Stomachion

venerdì 16 ottobre 2026

Dalla sfera del mondo alla Luna

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La bacheca con i tre tomi allestita per l'occasione presso il Museo astronomico di Brera
Domenica, come avevo annunciato, il Museo astronomico di Brera ha aperto in via straordinaria le sue porte ai visitatori. E con l'occasione abbiamo esposto in una teca appositamente preparata tre libri che in piccolo riassumono la storia dell'astronomia dal modello tolemaico verso i tempi moderni: De la sfera del mondo di Alessandro Piccolomini, il De revolutionibus di Niccolò Copernico e il Sidereus Nuncius di Galileo Galilei.
L'idea iniziale era riassemblare alcune cise che avevo scritto nel corso degli anni sul De revolutionibus e sul lavoro di Galileo per scrivere il più velocemente possibile una specie di storia che potesse guidare il lettore dal sistema tolemaico a quello copernicano, ma come al solito ho ecceduto e così la scrittura di ciò che state per leggere, e soprattutto la sua lunghezza, è andata oltre le mie iniziali intenzioni!
Pertanto, iniziamo a raccontare la storia:

giovedì 15 ottobre 2026

L'uomo che morì due volte

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Dopo il folgorante esordio del primo romanzo della serie che ha anche portato a un film su Netflix, Il club dei delitti del giovedì ritorna con un altro interessante romanzo (lo so che nel frattempo ne sono usciti altri, ma non leggo mica solo questa serie!).
Ritroviamo, dunque, tutti i protagonisti del primo romanzo, Elizabeth, Joyce, Ron e Ibrahim, e visto che nel frattempo ho anche visto il film, li ho immaginati con i volti degli attori. La storia, in questo caso, si concentra su Elizabeth e sul suo passato da spia, in particolare sul ritorno del suo ex e sull'intricata vicenda che lo lega a un boss mafioso locale. La storia, se possibile, si complica ancora di più rispetto al romanzo d'esordio, ma non perde di verve e divertimento. Da un lato ognuno dei personaggi, inclusi Chris e Donna, vengono ulteriormente approfonditi, mentre il buon Bogdan continua a restare persona affidabile, ma con ancora molti aspetti da chiarire.
La storia più interessante, però, è quella sviluppata intorno a Ibrahim, vittima di un furto che lo manda in ospedale e lo spinge a ripensare il suo posto nel mondo, autoconfinandosi in casa. C'è qualcosa di ironico in questa storia, ma in senso amaro e non divertente: Ibrahim, di fatto il personaggio di origini straniere del gruppo, viene rapinato e mandato in ospedale da un giovane britannico bianco. Voi potete leggerci quel che volete, ma se mettiamo questo episodio in fila con i criminali britannici presenti nel romanzo, direi che la critica a una certa narrazione che si sta facendo largo in Europa da alcuni anni a questa parte è più che evidente.

mercoledì 14 ottobre 2026

Scienza take away #26: settembre-ottobre 2026

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E' uscita la 199.ma edizione del Carnevale della Matematica ospitata da Paolo Alessandrini sul uo blog, Mr. Palomar. Questa volta non ho partecipato per due motivi: innanzitutto ho scritto poco di matematica nelle ultime 4 settimane, e poi c'è stata l'apertura domenicale straordinaria del Museo astronomico di Brera, che ha drenato non poche risorse, fisiche e mentali, tanto che non sono riuscito a scrivere nemmeno una e-mail con l'unico articolo che sarebbe stato degno di partecipare al Carnevale. Lo segnalerò alla prossima edizione, la decentesima, peraltro!
La mia assenza al Carnevale, però, non mi esime dal proporre, come ogni mese, il nuovo post di rassegna degli articoli scientifici che ho scritto nell'ultimo mese.
Iniziamo!

