Stomachion

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domenica 31 agosto 2025

Topolino #3640: Cento anni di Camilleri

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Il 6 settembre del 2025 ricorrono i cento anni di Andrea Camilleri, scomparso il 17 luglio del 2019. Topolino, per celebrare l'arte dello scrittore e regista teatrale e televisivo, ha confenzionato un'apertura di numero decisamente di grande livello e che, forse, avrebbe meritato una copertina ad hoc invece del semplice cerchietto con Topalbano al centro.
E', infatti, tornata la versione disneyana del famoso commissario Salvo Montalbano, la creazione più nota di Camilleri, con La voce del mandorlo di Francesco Artibani affiancato anche in questa occasione da un ottimo Giampaolo Soldati.

domenica 16 marzo 2025

Topolino #3616: Lezione di giornalismo

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I festeggiamenti per i 5 anni di storie di Area 15 proseguono con un vero e proprio piccolo crossover con Papersera News, la serie di Corrado Mastantuono che ha riportato i auge il quotidiano di Paperone ideato mezzo secolo fa da Dick Kinney e Al Hubbard.
Con Afida all'ultimo scoop, Mastantuono confronta la redazione del Papersera, ovvero Paperino e Paperoga (sostanzialmente una situazione non molto differente, anzi forse anche peggiore, rispetto a uno dei tipici giornali distribuiti gratuitamente nelle metro di Milano), con i ragazzi di Area 15, cercando di raccontare il confronto generazionale attraverso il mestiere del giornalista. La prima cosa che colpisce è il gergo da geek tecnologici che Mastantuono mette sul becco dei ragazzi, cosa che il lettore non deve pensare sia una generalizzazione di tutta la generazione, ma una semplice caratterizzazione particolarei di questo gruppo di ragazzi.

domenica 5 gennaio 2025

Topolino #3606: Nel segno di Carpi

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La storia disneyana che più viene in mente quando si pensa a Il fantasma dell'opera di Gaston Leroux è I misteri della cattedrale di Carl Barks, in originale The Phantom of Notre Duck. Pubblicata negli USA su Uncle Scrooge #60 del 1965, arriva in Italia su Topolino #550 l'anno dopo. Vede Paperone e nipoti affrontare un personaggio sfuggente, detto appunto il "fantasma di Notre Duck", che a dispetto dell'ispirazione che sembra essere quella del gobbo di Notre Dame, ricorda molto di più l'Erik di Leroux, sia per via degli abiti neri che gli permettono di confondersi con le ombre, sia per via dell'uso dei passaggi segretio che gli permettono di muoversi velocemente all'interno e sotto la cattedrale paperopolese.
Ci sono state, però, anche delle esplicite parodie del romanzo, in particolare Topolino e il fantasma dell'opera di Alessandro Bencivenni e Luciano Gatto, pubblicata sui numeri 1486 e 1487, che però è ambientata nel tempo presente. Per cui Il fantasma dell'opera di Francesco Vacca e Mario Ferracina è la prima vera parodia in costume del romanzo gotico di Leroux. I due autori, però, non guardano solo alla materia letteraria, ma anche alla tradizione fumettistica disneyana (anche se, in effetti, l'ironia nel romanzo di Leroux è ben presente). Stilisticamente, infatti, sia nella narrazione sia nel tratto adottato da Ferracina si respira l'aria delle parodie di Giovan Battista Carpi, cui i due autori tributano esplicito omaggio, in particolare a Il mistero dei candelabri, parodia de I miserabili di Victor Hugo, che è il titolo dell'opera che viene messa in scena sul palco dell'Opera Paperopoulaire. Tra i caratteristi, poi, si trova, peraltro anche omaggiato nella copertina di Andrea Freccero, troviamo il corvo poliziotto presente in quella parodia.
Al di là delle reinterpretazioni e degli omaggi disneyani, la parodia di Vacca e Ferracina resta sostanzialmente fedele alla trama, almeno in questo primo episodio, e alle idee di Leroux, che ricordiamo era un ex-giornalista.

