Stomachion

giovedì 1 ottobre 2026

I precari, l'INAF e la Notte della Ricerca

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Come ha ricordato il moderatore della piccola conferenza di matematica che ho seguito, insieme con mia sorella, nel corso della Notte della Ricerca presso il Museo della Scienza e della Tecnica "Leonardo da Vinci", questa notte da alcuni anni è diventata Notte europea dei ricercatori (e delle ricercatrici, non dimentichiamolo). E questo perché dovrebbe essere chi fa ricerca centrale all'interno della serata di eventi.
Giusto qualche giorno fa è uscito un comunicato di USB - Pubblico impiego che prendeva le mosse proprio da questa particolare notte e inizia così:
La rimozione di un post, in un canale ufficiale INAF, che durante la Notte Europea dei Ricercatori e delle Ricercatrici, denunciava la drammatica condizione dei 719 precari a rischio licenziamento, dimostra una cosa chiara: la dirigenza non tollera che i problemi dell’Ente vengano resi pubblici.
Non so a quale post si riferisca il comunicato, se pubblicato su FB o Instagram, visto che non sono sul primo e bazzico molto poco il secondo, ma so che nessuno è venuto a chiederci di rimuovere l'articolo di Antonino La Barbera dedicato alla Notte e soprattutto a noi ricercatori precari. E credo che nessuno sarebbe riuscito a convincere la redazione a rimuoverlo. In particolare vorrei, però, rilanciare questo passaggio del suo articolo:

martedì 29 settembre 2026

La gatta ha un cappio al collo

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Torna il giallo dell'estate di Dolores Hitchens. Sellerio pubblica il quarto dei suoi dodici misteri della gatta (che vorrei che l'editore siciliano pubblicasse a un ritmo più serrato), che al di là di un titolo forse un tantinello esagerato, presenta i soliti elementi interessanti, ma anche qualche elemento un po' più deludente. Dalle "anticipazioni" presenti nelle prime pagine, in effetti, ci si sarebbe aspettati un'atmosfera più opprimente e, soprattutto, un assassino all'altezza de La gatta ci ha messo lo zampino, ma alla fine molte descrizioni di tensione sono sfumate nel giro di poche battute, facendo scemare velocemente situazioni potenzialmente interessanti. Anche il ruolo di Samantha, la gatta di Miss Rachel, è piuttosto marginale, nonostante il cappio al collo che si ritrova a un ceto punto. E persino la sorella di Rachel, Miss Jennifer, promette di essere per una volta protagonista del romanzo, per poi sparire in fretta dopo poche pagine. Se poi ci aggiungiamo che il personaggio più interessante non è il colpevole dei due omicidi raccontati nel romanzo, abbiamo completato il quadro di un libro che sicuramente non è scritto male e che riesce a tenere incollati alle pagine, ma che in qualche modo lascia la sensazione di avere un grosso potenziale inespresso.

lunedì 28 settembre 2026

Topolino #3696: Nel segno di Sherlock Holmes

Credo che in pochi, e soprattutto holmesiani, abbiano notato il riferimento ai sistemi di indagine del famoso detective ideato da Arthur Conan Doyle presenti nelle pagine iniziali de La vendetta di Frida, storia d'apertura in due tempi di Bruno Enna e Alessandro Perina.
D'altra parte Enna ha ripassato e non poco il canone holmesiano che sta omaggiando con le parodie di Pippo Holmes e dunque non stupisce trovare dei riferimenti anche in una storia di Paperinik, pur con gli opportuni aggiornamenti tecnologici archimedei. La sfida in questo caso più che complicata risulta subdola, visto che Frida, pur non ricordando nulla, è intenzionata a vendicarsi del Venne ndicatore mascherato e utilizzando anch'essa una collaboratrice esterna si mette sulle tracce dell'eroe tramite il suo punto debole: Paperino.
In un certo senso Enna iquesto caso gioca proprio con uno degli elementi più delicati della "letteratura" supereroistica: la sua identità segreta e i legami che ha con quella mascherata, a volte nascosti sotto strati di "polvere", altre resi ingenuamente manifesti come nel caso di Paperino con Paperinik.
Interessante, e anche inedito, il ruolo giocato da Archimede nella vicenda. Forse il suo coinvolgimento risulta il punto debole della storia, avvenuto in maniera eccessivamente frettolosa, ma nel complesso funziona molto bene.
Più avanti troviamo una nuova storia di De Paperis rhetorica, La torta scomparsa, dove Giovanni Eccher, questa volta affiancato da Roberto Vian, ci porta nei misteri del processo romano e di come la retorica possa aiutare anche a risolvere un giallo!
Il numero si chiude con il terzo e conclusivo episodio de L'isola delle folgori. La storia scritta da Francesco Artibani e disegnata dal sempre ottimo Alessandro Pastrovicchio si conclude con un episodio ricco d'azione che scorre veloce fino alla sua conclusione, ma che non fuga le perplessità di cui ho scritto nelle settimane scorse. Anzi a queste perplessità saggiunge la proliferazione di dimensioni che la storia propone e l'uso un po' allegro del gravitone, che sì è una particella ipotetica e non ancora scoperta (e forse nemmeno esistente) ma per assurdo avrei apprezzato questo aspetto della storia con meno scienza, visto che la sua presenza non mi ha convinto completamente.
La sensazione che Artibani mi ha trasmesso è che visto che il gravitone è ipotetico, possiamo fargli fare quello che vogliamo, mantenendo l'unica caratteristica che serve: far levitare un'intera isola!
In ogni caso quando in una storia noti la scienza, forse la storia, per riprendere in qualche modo quanto scritto da Marco Castellani su EduINAF, ha fallito in uno dei suoi compiti più importanti: emozionare. Forse per questo Il fattore Gamma e il suo seguito sono, per me, storie di un livello superiore nonostante siano scritte da un autore quasi esordiente, almeno come sceneggiatore.

sabato 26 settembre 2026

Animal Human: La nuova catena alimentare

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Arrivato al quarto tankobon in Giappone, Animal Human - Uomini animale di Takuya Okada è, se vogliamo, ancora più estremo rispetto a Cadavere squisito di Agustina Bazterrica.
I primi due volumi, pubblicati in Italia da Magic Press, iniziano con un padre e una figlia che dopo un incidente vengono soccorsi da un animale antropomorfo che abita in una fattoria lì vicino. E abbastanza presto ci rendiamo conto che non siamo di fronte a una reinterpretazione de La fattoria degli animali di George Orwell, ma in una vera e propria distopia, una specie di horror vegano che però, come Cadavere squisito è anche un'evidente critica alla società capitalistica e consumistica che abbiamo costruito.
Il manga, al di là dei dettagli di trama, presenta infatti animali antropomorfi che allevano, uccidono e mangiano esseri umani, ed esseri umani che allevano, uccidono e mangiano animali antropomorfi. In cima a questa catena alimentare troviamo, però, le elite composte da umani e animali antropomorfi che si nutrono indifferentemente di animali e umani. Questi ultimi, come ci viene mostrato dal mangaka in alcune scene, brevi ma significative, hanno un unico interesse: produrre carne migliore, che sia umana o animale ha poca importanza.

venerdì 25 settembre 2026

Paralipomeni di Alice: Racconti intrecciati

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Come promesso, ho deciso di scrivere un breve post con tutti link per leggere o rileggere i Rompicapi dedicati a A tangled tale di Lewis Carroll e le loro soluzioni.
A tangled tale, come potrete leggere meglio nella recensione, è un libro costituito dalla raccolta di una serie di dieci racconti usciti su rivista. Al suo interno per ciascun racconto è presente uno o più problemi di matematica ricreativa, le cui soluzioni venivano discusse da Carroll nel numero successivo.
L'elendo l'ho dunque suddiviso per dieci nodi e per ognuno dei nodi trovate i link ai rompicapi e alle loro soluzioni, tutte pubblicate nella rubrica dei Paralipomeni.
nodo 1

rompicapo -> soluzione
nodo 2

rompicapo -> soluzione
nodo 3

rompicapo -> soluzione
nodo 4

rompicapo -> soluzione
nodo 5

rompicapo -> soluzione
nodo 6

rompicapo -> soluzione
nodo 7

rompicapo -> soluzione
nodo 10

Il nodo 10 ha la caratteristica di mettere insieme i protagonisti dei nodi precedenti in un unico racconto. Inoltre i tre rompicapi presenti nel testo non li ho proposti nell'ordine in cui si trovano, questo perché del secondo rompicapo ho fornito una soluzione direttamente nel post in cui l'ho presentato, e questo perché è stato lo stesso Carroll a non averla proposta!
Dopo questa doverosa premessa, eccovi l'elendo dell'ultimo trittico di rompicapi con le soluzioni:
rompicapo n. 1 -> soluzione
rompicapo n.3 -> soluzione
rompicapo n.2
Immagine d'apertura generata con Gemini e pubblicata su NightCafe

mercoledì 23 settembre 2026

Autunno, in qualche modo

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Come raccontato nella vignetta qui sopra, che ho generato grazie a Gemini, l'arrivo dell'autunno è definito da un istante ben preciso, che cambia di anno in anno. Questo istante, come per la primavera, è il momento esatto in cui i raggi del Sole risultano perpendicolari rispetto all'asse di rotazione terrestre. Quando ciò avviene siamo in equinozio, ovvero quando le ore notturne hanno la medesima durata di quelle diurne. Questo avviene in tutte le zone della Terra in cui il Sole è alto sopra l'orizzonte. Ovviamente ci sono alcune eccezioni (e anche situazioni trascurabili).
Ovviamente l'equinozio di settembre segna l'inizio dell'autunno, mentre quello di marzo segna l'inizio della primavera. Ci sono poi anche i solstizi, quello estivo e quello invernale, che sono i giorni in cui le ore diurne sono rispettivamente massime e minime dell'anno.
In ogni caso:
Felice autunno!