martedì 13 ottobre 2026

Topolino #3698: Un nuovo caso per Pippo Holmes

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In effetti Il segno dei quattro, il romanzo di cui Il disegno dei quattro è parodia, è il secondo della serie e, anche nella cronologia interna e non solo in quella di pubblicazione precede Il problema finale. Sono, però, queste variazioni più che perdonabili al buon Bruno Enna che per il resto, affiancato questa volta da Giuseppe Facciotto, resta, come sempre, molto fedele alla materia originaria, pur con i necessari adattamenti alle atmosfere topolinesche.
Tutto inizia con Minni Mostard, che riprende Mary Morstan che nel canone holmsiano è, o diventerà, la moglie di Watson. E ben sapendo ciò, Enna gioca sin da subito con questo destino già scritto, costruendo sin dalle prime pagine il rapporto tra Mostard e Topson, che, come nel romanzo originale, oscilla tra i formalismi del tempo e l'affiatamento crescente tra i due personaggi.

sabato 10 ottobre 2026

Absolute Wonder Woman: L'ultima amazzone

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Dopo il volume dedicato a Superman e quello dedicato a Batman, la "sacra trinità" del DC Universe si completa anche su Terra Absolute con il volume dedicato alla Wonder Woman di Kelly Thompson e Hayden Sherman, L'ultima amazzone.
Crescere all'inferno
Ciò che colpisce immediatamente dopo la conclusione del volume è constatare come Kelly Thompson sia riuscita a entrare perfettamente nell'Absolute Universe, cogliendone lo spirito forse anche meglio dello stesso Scott Snyder che lo ha creato. La giovane Wonder Woman, infatti, rispetto alla sua versione classica, cresce nel luogo più inospitale che si potesse immaginare, gli inferi comandati da Ade. In particolare su una piccola isola su cui si trova la maga Circe. Qui quest'ultima viene costretta da Apollo e dagli altri dei olimpici a crescere la piccola Diana, l'ultima delle amazzoni.
Thompson ribalta, quindi, il mito fondativo spostando i natali di Diana dalla famosa isola paradiso a una isola inferno. Questo ribaltamento, però, ha come esito finale quello di esaltare l'essenza del personaggio. La neonata, infatti, sin dalle prime vignette, si mostra forte, potente, decisa, ma anche capace di grande compassione. Il serpente di fuoco che la attacca subito dopo essere stata lasciata da Apollo sull'isola di Circe, viene lanciato in aria senza troppi complimenti. La minaccia successiva, una specie di lucertolina dal fiato di fuoco, viene prima stretta saldamente al collo dalla piccola, per poi ricevere uno sguardo di disapprovazione e infine un bacetto sulla fronte!
Grazie a una giudiziosa alternanza tra passato, con scene ambientate sull'isola di Circe, e presente, con la sfida di Diana contro le orde infernali che stanno attaccando Gateaway City, Thomson mette in scena la sua Wonder Woman, un personaggio caratterialmente molto simile a quello cui siamo abituati, ma che ha dalla sua anche diverse nuove freccie al suo arco, come la conoscenza della magia, oppure una tre lazi magici colorati, ognuno con degli effetti differenti.

Domenica di carta all'Osservatorio Astronomico di Brera

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L'iniziativa della Domenica di carta, o forse si dovrebbe più correttamente dire delle domeniche, è stata promossa dal ministero della cultura come giornata per valorizzare l’immenso patrimonio documentale conservato negli Archivi di Stato e nelle Biblioteche pubbliche, per citare il ministero stesso nella comunicazione dello scorso anno, dove era già evidente come più che di una domenica si parlava dell'intero fine settimana.
Anche quest'anno gli eventi sono spalmati in più giornate. Nonostante la domenica di carta sia stata ufficialmente il 4 ottobre, ci sono molti più eventi nel fine settimana del 10 e dell'11 ottobre.
In particolare domani 11 ottobre 2026 il museo astronomico di Brera sarà aperto in via straordinaria (e gratuita, previa prenotazione) per esporre le copie presenti nella nostra biblioteca di due opere fondamentali della storia dell'astronomia e della scienza: il De Revolutionibus Orbium Coelestium di Niccolò Copernico e il Sidereus Nuncius di Galileo Galilei.
Saremo aperti dalle 10 alle 18 con una pausa tra le 13 e le 14 per il pranzo. E ci sarò anche io, probabilmente dalle parti delle teche dove saranno fisicamente esposte le due opere, oppure in giro per il museo.
Lo so che sarebbe stato meglio comunicare questa informazione un po' prima, ma questi giorni sono andati un po' così, ma spero che non sia troppo tardi per programmare un salto da noi per vedere due libri straordinari e una piccola parte della nostra collezione di strumenti astronomici.
Tutte le informazioni sul sito del museo.