mercoledì 5 giugno 2024

I corti di Carl Barks: Northwest Mounted e i corti abbandonati

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Nel marzo del 2001 per celebrare il centenario di Carl Barks, scomparso nell'agosto del 2000, Disney Italia propose un numero speciale di Zio Paperone, il #138, e il corposo volume Carl Barks. L'uomo dei paperi uscito in edicola all'interno di Tutto Disney e in libreria sotto l'etichetta Disney Libri.
Barks, nato il 27 marzo del 1901 a Merrill in Oregon, secondo di due figli, iniziò a lavorare nel mondo del fumetto relativamente tardi, nel 1928, come vignettista per il Calgary Eye-Opener.
Nel 1935, rispondendo a un annuncio su un giornale, viene assunto presso gli studi di animazione di Walt Disney all'inizio come intercalatore (realizza, cioe, i disegni di animazione intermedi). Il suo primo incarico e la sequenza di tip tap per io cortometraggio Thru the mirror di Dave Hand, uscito nel 1936. Il suo primo cortometraggio come sceneggiatore esce invece nel 1937: è Modern Inventions di Jack King, con il quale fornera un sodalizio duraturo che portera alla creazione di Qui Quo Qua nel 1938 e di Ciccio nel 1939.

sabato 18 maggio 2024

Paperino #527: L'ira della star

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Arriva al terzo episodio, Calma assoluta! disagnata da Emilio Urbano, la serie di Alberto Savini That's your life, Donald! realizzata per celebrare i 90 anni del personaggio (e quindi tra 5 anni il suo corto d'esordio diventerà di pubblico dominio). E nel frattempo sono anche riuscito a trovare il riferimento all'albo a fumetti e quindi alla storia in esso contenuta che sta dietro il titolo della serie stessa.
Infatti il Four Color Comics #1109 dell'estate 1960 recava come titolo This is Your Life, Donald Duck, come la storia scritta da Vic Lockman e Tony Strobl pubblicata in Italia per la prima volta sull'Almanacco Topolino #50 del 1961. La storia, che ricordavo per via delle sue ristampe su Le imperdibili #1 del 2002 e Zio Paperone #176 del 2004 presenta uno spaccato dei primi anni di vita di Paperino, dall'infanzia alla fattoria, mostrando il suo caratteraccio sin dagli albori, fino al periodo del college a Paperopoli, con le prime interazioni con Paperina e Gastone e con lo zio Paperone, elemento quest'ultimo che Don Rosa escluse dalla sua $aga. Più interessanti le ultime due mini-storie: una è un vero e proprio remake di The brainy wolf di Carl Barks, tradotta in Italia come La macchina soffiapensieri o Le scatole pensanti, e l'ultima che è abbastanza esplicitamente ispirata (anche se l'ambientazione è diversa) a Una serata di beneficenza (Orphan's Benefit) corto del 1934 di Burt Gillett.

lunedì 25 marzo 2024

Topolino #3565: Ritorno alle origini

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Il riferimento del titolo della recensione di questo numero di Topolino è per la storia, in due parti, Zio Paperone e la terribile Banda Bassotti di Vito Stabile e Carlo Limido.
Stabile, da grande conoscitore dell'opera dei grandi autori disneyani, decide di recuperare la temibilità dei Bassotti che si è via via annacquata man mano che la temibile banda di ladri è stata utilizzata sempre di più dai vari autori disneyani. La Banda Bassotti fa il suo esordio nel periodo in cui Carl Barks sta ancora cercando di costruire il mondo di Paperone, compreso il luogo dove contenere la sua incredibile collezione di monete. All'inizio, infatti, Paperone non ha un deposito come lo conosciamo oggi, e così in qualche modo l'esordio dei Bassotti ne La banda dei segugi è naturalmente un esordio di successo per i ladri con il numero di matricola sulle maglie. Anche con la successiva La ghiacciata dei dollari i Bassotti riescono a portare a termine un nuovo piano di rapina, dimostrando di essere degli avversari non solo irriducibili, ma persino in grado di mettere in difficoltà il più duro dei duri.

