giovedì 2 maggio 2019

L'atro antro

Sotto la spinta della visione su Netflix di Una serie di sfortunati eventi, prodotta tra gli altri dal grande Neil Patrick Harris, che interpreta magistralmente il Conte Olaf, ho ripreso dopo anni la lettura della serie di romanzi scritti da Lemony Snicket, pseudonimo dello scrittore statunitense Daniel Handler.
In effetti lo status di Snicket come narratore è abbastanza labile sin dall'inizio della serie, quando più volte cita le sue indagini sulle sfortunate vidende dei tre orfani Baudelarie. In qualche modo, infatti, lo si considera al tempo stesso anche un personaggio della serie anche per la presenza attiva dei suoi due fratelli, Jack Snicket, che appare ne Il vile villaggio, e Kit Snicket, citata per la prima volta proprio ne L'atro antro, undicesimo libro della Serie.
Ricapitoliamo brevemente: i drammatici eventi de La scivolosa scarpata hanno portato i tre fratelli Baudelaire in mezzo al Torrente Teso a bordo di un toboga. Qui li ritroviamo all'inizio di un'altrettanto drammatica vicenda poco prima che il sommergibile Queequeg del capitan Controsenso emerga dalle acque proprio sotto il loro natante. Dunque, ispirato dallo stesso Lemony Snicket, mi permetto di suggerirvi di leggere qualcosa sul ciclo dell'acqua e lasciar perdere questa drammatica recensione. Se, per sbaglio, avete deciso di seguire la recensione, bhe... peggio per voi!
Le vicende a bordo del Queequeg, nel cui risicato equipaggio è presente anche il sempre ottimista Phil, conosciuto alla segheria Ciocco Fortunato, prevedono la ricerca della misteriosa zuccheriera, possibilmente entro il giovedì, giorno della grande riunione dei V.F. nell'ultimo posto sicuro. Per trovare la zuccheriera, i nostri dovranno entrare all'interno di un antro oscuro, una grotta all'interno della quale venivano realizzati dei pericolosi esperimenti, che gettano una luce grigia e sfumata sui due lati della scisma dei V.F. Questi esperimenti coinvolgono il letale Mycelium Medusoide, un fungo pericolosissimo in grado di uccidere qualunque essere vivente entro un'ora da quando le sue spore vengono respirate dal malcapitato. E in questo caso toccherà alla piccola Sunny!
No! Non abbiate paura: si salverà, come scrive lo stesso Lemony a più riprese, ma il racconto dei momenti di tensione passati da Violet e Klaus per salvare la sorellina saranno intensi e terribili, tanto quanto la presenza del Conte Olaf con un curioso sommergibile a forma di piovra (o calamaro gigante) e quella dell'inquietante e misterioso Grande Ignoto, nome dal gusto lovecraftiano.
Ancora una volta i libri e in particolare le poesie giocano un ruolo determinante nella serie di enigmi che i Baudelaire devono risolvere nel corso della trama. In particolare trova un posto interessante per qualunque amate di Alice nel Paese delle Meraviglie un estratto dalla poesia di Lewis Carroll Il tricheco e il falegname, che nella versione presente sul libro recita così:
All'Ostriche il Tricheco
disse:'Su, ragazzole!'
Volete venir meco?
Si scambian due parole,
si fa una passeggiata
lungo il cinema.(1)
Saranno le differenze con il testo originale in questa e nella di Thomas Stearns Eliot ai Baudelaire l'inidicazione per raggiungere la Spiaggia Salmastra, il luogo dove tutto è iniziato, ma con un'importante differenza rispetto all'inizio: ad attenderli, oltre al signor Poe, ci sarà un taxi misterioso guidato da Kit Snicket.

  1. La versione originale della poesia di Carroll è
    'O Oysters, come and walk with us!'
    The Walrus did beseech.
    'A pleasant walk, a pleasant talk,
    Along the briny beach:
    We cannot do with more than four,
    To give a hand to each.
     

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