venerdì 9 ottobre 2026

Premi Nobel 2026: Neutrini sotto ghiaccio

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L'idea dei neutrini come messaggeri astronomici ideali è emersa subito dopo la prima rilevazione della particella. I neutrini ci possono raggiungere dai confini dell'universo senza essere assorbiti o deviati dai campi magnetici. Riescono a sfuggire indenni dalle immediate vicinanze dei buchi neri e dagli acceleratori in cui nascono i raggi cosmici.
Con queste parole inizia High-energy neutrino astrophysics di Francis Halzen, un articolo uscito su Nature nel 2017 per raccontare di IceCube e della prima osservazione di neutrini originati da oltre il Sole. Questa scoperta era stata annunciata pochi anni prima, nel 2013, ed era il primo grande risultato nonché il coronamento di un progetto scientifico visionario che aveva mosso i primi passi nel 2005 più o meno al centro dell'Antartide, presso la base scientifica Amundsen-Scott.
Proprio per questa scoperta e per il ruolo centrale che Halzen ha avuto all'interno di IceCube, la Reale Accademia delle Scienze svedese ha insignito quest'ultimo del Premio Nobel per la fisica 2026.
E dunque eccoci qui a provare a raccontare questa nuova esaltante avventura scientifica!

L'ora del caffè

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Quando ero alle scuole superiori, mio padre aveva pagato un piccolo editore per far uscire una raccolta di mie poesie. Uno dei professori dell'istituto di medie inferiori che si trovava di fronte al bar dei miei genitori, un giorno, mi fornì uno spunto che, però, non portai mai a compimento: scrivere delle poesie su persone che prendono il caffè. Era, dunque, inevitabile non pensare a questo episodio mentre guardavo curioso il tankobon de L'ora del caffè di Tetsuya Toyoda.
La raccolta di 17 racconti ruota intorno proprio al momento in cui i protagonisti di ciascun racconto si apprestano a gustare un buon caffè, non necessariamente in un locale. Certo, ci sono anche coloro che si trovano in un bar, ma per lo più le situazioni sono piuttosto disparate, e c'è persino chi il caffè alla fine non riesce nemmeno a berlo!
Storie drammatiche, leggere, delicate, surreali (un paio quasi lansdaliane), ironiche per lo più, raccontano a modo loro le persone comuni e non e si concludono con un racconto che, facendo attenzione, vede tutti (o quasi) i protagonisti dei racconti riuniti nello stesso locale.
In definitiva, leggere il manga di Toyoda è anche una buona occasione per sorseggiare un buon caffè (o, nel mio caso, un tè caldo, visto che il caffè non mi piace molto...)!

giovedì 8 ottobre 2026

Quando Francis Halzen si occupò del bosone di Higgs

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Quest'anno mi sono un po' distratto, quindi non ho fatto nessun video né ho scritto i mini-annunci relativi all'assegnazione dei Premi Nobel 2026. Penso di recuperare, come al solito su SciBakc, con un unico post dedicato ai Nobel per la medicina, la fisica e la chimica. Nel frattempo sto cercando di mettere in fila le idee per raccontare il premio per la fisica di quest'anno, andato a IceCube, volendo estendere, come spesso si fa, il premio a tutto l'esperimento, ma nominalmente (visto che il premio non viene mai assegnato alle grandi collaborazioni) a Francis Halzen, fisico belga naturalizzato statunitense, che è considerato il principale motore dell'esperimento. E in questo "raccogliere le idee" sono incappato in due curiosi articoli firmati da Halzen.