domenica 29 agosto 2021

Topolino #3431: Ricordando Carl Barks

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All'interno di un ricco sommario di inediti, impreziosito dalla conclusione de L'ultima avventura di Reginella, è presente al centro dell'albo la ristampa de L'eredità di Paperino di Carl Barks. La storia, uscita nel 1949, è stata la protagonista di un curioso caso di un brevetto negato, nello specifico all'inventore Karl Kroyer, cui, nel 1964, era stato chiesto di risollevare una nave affondata nel mare di fronte alle coste del Kuwait. Su questa storia curiosa avevo scritto un articolo che è diventato la base per un nuovo video della serie Disney Comics&Science:

sabato 21 novembre 2020

Merluzzetti

Lo so che vi devo ancora la conclusione delle recensioni dedicate a Cube Escape, ma quest'oggi vorrei concentrarmi su un giochino particolare, animal restaurant, che porta al livello degli idle la gestione di un ristorante insieme con una grafica pucciosa e accattivante, senza dimenticare anche alcuni elementi di coinvolgimento come missioni, raccolta di elementi, aggiornamento del ristorante stesso. Non amando molto gli idle probabilmente lo disinstallerò presto (mi do ancora un mese di tempo: magari dura di più, ma nulla è garantito). L'elemento interessante, però, è la moneta che viene utilizzata dagli avventori per pagare nel ristorante: i merluzzetti!

domenica 2 febbraio 2020

Topolino #3349: Al cuore del mistero

In effetti le tre storie principali di questo Topolino #3349 vanno tutte al cuore di un qualche mistero. Iniziamo con il mistero legato al Manuale delle Giovani Marmotte.
Un concentrato di conoscenza
Il gruppo di scout delle Giovani Marmotte fa il suo esordio nel 1950 sulle pagine di Paperino e l'E.S.S.B. di Carl Barks. Quest'ultimo viene anche considerato come l'ideatore del Manuale utilizzato dalle GM come piccolo tomo di consultazione contentente praticamente tutto lo scibile umano (o quanto meno un suo sunto). Barks utilizza uno strumento di questo genere, senza però nominarlo come Manuale delle GM, in Zio Paperone pesca lo Skirillione del 1954, ma è in Paperino novello pioniere, pubblicata nel 1953, di Carl Fallberg e Jack Bradbury che viene nominato per la prima volta il mitico Manuale.
Successivamente arrivò Don Rosa che si occupò del Manuale in maniera più estensiva, prima aggiungendo le sue origini e successivamente il ruolo che rivestì nella fondazione del corpo delle Giovani Marmotte: il Manuale, infatti, venne redatto da Fenton Penworthy come sintesi dei volumi sopravvissuti della perduta Biblioteca di Alessandria. Conservato nella caverna sottostante al Forte Paperopoli, venne ritrovato da Cornelius Coot, fondatore della città, e da questi affidato al figlio Clinton Coot, che lo utilizzò come guida per il corpo delle Giovani Marmotte, di cui era il fondatore.

domenica 14 aprile 2019

Topolino #3307: Punti di vista

Dopo aver elogiato il Klondike di Giulio D'Antona e Lorenzo Pastrovicchio sul Cappellaio Matto è giunto il momento di scrivere qualcosa sul resto del sommario, partendo dalla fine:
Nell'antica Cina
Un mistero misterioso spinge Topolino e Pippo a tornare indietro nel tempo: un disegno su carta dell'Antica Cina ritrae un nobile di alto rango che si inchina di fronte a una strana figura che sembra un grillo a grandezza umana. La teoria di Marlin, che qui fa la figura dell'ufologo dilettante piuttosto che del fisico in grado di progettare una macchina del tempo, è che questo grillo in realtà è un alieno atterrato in Cina e le cui conoscenze hanno permesso ai cinesi dell'epoca di realizzare molte delle avanzate invenzioni come bussola, carta, stampa, acciaio, fuochi d'artificio e così via.
La storia di Sisto Nigro, L'alieno canterino, risulta dinamica e divertente anche grazie ad alcune gag ben inserite all'interno della storia, come una pagina completa in cui Topolino e Pippo cercano di ottenere un lavoro per entrare nel palazzo del nobile, che alla fine fanno dimenticare la caratterizzazione non molto lusinghiera di Marlin, che salta a conclusioni affrettate, o l'assenza dell'ormai classico bottone di richiamo temporale preferendo, lo sceneggiatore, l'ancor più classica serie di appuntamenti per il ritorno ogni 12, 24 o 36 ore, indizio che suggerisce come probabilmente questo sia un soggetto che Nigro (o la redazione?) aveva nel cassetto da un po' di anni.
A impreziosire la storia ci pensano, infine, i disegni di Paolo Mottura, particolarmente efficaci in questa ambientazione cinese.

