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martedì 21 aprile 2009

La stanza delle serpi

Immagine di La stanza delle serpiBellissimo e molto teatrale, per lo stile dei dialoghi e per come vengono gestiti i personaggi e i tempi dell'azione, questo secondo episodio della... sfortunata serie di vicende dei fratelli Baudelaire. I tre bravi fratelli, questa volta, vengono affidati al simpaticissimo zio Monty, esploratore ed erpetologo (che vuol dire esperto di serpenti), col quale passeranno alcuni giorni spensierati prima che nelle loro vite ritorni il terribile Conte Olaf, travestito da nuovo assistente dello zio.
E proprio nella sequenza di eventi rappresentata in questo caso da Lemony Snickett con Olaf protagonista si comprende appieno perché Jim Carey era l'unico attore possibile per questo personaggio: Olaf è istrionico, camaleontico, agile proprio come l'attore statunitense, e soprattutto la sequenza ambientata nella serra dei serpenti insieme al finto dottore e al signor Poe, il banchiere che gestisce i soldi degli orfani, ha il ritmo di una rappresentazione teatrale. Estremamente fedele al testo è anche la rappresentazione cinematografica ambientata nella casa di Monty, che forse nel romanzo si dimostra ancora più simpatico dell'equivalente cinematografico.

Puntate precedenti:
1. Un infausto inizio

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