Il paradosso verde

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L'idea dietro l'agile libricino di Roberto Della Seta, che tra le altre cose è stato anche presidente di Legambiente, è almeno duplice: da un lato smontare alcune delle bufale intorno all'ecologismo e all'ambientalismo, e dall'altro "compattare le fila", mostrando gli errori strategici e soprattutto comunicativi degli ultimi anni in materia di crisi climatica, aumento globale delle temperature e transizione ecologica.
Strutturato in due parti, nella prima esamina cinque "leggende" come per esempio la questione sul cambiamento del clima senza precedenti o su posizioni decisamente esagerate, ma ancora sostenute da una parte dei movimenti ambientalisti sul pianetà che morirà. La seconda parte, invece, appare nelle premesse più politica e d'azione, ma a ben vedere queste due anime del libro si incontrano e si mescolano in maniera armonica, mostrando come l'azione politica non può prescindere dalle conoscenze scientifiche e viceversa.

domenica 4 ottobre 2026

Topolino #3697: Niente di particolare da segnalare

Stavo uscendo dalla doccia e riflettevo sul fatto che stavo facendo fatica a ricordare le storie dell'ultimo numero di Topolino.
La.prima che mi è venuta in ment è stata quella di Michele Medda e Giorgio Cavazzano, La blusa stregata, parodia del quasi omonimo racconto di Dino Buzzati. La storia è tutto somat carina, e se la memoria non mi inganna nemmeno la.prima con premesse simili, ma la prima che rende omaggio esplicito al racconto originale. Niente di speciale, alla fine, se nonnper stimolare l'intere del lettore verso un grande della letteratura italiana. Aggiungo solo che ormai il tratto di Cavazzano è sempre meno efficace.
La storia d'apertura, invece, L'intralcio (in)volontario di Marco Bosco e Luca Usai, che è stata scelta per lenuove versioni dialettali, è una storia abbastanza anonima, un tipico giallo alla Bosco, con un Topolino che spicca, però, in negaivo per una eccessiva rigidità mostrata nel finale. La premessa sarebbe anche interesante, con Topolino e Pippo che si uniscono a una associazione di volontariato per classificare i libri di una villa acquisita dal comune. Solo che di fronte all'ennesimo gialletto, non si può non chiedersi chissà cosa avrebbero realizzato i fratelli Barosso a partire da questo spunto.
A sorpresa la storia che ho fatto fatica a ricordare è stata il primo episodio de Il videogioco perduto di Claudio Sciarrone, dedicata al retrogaming, il movimento di riscoperta dei vecchi videogiochi. Evidentemente, nonostante il tema di mio interesse, non mi ha colpito particolarmente. Ambientata in una convention di settore, non presenta nessun guizzo che permette di restare nella mente del lettore, a parte il finale con Paperone e Quo che si dileguano dietro Amelia, mentre Paperino viene consolato dalle versioni paperizzate di Raiden e Midna, che personalmente ho trovato anche un po' suerficiali.
Alla fine una storia più tecnica che coinvolgente.

sabato 3 ottobre 2026

Conan: Il flagello del serpente

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Il Conan di Robert Erwin Howard è uno dei miei personaggi preferiti e nemmeno la scoperta di Elric ha scalfito questa sua posizione. Elric è fuori di dubbio un personaggio più raffinato e profondo, ma anche Conan, nella sua semplicità, ha un profondo elemento in comune con Elric: la critica alla civiltà umana.
Leggendo le opere di Howard così come quelle di Michael Moorcock non ci si può non chiedere quale sia, in ultima analisi, ciò che rende "civile" un essere umano. Tradimenti, soprusi, sfruttamento, sono tutti elementi che caratterizzano quella vita "civile" con cui sia Conan sia Elric si confrontano spesso e volentieri nel corso delle loro avventure. E nonostante Elric sia esso stesso schiavo della sua natura, in particolare delle sue dipendenze da un lato e della sua insaziabile curiosità dall'altro, anche quest'ultimo, come Conan, è portatore di quel desiderio di libertà che il singolo cerca di raggiungere, nonostane socialmente tendiamo normalmente a reprimerlo. E non certo per rispetto nei confronti dei nostri vicini.
Catturare questo elemento del Conan di Howard in opere originali è piuttosto complesso. Mentre in fumetti che riprendono le storie originali è tutto sommato piuttosto semplice, anche se il rischio di tradire la lezione originale è sempre dietro l'angolo, in storie nuove è, secondo me, quasi impossibile riuscire a raccontare questo aspetto del personaggio in maniera realmente consapevole. Non c'è riuscito completamente Joe Lansdale e, nonostante il comunque ottimo e convincente risultato finale de Il flagello del serpente, nemmeno Jim Zub.