venerdì 4 maggio 2018

Le grandi domande della vita: Terra piatta, uova cubiche e altre facezie

La domanda sul destino degli astronauti che cadono dentro un buco nero mi ha spinto a riprendere la serie, ma con maggior calma rispetto al precedente esperimento. La speranza è quella di riuscire a mantenere il più possibile una cadenza mensile con la collocazione sul primo venerdì del mese, in modo tale da non uscire a ridosso con il Carnevale della Matematica, nel caso in cui l'articolo contenesse materiale per tale rassegna (cosa che direi abbastanza probabile!).
Per la ripartenza della serie, ho deciso di andare su un classico, la Terra piatta.
DiscoTerra!
La teoria della Terra piatta è vecchia quanto la civiltà: si trovano, infatti, tracce di tale modello nell'antico Egitto e in Mesopotamia. Si riteneva, infatti, che la Terra fosse un disco piatto sospeso su una massa d'acqua infinita. Tale immagine era particolarmente diffusa presso molte culture antiche, con qualche leggera differenza: ad esempio presso i cinesi era diffusa la credenza che la Terra fosse quadrata e non circolare.
Se c'erano molti filosofi (tra cui Democrito) che ritenevano la Terra piatta, ne esistevano altrettanti che erano certi della sfericità del nostro pianeta. Ad esempio i pitagorici, o Aristotele, o il più famoso di tutti, Eratostene, che fu il primo a determinarne la circonferenza.
Invece dallo studio degli antichi testi indiani è emerso come quella cosmologia sia stata in continuo divenire: sono infatti presenti riferimenti a una Terra piatta, ma anche a una concava o a una sferica non molto diversa da quella dei pitagorici.
Durante il medioevo ci fu un sempre maggiore passaggio dalla Terra piatta a quella sferica, nonostante la forte posizione di tale Sant'Agostino, strenuo sostenitore della prima tesi. Le prove a sostegno del fatto che il modello sferico fosse il più gettonato aumentano sempre più con il passare dei secoli a partire dal VI secolo circa: quella che può essere considerata la prova definitiva è il globo crucigero, una sfera con su posta una croce utilizzata come simbolo da re e imperatori sin dal V secolo.
Nonostante ciò a partire dal 19.mo secolo si diffuse il mito che durante il medioevo fosse dominante la credenza della Terra piatta. Il primo a sostenere tale tesi fu lo scrittore statunitense Washington Irving, secondo il quale Cristoforo Colombo dovette vincere l'opposizione degli uomini di chiesa, ritenuti sostenitori della Terra piatta, per ottenere i fondi necessari alla sua missione di esplorazione. Tra i sostenitori di tale tesi ci furono John William Draper e Andrew Dickson White, che la utilizzarono come elemento principale per sostenere l'esistenza di un conflitto duraturo tra scienza e religione. In realtà studi successivi scoprirono che molti studiosi del medioevo, inclusi quelli studiati da Colombo, ritenevano che la Terra fosse sferica.

domenica 11 settembre 2016

Consolazioni

Notate come tutti consolano le vittime dell'incendio! Ma nessuno consola gli eroici pompieri! Se ne vanno stanchi, dimenticati e senza ringraziamenti!

