Stomachion

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lunedì 27 luglio 2026

La (poca) epica di Supergirl


Finalmente mi metto a scrivere "due righe" sul film Supergirl di Craig Gillespie con Milly Alcock. Scritto da Ana Nigueira con piglio molto femminista, è basato per larga parte sulla miniserie Th woman of tomorrow di Tom King e Bilquis Evely.
La trama principale del film è, infatti, sostanzialmente la stessa: una ragazza di un pianeta lontano lontano vede i suoi genitori uccisi da uno spietato predone delle stelle. In cerca di vendetta si unisce a Supergirl, che invece si vede costretta a inseguire il predone per recuperare l'antidoto a un veleno con cui Krypto è stato colpito.
Al netto delle variazioni sul fumetto, come la presenza di Lobo, interpretato da Jason Momoa (in effetti Lobo era previsto in una prima versione della miniserie di King), molti degli elementi cardine della storia restano ancora validi e sono ben portati sullo schermo sia dalla Alcock sia da Eve Ridley che interpreta Ruthye, la ragazzina che ha visto sterminare la sua famiglia. A mancare, però, sono due elementi che attraversano il fumetto: il senso del viaggio e l'epica.
Ruthye e Supergirl fanno tappa su diversi pianeti, nel corso dei quali approfondiscono la loro conoscenza e stringono un forte legame una con l'altra. La compressione del viaggio fatta nella pellicola, però, non permette di empatizzare con nessuna delle due e di fatto toglie pathos alle scene finali con il drammatico confronto con Krem (a tal proposito non mi è per nulla piaciuta la scelta di cambiare così tanto il finale del fumetto di King).
Inoltre vengono un po' svilite le scene che nel fumetto originale assumono una forte epicità, come il salvataggio dell'autobus intergalattico mostrato in maniera forse troppo realistica nel film rispetto alla versione immaginifica di Ruthye splendidamente rappresentata dal tratto elegante di Evely.
Per contro, però, molto apprezzate le atmosfere alla Guida galattica proprio in questa prima parte del viaggio. Altro elemento della sceneggiatura che colpisce positivamente è come Supergirl si ritrova a lottare per la libertà delle donne dal giogo dei predoni spaziali, e non solo per il dinamismo di molte scene, ma proprio per il messaggio dietro questa scelta, un invito a reagire contro i soprusi patriarcali. In questo senso Lobo è sembrato un po' fuori luogo, e forse concentrarsi di più su Supergirl avrebbe giovato un po' di più alla pellicola nel suo complesso.
Alla fine un film non epocale, ma certamente gradevole e divertente.

sabato 11 luglio 2026

Superman e Spider-Man: Topo di campagna e topo di città

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La favola de Il topo di città e il topo di campagna di Esopo sembra calare a meraviglia per il nuovo crossover tra Superman e Spider-Man, che segue quello tra Batman e Deadpool con cui Marvel e DC Comics hanno ricominciato a far incontrare i loro personaggi.
D'altra parte il primo di questi incontri era stato proprio un confronto tra Superman e Spider-Man datato marzo 1976, ovvero poco più di cinquanta anni fa, realizzato da Gerry Conway e Ross Andru, entrambi con una certa esperienza con tutti e due i personaggi. E in effetti vedendo gli autori coinvolti, sia nelle storie principali, sia in quelle di appendice, non sono pochi gli autori che hanno scritto entrambi i personaggi o che, più in generale, hanno lavorato per entrambi gli editori.

sabato 20 giugno 2026

DC K.O. #2: Oggetti del potere

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Post aggiornato dopo la prima pubblicazione: sistemata la formattazione, corretti alcuni refusi, sostituita l'immagine di apertura.
Devo essere onesto: la prima puntata di DC K.O. non mi aveva catturato. Possiamo dire che c'era il problema della costruzione del contesto, ma in realtà era proprio l'idea del torneo che non mi convinceva.
D'altra parte anche Metal aveva un inizio del genere, con un torneo su Mondoguerra di Mongul, e per fortuna la storia andò in una direzione diversa.
Anche la scelta della voce narrante, il Cuore di Apokolips al cui interno si sta svolgendo il torneo per l'assegnazione del titolo di King Omega non mi aveva convinto completamente. E in effetti anche in questo secondo episodio non brilla eccessivamente, ma sembra un po' meno distaccata, pur mantenendosi quasi supponente, e questo sicuramente rende più gradevole la lettura.
Inoltre quel senso di confusione del primo turno, viene in qualche modo incanalato in una specie di caccia al tesoro: i 32 eroi sopravvissuti devono accaparrarsi 16 potenti oggetti cosmici dell'universo DC. Questo porta ad alcuni scontri interessanti tra gli eroi, come.per esempio tra Luthor e Superman, ma anche a un attacco di Starro contro tutti, in una specie di omaggio alla prima avventura della Justice League.