martedì 22 settembre 2026

Attraverso la notte

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William Sloane è stato uno scrittore americano dalla produzione relativamente ridotta noto soprattutto per To Walk the Night, romanzo del 1937 che si fatica un po' a classificare in un genere particolare. Generalmente considerato un romanzo di fantascienza con elementi horror, in realtà per impianto e struttura è essenzialmente un investigativo con elementi gotici di sottofondo e degli assaggi di fantascienza che esplodono nel finale.
La storia narra di due amici che si ritrovano, una notte, nell'osservatorio astronomico della loro ex-università. Qui assistono impotenti alla morte del loro vecchio professore di astronomia. In particolare uno dei due era stato assistente del professor LeNormand, personaggio particolare che aveva proposto, in vita, un'interpretazione della relatività piuttosto radicale rispetto a quella di Albert Einstein. Dopo questa morte, su cui la polizia inizia a indagare come se fosse un omicidio, ecco arrivare in scena, a sorpresa per i due giovani, la moglie di LeNormand, una ragazza enigmatica dallo sguardo a volte intenso a volte distratto, intorno alla quale sembrano svilupparsi vicende inquietanti e misteriose.

lunedì 21 settembre 2026

Topolino #3695: Chiusura in nero

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Come scrive Alex Bertani nel suo editoriale con La notte bianca dell'uomo in nero si chiude il ciclo del Macchia Nera di Marco Nucci e Casty. Come ricordato sempre nell'editoriale, l'idea di questo ciclo di storie nasce per riportare le atmosfere del Macchia Nera delle origini nelle storie di Topolino e riconsegnargli quelle caratteristiche e
(...) quello spessore narrativo che ne caratterizzarono le origini e, parere personale, si persero in parte nel corso degli anni.
Se da un lato l'interpretazione di Nucci e Casty riprende quel personaggio inquietante, dall'altro ne porta quella visione alle estreme conseguenze con un personaggio fortemente hitchcockiano, ben più della versione originale.

sabato 19 settembre 2026

Paperinik #117: L'eroe di Criminopoli

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Prosegue il Paperinik di produzione Disney (la Disney internazionale per tutti i licenziatari) realizzato da Luca Barbieri e Giulia Lomurno. Ne L'eroe di Criminopoli, l'eroe mascherato di Paperopoli viene rapito dal sindaco di Criminopoli per ripulire la città dai crimini. Paperinik, all'inizio un po' recalcitrante, finisce per "addestrare" in maniera non proprio convenzionale gli eroi, un po' titubanti e maldestri della città.
Di fatto siamo di fronte a una storia di stampo squisitamente supereroistico dove Barbieri mette in fila diverse variazioni sui supereroi più noti nel panorama mainstream statunitense, mentre il sindaco di Criminopoli sembra una variazione su Inquinator, avversario di Paperinik in una manciata di storie.

giovedì 17 settembre 2026

Problemi controintuitivi per intelligenze del terzo millennio

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Su arXiv c'è un interessante preprint che di base può essere utile per qualsiasi serie di articoli o libro sulla probabilità. Counterintuitive problems in discrete probability di Luca Avena, Gianmarco Bet e Bernardo Busoni presenta 20 problemi (o rompicapi) probabilistici.
L'idea dietro questa raccolta nasce dalla constatazione che nell'ambito della probabilità spesso l'intuizione conduce alla risposta errata. A quel punto i tre ricercatori hanno sviluppato dei problemi pensati esplicitamente per mettere alla prova le strategie di ragionamento euristico che spesso conducono a conclusioni intuitivamente plausibili ma matematicamente errate. Alcuni di questi problemi sono, in effetti, ispirati a problemi noti in letteratura o in matematica ricreativa, e il gruppo li ha opportunamente riformulati per renderli irriconoscibili. L'idea, infatti, è quella di utilizzarli per testare i modelli linguistici di intelligenza artificiale per capire se e quanto siano anch'essi soggetti a bias cognitivi analoghi a quelli umani.
Ovviamente ho provato a fare un test veloce con Copilot, Gemini e Claude. Per il test ho utilizzato il 20.mo problema della collezione:

martedì 15 settembre 2026

Il terrore

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Scriveva Howard Phillips Lovecraft nel saggio L'orrore soprannaturale nella letteratura:
Tra i creatori viventi di paura cosmica, assurti agli apici più artistici, pochi, o forse nessuno, possono sperare di eguagliare il versatile Arthur Machen, autoire di qualche dozzina di racconti, lunghi e brevi, in cui gli elementi dell'orrore nascosto e della paura latente raggiungono una corposità e una acutezza realistica quasi incomparabili.
Le opere di Arthur Machen, quindi, potrebbero tranquillamente rientrare dentro La biblioteca di lovecraft, in particolare Il terrore, The terror, romanzo del 1917 scritto e ambientato nel corso della prima guerra mondiale.
Costruito come un'inchiesta giornalistica, Il terrore racconta di una serie di misteriosi omicidi che avvengono su tutto il territorio britannico e che, per un qualche inspiegabile motivo, non vengono associati uno all'altro. Lo fa l'anonimo narratore, utilizzando come fonte primaria le vicende di cui è stato protagonista il dottor Lewis.

lunedì 14 settembre 2026

Scienza take away #25: agosto-settembre 2026

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Torna il Carnevale della matematica, questo mese ospitato su Amo la matematica, e puntualmente torna anche Scienza take away col quale riassumo i post a tema scientifico usciti nel mese precedente a mia firma.
Inizierei con due post della serie Tutta mia la città dedicati a Palazzo Brera e all'Osservatorio Astronomico di Brera.
Quindi un post dedicato agli Ig Nobel 2026 e infine un post sull'uso dei batteri come chip per i futuri biocomputer.
Su ScienceBackstage (o SciBack per gli amici!) ecco Come le alghe hanno colonizzato i coralli, mentre su EduINAF Misfits of Science: La scienza va in caravan, l'uscita agostana della rubrica de La scienza con i supereroi. Vi ricordo che sul minisito del progetto (che è sparpagliato anche su altri blog e non solo su EduINAF) potete lasciare il vostro indirizzo e-mail per ricevere la newsletter con gli articoli in anteprima sulla loro pubblicazione.
Con questo è tutto: lo so che è un po' poco, ma è stato un mese un po' complicato. L'appuntamento con la Scienza take away è al prossimo mese, mentre quello con DropSea molto prima!

domenica 13 settembre 2026

Topolino #3694: L'isola delle folgori

Dopo il prologo in formato daily strp di settimana scorsa, si resta un po' straniti di fronte a una storia con un montaggio "tradizionale", ma non è l'unico elemento che mi ha lasciato perplesso di fronte a L'isola delle folgori di Francesco Artibani e Alessandro Pastrovicchio.
La storia in se è interessante e ha un inizio in qualche modo sovrapponibile alla Dimensione Delta di Romano Scarpa. Su Topolinia, infatti, si abbatte una tempesta di fulmini, che combina un po' di danni in città. Il mattino dopo Topolino, Pippo e Setter ricevono uno "psicogramma" (un messaggio olografico recapitato da una sfera volante) dal professor Enigm. E così i tre si dirigono in soccorso del loro nuovo amico. O forse non così nuovo.
La storia, infatti, pubblicizzata come sequel de L'uomo nuvola, presenta alcuni elementi che suggerirebbero che ci sono stati altri incontri non narrrati, ma al contempo gli unici flashback che ci vengono mostrati sono rivisitazioni della storica avventura di Floyd Gottfredson. Inoltre queste scene vintage cozzano e non poco con l'ambientazione moderna della storia, evidente dal design delle automobili e, soprattutto, dalla presenza degli smartphone.
Possiamo considerare tutto ciò trascurabile? Non esattamente, visto che sembra assumere una certa importanza narrativa. Capisco che non è esattamente una storia celebrativa come altre scritte da Artibani con piglio più filologico, ma questo mix di atmosfere differenti (da un lato il colore vintage e il mido così gottfredsoniano di Pastrovicchio di muovere i personaggi, dall'altro il tempo moderno, sottolineato dai già citati smartphone, ma anche dalla presenza di droni) crea alla fine proprio quell'effetto straniante di cui sopra, che non mi ha aiutato per nulla a entrare nella pur ben fatta storia.
Il resto del sommario è, però, altrettanto ricco e ben fatto e mi dispiace un po' non potermi dilungare troppo.
Iniziamo con La procastibolla tergiversatrice, storia ideata da Marco Nucci e Niccolò Testi, scritta da quest'ultimo e disegnata da Claudio Sciarrone. Protagonista è il buon Newton che inventa una sfera che permette di rallentare il tempo fino quasi a fermarlo in un raggio di qualche metro (una distanza compatibile all'incirca con la chioma della quercia di Newton). Ovviamente non tutto andrà per il verso giusto per Newton e Qui, Quo, Qua.
Ovviamente per ottenere un effetto del genere bisognerebbe modificare il campo gravitazionale oppure la velocità dei soggetti all'interno della bolla, il che, per esempio, renderebbe un po' complicato vedere anche solo un film su qualsiasi piattaforma di streaming, figuriamoci sette come fanno Newton e i nipotini!
La storia di chiusura, P.d.P. Scarlet Siren, sempre scritta da Testi ma questa volta per i disegni di Nico Picone, ci riporta al Paperone del tempo di Louisville, impegnato in questa occasione con un recupero nei fondali del limaccioso Mississippi. Storia bella, appassionante e filologicamente corretta, promette di avere dei seguiti ancora più spumeggianti.
Ultima citazione per L'aristocratico Ba-Lord, disegnata da Federico Franzò. Protagonisti sono Paperone e Dinamite Bla in missione di consulenza in Gran Bretagna. La sorpresa, oltre che il motivo per cui la cito, è il nome dello sceneggiatore: Roberto Gagnor! Pensavo che ormai le sue storie per il Topo fossero finite, e invece ce n'era ancora qualcuna in giro. Vedremo se ce ne saranno ancora altre in futuro!