giovedì 1 ottobre 2026

I precari, l'INAF e la Notte della Ricerca

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Come ha ricordato il moderatore della piccola conferenza di matematica che ho seguito, insieme con mia sorella, nel corso della Notte della Ricerca presso il Museo della Scienza e della Tecnica "Leonardo da Vinci", questa notte da alcuni anni è diventata Notte europea dei ricercatori (e delle ricercatrici, non dimentichiamolo). E questo perché dovrebbe essere chi fa ricerca centrale all'interno della serata di eventi.
Giusto qualche giorno fa è uscito un comunicato di USB - Pubblico impiego che prendeva le mosse proprio da questa particolare notte e inizia così:
La rimozione di un post, in un canale ufficiale INAF, che durante la Notte Europea dei Ricercatori e delle Ricercatrici, denunciava la drammatica condizione dei 719 precari a rischio licenziamento, dimostra una cosa chiara: la dirigenza non tollera che i problemi dell’Ente vengano resi pubblici.
Non so a quale post si riferisca il comunicato, se pubblicato su FB o Instagram, visto che non sono sul primo e bazzico molto poco il secondo, ma so che nessuno è venuto a chiederci di rimuovere l'articolo di Antonino La Barbera dedicato alla Notte e soprattutto a noi ricercatori precari. E credo che nessuno sarebbe riuscito a convincere la redazione a rimuoverlo. In particolare vorrei, però, rilanciare questo passaggio del suo articolo:

martedì 29 settembre 2026

La gatta ha un cappio al collo

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Torna il giallo dell'estate di Dolores Hitchens. Sellerio pubblica il quarto dei suoi dodici misteri della gatta (che vorrei che l'editore siciliano pubblicasse a un ritmo più serrato), che al di là di un titolo forse un tantinello esagerato, presenta i soliti elementi interessanti, ma anche qualche elemento un po' più deludente. Dalle "anticipazioni" presenti nelle prime pagine, in effetti, ci si sarebbe aspettati un'atmosfera più opprimente e, soprattutto, un assassino all'altezza de La gatta ci ha messo lo zampino, ma alla fine molte descrizioni di tensione sono sfumate nel giro di poche battute, facendo scemare velocemente situazioni potenzialmente interessanti. Anche il ruolo di Samantha, la gatta di Miss Rachel, è piuttosto marginale, nonostante il cappio al collo che si ritrova a un ceto punto. E persino la sorella di Rachel, Miss Jennifer, promette di essere per una volta protagonista del romanzo, per poi sparire in fretta dopo poche pagine. Se poi ci aggiungiamo che il personaggio più interessante non è il colpevole dei due omicidi raccontati nel romanzo, abbiamo completato il quadro di un libro che sicuramente non è scritto male e che riesce a tenere incollati alle pagine, ma che in qualche modo lascia la sensazione di avere un grosso potenziale inespresso.

