Stomachion

Visualizzazione post con etichetta precari. Mostra tutti i post
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venerdì 7 agosto 2026

Questione di prospettive

Quando è iniziato agosto, nella mia mente avevo intenzione di uscire con un post al giorno. Di idee ne avevo, indubbiamente, e in aggiunta quest'anno sono costretto a passare tutto il mese a Milano, senza ferie. Poi, però, mi sono ritrovato a pubblicare poco e scrivere tanto: ero in ritardo con la scrittura di alcune recensioni, uno di quei contenuti che in effetti, in settimane fiacche come questa che sta volgendo al termine può essere tirato fuori alla bisogna. Solo che alla fine ne ho pubblicata solo una.
Il perché e il percome alla fine non ho dato fondo a queste bozze è legato in parte al voler dare la priorità alla scrittura di cose nuove, in parte all'intima volontà di non monopolizzare il blog, per quanto per una decina di giorni, esclusivamente con delle recensioni. E, come scritto all'inizio, c'era poi quella sorta di tranquillità, forse rassegnazione (che ho da almeno un mese) che avrei passato agosto a Milano.
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Fino a fine luglio ho avuto in corso d'opera un assegno di ricerca, che non prevede le ferie: questo voleva dire, semplicemente, che in questo periodo, compatibilmente con le ferie del resto della redazione di EduINAF, potevo tranquillamente spostarmi e tornare in Calabria e nel caso lavorare da giù. Con agosto, però, è iniziato un nuovo contratto a Tempo Determinato (TD), che da diritto alle ferie. Che però non ho ancora maturato e dunque non posso ancora andare in ferie. In più nel periodo iniziale non posso nemmeno accedere allo smart (il lavoro da casa) e dunque ecco che tutto si è combinato per un agosto milanese.
In pratica quello che mi ha portato al TD è stato il terzo concorso sul posto di lavoro che occupo. Una necessità sorta a causa della mancanza di stabilizzazione da parte dell'INAF e della conseguente incertezza sul futuro. Onestamente ne avrei fatto a meno, del concorso intendo, ma i vantaggi che si porta dietro il TD sono indubbiamente molteplici, inclusa la possibilità che, quando sarà il momento giusto, potrei evitarmi il quarto concorso per un posto di lavoro che già occupo da diversi anni (quasi un decennio, mi pare).
Se vi sembro un po' polemico su tutta la situazione, semplicemente è perché lo sono. E mi sto anche trattenendo.
Non voglio approfondire oltre questa faccenda, altri lo hanno fatto e lo stanno facendo in lungo e in largo. E certo molti più dall'esterno che dall'interno, o dal punto di vista dei precari. Forse potrei perderci del tempo in futuro. E forse no. Per ora cercherò di sfruttare nel modo migliore possibile il mese che mi si para davanti.

venerdì 8 maggio 2026

Stato di agitazione

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Dopo l'iniziativa di metà mese della Rete Stabilizzandi INAF, abbiamo ricevuto una maggiore attenzione sugli organi di stampa. L'1 maggio, giorno della festa del lavoro, il Fatto quotidiano ha pubblicato un articolo con tanto di video servizio d'apertura sulla faccenda. All'inizio del video, tra l'altro, interviene Federica Duras, che mi affianca sempre più spesso su EduINAF (che peraltro compare anche nel video!). Con Federica, oltre a EduINAF, condividiamo anche questa lunga e, come raccontato, mancata attesa delle stabilizzazioni, con i fondi che erano stati trovati, peraltro proprio dalla Rete, che poi hanno cambiato destinazione d'uso.
Questa iniziativa aveva, ovviamente, l'obiettivo di spingere l'ente a intraprendere azioni per avviare le procedure di stabilizzazione, sono andate avanti una serie di discussioni tra le parti, che a quanto pare non hanno portato a nulla, tanto che un paio di giorni fa è arrivata una e-mail con cui USB ha proclamato lo stato di agitazione tutto il personale INAF.
Come ricordato e ribadito anche da successivi chiarimenti non è necessario essere iscritti a USB e ha lo scopo di proteggere qualsiasi forma di protesta legata a questo tema che chiunque in INAF, singolarmente o in gruppo, porterà avanti nei prossimi mesi:
E' uno strumento concreto che ogni persona che lavora in INAF può utilizzare per protestare come ritiene opportuno rivendicando i propri diritti.