sabato 23 maggio 2026

DC K.O. #1: Sul ring

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Dopo Batman: Metal e Deth Metal, Scott Snyder chiude la sua trilogia di grandi eventi DC Comics (i crossover) con DC K.O., titolo che presenta una doppia lettura, come vedremo a breve. Ad affiancarlo troviamo Javi Fernandez, con l'assistenza di Xermanico e i colori, molto caldi e particolarmente adatti alle atmosfere generali della storia, di Alejandro Sanchez.
Come ampiamente anticipato in varie interviste da Snyder, DC K.O. si concentra sul personaggio di Superman e lo fa sin dalle prime battute, a differnza di Death Metal dove la centralità di Wonder Woman nella vicenda era diventata manifesta solo numero dopo numero. Le premesse di questo nuovo crossover sono in DC All In e nell'esordio dell'Absolute Universe e portano direttamente all'inizio della storia con l'invasione di un Darkseid di dimensioni kaiju che attacca la Terra, contemporaneamente su diversi luoghi distanti da loro.
In realtà questo è solo ciò che accadrà alla Terra come annunciato da un nuovo, ennesimo gruppo di supereroi eletti a personaggi fuori dal tempo, il Quantum Quorum. Dalla riunione con i membri della Justice League, emerge un'unica soluzione: entrare in un cuore di Apokolips, che Darkseid ha nascosto dentro la Terra, e affrontare il torneo cui gli eroi saranno costretti dalla mistica energia Omega posta all'interno del cuore. Il vincitore sarà eletto King Omega, ottenendo il potere di sfidare Darkseid ad armi pari.

sabato 18 aprile 2026

Gli esploratori dell'ignoto devono morire

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Prima di The long Halloween e prima di Seasons, Jeph Loeb e Tim Sale avevano unito le forze per raccontare la loro visione di un gruppo di quattro eroi piuttosto particolare che, nonostante sia stato creato per la DC Comics, pose in qualche modo le basi per lo sviluppo del Marvel Universe: gli Esploratori dell'ignoto.
Creati da Jack Kirby su Showcase #6, datato febbraio 1957, erano quattro avventurieri privi di qualsiasi superpotere, Ace Morgan, Prof Haley, Rocky Davis e Red Ryan, che, sopravvissuti a un incidente aereo, sentivano di aver ricevuto una seconda occasione, decidendo di sfruttarla per compiere imprese eroiche.
Loeb e Sale mantengono questi elementi delle origini, ma trasformano il gruppo, raccontato in qualche modo verso la fine della sua carriera, nell'elemento cardine del DC Universe, quasi a voler intendere che è quello che sarebbe successo se Kirby non fosse andato in Marvel a creare i Fantastici Quattro e praticamente quasi tutti i supereroi della Marvel dell'epoca.

sabato 11 aprile 2026

Superman: La caduta di Camelot

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Sull'ormai chiusa da tempo Superman: Il primo eroe, collana di brossurati allegati a Corriere e Gazzetta dello Sport p stata ristampata in due volumetti una delle saghe migliori del Superman del primo decennio del terzo millennio, Camelot falls. Arrivata in Italia nel periodo in cui i diritti DC Comics erano in mano alla Planeta DeAgostini come La caduta di Camelot, racconta di una sfida interessante posta dal mago atlantideo Arion a Superman: se proteggere l'umanità porterebbe alla fine alla sua estinzione, a causa del continuo sorgere di minacce sempre più difficili da sconfiggere, l'eroe rinuncerebbe a proteggerla per dare all'umanità stessa la possibilità di risorgere?