sabato 12 settembre 2026

Arkham City: L'ordine del mondo

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Prima di affrontarlo in una storia di Batman nella maxi-serie Schemi oscuri, Dan Watters aveva trattato il tema della follia e delle malattie mentali attraverso la lente di uno dei più folli tra i componenti della bat-family: Jean-Paul Valley, meglio noto come Azrael.
Ideato da Denny O'Neil e Joe Quesada, fece il suo esordio sulla miniserie Sword of Azrael dell'ottobre 1992. Braccio armato di un ordine religioso "deviato", in qualche modo legato ai templari, oscilla tra il condizionamento ricevuto durante l'addestramento, che lo porta a un profondo fanatismo religioso che sfocia in una violenza incontrollata, e una profonda autocritica sulle sue azioni e sulla visione distorta che gli è stata impartita.
È proprio in questa fase di riflessione che lo troviamo nel prologo di Arkham City, ovvero le tre storie che Watters ha scritto per Batman: Urban Legends e disegnate dal fumettista croato Nikola Cizmesija. In questo trittico di storie brevi il tormento interiore di Jean-Paul viene esplicitato grazie ai suoi pensieri al riguardo di un ex-tossicodipendente ormai prossimo alla morte che ha trovato la fede. Jean-Paul, diviso tra il suo dovere di infermiere di assisterlo e la constatazione che in fondo se l'è cercata, deve gestire questa dicotomia in contemporanea con l'indagine su una misteriosa sostanza che sembra dare l'immortalità a chi la assume. Watters, in questo modo, riesce a sintetizzare perfettamente tutti gli elementi cardine del personaggio, costruendo una storia al tempo stesso potente e profonda che, come scritto sopra, fa da antipasto a L'ordine del mondo, la storia principale che da il titolo al volume.

venerdì 11 settembre 2026

Una questione jacobiana

Pur non avendo una storia lunga come quella dell'ultimo teorema di Fermat, la congettura jacobiana risulta particolarmente interessante per diversi motivi. Tale congettura si occupa dei polinomi a più variabili e afferma che se una funzione polinomiale in uno spazio a \(n\) dimesioni ha uno jacobiano costante e non nullo, allora la funzione ammette un'inversa polinomiale.
Il nome della congettura, che richiama il matematico tedesco Carl Gustav Jacob Jacobi, discende proprio dallo jacobiano, o per essere più precisi dal determinante jacobiano della matrice associata alla funzione polinomiale oggetto della congettura stessa. Gli elementi di questa matrice sono costituiti dalle derivate parziali della funzione polinomiale.
La prima formulazione di questa congettura risale al 1884 in un articolo di Ludwig Kraus, che ne fornisce anche una dimostrazione, che però si rivelò errata, nel caso di due dimensioni. La formulazione moderna in \(n\) dimensioni risale a una cinquantina di anni più tardi, il 1939 e porta la firma di Ott-Heinrich Keller.
Non è chiaro chi assegnò tale nome alla congettura. Uno dei primi utilizzi di questo nome risale al 1973 in un articolo di Masayoshi Miyanishi, però secondo Tzuong-Tsieng Moh fu dopo un seminario di Oscar Zariski tenuto alla fine degli anni Sessanta del XX secolo presso la Purdue University che la comunità matematica decise di chiamare tale congettura come congettura jacobiana.

mercoledì 9 settembre 2026

I batteri risolvono problemi

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Scritto così, sembra quasi il titolo di un racconto satirico, ma in realtà è qualcosa che si sta studiando da un po' ed ha a che fare con la cosiddetta bioinformatica (o biocomputing, per essere più precisi) cellulare. L'idea dietro questa disciplina è quella di utilizzare i processi cellulari per eseguire i calcoli.
La cosa non dovrebbe sembrare troppo strana, visto che è da almeno un decennio che sento parlare di microchip realizzati con le più disparate cellule organiche. Ci sono diversi vantaggi nell'andare verso una tecnologia biologica rispetto a quella usuale a microchip. Innanzitutto una questione legata ai limiti energetici, e poi c'è la non indifferente questione del reperimento delle risorse per costruirli. Allo stato attuale, però, la tecnologia dei bio-computer è ancora agli inizi anche se il risultato ottenuto dal team di ricerca del Saha Institute of Nuclear Physics in India potrebbe essere piuttosto interessante per i futuri sviluppi in questo campo.

martedì 8 settembre 2026

Noia terminale

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Ad attirarmi tra le spire di Suzuki Izumi è stato indubbiamente il racconto d'apertura della raccolta, Un mondo di donne e donne, una distopia in cui gli uomini vengono segregati in una specie di periferia degradata. Alla fine ne emerge un mondo in qualche modo orwelliano, persino nell'atto di ribellione, in qualche modo inconsapevole, della giovane protagonista, che proprio a causa delle mancanze del suo mondo non si rende pienamente conto dell'atto di violenza subita, quasi spiegato come una naturale pulsione della natura.
La disfunzionalità dei mondi raccontati da Izumi, però, si ripresenta puntuale in ognuno dei racconti della raccolta, 7 in totale, tutti caratterizzati da protagonisti in qualche modo sconnessi da un mondo che presenta aspetti di spersonalizzazione più o meno marcati.
In qualche modo, come suggerisce lo stesso titolo della raccolta, che poi è anche il titolo dell'ultimo racconto, sembra quasi essere la noia a muovere i passi dei protagonisti dei racconti, in storie ora surreali, ora intimiste, ma più o meno tutte intrise di disperazione e alienazione. Si intravedono, a volte, degli sprazzi di ironia, come in Picnic notturno, ma nel complesso questi racconti colpiscono il lettore anche e soprattutto per la capacità di essere riusciti a raccontare, con decenni di anticipo, una realtà così vicina alla nostra.

lunedì 7 settembre 2026

L'utilità delle zanzare e degli scarafaggi (e altre storie bizzarre)

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Di solito mi distraggo e vado alla ricerca di notizie sugli Ig Nobel quando ormai si stanno per assegnare i premi Nobel veri e propri. Quest'anno, invece, sono stato un po' più "sul pezzo", come si suol dire e così ho deciso di scrivere un paio di righe sui premi assegnati in questa edizione. La cerimonia di quest'anno, tra l'altro, si è svolta a Zurigo, in Svizzera, e questo per semplificare ai vari vincitori le procedure di arrivo, visto che gli Stati Uniti, grazie alla seconda amministrazione Trump sono diventanti uno stato-nazione di difficile raggiungimento per molte persone nel mondo.
Veniamo, però, alle due ricerche che danno il titolo a questo post.
Quando arriva l'estate siamo in molti a chiederci se ci sia un modo per debellare queste pestifere zanzare, che pungono di qua e di là e che sono sempre difficili da afferrare. E sorge anche spontanea la domanda se siano effettivamente utili a qualcosa, in natura, e se a quel punto non convenga provare a sterminarle. Ora, però, potremmo avere un buon motivo per non farlo, e questo grazie alla ricerca che ha vinto l'Ig Nobel per la tecnologia:

domenica 6 settembre 2026

DC K.O. #3: Una gran confusione

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Avevamo lasciato i supereroi impegnati nel torneo all'interno del Cuore di Apokolips alla vigilia di una serie di sfide uno contro uno che Panini ha pubblicato in un apposito volume, All Fight, che a differenza dei tie-in di Death Metal non ho ritentuo opportuno acquistare.
Dopo quelle sfide, gli eroi rimasti, con due supercriminali come Lex Luthor e Joker, erano in totale otto. E questi otto sono quelli da cui riparte questo terzo numero del crossover, sempre scritto da Scott Snyder per i disegni di Javi Fernandez.
La sfida che gli otto rimasti devono affrontare è particolare: ognuno di loro, infatti, deve sceglie una specie di assistente che lo aiuterà nel corso della sfida. Devo dire, come in parte suggerito dal titolo che ho dato al post, che al netto della scelta narrativa di Snyder (dare voce al Cuore, cosa che non ho fradito molto nemmeno in questo numero), ho trovato la storia, per quanto adrenalinica, anche un po' troppo confusionaria. Alla fine i flashback e le visioni di Superman di un mondo idilliaco sono risultati, in un certo senso, dei momenti di freschezza più che gradevoli, nonostante siano in qualche modo rovinati dalla voce narrante.

sabato 5 settembre 2026

Topolino #3693: Tutti in pista con Kimi Paperelli!

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In occasione del Gran Premio d'Italia 2026 di Formula 1 che si correrà domani, Topolino propone alcune pagine dedicate proprio alla Formula 1. Si inizia con un'intervista ad Andrea Kimi Antonelli, il giovane pilota italiano della Mercedes al momento in testa alla classifica del campionato 2026. All'interno dell'intervista si trovano una manciata di autoconclusive con Kimi Paperelli protagonista realizzate da Stefano Petruccelli e Alessandro Perina: simpatica, in particolare, quella in cui il buon Kimi finisce per guidare il trattore di Nonna Papera, che in qualche modo fa il paio con la dichiarazione di inizio campionato di Max Verstappen che disse che avrebbe cercato il limite anche guidando un carrello della spesa!
A queste si affiancano anche una manciata di storie, divertenti, della serie Mickey x F1 realizzate per la Disney internazionale da Alessandro Ferrari e Marco Mazzarello in cui abbiamo l'intero cast disneyano impegnato in Formula 1. Probabilmente la serie nasce all'interno del nuovo accordo di partnership tra la Disney e la F1, e potrebbe essere anche il motivo per cui il volume Accendete i motori (che ho ordinato in fumetteria), che sarebbe dovuto uscire abbinato con il Topo della scorsa settimana, è stato annunciato letteralmente all'ultimo istante utile.
A parte questi contenuti proposti ai lettori appositamente per il Gran Premio d'Italia, il sommario presenta alcune valide e interessanti proposte. Non le racconterò tutte, come sempre, ma mi concentrerò su alcune, partendo, però, dal fondoo.

venerdì 4 settembre 2026

Paperinik #116: Fermate Paperinik!