lunedì 28 settembre 2026

Topolino #3696: Nel segno di Sherlock Holmes

Credo che in pochi, e soprattutto holmesiani, abbiano notato il riferimento ai sistemi di indagine del famoso detective ideato da Arthur Conan Doyle presenti nelle pagine iniziali de La vendetta di Frida, storia d'apertura in due tempi di Bruno Enna e Alessandro Perina.
D'altra parte Enna ha ripassato e non poco il canone holmesiano che sta omaggiando con le parodie di Pippo Holmes e dunque non stupisce trovare dei riferimenti anche in una storia di Paperinik, pur con gli opportuni aggiornamenti tecnologici archimedei. La sfida in questo caso più che complicata risulta subdola, visto che Frida, pur non ricordando nulla, è intenzionata a vendicarsi del Venne ndicatore mascherato e utilizzando anch'essa una collaboratrice esterna si mette sulle tracce dell'eroe tramite il suo punto debole: Paperino.
In un certo senso Enna iquesto caso gioca proprio con uno degli elementi più delicati della "letteratura" supereroistica: la sua identità segreta e i legami che ha con quella mascherata, a volte nascosti sotto strati di "polvere", altre resi ingenuamente manifesti come nel caso di Paperino con Paperinik.
Interessante, e anche inedito, il ruolo giocato da Archimede nella vicenda. Forse il suo coinvolgimento risulta il punto debole della storia, avvenuto in maniera eccessivamente frettolosa, ma nel complesso funziona molto bene.
Più avanti troviamo una nuova storia di De Paperis rhetorica, La torta scomparsa, dove Giovanni Eccher, questa volta affiancato da Roberto Vian, ci porta nei misteri del processo romano e di come la retorica possa aiutare anche a risolvere un giallo!
Il numero si chiude con il terzo e conclusivo episodio de L'isola delle folgori. La storia scritta da Francesco Artibani e disegnata dal sempre ottimo Alessandro Pastrovicchio si conclude con un episodio ricco d'azione che scorre veloce fino alla sua conclusione, ma che non fuga le perplessità di cui ho scritto nelle settimane scorse. Anzi a queste perplessità saggiunge la proliferazione di dimensioni che la storia propone e l'uso un po' allegro del gravitone, che sì è una particella ipotetica e non ancora scoperta (e forse nemmeno esistente) ma per assurdo avrei apprezzato questo aspetto della storia con meno scienza, visto che la sua presenza non mi ha convinto completamente.
La sensazione che Artibani mi ha trasmesso è che visto che il gravitone è ipotetico, possiamo fargli fare quello che vogliamo, mantenendo l'unica caratteristica che serve: far levitare un'intera isola!
In ogni caso quando in una storia noti la scienza, forse la storia, per riprendere in qualche modo quanto scritto da Marco Castellani su EduINAF, ha fallito in uno dei suoi compiti più importanti: emozionare. Forse per questo Il fattore Gamma e il suo seguito sono, per me, storie di un livello superiore nonostante siano scritte da un autore quasi esordiente, almeno come sceneggiatore.

sabato 26 settembre 2026

Animal Human: La nuova catena alimentare

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Arrivato al quarto tankobon in Giappone, Animal Human - Uomini animale di Takuya Okada è, se vogliamo, ancora più estremo rispetto a Cadavere squisito di Agustina Bazterrica.
I primi due volumi, pubblicati in Italia da Magic Press, iniziano con un padre e una figlia che dopo un incidente vengono soccorsi da un animale antropomorfo che abita in una fattoria lì vicino. E abbastanza presto ci rendiamo conto che non siamo di fronte a una reinterpretazione de La fattoria degli animali di George Orwell, ma in una vera e propria distopia, una specie di horror vegano che però, come Cadavere squisito è anche un'evidente critica alla società capitalistica e consumistica che abbiamo costruito.
Il manga, al di là dei dettagli di trama, presenta infatti animali antropomorfi che allevano, uccidono e mangiano esseri umani, ed esseri umani che allevano, uccidono e mangiano animali antropomorfi. In cima a questa catena alimentare troviamo, però, le elite composte da umani e animali antropomorfi che si nutrono indifferentemente di animali e umani. Questi ultimi, come ci viene mostrato dal mangaka in alcune scene, brevi ma significative, hanno un unico interesse: produrre carne migliore, che sia umana o animale ha poca importanza.

venerdì 25 settembre 2026

Paralipomeni di Alice: Racconti intrecciati

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Come promesso, ho deciso di scrivere un breve post con tutti link per leggere o rileggere i Rompicapi dedicati a A tangled tale di Lewis Carroll e le loro soluzioni.
A tangled tale, come potrete leggere meglio nella recensione, è un libro costituito dalla raccolta di una serie di dieci racconti usciti su rivista. Al suo interno per ciascun racconto è presente uno o più problemi di matematica ricreativa, le cui soluzioni venivano discusse da Carroll nel numero successivo.
L'elendo l'ho dunque suddiviso per dieci nodi e per ognuno dei nodi trovate i link ai rompicapi e alle loro soluzioni, tutte pubblicate nella rubrica dei Paralipomeni.
nodo 1