sabato 21 marzo 2026

Una stanza piena di estranei

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Una delle tipiche ambientazioni nel giallo classico, una cui efficace variazione risulta i Dieci piccoli indiani di Agatha Cristie, è quella della casa o dell'albergo isolato in cui iniziano ad avvenire degli omicidi.
Scott Morse prende questa trama e vi immerge un Jim Gordon da poco in pensione andato in vacanza in un albergo a Hidden Cove, con una stanza vista mare (su cui tra l'altro Morse basa una piccola running gag che attraversa le pagine iniziali).
L'atmosfera vacanziera viene interrotta dall'omicidio di uno degli ospiti, che vira l'opera verso un vero e proprio hard boiled, con Gordon all'inseguimento dell'assassina.
Ricca di azione, la storia vede tra i protagonisti anche il giovane Graham, fissato con Batman al punto da indossare un costume da Cavaliere oscuro e, dotato di bombolette spray, aiutare Gordon nella cattura.
Non c'è nulla di divertente, però, ma solo una tensione crescente nella più tipica tradizione dell'hard boiled statunitense, che in qualche modo prova a far riflettere sull'influenza di Batman su persone comuni e a loro modo fragili proprio come Graham.
La stessa colorazione, non realistica, asseconda le atmosfere della storia, mentre il tratto cartoonesco di Morse recupera appieno la lezione stilistica della serie animata di Batman e del suo deus ex machina artistico, Bruce Timm. Il tutto condito con una struttura della pagina dinamica in grado di dettare il ritmo senza la necessità di didascalie.
Room full of strangers, di cui ho l'edizione Play Press, è un piccolo capolavoro da recuperare.

sabato 7 marzo 2026

La donna del domani

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Il personaggio di SUpergirl ha una storia editoriale piuttosto complessa. Il primo personaggio che possiamo considerare Supergirl comparve su Superman #123 del 1958 nella storia La ragazza d'acciaio di Otto Binder e Dick Sprang. Era sostanzialmente una creazione fittizia di Jimmy Olsen aiutato da un manufatto magico. Tale versione scomparve alla fine della storia. L'idea dietro questa Supergirl, però, attecchì nella mente di Binder che l'anno dopo, nel 1959, la ri-creò, questa volta con la collaborazione di Al Plastino, sulle pagine di Action Comics #252. In questo caso era la cugina di Superman, Kara Zor-El, che giunse sulla Terra anni dopo il cugino, questo perché la sua città d'origine venne catapultata fuori da Krypton nel momento della sua distruzione. Kara nacque dopo che la città venne sbalzata via dal pianeta, ma quando i pericoli dello spazio iniziarono a rendere la città vagante un luogo impossibile dove sopravvivere, i suoi genitori decisero di spedirla a bordo di un razzo verso la Terra. La scelta era caduta sul nostro pianeta perché grazie al classico telescopio, tipico retaggio della golden age, avevano scoperto che lì si trovava Superman, l'ultimo kryptoniano.
Col tempo queste origini si modificarono man mano col procedere della silver age prima, e poi dopo Crisi sulle Terre infinite, con persino diverse versioni del personaggio, che non sempre era la cugina di Superman. La Supergirl che si trova in giro in questo periodo, però, e che sarà protagonista del film Supergirl di Craig Gillespie, in uscita in questo 2026, e interpretata da Milly Alcock, è proprio la cugina di Superman Ed è basato sulla miniserie in otto numero The woman of tomorrow di Tom Kinge Bilquis Evely.

sabato 28 febbraio 2026

Batman: Mad love

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Harley Quinn ha fatto il suo esordio come personaggio della serie animata di Batman rilasciata nel 1992 che vedeva Paul Dini coinvolto come produttore e sceneggiatore di alcxuni degli episodi. Fu quest'ultimo, affiancato da Bruce Timm, creatore della serie animata insieme a Eric Radomski, a far esordire il personaggio nel mondo dei fumetti su Mad love, trasposizione su carta dell'episodio che vide l'esordio della folle compagna del Joker.
La storia inizia con un attacco della coppia contro il commissario Gordon, sventato da Batman. Solo qualche pagina più avanti scopriamo la storia di Harley Quinn, un po' attraverso la voce di Batman, ma soprattutto grazie ai ricordi di Harley.

sabato 21 febbraio 2026

Batman #122: Partita a scacchi con Hush

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I capitoli 3 e 4 di Hush 2 di Jepho Loeb e Jim Lee, pubblicati su Batman #122, sono determinanti nel percorso di isolamento che porterà Batman verso il #162 originale, dove è stato pubblicato il penultimo capitolo della saga (l'uscita dell'ultimo è prevista per fine maggio 2026: forse mi conveniva aspettare l'uscita in volume...). Isolamento che, se da un lato coincide con il piano di Hush, dall'altro è risultato troppo semplice per quanto velocemente è arrivato. Andiamo, però, con calma prima di giungere all'iconica ultima pagina dell'albo.
Sfida in bianco e nero
La prima parte, che coincide con il #160 originale, è un intreccio di tre linee narrative differenti, due delle quali culminano con lo scacco di Hush ai danni di Batman. La sua battuta, Tre Robin stanno per morire fa anche capire quanto il suo piano sia basato sulle reazioni dei pezzi sulla scacchiera di Gotham. Non avrebbe mai potuto controllare il Joker, per esempio, che minaccia proprio i primi due Robin.