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Il fatto che la miniserie dedicata al trentennale di PKNA sia al momento in stand by non vuol dire che non prosegua la lettura dei numeri successivi di Paperinik, soprattutto ora che le storie di Marco Gervasio sono praticamente concluse. Infatti del Paperinik più recente è stata pubblicata su questo numero agostano La minaccia dal passato di Riccardo Pesce e Giuseppe Facciotto pubblicata originariamente su Topolino #3419.
L'inedita, invece, che apre questo numero, sembra essere di produzione internazionale, vista l'assenza del codice della storia e pone Paperinik di fronte a un problema spinoso: trovare chi lo sta impersonando sui social. La questione di questo impostore, tra l'altro, si intreccia anche con il mercandising legato a queste imprese social e, dunque, anche al buon Paperone. A tirare le fila di questa interessante, ma anche divertente avventura troviamo Luca Barbieri e Giulia Lomurno.
Tra le ristampe, invece, a parte quella citata nelle righe iniziali, ecco una nuova avventura paperinikiana scritta da Giorgio Pezzin e disegnata da Massimo De Vita. Pubblicata su Topolino #1736, La lotta "dietetica" punta i riflettori contro una delle manie che prese piede tra fine anni Ottanta e inizio dei Novanta (e che in qualche modo continua a restare in giro ancora oggi), ovvero quella delle diete, non tanto per restare in salute, quanto per apparire migliori. Il tutto con l'aggiunta di una neanche tanto velata critica al mondo della televisione.

Tutta mia la città: Il modello in legno della specola di Brera

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In queste settimane il Museo Astronomico di Brera è rimasto chiuso. I pochi visitatori che si avventuravano lungo le scale che portano fino alla porta dell'Osservatorio, sia quelli che affrontavano la salita per vedere il nostro museo, sia quelli che, semplicemente, avevano sbagliato la scala, cercando invece l'accesso della Pinacoteca, si trovavano di fronte a un portone chiuso (quello esterno o quello a vetri, a seconda dell'orario d'arrivo).
Per cui, in questo periodo, il Museo è stato a completa disposizione di chi in qeuste settimane ha continuato a lavorare in sede. Come il sottoscritto!
Uno dei pezzi più interessanti sia da un punto di vista artistico e artigianale sia da un punto di vista storico è indubbiamente il modellino in legno della specola di Brera di Ruggero Boscovich, gesuita, astronomo e anche architetto.

giovedì 3 settembre 2026

Tutta mia la città: Sotto l'Arco per Schumacher

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Post aggiornato dopo la prima pubblicazione con la sistemazione delle foto e della formattazione, l'aggiunta dei link e correzioni e sistemazioni varie al testo iniziale.
Oggi pomeriggio, ora aperitivo in effetti, c'è stato un evento, tutto sommato carino e simpatico, dedicato ai trent'anni dalla prima vittoria di Michael Schumacher al Gran Premio d'Italia, quello del 1996.
L'evento, presentato da Linus, organizzato dalla Lego col patrocinio del comune di Milano, ha visto anche la presenza del giornalista Carlo Vanzini, che ha raccontato un po' di suoi ricordi sulla Ferrari dell'epoca e sullo stesso Schumacher.
Alla fine della fase "chiacchiera", c'è stata la proiezione di un piccolo video dedicato al modellino della Ferrari di Schumacher del 2004, che è stato successivamente distribuito ad alcuni fortunati.

mercoledì 2 settembre 2026

Tutta mia la città: Il cortile napoleonico

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La principale attrazione del Palazzo Brera è senza dubbio il cortile napoleonico, al cui centro svetta la statua di Antonio Canova dedicata a Napoleone Bonaparte.
Questa, in effetti, è una replica della statua in marmo che Canova stesso aveva scolpito tra il 1803 e il 1806 su commissione dello stesso Bonaparte. L'artista aveva deciso di ritrarre il condottiero corso nelle vesti di Marte Pacificatore: un simbolo che reca in se un vero e proprio ossimoro.
Nel frattempo, il 26 maggio del 1805, Napoleone veniva incoronato re d'Italia presso il Duomo di Milano. Per celebrare tale evento il figliastro di Napoleone, Eugenio di Beauharnais, cui era stato assegnato il ruolo di viceré d'Italia, diede incarico a Charles-Jean-Marie Alquier, ambasciatore di Francia a Roma, di commissionare a Canova una replica in bronzo della statua in marmo conclusa nel 1806.
E Canova, ancora una volta, accettò la commissione.

martedì 1 settembre 2026

Breve storia dell'infinito

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Dopo aver apprezzato, nonostante qualche perplessità, il volume dedicato al teorema di Pitagora, ho affrontato la lettura ella Breve storia dell'infinito di Paolo Zellini con un certo entusiasmo, senza avere minimamente idea di cosa andavo incontro.
La lettura è stata complicata e lunga, all'incirca un mese, e costellata di un paio di interruzioni più corpose, oltre a quelle che generalmente assegno al fine settimana quando prediligo la lettura dei fumetti. Il motivo principale è stata la prima parte del volume, pesantemente filosofica. Pur conscio del fatto che affrontare il tema dell'infinito implicava il dover affrontare tutta una serie di concetti filosofici più o meno profondi, non mi aspettavo in ogni caso un indulgere così lungo sulla filosofia dell'infinito. Tanto è vero che più o meno fino a metà libro ero lì che mi dicevo "ma quando arriva la matematica?"
Quando è arrivata, pur se gli aspetti filosofici non sono stati completamente abbandonati, la lettura mi è sembrata scorrere meglio, quasi più chiara. Senza contare che, una volta giunto a quel punto, avevo ormai preso la decisione di saltare a pié pari tutte le parole scritte in lettere greche (senza fare alcuno sforzo per leggerle in qualche modo) e persino quelle pur brevi scritte in altre lingue ma prive di alcuna traduzione.
Nel complesso ho trovato il libro, pur ricco di spunti interessanti (come la banale, anche se a mio giudizio non sottolineata, constatazione che la in qualche modo più comprensibile - almeno per me - logica ha preso il posto della filosofia), più adatto a un filosofo che a un appassionato di matematica, per cui non lasciatevi incantare dal parere di Italo Calvino pubblicato in quarta di copertina: se non amate la filosofia fino al punto da capirla, o se amate ancor di più la matematica, lasciate perdere.

lunedì 31 agosto 2026

Com'era e come non era

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A proposito di una vecchia inchiesta di Report sui pericoli delle radiazioni elettromagnetiche emesse dai telefoni cellulari, Luca Di Fino scriveva:
Così a occhio, con la mia esperienza di analisi dati, io non vedo nessun aumento di tumori correlato con l'aumento esponenziale dell'uso dei cellulari.
Quella puntata l'avevo vista e me ne ero anche occupato, provando a fare una raccolta di link sul tema dell'influenza delle onde elettromagnetiche, che però è andato perduto visto che il servizio su cui mi ero appoggiato è ormai chiuso da tempo (e peraltro quella raccolta è una delle poche irrecuperabile con la wayback machine).
Se non posso recuperare quella raccolta, posso però dire che da quella puntata in poi il mio rapporto con Report è decisamente cambiato: da allora non l'ho quasi più seguito e ho anche trovato complicato far passare il perché a chi era rimasto un fan della trasmissione. Non mi mostravano, tanto, obiezioni, quanto proprio una specie di effetto "orecchie da mercante", come se quanto raccontato non venisse nemmeno recepito: e sto parlando anche di persone acculturate!
Chiudo con un passo tratto da un articolo di Marco Viviani citato sempre da Luca in un suo post del 2017 (quando Sigfrido Ranucci era già diventato conduttore della trasmissione):
Credevo, onestamente, fosse un mio pensiero, invece a quanto pare l'abbiamo scoperto tutti, lo pensavamo tutti, o comunque in tanti. Andate a vederli: chilometri di commenti di professionisti di aeronautica, ambiente, alimentazione, ingegneria, che all'unisono denunciano "finché non hanno parlato del tema che conosco bene mi piacevano, poi quella volta che hanno parlato del mio ambito è stato un disastro". Tutti così.