(Qui, Quo, Qua da Paperino e gli eroici pompieri, di Carl Barks)

giovedì 20 giugno 2013

Kroyer, Barks e il polistirene espanso

Nel 1964 la nave AL Kuwait si ribaltò giusto nel porto da cui prende il nome. La società assicuratrice danese decise, viste le difficoltà dei portuali di risollevare e rimettere a posto la nave stessa, decise di rivolgersi al brillante inventore Karl Kroyer, che risolse il problema con una soluzione venuta in mente a uno dei suoi giovani collaboratori. L'idea era molto semplice: utilizzare il polistirene espanso, utilizzato normalmente come isolante. Per capire il motivo di questa idea, basta andare a leggere le proprietà del polistirene sulla wiki:
In forma non espansa il suo peso specifico è pari a circa 1.050 kg/m3, mentre si va da 15 kg/m3 a 100 kg/m3 nella forma espansa.
Ora immaginate un cubo di un metro di polistirene: se proviamo a immergerlo in acqua, il cubo, a causa della spinta di Archimede corrispondente, sarà immerso per circa 10 cm. Potete quindi immaginare quale spinta enorme può dare il polistirene espanso (dalle 10 alle 100 volte in più rispetto a quella del polistirene non espanso). Ad ogni modo, una volta portato il polistirene non espanso in Kuwait, si è proceduto alla sua espansione utilizzando del vapore caldo e le palline così prodotte sono state successivamente pompate all'interno dello scafo, che si è così potuto risollevare!
Lo schema di azione dell'intera operazione è stato descritto dallo stesso Kroyer, come potete vedere nella foto seguente:
A questo punto, vista l'efficacia del metodo sviluppato(1), Kroyer pensò bene di brevettarlo: l'ingegnere ottene i brevetti nel Regno Unito e in Germania, ma non quello olandese e il motivo è semplice: un impiegato del locale ufficio brevetti era, evidentemente, quello che oggi definiremmo un nerd, visto che ricordava che Paperino e nipoti avevano utilizzato un sistema non troppo differente in una storia di Carl Barks del 1949: L'eredità di Paperino

giovedì 26 gennaio 2012

Terremotari

Per fortuna nulla di grave, ma in poche ore il nord Italia ha subito una serie di scosse, due abbastanza forti, una in Veneto durante l'una di notte e una in Emilia Romagna al mattino alle 9 che si sono sentite entrambe anche fino a qui, a Milano. Nella notte ho raccolto alcuni screenshot nell'immediato:


E qui uno screenshot diciamo così riassuntivo:
In particolare il secondo terremoto sembra abbia avuto ipocentro a una profondità di circa 30 km. D'altraparte Pierluigi Brancato spiega a OggiScienza che le due scosse appartengono, in realtà, a due sciami sismici differenti e non correlati.
Per fortuna nulla è successo alle persone e giusto qualche calcinaccio caduto ai palazzi, e allora vediamo un po' come si generano i terremoti.

sabato 29 gennaio 2011

Paperino, chimico pazzo, inventa la... bomba atomica!

L'immagine a lato è tratta da Paperino Chimico pazzo, in originale The Mad Chemist, del grande Carl Barks ed è tratta dal post Il Carnevale della Chimica dei Rudi.
In effetti il primo Carnevale della Chimica è uscito da pochi giorni e ovviamente ho partecipato e non solo con il blog scientifico, ma anche con questo (Come funziona un impianto anti-incendio?).

The mad chemist
(scheda I.D.U.C.K.S.)

La storia è stata anche omaggiata da una splendida copertina di William van Horn

Con i miei potenti mezzi, però, oggi vi parlerò de... La bomba atomica!

venerdì 21 gennaio 2011

Il più grande esperto di alieni sulla Terra

Il titolo può sembrare fuorviante e fatto appositamente per attirare traffico, ma in realtà nel post cerco di raccogliere alcune delle storie aliene del grande Carl Barks, che è stato uno dei più grandi esperti di alieni sulla Terra: ci ha scherzato sopra!
La storia che vi innanzitutto vi segnalo è Zio Paperone e la Luna a 24 carati, dove PdP compie una sfida contro alcuni magnati della Terra (e contro i Bassotti) per raggiungere una Luna tutta d'oro nascosta dietro il nostro satellite, che viene così bellamente snobbato appena una decina di anni prima che Armstrong e soci vi atterrassero sopra.