giovedì 12 febbraio 2026

SuperBits: L'ultimo Halloween - Tutte le recensioni

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Mentre scrivevo la recensione di Batman #120 con i primi due capitoli di Hush 2, mi sono reso conto che non sarebbe stata una cattiva idea avere un posto unico dove mettere tutte le recensioni dei dieci numeri de L'ultimo Halloween. E allora ecco qui gli articoli in bell'ordine:
  1. Legge
  2. Prova
  3. Testimone
  4. Sosta
  5. Prigionieri
  6. Sospetti
  7. SAcoperta
  8. Innocente
  9. Colpevole
  10. Ordine

sabato 7 febbraio 2026

Batman #120: Il ritorno di Hush

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Con colpevole ritardo (dovuto a una lettura ritardata) procedo a raccontarvi di Hush 2, il seguito dell'acclamata Hush realizzata dallo stesso team creativo del 2003: Jeph Loeb ai testi, Jim Lee ai disegni, Scott Williams alle chine e Alex Sinclair ai colori.
La storia, pubblicata originariamente su Batman #158, è arrivata in Italia a novembre 2025 su Batman #120 (e alla fine ho scelto questa come numerazione per questa prima recensione). La serie ha avuto alcuni ritardi nell'uscita degli ultimi numeri, però, visto che sto acquistando appositamente gli spillati per leggere in questo formato Hush 2 (in coerenza con la prima edizione italiana di Hush), spero che questi ritardi non influiscano sull'edizione italiana, anche se ciò comporterà sicuramente un po' di problemi per i traduttori Panini Comics.
Andiamo, però, con ordine e diamo un'occhiata ai primi due capitoli pubblicati sul #120, Il pedone e La torre.

sabato 31 gennaio 2026

L'ultimo Halloween: Ordine

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Dopo 10 numeri L'ultimo Halloween, e forse l'intero progetto legato a Il lungo Halloween, arriva a conclusione.
Il forse è, in qualche modo, d'obbligo, per almeno un paio di buoni motivi. Innanzitutto perché, nel prologo, Catwoman afferma di avere ancora qualcosa da fare a Roma. Evidentemente Jeph Loeb vuole tenersi la porta aperta per un'ultima capatina in Italia e chiarire definitivamente la questione delle parentele di Selina Kyle.
E poi c'è la questione, sempre piuttosto irrisolta ma già impostata ne Il lungo Halloween, della sfida tra i freak, capeggiati da Due Facce, e la criminalità organizzata classica, rappresentata dai Falcone. Il confronto tra queste due fazioni risulta il nodo centrale di quest'ultimo albo, dove esplode in un vero e proprio conflitto armato. Ovviamente questo confronto resta sempre un ottimo punto di partenza sia per Loeb sia per qualunque altro fumettista si volesse cimentare con il mondo de Il lungo Halloween, per cui, in questo senso, è più probabile che arrivi una nuova vacanza di Catwoman a Roma che non un vero e proprio seguito della vicenda.
Torniamo, però alla storia: tra i due gruppi si pone, come ovvio, Batman insieme con i suoi alleati, Robin e il commissario Gordon. In particolare con Robin Loeb gioca con i suoi elementi caratteristici, che poi Dick Grayson si sarebbe portato anche nella sua identità di Nightwing: l'asta e, soprattutto, la motocicletta. Lo sceneggiatore in questo modo ne sancisce la crescita come personaggio, che ricordiamo essere un orfano rabbioso e privo di guida all'inizio di Vittoria oscura.
Anche Batman è, in qualche modo, cresciuto, non solo nel corso della storia, ma proprio da quella lontana maxi-serie. Questa crescita viene, in qualche modo, sancita dalla conclusione della ricerca dell'identità di Holiday, cui Batman si era avvicinato nelle battute finali del capitolo precedente. L'ultimo suggerimento glielo fornisce un dialogo con l'Uomo Calendario ad Arkham, cosa che gli permette di chiudere il cerchio intorno a Holiday.