Tutta mia la città: La via delle signorine

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Una volta sceso dal tram, alla fermata di fronte al Piccolo Teatro Strehler, mi avvio verso l'Osservatorio Astronomico di Brera, ospitato all'interno di Palazzo Brera. Per giungere alla mia destinazione percorro una strada, vuota al mattino, soprattutto in qesti giorni, ma spesso piena di turisti durante il giorno, in particolare nell'ora dei pasti, dal nome piuttosto particolare: via Fiori Chiari. Questa, una volta giunti in vista di Palazzo Brera, prosegue costeggiando il palazzo stesso cambiando, però, nome in via Fiori Oscuri, strada molto meno trafficata (e dunque più tranquilla) per via di una minore concentrazione di locali.

domenica 30 agosto 2026

Topolino #3692: Caccia al tesoro

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L'estate è il momento in cui gli amici fanno cose divertenti insieme. A volte queste cose sono un po' paurose, come nei romanzi di Stephen King o San Simmons, altre sono fantastiche, come nei film di Dteven Spielberg. E altre ancora sono avventurose, come in Ricordo di un'estate, storia d'apertura, in due tempi, di Francesco Pelosi e Mattia Surroz.
La storia, che rientra dentro la serie di Area 15, si concentra su un ristretto gruppo del club: Giggs, Pennino, Newton e Qui. I quattro amici, ognuno con le loro specificità, non senza litigi e incomprensioni, affrontano un'avventura alla ricerca di un misterioso tesoro perduto nascosto da qualche parte nei dintorni di Quakctown da Clinton Coot, fondatore delle Giovani Marmotte, nonché padre di Elvira Coot, meglio nota ai lettori come Nonna Papera.
Il rapporto con la natura, il valore dell'amicizia, il saper guardare oltre ciò che si vede con gli occhi, il rispetto del passato per imparare a vivere nel presente, tutti elementi che arricchiscono la lettura. La storia, poi, è quasi un unicum per la produzione italiana, visto che Nonna Papera non solo si riferisce a Clinton come a suo padre, ma lo fa con un moto di commozione, quasi trattenendo una lacrima (in questo caso ottimo Surroz nel catturare questa timida emozione).

sabato 29 agosto 2026

Batman #129: Hush 2 - Patta

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Sono passati sette mesi dalla pubblicazione italiana degli episodi tre e quattro di Hush 2 e la maggior parte di questi mesi sono trascorsi nell'attesa dell'uscita di Batman #163.
I ritardi dovuti alla pubblicazione sono da ascriversi interamente a Jim Lee, come ha ricordato Antonio Solinas nei redazionali, il disegnatore, nonché presidente della DC Comics, ha avuto alcuni problemi di salute che ne hanno rallentato la produzione, senza inficiarne eccessivamente la qualità. Anche in questi due numeri, in effetti, ci sono diverse vignette e splash page di grande qualità, come per esempio quella con l'ennesimo confronto tra Batman e Red Hood con cui Jeph Loeb ha disseminato la storia. Per contro, però, alcune vignette sembrano meno curate del solito, ma visti i problemi di cui sopra ci può stare.
Andiamo, però, brevemente ai contenuti: mentre ne Il re, quinto capitolo della saga, Loeb e Lee mettono in scena il confronto tra Batman e la sua Bat-famiglia, che era esploso in tutta la sua drammaticità alla fine del capitolo precedente, in Patta ecco che i due autori mettono in scena il confronto diretto con Hush.
Nel corso della storia, Loeb dissemina alcuni indizi interessanti che fanno intuire, però, come Batman non sia l'avversario di Hush in questa partita a scacchi, ma uno dei pezzi sulla scacchiera.

venerdì 28 agosto 2026

It's only love... per la musica!

L'aspirante musicologo danese Carl Emil Martin ha pubblicato sul suo canale YouTube un video interessante dedicato alla cosiddetta Gen Alpha Melody, una melodia costituita dalle classiche quattro note in croce, caratteristica della musica pop e più in generale di quella a maggior diffusione degli ultimi anni.
La cosa più incredibile dello studio condotto da Martin, che sarà base della sua tesi di laurea, è la sua pervasività all'interno delle canzoni prodotte negli ultimi 15 anni, ovvero da quando viene fatta iniziare la cosiddetta generazione alpha.
Martin presenta nel video una lunga sequenza di esempi presi non solo dal pop propriamente detto, ma anche da diversi altri generi, rock incluso, e in canzoni prodotte in lingue differenti dall'inglese. Se da un lato la sua pervasività viene spiegata con la sua semplicità e, soprattutto, con la sua capacità di adattarsi a generi e dunque stati d'animo differenti, dall'altro, nell'ottica della questione del copyright, Martin ha scavato per trovare chi per primo ha realizzato questa melodia, risalendo al 2004, anno del rilascio di una delle canzoni più iconiche di una delle cantanti più talentuose di tutti i tempi: Left Outside Alone di Anastacia.
La canzone, scritta dalla stessa Anastacia insieme con Glen Ballard e Dallas Austin, inizia già con il ritornello che poi ci ritroviamo, con tutta una serie di variazioni, peraltro quasi senza ritegno, in moltissime hit degli ultimi anni. Una caratteristica interessante è l'accenno sinfonico iniziale della voce, che personalmente me l'ha fatta accostare a Tarja Turunen (con tutte le dovute differenze tra le due talentuose voci) o, secondo alcuni critici, a Amy Lee, la leader degli Evanescence (altra grandissima cantante).
Torniamo, però, al ritornello: non sono riuscito a trovare alcuna esplicita ammissione che la parte musicale sia stata ispirata o ripresa da una qualche esecuzione di un brano minore di un gruppo musicale per certi versi ancora più famoso di Anastacia: sto parlando dei Beatles.
Il video di Martin, infatti, si conclude con uno dei più classici "però": il ritornello di It's Only Love, singolo di poco meno di due minuti rilasciato nel 1965 e contenuto nell'album Help!

Tutta mia la città: Il duca di Milano

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A (relativamente) pochi passi da Palazzo Brera è possibile raggiungere a piedi il Castello Sforzesco, che si affaccia su una grande piazza al cui centro si trova il monumento a Giuseppe Garibaldi. All'interno del Castello Sforzesco si trova il parco più grande della città, Parco Sempione, al cui interno (di fatto sul lato opposto rispetto al castello) c'è la Cascina Nascosta, sede del Circolo Legambiente Milano Centro, di cui sono co-fondatore.
Anche in questi giorni di calura e di città svuotata, Piazza Castello e il Castello Sforzesco sono animati durante il giorno dal via vai dei turisti e dei tram, mentre la sera dagli eventi estivi organizzati per chi è rimasto in città. Intorno al castello, eretto nel XV secolo da Francesco Sforza, duca di Milano, proprio nei pressi dell'ingresso, si trovano un paio di chioschi di panini, piuttosto noti in città, dove si ristorano normalmente non solo i turisti, ma anche coloro che lavorano in zona.
Raccontare la sua storia, o anche solo il suo ricco museo, sarebbe cosa lunga e, in qualche modo, anche lontana dall'idea di questa serie, raccontare alcuni sprazzi di Milano sfruttando il "deserto" agostano. C'è, però, un modo che ritengo in qualche modo originale per raccontarlo: fornire qualche spunto di una vecchia storia di Topolino, Zio Paperone duca di Milano scritta da Giorgio Pezzin per i disegni di un (o più) anonimo fumettista Studio Recreo, studio creativo spagnolo fondato da Francesc Bargadà nel 1966.

giovedì 27 agosto 2026

Rompicapi di Alice: Il cambio di giorno

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Come avevo anticipato nella soluzione del terzo rompicapo contenuto nel nodo 10 di A tangled tale di Lewis Carroll, il rompicapo centrale di quel decimo nodo sarebbe stato l'ultimo di questa lunga serie. La soluzione di questo rompicapo, però, ve la fornirò (o proverò a fornirvela) direttamente in questo post. Per definire il problema, però, andiamo a leggere il dialogo tra Balbus, Lambert e Hugh che avviene all'incirca a metà del racconto:
«Bene, ora, supponiamo che qui a Chelsea sia mezzanotte. Allora è mercoledì a ovest di Chelsea (diciamo in Irlanda o in America), dove la mezzanotte non è ancora arrivata; ed è giovedì a est di Chelsea (diciamo in Germania o in Russia), dove la mezzanotte è appena passata?»
«Certamente», ripeté Balbus. Persino Lambert annuì questa volta.
«Ma non è mezzanotte da nessun'altra parte; quindi non può esserci un cambio di giorno da un'altra parte. Eppure, se in Irlanda, in America e così via lo chiamano mercoledì, e in Germania, in Russia e così via lo chiamano giovedì, ci deve essere un posto – non Chelsea – dove i giorni sono diversi ai due lati. E il peggio è che le persone lì hanno i giorni nell'ordine sbagliato: hanno mercoledì a est e giovedì a ovest, proprio come se il loro giorno fosse cambiato da giovedì a mercoledì!»
«Ho già sentito questo enigma!» esclamò Lambert. «E vi spiego. Quando una nave fa il giro del mondo da est a ovest, sappiamo che perde un giorno nel suo conteggio: così, quando torna a casa e chiama quel giorno mercoledì, qui la gente lo chiama giovedì, perché abbiamo avuto una mezzanotte in più rispetto alla nave. E quando si fa il giro inverso si guadagna un giorno.»
«Lo so già», disse Hugh, in risposta a questa spiegazione non proprio chiara: «ma non mi è di aiuto, perché la nave non ha giorni veri e propri. In un senso si hanno più di ventiquattro ore al giorno, nell'altro meno: quindi ovviamente i nomi si sbagliano: ma le persone che vivono in un posto hanno sempre ventiquattro ore al giorno.»
«Suppongo che un posto del genere esista», disse Balbus pensieroso, «anche se non ne ho mai sentito parlare. E la gente deve trovare molto strano, come dice Hugh, avere il vecchio giorno a est e il nuovo a ovest: perché, quando arriva la mezzanotte, con il nuovo giorno davanti e quello vecchio alle spalle, non si vede esattamente cosa succede. Devo rifletterci su.»