martedì 14 aprile 2026

Basta precariato in INAF

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La Rete stabilizzandi dell'Istituto Nazionale di Astrofisica ha messo in piedi nella giornata di oggi una piccola manifestazione per chiedere di stabilizzare i precari, iniziando da coloro che, in base alle nrome della legge Madia, hanno ottenuto i criteri per ottenere un contratto a tempo indeterminato (presente!). Praticamente tutte le sedi hanno esposto uno striscione con buona parte del personale, anche i non stabilizzandi (precari senza ancora tali diritti e membri stabili), scattato foto, fatto brevi video. Trovate buona parte di questo materiale, inclui un paio di servizi TG, sull'account instagram della Rete.
Per quel che riguarda Brera, la sede che ha esposto lo striscione è stata quella di Merate, non foss'altro per una maggiore presenza lì di stabilizzandi. Nel mio piccolo anche io ho scattato un paio di foto con una versione ridotta dello striscione (le trovate sui miei account pixelfed e instagram). La mia (ma penso non solo mia) speranza è che non saranno necessari altri passi ulteriori, ma onestamente ci credo poco. Per fortuna (o purtroppo) mi ero già fatto le ossa più di dieci anni fa con i Precari Unical, per cui posso dire di essere pronto...

mercoledì 1 aprile 2015

Sportello di consulenza sindacale per i precari dell'università

Ricevo comunicazione via e-mail e pubblico volentieri, visto il parziale interesse sulla faccenda:
Apertura di quattro sportelli di consulenza sindacale rivolti a lavoratori e lavoratrici precari/e delle università milanesi
La Federazione Lavoratori della Conoscenza di Milano attiva quattro sportelli di consulenza sindacale rivolti a tutto il personale con contratti di lavoro precario: dottorandi, borsisti, docenti a contratto, assegnisti, cultori della materia, ricercatori a tempo determinato, tecnici-amministrativi e collaboratori con contratto di lavoro parasubordinato o partite iva.
Gli sportelli offrono consulenza su:
  • Questioni riguardanti tutele e garanzie nel rapporto di lavoro (maternità, disoccupazione, malattia, infortuni, diritti sindacali, ecc.);
  • Problemi e dubbi riguardanti aspetti contrattuali e del rapporto di lavoro;
  • Regimi di compatibilità/incompatibilità con altre attività lavorative
Gli sportelli sono aperti al pubblico dalle ore 11.30 alle ore 14.30 con cadenza mensile in queste sedi e giorni:
  1. Università degli Studi di Milano – Città Studi, via Balzaretti, 13, Aula sindacale: primo lunedì del mese
  2. Università degli Studi di Milano, via Festa del Perdono 7, Aula sindacale: secondo martedì del mese
  3. Politecnico di Milano, Piazza Leonardo da Vinci 32, Aula Sindacale: terzo mercoledì del mese
  4. Università degli Studi di Milano-Bicocca, viale dell’Innovazione, edificio U9, Aula Sindacale: ultimo giovedì del mese
Le prossime aperture:
  • Università degli Studi di Milano – Città Studi: lunedì 4 maggio
  • Università degli Studi di Milano, via Festa del Perdono: martedì 14 aprile; martedì 12 maggio
  • Politecnico: mercoledì 22 aprile; mercoledì 20 maggio
  • Università degli Studi di Milano-Bicocca: giovedì 30 aprile; giovedì 28 maggio
È possibile prendere appuntamento scrivendo a:
Tutti gli aggiornamenti sulla nostra pagina facebook: RicercaPrecari.Milano [vedi questo post al proposito]

venerdì 5 dicembre 2014

Precari

Lavori "precari", strutture "precarie", situazioni "precarie", sono tutte cose che danno un po' di angoscia a causa della loro provvisorietà, del loro futuro incerto.
Poiché "precario" deriva da "prece", cioè "preghiera", ci sarebbe da chiedersi perché qualcuno preghi per ritrovarsi in una situazione angosciosa... effettivamente ciò che si ottiene grazie a una preghiera è essenzialmente un favore, non un diritto, e pertanto ci può essere tolto esattamente come ci è stato concesso, quasi per caso, e la coscienza di questo fatto ci fa sentire particolarmente "precari".
Testo tratto da Almanacco Topolino n.309. Segnalo, a tal proposito, un comunicato dei precari dell'Università di Firenze e una petizione per bloccare l'approvazione di un particolare comma all'interno della legge di stabilità che non costringerebbe più le università all'obbligo di assunzione dei precari, come spiega molto bene Sandro.