sabato 24 gennaio 2026

L'ultimo Halloween: Colpevole

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Dopo una lunga attesa, ecco che torno ad affrontare L'ultimo Halloween, la saga con cui Jeph Loeb torna nel mondo de Il lungo Halloween. Come sappiamo, questa avventura era stata progettata all'inizio per essere portata avanti insieme con Tim Sale, ma la sua prematura scomparsa ha aggiunto al progetto un ulteriore scopo, oltre quello di chiudere con gli eventi della saga iniziale: omaggiare l'arte del grande e apprezzato cartoonist. A questo scopo Loeb e Mark Chiarello, che ha rielaborato illustrazioni e pin-up di Sale per ciascun numero della serie, hanno selezionato una serie di dieci disegnatori tra quelli più apprezzati da Tim Sale. E per questo nono numero il compito è toccato a Chris Samnee.

sabato 17 gennaio 2026

Nebbie di guerra: Nel solco del Sandman Mystery Theatre

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Il Sandman originale, creato da Gardner Fox e Allen Bert Christman sulle pagine del New York World's Fair Comics #1 datato aprile 1939, era una delle tante variazioni su Batman. Wesley Dodds, infatti, era un ricco imprenditore che decise di combattere il crimine indossando una semplice maschera anti-gas che lo proteggeva dagli effetti dei suoi stessi gas, utilizzati per "ammorbidire" i criminali.
Questa prima, evocativa versione guadagnò, alcuni anni più tardi, un sidekick vero e proprio, Sandy, e (purtroppo) un costume in linea con quello degli altri supereroi, ma non era completamente scomparsa dalla mente degli autori.
Infatti mentre Neil Gaiman dava inizio al suo Sandman, Matt Wagner e Steven T. Seagle, supportati da disegnatori come Michael Lark e, soprattutto, Guy Davis, riportarono in auge il Sandman golden age con la serie Vertigo Sandman Mystery Theatre. Quella serie era caratterizzata da storie realistiche dai toni noir e hard boiled con un Wesley Dodds particolarmente umano e fallibile. Preda di incubi premonitori, Dodds era affiancato dal fido maggiordomo Humphreys e dalla fidanzata Dian Belmont, che, scoperta l'identita' segreta di Wesley, cosa che permise agli autori di mostrare la sua intraprendenza, divenne un vero e proprio sidekick del fidanzato, pur senza entrare direttamente in campo.

sabato 10 gennaio 2026

Flash: Il fulmine colpisce due volte

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Dopo i ritorni di Hal Jordan in Green Lantern: Rebirth e di Barry Allen in Flash: Rebirth, la DC Comics arrivò ben presto a progettare un nuovo reboot, quello dei New 52.
Ancora una volta, come già in Crisis, a giocare un ruolo centrale fu proprio Flash: scoperta l'identità dell'assassino di sua madre, il Professor Zoom, Barry torna indietro nel tempo per evitare tale evento, riscrivendo completamente la storia del DC Universe. Alla fine degli eventi di Flashpoint emerse il già citato New 52, che però non ebbe presa sui lettori, quanto meno non il successo atteso, così la DC, sempre assegnando la progettazione del nuovo riulancio a Geoff Johns, diede il via a un'operazione simile ai Rebirth precedenti: il DC Rebirth.
Il via a questa rinascita generalizzata, che avrebbe portato a mescolare elementi della precedente continuity con altri della nuova, venne dato da un altro velocista scarlatto: il Wally West originale.
Francis Manapul, infatti, nel sul Flash New 52, aveva introdotto una nuova versione di Wally, oggi integrata nell'attuale continuity come Wallace. Johns, allora, sfruttò la versione originale riportandola nella continuity dell'epoca con un espediente interessante: a causa di alcune manipolazioni esterne, Wally e altri supereroi pre-Flashpoint erano stati dimenticati, e solo il riaccendere i ricordi nelle persone a loro vicine li avrebbe riportati nel DC Universe.
Questo Rebirth causa in Barry alcune visioni del futuro, che scompaiono con il ritorno di Wally, il tutto mostrato nel prologo alla nuova serie di Flash iniziata nell'estate del 2016.

sabato 3 gennaio 2026

Il figlio di Superman

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Un altro interessante tema sviluppato tra gli Imaginary Tales e gli Elseworlds (che ho parzialmente introdotto all'inizio della recensione di Red Son) cui avevo accennato in occasione de L'ultimo figlio di Krypton è quello del figlio di Lois e Clark.
Sviluppato in una miriade di storie, è oggi entrato nella continuity regolare come Jon Kent, personaggio che, però era stato anticipato nel 1999 su The son of Superman di Howard Chaykin, David Tischman (che non era chiaramente accreditato ai testi nella prima edizione Play Press) e J.H. Williams III.
Il Jon Kent di questo Elseworld è, almeno graficamente, molto simile all'attuale Jon, incluso il costume, che anticipa comunque molti degli elementi presenti in quello che avrebbe sviluppato Jim Lee per i New 52 qualche anno più tardi.