Tutta mia la città: Il sole dopo le nuvole

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Mia sorella, all'inizio di questa settimana, è rientrata dalle sue ferie. Una parte di me si aspettava che al contempo le persone in giro per la città sarebbero aumentate considerevolmente, e invece, nonostante un aumento dei lavoratori in giro per le strade e sui mezzi, la città resta ancora sostanzialmente vuota.
Forse è un effetto degli orari che sto facendo in questo periodo, che mi portano a vivere Brera mentre ancora è un po' sonnacchiosa, con i locali che stanno iniziando le attività, magari in attesa dei fornitori (che se arrivi all'orario "giusto" ti rompono le scatole pur essendo un pedone...).
Nel frattempo, negli ultimi giorni, venerdì scorso in particolare, ha piovuto, l'aria si è rinfrescata e mi sono reso conto quanto mi pesava andare in ufficio ogni giorno. Effetto, peraltro, enfatizzato dal lungo periodo in cui, tornando a casa, constatavo di averla tutta per me (cosa che alla distanza non è esattamente piacevole).
E così sono qui, che scrivo queste considerazioni, pensando alla foto che ho scattato proprio venerdì, dopo la giornata di pioggia, mentre andavo in via Paolo Sarpi per svagare il cervello, che mostra il Sole che spunta tra le nuvole.
Tra l'altro questa via, che insieme con via Canonica presenta la più alta concentrazione milanese della comunità cinese cittadina, non è apparsa minimamente colpita dal calo agostano di persone in giro. E a parte per qualche locale chiuso per ferie (o per le temperature: per esposizione è una delle steade più calde di Milano), non sembrava per nulla di essere in agosto a Milano!
Attraversarla, dunque, è stato un modo per "prendere aria", ma anche per vedere un po' più di persone in giro.
E in ogni caso qualunque accostamento tra ciò con cui ho iniziato questo post e la sua foto d'apertura non è per nulla casuale!

mercoledì 26 agosto 2026

I'm going home

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Cause I've seen blue skies, through the tears
In my eyes
And I realise.. I'm going home.

Salviamo Rai Scuola dalla chiusura

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Rai Scuola rischia la chiusura: firma la petizione per provare a salvarla.
Tra il 1960 e il 1968 la Rai mandò in onda un programma televisivo ancora oggi spesso citat: Non è mai troppo tardi. Condotto da Alberto Manzi e realizzato in collaborazione con il Ministero dell'istruzione, aveva un sottotitolo che ben ne identificava gli obiettivi: Corso di istruzione popolare per il recupero dell'adulto analfabeta.
Manzi, che curò anche i contenuti del programma insieme con Oreste Gasperini e Carlo Piantoni, subito dopo la fine della seconda guerra mondiale aveva intrapreso la carriera di insegnante, peraltro in un contesto ancora oggi ritenuti difficile: un carcere. In particolare in un'intervista del 1997 rilasciata a Roberto Farné disse:
Soprattutto dopo l'esperienza della guerra, l'idea fissa che avevo era di aiutare i ragazzi, (...) rinnovare un po' la scuola, per cambiare certe cose che non mi piacevano.
Il programma ebbe un impatto non trascurabile, anche se sembra non quantificato, sull'alfabetizzazione in Italia. Consideriamo che in molti paesi sperduti dell'Italia dell'epoca, nonostante le difficoltà, il televisore era entrato nelle case delle famiglie italiane, mentre gli istituti scolastici non avevano una presenza altrettanto capillare. Senza contare il fattore psicologico, legato al dover in qualche modo ritornare sui banchi di scuola insieme ai propri figli.
Questa prima esperienza di fatto diede il via a quella che è oggi nota come Rai Cultura, struttura della Rai che si occupa delle attività culturali ed educative sin dal 1975, quando venne istituito per legge come Dipartimento Scuola Educazione.
Nel 1997 il Dipartimento vara il canale satellitare RaiSat 3 - Enciclopedia, successivamente rinominato (o sostituito da) Rai Educational Sat, al quale, nel 2000, venne affiancato Rai Lab, dedicato a corsi di formazione a distanza (ricordo che, per curiosità, ne seguii un paio, visto che a notte fonda venivano trasmessi sui canali in chiaro). I due canali divennero poi Rai Edu 1 e Rai Edu 2 e nel 2009 vennero rinominati rispettivamente Rai Scuola e Rai Storia.
Nel corso di questi ultimi 15 anni Rai Scuola ha prodotto diversi programmi interessanti, dedicati a varie discipline, anche un po' trascurate come la filosofia o l'economia, senza dimenticare la divulgazione vera e propria. Inoltre nel periodo del covid, sempre con il supporto del Ministero dell'istruzione, è diventato, in un afascia oraria prestabilita, una sorta di aula virtuale a disposizione degli studenti costretti a casa dalle restrizioni dovute alla pandemia.
Il ruolo di Rai Scuola, dunque, è stato importante all'interno della società italiana, e questo nonostante riscontri d'ascolto decisamente di nicchia (non ha mai superato lo 0.14% di media annuale). Eppure la Rai, nonostante questa storia decennale, iniziata peraltro proprio con la tv in chiaro, ha oggi deciso di riportare in vita la linea editoriale che fu di Yes Italia, canale diretto da Osvaldo Bevilacqua tra il 2009 e il 2012, con un nuovo canale, Italiana, in onda dall'1 ottobre 2026, che però non si andrà ad aggiungere all'offerta generale, ma andrà a sostituire Rai Scuola, che dunque chiuderà la sua esperienza. Ponendo in qualche modo fine anche all'esperienza didattica della Rai (che sarebbe, per ora, tenuta in piedi solo da Rai Storia, ma vista l'aria che tira, potrebbe anch'esso fare la stessa fine: non dimentichiamo che già nel 2020 venne ventilata la sua chiusura).
Su Change.org è presente una petizione per invitare la Rai a tornare indietro sulla sua decisione. E' stato già fatto con Rai Storia: proviamo a ripetere quel successo!
La cultura e il sapere di un Paese civile non si svendono alle logiche di mercato o ai desideri politici di parte!

martedì 25 agosto 2026

Le streghe di Kiev

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Con la raccolta di racconti Le streghe di Kiev (titlo anche del secondo racconto della raccolta) ABEditore porta in Italia Orest Michajlovic Somov, scrittore ucraino di storie popolari dell'orrore, o gotiche per dirla in maniera più precisa.
Le storie, 10 in tutto, esplorano, con il piglio del racconto popolare, diversi miti e situazioni del genere, dalle streghe del titolo, ai fantasmi, ai licantropi e altri mostri più o meno inquietanti e letali della cultura popolare ucraina. Il tutto mescolato con un pizzico di romanticismo, una certa dose di teatralità e anche (in un paio di racconti) un po' di ironia, che non guasta.
Un ottimo modo per scoprire (o riscoprire) una tradizione letteraria un po' trascurata.

domenica 23 agosto 2026

Topolino #3691: La minaccia del mantello nero


Si conclude Quattronote in nero, storia inquietante di Marco Nucci e Casty che riporta sulle pagine di Topolino il loro Macchia Nera, un personaggio oscuro e inquietante potenziato, come sappiamo, diverso tempo fa da alcuni "regali" del misterioso Dottor Piuma.
La sfida, impreziosita da alcune pagine di grandissima qualità realizzate da Casty e dalla sua inchiostratrice Michela Frare, sembra concludersi conuna vittoria scontata di Topolino, ma in realtà lascia aperte alcune questioni che probabilmente verranno affrontate (se non risolte) nella prossima saga, forse la già annunciata La notte bianca dell'uomo nero. Una di queste è il paradosso temporale lasciato, per ora, irrisolto. E c'è, poi, un'altra questione che sembra emergere tra le.pieghe della storia sulla vera natura del nuovo mantello di Macchia Nera: è davvero quest'ultimo a controllarlo? O è il contrario?
Lasciando queste domande a una possibile risoluzione futura, passiamo alla storia d'apertura del numero, Mezzi pubblici emezze verità di Corrado Mastantuono. Come sempre con le.storie della serie Papersera news, al netto delle poche gag, la storia è una piccola lezione di buon giornalismo.

sabato 22 agosto 2026

Absolute Superman: L'ultima polvere di Krypton

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Dopo il primo volume dell'Absolute Universe dedicato a Batman, arriva anche quello dedicato all'Absolute Superman di Jason Aaron e Rafa Sandoval, L'ultima polvere di Krypton.
Supereroe operaio
Come avevo già sottolineato nella recensione cumulativa dei primi tre numeri 1, il Superman di Aaron è un eroe della working class, e lo è innanzitutto in virtù dei suoi natali kryptoniani.
A differenza delle origini classiche, Kal El è il figlio di due appartenenti alla classe operaia, due geniali scienziati caduti in disgrazia poiché, come nella storia originaria, il padre di Kal, Jor El, ha cercato di mettere sull'avvisto la casta scientifica dell'imminente distruzione del pianeta. Aaron, in questo caso, lascia intendere, senza mai renderlo esplicito, che tale distruzione sia causata dall'eccessivo sfruttamento del pianeta da parte dei kryptoniani. In questo l'esperto sceneggiatore crea un ancor più esplicito parallellismo con il nostro pianeta, che si completa quando si scopre come le caste al comando di Krypton hanno deciso di svolgere l'evacuazione. Non credo di dover aggiungere altro.
Superman, dunque, dotato di un costume intelligente progettato e costruito dalla madre Lara, una volta giunto sulla Terra non può fare altro che diventare il difensore delle fasce più deboli della popolazione, quelle che vengono sfruttate per un tozzo di pane, quando va bene. In questo senso è emblematica la scena di apertura del quarto capitolo quando Lois Lane pone una serie di domande ad alcuni operai sparsi in giro per il mondo e che sono stati aiutati proprio da Superman.
Le risposte di ciascuno di questi caratteristi sono emblematiche e indicano Superman come il combattente contro le elite mondiali, rappresentate in questa Terra Absolute dalla multinazionale Lazarus.