mercoledì 26 novembre 2014

L'Europa da ragione ai precari

Periodo instabile, questo. Quel che riesco a scrivere è tutto frutto di motivazioni così forti che, in un periodo più tranquillo avrebbero fruttato post a raffica. E' anche per questo (e non solo per non tenere fermo il blog troppo a lungo, come ultimamente) che pubblico questa news dall'Europa, giratami grazie a una mailing list di precari:
La Corte di Giustizia Europea sbarra la strada al lavoro precario. Docenti e Ata della scuola con più di 36 mesi di servizio hanno diritto all'assunzione. È una svolta storica per i tanti precari di tutto il pubblico impiego. La soddisfazione della FLC CGIL impegnata sin dal 2010 in questa vertenza.
La Corte di giustizia stabilisce che l'Italia viola le direttive Ue: i precari con più di 36 mesi di servizio devono essere assunti a tempo indeterminato. Flc Cgil: "Una sentenza che farà da apripista e dà una speranza a centinaia di migliaia di persone"
A tutto questo ottimismo rispondo con: non ci sono soldi a meno di non tagliare qualcosa d'altro (spese militari, per esempio?); la sentenza della Corte, per essere applicata, implica (a mio modo di vedere, ovviamente) una modifica sostanziale delle modalità di assunzione da parte dello stato italiano (che nella mia ottica vuol dire essere meno legati ai concorsi e dare una maggiore responsabilità a segreterie e presidenze di fronte ad assunzioni sbagliate), e anche questo mi sembra molto difficile che accada.

giovedì 9 ottobre 2014

Aggiornamento precario

Aggiornamento da INPS, precari e coccodé:
Nel 2014 numerosi ex co.co.co., attualmente precari e/o disoccupati, si sono visti recapitare a casa una lettera dell’Inps con la quale si chiedeva la restituzione delle indennità di disoccupazione "una tantum" per collaboratori "erroneamente" erogate in precedenza (mediamente circa 4.000 euro). L'una tantum infatti esclude inspiegabilmente i collaboratori del pubblico impiego, ma a causa di una norma confusa e di dubbia interpretazione alcune sedi Inps negli anni passati hanno erogato il beneficio anche a tali lavoratori.
(da #nonscherziamo con l'una tantum ai precari)
Il lavoro è uguale per tutti, ripete Anna Fedeli, e gli ammortizzatori sociali dovrebbero essere estesi a tutti, indipendentemente dalla tipologia contrattuale. Conclude così Fedeli: certe tipologie contrattuali iperprecarie, a dispetto dell’opinione comune, sono molto diffuse nel pubblico impiego, a partire dalla scuola, università, accademie e nei conservatori e noi ne chiediamo l’abolizione.
Queste esigenze emergono ancora di più nel corso della conferenza stampa dalle due lavoratrici precarie intervenute per raccontare la loro storia: c'è Lorella Gabriele, assegnista precaria che, vedendosi rifiutato il diritto ad accedere all'una tantum, ha fatto ricorso e dopo anni si è vista recapitata una lettera in cui le veniva chiesto di restituirli tutti, e senza sconti, quei soldi. C'è Francesca Marsico, che a nome di tutti i suoi colleghi pugliesi, racconta la stessa identica storia di lavoratori che sono rimasti all'improvviso senza lavoro e senza indennità. All'arrivo delle famose lettere entrambe hanno detto no a quest'assurdità e si sono rivolte ai sindacati: solo la CGIL ha risposto. E solo la FLC CGIL adesso, insieme a NIdiL ha vinto una battaglia: quella di vedere sospese dall'Inps le richieste di rimborsi.
(da #nonscherziamo: la conferenza stampa)
Lorella, precaria dell'Università della Calabria, ha anche partecipato ad Agorà su Rai Tre. Potete rivederla andando avanti fino a un'ora e 45 minuti circa (qualche secondo prima, in effetti).