rompicapo -> soluzione
nodo 2

rompicapo -> soluzione
nodo 3

rompicapo -> soluzione
nodo 4

rompicapo -> soluzione
nodo 5

rompicapo -> soluzione
nodo 6

rompicapo -> soluzione
nodo 7

rompicapo -> soluzione
nodo 10

Il nodo 10 ha la caratteristica di mettere insieme i protagonisti dei nodi precedenti in un unico racconto. Inoltre i tre rompicapi presenti nel testo non li ho proposti nell'ordine in cui si trovano, questo perché del secondo rompicapo ho fornito una soluzione direttamente nel post in cui l'ho presentato, e questo perché è stato lo stesso Carroll a non averla proposta!
Dopo questa doverosa premessa, eccovi l'elendo dell'ultimo trittico di rompicapi con le soluzioni:
rompicapo n. 1 -> soluzione
rompicapo n.3 -> soluzione
rompicapo n.2
Immagine d'apertura generata con Gemini e pubblicata su NightCafe

mercoledì 23 settembre 2026

Autunno, in qualche modo

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Come raccontato nella vignetta qui sopra, che ho generato grazie a Gemini, l'arrivo dell'autunno è definito da un istante ben preciso, che cambia di anno in anno. Questo istante, come per la primavera, è il momento esatto in cui i raggi del Sole risultano perpendicolari rispetto all'asse di rotazione terrestre. Quando ciò avviene siamo in equinozio, ovvero quando le ore notturne hanno la medesima durata di quelle diurne. Questo avviene in tutte le zone della Terra in cui il Sole è alto sopra l'orizzonte. Ovviamente ci sono alcune eccezioni (e anche situazioni trascurabili).
Ovviamente l'equinozio di settembre segna l'inizio dell'autunno, mentre quello di marzo segna l'inizio della primavera. Ci sono poi anche i solstizi, quello estivo e quello invernale, che sono i giorni in cui le ore diurne sono rispettivamente massime e minime dell'anno.
In ogni caso:
Felice autunno!

martedì 22 settembre 2026

Attraverso la notte

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William Sloane è stato uno scrittore americano dalla produzione relativamente ridotta noto soprattutto per To Walk the Night, romanzo del 1937 che si fatica un po' a classificare in un genere particolare. Generalmente considerato un romanzo di fantascienza con elementi horror, in realtà per impianto e struttura è essenzialmente un investigativo con elementi gotici di sottofondo e degli assaggi di fantascienza che esplodono nel finale.
La storia narra di due amici che si ritrovano, una notte, nell'osservatorio astronomico della loro ex-università. Qui assistono impotenti alla morte del loro vecchio professore di astronomia. In particolare uno dei due era stato assistente del professor LeNormand, personaggio particolare che aveva proposto, in vita, un'interpretazione della relatività piuttosto radicale rispetto a quella di Albert Einstein. Dopo questa morte, su cui la polizia inizia a indagare come se fosse un omicidio, ecco arrivare in scena, a sorpresa per i due giovani, la moglie di LeNormand, una ragazza enigmatica dallo sguardo a volte intenso a volte distratto, intorno alla quale sembrano svilupparsi vicende inquietanti e misteriose.

lunedì 21 settembre 2026

Topolino #3695: Chiusura in nero

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Come scrive Alex Bertani nel suo editoriale con La notte bianca dell'uomo in nero si chiude il ciclo del Macchia Nera di Marco Nucci e Casty. Come ricordato sempre nell'editoriale, l'idea di questo ciclo di storie nasce per riportare le atmosfere del Macchia Nera delle origini nelle storie di Topolino e riconsegnargli quelle caratteristiche e
(...) quello spessore narrativo che ne caratterizzarono le origini e, parere personale, si persero in parte nel corso degli anni.
Se da un lato l'interpretazione di Nucci e Casty riprende quel personaggio inquietante, dall'altro ne porta quella visione alle estreme conseguenze con un personaggio fortemente hitchcockiano, ben più della versione originale.