giovedì 20 agosto 2026

Tutta mia la città: Qui un tempo era tutta campagna

Proseguo la serie iniziata con "Sopra i tetti di Brera".
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La tipica frase che si dice più per la nostalgia dei tempi andati che per un vero intento letterale, in effetti è vera un po' per tutti i luoghi della Terra, se consideriamo la storia pre-umana, ma ha un particolare valore per il quartiere di Brera e soprattutto per la zona intorno al Palazzo Brera.
Il termine brera, infatti, deriva dal longobardo braida e venne utilizzato nel medioevo per indicare un "campo o un terreno in prossimità dell'abitato" o una "terra chiusa". In particolare come terreno fu acquistato nel 1198 da alcuni frati dell'ordine degli umiliati (che peraltro venne ufficialmente riconosciuto solo alcuni anni più tardi, nel 1201), per costruirvi un monastero, nonché il luogo dove gestire i loro affari (principalmente la lavorazione della lana).
Quando Pio V abolì l'ordine nel 1571, l'intera struttura venne assegnata ai gesuiti con il compito di realizzare al suo interno un'istituzione dedicata all'istruzione.
L'intero edificio venne ricostruito: i lavori iniziarono nel 1591, ma ci vollero ben più di mezzo secolo per portarli a termine. La prima istituzione scientifica a essere presente nel palazzo fu un osservatorio astronomico, attivo sin dal 1760, mentre la prima specola astronomica venne realizzata tra il 1764 e il 1765 grazie a Ruggero Boscovich, che può quindi essere considerato come il fondatore dell'Osservatorio Astronomico di Brera.

mercoledì 19 agosto 2026

Ritratti: Archimede

Come ha ricordato Sara Zucchini nella biografia in appendice a Statistica inferenziale di Alessandro Viani, quando Sophie Germain, bambina, fu costretta a restare chiusa in casa con la madre a causa dei moti rivoluzionari, scoprì un mondo interessantissimo che valeva la pena approfondire: la matematica. A illuminarla fu in particolare Storia della matematica di Jean-Etienne Montucla, soprattutto la vita di Archimede. A colpirla fu su tutti l'episodio in cui il fisico e matematico siracusano venne ucciso da un soldato romano poiché era troppo concentrato su un problema matematico, e quindi non si accorse degli ordini perentori (e arroganti, come tutti i soldati) che questi gli stava rivolgendo.
L'episodio, riletto su un libro, mi ha fatto riflettere sulla leggendaria difesa di Siracusa, avvenuta nel corso della seconda guerra punica. In quell'occasione la città siciliana si era schierata dalla parte di Annibale Barca e la flotta romana, guidata da Marco Claudio Marcello, assediò la città, che all'inizio si difese strenuamente anche grazie, dice la leggenda, alle invenzioni di Archimede, in particolare i cosiddetti specchi ustori.
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La stanza buia

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Dalle poche informazioni che si hanno, la vita dello scrittore e giornalista statunitense Leonard Cline non deve essere stata poi molto tranquilla. Significativo è l'episodio che lo portò in carcere per 8 mesi: nel 1927, durante un litigio tra ubriachi, Cline uccise con un colpo di pistola il suo amico Wilfred Irwin. Ritenuto colpevole di omicidio colposo, passò, come scritto poc'anzi, 8 mesi di carcere in luogo dell'anno comminatogli, evidentemente per buona condotta. Anche la sua morte non fu propriamente tranquilla: probabilmente spirò nella notte tra il 15 e il 16 gennaio del 1929 a causa di un attacco di cuore. A colpirmi, però, sono state le circostanze in cui avvenne tutto ciò: nel corso di una festa che Cline diede nel suo appartamento di New York per festeggiare la vendita di una sceneggiatura teatrale. Il suo corpo privo di vita venne, però, scoperto solo qualche giorno più tardi. All'epoca aveva all'incirca 35 anni.
Possiamo quindi solo immaginare che genere di vita condusse Cline, e nonostante questo il protagonista del suo romanzo più famoso, La stanza buia, sembra molto lontano dallo stesso Cline. Oscar Fitzalan, infatti, è un musicista abbastanza tranquillo. Per sua ammissione ha avuto alcune avventure nel corso della sua vita, e anche una o due relazioni (una delle quali viene citata nel corso della narrazione in prima persona), ma se confrontato con il resto del cast del romanzo, o con lo stesso Cline, è indubbiamente un personaggio idealista e tutto sommato piuttosto tranquillo.

lunedì 17 agosto 2026

PaperDetective: Gialli in stile fantasy

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In questa estate 2026 Panini Comics ha varato una nuova testata, che prosegue la numerazione di Disney Fantasy, per proporre ai lettori una nuova serie scritta e prodotta nell'ambito della Disney Internazionale, Dungeon Investigation Department. La serie vede Pico de Paperis a capo di un particolare dipartimento investigativo, composto da Paperino e Paperoga, che svolge le indagini utilizzando il metodo scientifico, mentre le guardie reali, i cacciamostri guiodati da Gambadilegno, utilizzano metodi più rozzi e diretti per risolvere, malamente c'è da dire, i casi presentati in ciascun episodio della serie.
La serie, evidentemente ideata da Stefano Ambrosio, che scrive il primo episodio, vede i nostri eroi affrontare troll, gnomi, elfi e altre creatrure magiche dell'immaginario fantasy, ma con sfide che hanno poco a che fare con la magia, ma molto con il giallo investigativo: in sintesi un CSI in salsa fantasy!

domenica 16 agosto 2026

Topolino #3690: Un orologio che fa tic tac


È un po' un supplizio leggere una storia ambientata a febbraio con la neve che cade mentre fuori (e anche dentro) fa un caldo bestiale. Quindi, a meno che per un qualche motivo la storia non si concluderà in estate, forse per pubblicare Quattro note in nero si poteva attendere ancora qualche mese. Adogni buon conto Marco Nucci e Casty riportano in scena il loro Macchia Nera con una nuova sfida a Topolino, questa volta coinvolgendo anche la macchina del tempo.
L'inizio è quanto di più inquietante si possa avere con una discesa nei pensieri dello storico nemico di Topolino. E alla fine delle pagine di questo incipit scopriamo che questi non sono i pensieri di Macchia Nera, ma un incubo di Topolino. Ricordiamo che tempo fa ci fu uno scambio di personalità tra i due, che forse ha lasciato una specie di connessione tra loro. Sfruttando questa connessione, Nucci e Casty congegnano degli incubi hitchcockiani per il nostro eroe, che così vive alcune pagine di estrema inquietudine.
Per quel che riguarda la mmacchina del tempo, invece, Nucci e Casty finalmente danno il giusto ruolo a Marlin, ovvero quello dell'inventore, mentre Zapotec parla come se anche lui avesse contribuito, uasi a voler giustificare l'equivoco in cui quest'ultimo ha vissuto in tutti questi anni della saga.
I primi due episodi di Quattro note in nero, dunque, ci trasportano in una storia intensa, le cui tensioni non vengono abbassate nemmeno dalle pur gradevoli ranning gag di Nucci. Le altre due puntate usciranno sul prossimo numero e lì vedremo se Macchia Nera avrà sfruttato ai suoi scopi la connessione con Topolino, come suggeriscono alcuni indizi disseminati negli incubi dello stesso Topolino.
Del resto del sommario si segnalano la divertente Ferie non godute con Battista protagonista. Scritta da Tito Faraci, vede ai disegni un Giorgio Cavazzano che realizza vignette che sembrano un po' tirate via di fretta: forse, pur con tutto il rispetto, sta arrivando il momento di appendere la matita al chiodo.
Il numero, infine, si chiude con La papaye della discordia nuova storia di De Paperis rethorica di Giovanni Eccher per i disegni di Giampaolo Soldati. Questa volta le arti oratorie di Paperino, sempre ispirate dall'avo di Pico Paperagora, vengoni in aiuto di Luski, il segretario di Rockerduck. Devo dire che questa volta l'esecuzione di Paperino risulta meno convincente, ma ciò che conta,alla fine, è il risultato!

sabato 15 agosto 2026

Darkwing Duck: Negaduck

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All'interno della saga televisiva di Darkwing Duck, la mitica serie nata da una costola dell'altrettanto mitica Duck Tales, faceva il suo esordio un cattivo piuttosto particolare che costituiva una sfida difficile per io nostro Doppia D: Negaduck.
Proveniente da un universo parallelo, il Negaverso, Negaduck era, infatti, la versione malvagia di Darkwing Duck, un po' come anni dopo il Batman-che-ride per il Batman regolare. Con il ritorno di questo universo narrativo nei fumetti grazie a Dynamite, anche a Darkwing Duck sono stati dedicati nuovi progetti e tra questi c'è proprio una miniserie di 8 uscite dedicata al suo alter ego. Scritta da Jeff Parker per i disegni di Ciro Cangialosi, è suddivisa in due macrostorie di quattro puntate ciascuna. Nella prima i due autori imbastiscono una ricerca del mitico "guando di Mida", un guanto che, appunto, darebbe i poteri del "tocco di mida"; nella seconda, invece, troviamo Negaduck a capo di un gruppo di criminali nascosti in una misteriosa isola da qualche parte nell'oceano.
I due archi narrativi, raccolti da Panini Comics in altrettanti volumetti, risultano ticchi di gag che rinverdiscono i fasti della serie televisiva, riprendendo degnamente anche il personaggio di Negaduck, arrogante e sopra le righe proprio come chi ha visto la serie lo ricordava. Non ha ovviamente alcun senso ripercorrere tutti i riferimenti supereroisici in un personaggio e una serie televisiva che nascono proprio per esserne parodia, ma non una parodia ricca di ridicolaggini, ma una che vuole essere al tempo stesso divertente, ma anche omaggiare lo spirito del genere supereroistico. Cosa che alla fine è proprio quello che riescono a fare Parker e Cangialosi.