sabato 4 ottobre 2014

INPS, precari e coccodé

La vicenda ha un che di assurdo, ma, come scrive Valentina Santarpia sul Corriere, ha scoperchiato un vaso di Pandora.
Contesto: in questi decenni sia l'università sia la scuola si sono avvalsi e continuano ad avvalersi di una folta schiera di precari. Alcuni sono più o meno regolamentati, soprattutto nella scuola, con le fasce di docenza, di cui quella trattata peggio è la terza fascia (mia madre, commerciante, si è lamentata quest'estate che pago quasi più tasse di lei...), altri invece vengono assunti con contratti co.co.co., sicuramente più diffusi nel mondo accademico, ma che non mancano nemmeno nel mondo della scuola, anche nel corpo docente (nella mia prima supplenza in terra lombarda, uno dei docenti della scuola dove ho prestato servizio era assunto con tale contratto). Ovviamente tutte queste categorie hanno richiesto l'indennità di disoccupazione per coprire il periodo di inattività lavorativa tra il licenziamento e l'assunzione successiva.
La vicenda: nei giorni scorsi, però, l'INPS ha inviato, in particolare ai co.co.co. (non so per quelli di terza fascia, visto che non mi sono mai avvalso di questo diritto alla disoccupazione, per molti motivi che non mi va di approfondire), una richiesta di restituzione dei soldi erogati negli ultimi 5 anni, a quanto scritto per un errore.
La CGIL ha allora diramato un comunicato stampa sulla questione:
Roma, 3 ott. '14 - Indennità di disoccupazione erogate ai lavoratori precari e chieste indietro dall'Inps cinque anni più tardi. È questa la situazione ai confini della realtà che stanno vivendo in queste settimane centinaia di co.co.co. della scuola, assegnisti di ricerca e dottorandi, che a partire dal 2009 avevano fatto richiesta dell’indennità una tantum per il sostegno al reddito.
Dall'inizio del 2014 infatti numerosi ex co.co.co., attualmente precari e/o disoccupati, si sono visti recapitare a casa una lettera dell'Inps con la quale si chiede la restituzione della somma erogata "erroneamente" in precedenza (mediamente 4000 euro). L'una tantum infatti esclude inspiegabilmente i collaboratori del pubblico impiego, ma a causa di una norma confusa e di dubbia interpretazione, molte sedi INPS negli anni passati hanno erogato il beneficio anche a tali lavoratori.
FLC CGIL e NIdiL CGIL ritengono assurdo che a distanza di numerosi anni l'Inps pretenda dai lavoratori precari la restituzione di un'indennità di disoccupazione, che è già del tutto inadeguata ed escludente. Cogliamo l'occasione per chiedere a gran voce che questa assurda distinzione fra lavoratori precari sia abolita quanto prima, e che gli ammortizzatori sociali siano garantiti a tutti, indipendentemente dalla tipologia contrattuale.
Il sindacato illustrerà la questione in una conferenza stampa in programma martedì 7 ottobre alle ore 13:00 presso la Sala Stampa della Camera dei Deputati (via della Missione, 4), alla quale parteciperanno alcune lavoratrici alle quali è stata già recapitata la lettera dell'Inps, l'on. Marco Miccoli (membro della Commissione Lavoro, PD), la segretaria confederale della CGIL Serena Sorrentino, Anna Fedeli (segretaria nazionale FLC CGIL) e Sabina Di Marco (segretaria nazionale NIdiL CGIL).
Il comunicato ha avuto, però, un effetto quasi immediato: l'INPS ha infatti sospeso la procedura di restituzione dei soldi, grazie all'azione immediata del nuovo commissario Treu. La palla ora passa al governo: mentre la conferenza stampa è stata confermata, l'idea del sindacato è quella di chiedere alle istituzioni l'abolizione di questa distinzione di fatto tra precari (almeno relativamente agli ammortizzatori sociali). La conferenza stampa sarà, inoltre, preceduta da un flash mob all'esterno di Montecitorio intorno alle 12:30.

P.S.: non sono improvvisamente diventato un sindacalista, ma credo che sottolineare certe storture del sistema sia in ogni caso importante. Che poi personalmente ritenga che queste storture siano ineliminabili in un qualunque sistema burocratico è una considerazione che, a mio giudizio, non cambia di una virgola né quanto ho scritto, né la condivisione delle richieste di una categoria abbastanza vasta di persone, come quella dei lavoratori di scuola e università.
P.P.S.: se non fosse chiaro, il coccodé del titolo si riferisce al fatto che i precari spesso vengono trattati (non solo dalle istituzioni politiche) come galline, ovvero messi un po' lì a razzolare, nella speranza che se ne stiano buoni e zitti...