La Luna a 24 carati
(Classici Disney #124)

Altra storia veramente molto bella e poetica è L'isola nel cielo, dove si racconta di una Terra che è quasi quotidianamente in collegamento con lo spazio, dove c'è una stazione spaziale, e soprattutto dove Paperone incontra un popolo di piccoli indiani spaziali, che aiuterà a raggiungere un pianetino ricco e rigoglioso di risorse.
Questo è il dipinto ad olio realizzato da Barks per la storia:

An Astronomical Predicament

Anche Zio Paperone e il Valhalla cosmico è una storia su un contatto ravvicinato, questa volta con un pianeta che raccoglie una serie di folli abitanti che hanno ispirato i miti terrestri: si riconoscono infatti Thor, Vulcano e molti altri. In un certo senso è la versione barksiana del fantomatico Nibiru, il pianeta che dovrebbe girare nel nostro sistema solare con un'orbita così ellittica che ancora non siamo riusciti a rilevarlo!

sabato 12 settembre 2009

Natura, questa sconosciuta

More about La grande dinastia dei paperi - 1956 - Vol. 12Uno degli aspetti che più sono stati a cuore di Barks è il messaggio ambientale, dietro il quale è nata la necessità di creare le Giovani Marmotte. Sempre con la sua tipica ironia pungente, ma comunque divertente, Barks mette i paperi in contrasto con animali, piante, pesci, dimostrando qualora ce ne fosse bisogno che anche l'uomo, che nelle fiabe papere di Barks è rappresentato da Paperino & co., è decisamente maldestro (nella visione più ottimistica) nei confronti del suo approccio alla natura.
Una dimostrazione lampante viene da Paperino e il problema forestale, dove il nostro, nel tentativo di ottenere un giardino ricco e rigoglioso, inizia una battaglia con i citelli (che nella traduzione italiana diventano talpe) per sfrattarli dal suo terreno. Ottenuto lo sfratto, però, saranno i lombrichi e gli uccelli a distruggere il povero arbusto piantato da Paperino nel suo giardino: a quel punto il nostro acquisterà al vivaio una delle piante più resistenti in dotazione del fioraio. Questa caratteristica insieme con la cura di Paperino, renderanno la crescita della pianta incontrollata: bisognerà convincere il nostro eroe a lasciar perdere la pianta, perché sarà la selvaggia natura del suo giardino a distruggerla:
Neppure il gelso spinoso di Mongolia riesce a sopravvivere nel nostro cortile!

dice uno dei nipotini a un Paperino basito dall'assalto selvaggio di lombrichi, uccelli e talpe: la lotta per la sopravvivenza nel cortile di casa Paperino è terribile!
Paperino, però, prova anche a dimostrarsi superiore a qualsiasi animale, pesce o uccello, senza avere alcuna competenza: accade in Paperino e il domatore, dove il nostro si fa assumere in un allevamento di salmoni in qualità di esperto: vi lascio immaginare quale serie di disastri e gag inanella il nostro spavaldo esperto!
Anche in Paperino in "Evviva la squola!", il nipote di Paperone cerca di asservire la natura ai suoi scopi: mentre nel primo caso è la natura a farsi burle di lui, questa volta è la legge. Il nostro, infatti, riesce a catturare una balena e a farla entrare in una insenatura: prima, però, la protezione animali gli intima che deve bagnare e nutrire il cetaceo, poi lo sceriffo gli comunica che la legge vieta di tenere in cattività animali selvatici. Così ancora una volta Paperino esce sconfitto dalla lotta con la natura, forse un messaggio di speranza ecologista, nascosto anche nella mitica Paperino e il torneo monetario. In questa, che è la prima storia di Cuordipietra Famedoro, Paperone e il suo rivale sudafricano iniziano un torneo monetario per stabilire chi è il più ricco: alla fine tutto si riduce a misurare la lunghezza del gomitolone di spago raccolto in una vita. Il percorso sarà attraverso l'Africa, verso l'interno: la selvaggia natura africana ridurrà i gomitoli ai minimi termini, quasi una metafora per dire come la ricchezza e il controllo che gli esseri umani hanno sul mondo si poggia su un labile equilibrio che potrebbe spazzare vita il potere degli esseri umani.
Archimede Pitagorico e il regalo della Nonna pone, invece, l'accento in maniera leggera e umoristica sull'utilizzo delle risorse e sulla manipolazione delle stesse. Ancora nel 1956, anno d'uscita della storia, non si parlava né del consumo delle risorse né degli alimenti geneticamente modificati: infatti Archimede non si poneva tanto questo problema, quanto quello di semplificare il lavoro di Ciccio, introducendo nel macchinario costruito ogni sorta di materia prima, che poi sarebbe diventata un prodotto finito. L'escalation di trovate e assurdità inventive di Archimede verrà fermata da Nonna Papera:
Non avrò più nulla da fare!
E non avranno più nulla da fare la mucca, le galline, i maiali! Questa non sarà più una fattoria, ma una fabbrica!