sabato 27 dicembre 2025

Batman e Deadpool: il ritorno dei crossover Marvel/DC Comics

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Come avevo anticipato in un SuperBits, Marvel e DC hanno riproposto i crossover tra i loro universi, e questo nuovo incrocio di personaggi inizia con Batman e Deadpool. E la scelta sembra andare incontro a una particolare esigenza dei fan dei supereroi. Circolano in rete alcuni fan movie in cui i due eroi si incontrano, il più famoso dei quali è un episodio della serie Beat down di Aaron Schoenke (stiamo "parlando" di qualcosa come 12 anni fa) in cui Batman, scoperto che Deadpool è potenzialmente immortale, gli fa saltare tutto il corpo, testa a parte, che continua a parlare in maniera insistenze e fastidiosa, proprio come il personaggio originale.
Nel primo dei due confronti, quello pubblicato dalla Marvel, Il chiacchierone oscuro di Zeb Wells e Greg Capullo, abbiamo una storia tutto sommato abbastanza convenzionale, con Deadpool che arrivato in città cerca di incontrare Batman per affrontare un nemico comune, il Joker.
La storia, che gioca su alcuni cliché dei due personaggi, è indubbiamente leggera e divertente ed è scritta da Wells senza riferimenti espliciti al fatto che i due personaggi appartengono a due universi differenti. Un approccio molto simile a quello tenuto da Schoenke.

venerdì 26 dicembre 2025

Batman: Justice Buster

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Eiichi Shimizu e Tomohiro Shimoguchi rileggono il mito di Batman in un manga in quattro tankobon che ne rielabora gli elementi essenziali per costruire una metafora su come l'intelligenza artificiale ci possa aiutare a trovare il meglio di noi stessi.
Il Batman che i due mangaka mettono in scena, infatti, non ha un Robin come assistente e compagno, ma ha dato questo nome a un'intelligenza artificiale che egli stesso ha programmato e innestato all'interno di un robot gigantesco, che ricorda l'armatura indossata da Jim Gordon nel periodo in cui era Batman (forse un po' più massiccia), per poi provarla sul campo alla fine del secondo volumetto. E lì gli autori sembrano prendere una direzione estremamente scontata, con Robin che sembra impazzire e minaccia di distruggere l'idea di giustizia di Bruce Wayne. La storia, però, ruota esattamente su questo concetto: l'idea di giustizia del Cavaliere Oscuro.

sabato 20 dicembre 2025

Superman: Red Son

Il primo Elseworld ufficiale fu Gotham by Gaslight del 1989 di Brian Augustyn e Mike Mignola, ma la tradizione delle storie immaginarie, Imaginary Stories, era iniziata nel lontano 1966 su Superman #183. La storia in questione, Superman, Cartoon Hero!, non era stata concepita esattamente come una versione alternativa delle storie regolari di Superman. Già Lois Lane: Superwoman! su Action Comics #60 che la precedeva (datata, infatti, 1943), aveva un'idea di altrimondi dietro, visto che possiamo considerare la storia come una lunga sequenza onirica.
D'altra parte grazie a questo espediente gli autori sia di Superman sia di Batman furono in grado di proporre storie particolari come i matrimoni degli eroi, o le loro morti, giocando anche con variazioni malvage o stupide.
Questo concetto delle storie immaginarie, però, era già presente nelle stesse origini di Superman, non quelle fumettistiche, ma quelle reali: Jerry Siegel e Joe Shuster, infatti, proposero diverse versioni non solo del personaggio, ma anche delle sue origini, anche dopo il suo esordio. Basti, per esempio, pensare che mentre in Action Comics #1 viene mostrata la superficie di Krypton squassata da forti terremoti, la sua esplosione diventa ufficiale qualcosa come un anno più tardi con l'esordio delle daily strip di Superman.
Di tutte queste origini, però, ce n'è una in particolare, che non vi racconto nel dettaglio, ma che è stata utilizzata come punto di partenza da Mark Millar per congegnare Red Son, unendola a uno degli elementi che hanno caratterizzato gli Elseworld fin dai loro esordi: calare i supereroi DC Comics in contesti storici differenti da quelli in cui si muovono usualmente.
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