Scienza take away #24: luglio-agosto 2026

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Dopo l'edizione un po' povera di Matematica in vacanza, ecco il consueto recap dei post extra-matematici usciti nel periodo tra metà luglio e metà agosto.
Partendo da DropSea e andando in ordine cronologico, troviamo una selezione di alcuni articoli interessanti nel campo della didattica della fisica. In particolare ne trovate uno su una applicazione dell'intelligenza artificiale alla didattica, che conto di approfondire, probabilmente su EduINAF.
Poi, in tema astronomico, ecco Callicore, testimone del passato, intorno ad alcune nuove scoperte su uno dei tanti satelliti di Giove, Callicore, appunto.
Il tema del mese, però, come ben sapete, è stata l'eclissi di Sole del 12 agosto 2026, la cui totalità si è vista soprattutto in Spagna. E a questa ho dedicato un breve post scritto pensando al pilota di Formula 1 Fernando Alonso. All'interno trovate un passo tratto da Il piccolo libro delle eclissi di Marco Bastoni che ho recensito su EduINAF.

venerdì 14 agosto 2026

Matematica in vacanza #8: luglio-agosto 2026

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Secondo appuntamento dell'estate 2026 con Matematica in vacanza, il link post con cui ricapitolo le mie uscite a tema matematico nel corso del mese precedente quando il Carnevale della Matematica non va in onda.
Questa ottava edizione in totale è piuttosto light, con pochi contenuti da segnalare.
Iniziamo con un breve post sui mondiali di calcio, in cui segnalo un articolo dove i rivercatori hanno fornito non solo una previsione del vincitore, inclusa la squadra che avrebbe sconfitto in finale, ma di tutto il tabbellone della fase eliminatoria: una lettura interessante alla luce di quanto accaduto!
La fisica delle pecore è, invece, un excursus su alcuni modelli che studiano sistemi complessi applicati ai greggi di pecore. Anche in questo caso risultati parecchio interessanti.
Infine nei Paralipomeni di Alice ecco La cena dei figli, con la soluzione del terzo dei tre rompicapi tratti dal decimo nodo di A tngled tale. Nella serie mancherebbe ancora il secondo di questi tre rompicapi conclusivi, ma conto di pubblicarlo nelle prossime settimane, sia per concludere degnamente tutta la serie, sia per poterlo proporre direttamente al prossimo Carnevale della Matematica.
Il resto a domani con Scienza take away.
In apertura mio disegno colorato e leggermente modificato con Gemini

Tutta mia la città: sopra i tetti di Brera

Quando ero più giovane e guardavo tanta televisione, ascoltavo anche molta più musica italiana. E fu proprio grazie a una trasmissione televisiva che scoprii alcuni grandi capolavori degli Equipe 84 nella reinterpretazione del loro cantante, Maurizio Vandelli, che dopo lo scioglimento della band era tornato alla musica nel 1989. Quello stesso anno venne mandata in onda la seconda stagione di Conto su di te!, game show ideato (tra gli altri) da Jocelyn Hattab. E probabilmente fu proprio in quell'occasione che ascoltai per la prima volta Tutta mia la città, in cui mi rimase impresso il verso
un deserto che conosco
e che è ritornato prepotente in questi giorni di caldo che sto passando a Milano.
In effetti in giro la città è semi-deserta: si vedono poche persone sui mezzi e per le strade, per lo più turisti, nemmeno tanti come un mese fa, a dire il vero.
Come ho scritto un paio di giorni fa, è venuta all'Osservatorio Astronomico di Brera una troupe del Tg regionale della Rai, e con Agnese Mandrino li abbiamo portati su in cupola, occasione che mi ha permesso di scattare un paio di foto allo skyline di Milano, o quanto meno al pezzo della città che si può vedere da lì sopra:

mercoledì 12 agosto 2026

Una (non) eclissi a Milano

Post modificato dopo la prima pubblicazione con ssitemazione delle foto, formattazione, aggiunta delle foto e del video incorporato.
La diretta EduINAF dedicata all'eclissi del 12 agosto 2026 (più sotto il link per vederla, o il video incorporato, non apoena modificherò il post, che sto scrivendo da cellulare) si è conclusa da qualche decina di minuti e ora mi appresto a cenare.
È stata un po' caotica, tra collegamenti a singhiozzo, nuvole, connessioni che non andavano (sono pure andato in scena per pochi minuti quando Federico ha avuto proprio problemi di connessione...), ma alla fine non è andata male!
E sono anche riuscito a scattare un paio di foto al cielo mentre l'eclisse era vicina al picco:
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martedì 11 agosto 2026

La grande inondazione marina

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In un agile volumetto di poco più di cento pagine sono raccolti due racconti di Paolo Sista (che abbiamo già incontrato ne L'orrido verde) di evidente ispirazione lovecraftiana, La grande inondazione marina, che da il titolo al libercolo, e La scogliera.
Il primo ha una sinossi interessante: il protagonista si sveglia sulla spiaggia dopo una catastrofe geologica, per riprendere anche quanto scritto in quarta di copertina. L'esecuzione, però, non è stata di mio completo gradimento. Tra porzioni del testo che sembrano uscite da un verbale dei carabinieri, e una scrittura che cerca di trasmettere la mente delirante del protagonista, ma che in ultima analisi rischia semplicemente di annoiare, a meno di non saltare pezzi del testo (cosa che non nascondo di avere fatto), ci si perde in un racconto che da un lato avrebbe sicuramente giovato di una formattazione differente (maggiore spaziatura tra alcune porzioni del testo, uso di font differenti tra le varie porzioni del racconto), e dall'altro di una riduzione qua e là del testo stesso.
Più efficace mi è sembrato, invece La scogliera, in cui si racconta di un incontro un po' particolare di un guardiano notturno con un gruppo di persone evidentemente dedite al culto di uno dei Grandi Antichi. Forse solo il finale, che sembra più una troncatura che un riportare la storia alla sua normalità, poteva essere cesellato un po' meglio, ma a parte questo abbastanza trascurabile dettaglio, l'ho gradito molto di più del racconto titolare del titolo.

domenica 9 agosto 2026

Topolino #3689: L'ultimo spettacolo

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Post aggiornato dopo la prima pubblicazione con la sistemazione dell'immagine, correzioni varie e formattazione.
Mentre proseguono le copertine estive dalla colorazione un po' anni Novanta (chi ha pensato a Minni&Company?) arriva alla sua conclusione la serie Circus con, appunto, L'ultimo spettacolo.
Il circo Shadow vede chi lo inseguiva, raggiungerlo, un po' come il passato che chiede il conto. E nel frattempo i suoi componenti dovranno interrogarsi sul futuro del circo e, soprattutto, se riporre fiducia nell'ultimo arrivato, Mick.
Giovanni Di Gregorio, per l'occasione riunitosi con Paolo Mottura, che ricordo disegnò il primo episodio di Circus, confeziona una degna chiusura perla serie. Solo la scelta finale di Mick lascia un po' perplessi e, diciamolo, anche con l'amaro in bocca, nonostante i disegni di Mottura sembrano dire che, in fondo, i sogni non possono restare rinchiusi troppo a lungo.
Per il resto il numero non propone nulla di realmente rilevante: una nuova storia dedicata ai viaggi dei paperi in Europa, I viaggiatori dell'Olimpo di Alessandro Ferrari per i disegni di Umberto Sacchelli e Giulia Lomurno, che ha il pregio di cambiare direzione un paio di volte permettendo al lettore di non sedersi troppo sugli allori di una storia già vista; la conclusione con il solito litigio tra vicini, questa volta con Anacleto, ne Il pisolino impossibile di Danilo Deninotti e Marco Palazzi, che però invece di farmi ridere, mi ha fatto passare tutto il (per fortuna) breve tempo di lettura pensando più all'assurdità della vicenda che alla sua presunta ridicolaggine.

sabato 8 agosto 2026

DuckTales: Ai quattro angoli del globo

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La serie televisiva DuckTales arrivò sul piccolo schermo nel lontano 1987. Con una sigla travolente che ancora oggi molti ricordano, portò per la prima volta il personaggio di Zio Paperone a essere protagonista quasi indiscusso delle varie puntate. Le avventure vissute dai paperi nel corso di quei 100 episodi, cui va aggiunto anche un film, Alla ricerca della lampada perduta, di produzione francese se la memoria non mi inganna, erano basate soprattutto sulle storie di Carl Barks pubblicate su Uncle Scrooge.
Gli ideatori della serie ebbero, però, tutta una serie di idee interessanti che si discostarono comunque in maniera evidente dalle storie barksiane: prima di tutto allontanarono Paperino facendolo arruolare nella marina; a quel punto i nipotini vennero affidati a Paperone; al fianco di quest'ultimo si trovava un maggiordomo fisso, nello stile italiano, ma con fattezze diverse, tale Archie, mentre per aiutarlo con i nipotini c'era la tata Bentina, generalmente chiamata... Tata, che a sua volta aveva una nipote, Gaia. Il cast era completato da Fenton, il contabile di Paperone (ma nei fatti una specie di tuttofare) e, soprattutto, il mitico Jet McQuack, pilota d'aerei piuttosto maldestro.
Visto il grande successo della serie, al cui interno venne introdotto un supereroe, ispirato a Robocop, ovvero Robopap, sotto la cui armatura, costruita da Archimede, si nasconde proprio il buon Fenton, venne lanciato uno spin-off che a sua volta ebbe un altrettanto grande successo, Darkwing Duck. Il collegamento tra le due serie era Jet McQuack, che si era trasferito nella città di Doppia D per fargli da assistente.
La serie ebbe un revival tra il 2017 e il 2020 per un totale di 69 puntate.

venerdì 7 agosto 2026

Paperinik #115: L'ultimo desiderio

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Rispetto al numero precedente, la selezione delle storie di Paperinik proposte a luglio è decisamente più interessante grazie a Il giorno di ghiaccio di Carlo Panaro e Marco Mazzarello, storia dalle atmosfere supereroistiche che nella sua uscita originaria, su Topolino #2851 era abbinata, se la memoria non mi inganna, a un gadget paperinikiano. Purtroppo posso dire poco altro sul resto del sommario, visto che la parte centrale dell'albo vede una stampa difettosa, che ripropone pagine già stampate in precedenza in luogo delle storie previste. Così possiamo passare agevolmente alla storia inedita di francesco Testi e Giovanni Preziosi, L'ultimo desiderio.