In un certo senso molte fattorie sono diventate fabbriche, e questa battuta ha il sapore della preveggenza, e sintetizza anche il modo romantico e forse anche un po' pratico con cui il Maestro dell'Oregon vedeva l'agricoltura nella metà del XX secolo.
Ultimo accenno al problema delle emissioni: Paperino fumografo presenta il nostro eroe come maestro nel generare messaggi di fumo nel cielo. La sua attività è, però, fortemente avversata dagli ambientalisti, che ritengono contribuisca all'inquinamento dell'aria. Paperino, però, nicchia:
Che razza di ignoranti! Il mio fumo è troppo in alto per far bruciare gli occhi alla gente!

I disastri cui Paperino andrà incontro a causa dell'imprevedibilità delle condizioni atmosferiche e del traffico aereo sembrano quasi un modo, per Barks, per smentire ancora una volta le parole di Paperino e di tutti quelli che la pensano come lui: quasi dantesca, si potrebbe dire, la conclusione della storia, con Paperino che precipita sulla città rilasciando tutto il suo carico di fumo e facendo bruciare gli occhi a tutti i paperopolesi!
Il rapporto dei paperi con la natura, in conclusione, è quindi abbastanza contraddittorio, a volte bucolico e tranquillo (vedi ad esempio Paperino al campeggio, dove comunque l'Uomo dei Paperi non risparmia le gag), più spesso in contrapposizione con l'ambiente, soprattutto quando le motivazioni non sono semplici e lineari.

martedì 8 settembre 2009

L'oro del pirata

More about La grande dinastia dei paperi - 1942-43 - Vol. 33Quando Carl Barks lasciò gli studi di Burbank, uno dei motivi era la decisione di non partecipare alla realizzazione dei cartoni propagandistici durante il periodo bellico. In ogni caso non restò senza lavoro e la sua prima storia, su testi di Bob Karp, fu Paperino e l'oro del pirata, in cui si divise le tavole con Jack Hannah, col quale aveva proficuamente lavorato durante la realizzazione di molti corti con Paperino protagonista.
La storia scritta da Karp prende le mosse da un cortometraggio con Topolino, Paperino e Pippo, insieme alla partecipazione di Pluto, in cui il trio partiva alla ricerca del tesoro del pirata Morgan: in un alternarsi di gag e scene di tensione, la storia, una evidente parodia de L'isola del tesoro di Stevenson, porta i paperi (insieme a Paperino, anche i suoi nipot i Qui, Quo, Qua) in mezzo al mare, accompagnati da un pappagallo logorroico dal linguaggio piratesco e dai modi rudi (Bacicin Parodi) e con Gambadilegno, con due sgherri topeschi al seguito, come avversario.
La prima vera storia completa dell'Uomo dei Paperi è Paperino e il gorilla, la terza (prima di questa Paperino e i corvi, storia uscita dallo Studio, forse di Dorothy Strebe). Probabilmente ispirata in parte all'omonimo corto (in produzione sin dal 1942), a differenza di quest'ultimo che si svolge tutto in interni, aumentando così la tensione e rendendo ancora più divertenti le gag, la storia di Barks si svolge tutta in esterni, allo zoo, dove un gorilla fugge e semina il panico: forse Brassens si ispirò alla storia barksiana per Le Gorille, che in Italia arriva nell'interpretazione di Fabrizio De André Attenti al Gorilla, o forse uno di quei casi in cui l'ispirazione a distanza di anni produce nella mente di due geni indiscussi due piccole perle di magia e umorismo.
Le storie marinare e avventurose, comunque, sono già in formazione in questo primo periodo: Paperino e lo squalo vede il nostro eroe impegnato come bagnino nella conquista di una papera maliarda, che probabilmente Barks ha dovuto ridisegnare per renderla meno sensuale; Paperino aviatore, invece, vede lo sfortunato papero impegnato suo malgrado in un viaggio in un misterioso villaggio in mezzo a una misteriosa foresta. Barks, però, non è solo Paperino: ed ecco infatti Pluto salva la nave. In questo caso, però, partendo da un soggetto di Eleanor Packer, Barks insieme ad Hannah e a Nick George, scrive una storia spionistica in cui, tra inseguimenti e gag a non finire, Pluto riesce a salvare un transatlantico dall'esplosione di una bomba nascosta all'interno della nave stessa come semplice e innocuo osso per cani.
L'esperienza di Barks nello studio di animazione come intercalatore e gagman viene, quindi, sfruttata nel campo del fumetto, che il Maestro dell'Oregon ha in parte contribuito a diffondere e, perché no, rivoluzionare.

