produrre carne migliore, che sia umana o animale ha poca importanza.
Se confrontiamo la scelta narrativa e il tratto di Okada con Paru Itagaki, l'autore di Beastars, ci troviamo di fronte a un'opera più realistica, in cui gli animali antropomorfizzati in maniera quasi fiabesca prendono il posto con rappresentazioni ben più realistiche ed estremamente umanizzate. Inoltre i luoghi in cui i capi di allevamento, siano essi animali umani oppure umani, sono trattati risultano assolutamente identici agli allevamenti intensivi reali, quelli del nostro mondo.
E' significativa, in quest'ottica, la scena in cui un pacioccoso roditore viene condotto verso la "spedizione", parola dietro la quale si nasconde una soppressione sommaria di un capo che non è riuscito a raggiungere un'altta qualità della carne. Se già di per sé la scena della macellazione è terribile nella sua crudezza, con l'animale che viene stritolato vivo (come, del resto, nella realtà), colpisce come i suoi compagni, ingnari del destino del "fortunato", lo incitano per vivere al meglio il suo futuro. Che, però, sarà estremamente breve.
Un'opera che ci costringe a riflettere da un lato su come vengono trattati gli animali nella nostra società consumistica, e dall'altro sulla nostra stessa società, visto che la metafora dietro Animal Human ha diversi livelli di lettura.

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