domenica 18 gennaio 2009

Il mondo è pieno di gente strana

Fanny Verpelledoca: Che giornata! Non solo ho venduto tutte quelle bruttissime penne, ma mi sono sbarazzata anche di quelle oche che insistevano a chiamare d'oro!
Ne hanno fatto di fracasso! E tutto per quel colore giallo!
Chissà perché, poi! Io ho provato a confezionare cuscini con le piume gialle... Mamma mia, com'erano duri!
E le uova? Immangiabili! Il mondo è proprio pieno di gente strana! Su, belle, a casa!

(da Zio Paperone - L'arcipelago dei piumati di Barks)

lunedì 17 novembre 2008

La pietra filosofale

Immagine di La grande dinastia dei paperi - 1955 - Vol. 10Se Carl Barks fosse ancora con noi, con questa crisi economica mondiale, cosa farebbe? Probabilmente niente di più che riproporre Zio Paperone e la favolosa pietra filosofale. In questa occasione Paperone si lancia nell'impresa di recuperare la famosa pietra alchemica che dovrebbe trasformare ogni oggetto di metallo in oro. Avversario nella sua ricerca è, però, Mounsier Materasso del Consiglio Internazionale della Valuta (che circa 45 anni più tardi Don Rosa supporrà essere un'istituzione... templare!), un tozzo e dinamico omino dotato di occhiali e barbona. A un certo punto il nostro signor Materasso incontra i nipotini, ai quali dice:
Sono stato incaricato di ritrovarla [la pietra filosofale], poiché il suo uso incontrollato distruggerebbe il valore di tutte le monete d'oro del mondo!

Il punto è proprio questo: l'influenza sul valore del denaro e la concentrazione dello stesso in poche mani (quelle di un unico ricco imprenditore nel caso di Paperon de Paperoni). Il ricco papero barksiano è un personaggio intelligente e abile negli affari, sa leggere le differenti e complicate situazioni che gestisce quotidianamente, e rappresenta completamente la classe dirigente finanziaria mondiale, impegata ad accumulare risorse, o ad aumentare il proprio prestigio (vedi a esempio Zio Paperone e la regina del cotone) o alla conquista di inattaccabili status symbol (vedi Zio Paperone e il vello d'oro, storia comunque interessante per l'uso ironico e leggero del mito di partenza). Spesso Paperone ha avuto bisogno di un intervento esterno per comprendere la gravità di certe condotte sconsiderate: ed è proprio questo il caso de La pietra filosofale. In generale Paperone ha un attegiamento, nel finale, più positivo dei suoi colleghi miliardari, pur se nel corso della storia ne rappresenta più che degnamente i difetti: rispetto al solito il finale de La pietra filosofale si distingue anche per l'astio di Paperone nei confronti della conclusione dell'avventura.