Stomachion

giovedì 22 ottobre 2026

Halloween countdown: Storie di campagna e storie di città

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La mattina del 20 ottobre, nonostante la notte ristoratrice (certo più ristoratrice di quella precedente), mi sono alzato con la sensazione di aver perso qualcosa tra i miei sogni. Non sono certo che sia stata una cattiva cosa, questa perdita di "memoria", ma non voglio suggerire che le letture halloweeniane di questo periodo stiano in qualche modo influenzando i miei sonni.
Giunta la sera, comunque, riprendo in mano la raccolta di Adventum Tenebris, che, come già detto nei post precedenti, è edita da ABEditore e curata da Antonella Castello e Lorenzo Incarbone, e affronto il quarto gruppo di letture, mentre in me si fa strada la speranza anche di riuscire a mantenere il ritmo di lettura che ho impostato.

mercoledì 21 ottobre 2026

Halloween countdown: Più vero della finzione

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Dopo le letture halloweeniane di domenica, ho passato una notte dormendo poco. Niente a che vedere con i racconti della raccolta Adventum Tenebris, edita da ABEditore e curata da Antonella Castello e Lorenzo Incarbone, o almeno non per quel che credo, ma più semplicemente non avevo sonno. E anche i sogni sono stati pochi, e scollegati da quanto avevo letto. Per cui questo esperimento sembra procedere senza troppe conseguenze sulla mia sanità mentale. E d'altra parte non avevo dubbi su ciò.
Per cui procediamo con le letture di lunedì 19 ottobre 2026...

martedì 20 ottobre 2026

Halloween countdown: Un albergo nella brughiera

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Domenica 18 ottobre. Proseguo le letture gotiche serali per avvicinarmi al meglio all'Halloween di quest'anno. Come raccontato nel primo post della serie, sto affrontando la lettura dei racconti di Adventum Tenebris, raccolta di ABEditore curata da Antonella Castello e Lorenzo Incarbone che propone un racconto gotico da leggere ogni sera di ottobre. Ovviamente sto affrontando queste letture serali leggendo più di un racconto per volta, avendo iniziato tardi rispetto all'ideale giorno di partenza.
Spero di non dovermi pentire di questa scelta frettolosa e considero un caso il labirintico sogno, quasi una specie di Inception, successivo alle letture della prima sera
Per intanto affrontiamo le letture de...

Topolino #3699: I primi settanta anni di Edi

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Edi, l'aiutante di Archimede Pitagorico, faceva il suo esordio sulle pagine di The cat box di Carl Barks pubblicata nel luglio del 1956 sulle pagine di Uncle Scrooge #15. Questa storia, però, giunse in Italia solo nel 1980, sul 17.mo volume della Complete Carl Barks, raccolta di tutte le storie barksiane curata dal The Duckie Comics Club, un editore "amatoriale" di appassionati disneyani. La prima storia barksiana con Edi, invece, venne pubblicata nel 1957 sulle pagine di Topolino #168. Era Gyro's imagination invention, originariamente pubblicata nell'aprile di quello stesso anno su Walt Disney's Comics and Stories #199 e giunta in Italia come Paperino e la macchina di fantasia.
Il fatto che la storia d'esordio non venne pubblicata fino agli anni Ottanta (la prima pubblicazione su una rivista disneyana "ufficiale" è Zio Paperone #6 dell'aprile del 1988) è probabilmente legato al semplice fatto che Barks non scrisse mai una storia delle origini del personaggio. D'altra parte l'Uomo dei paperi non diede nemmeno un nome all'aiutante di Archimede e fu invece Guido Martina a ribattezzarlo Edi, che possiamo considerare un diminutivo del cognome di Thomas Alva Edison, a quel tempo ancora considerato l'inventore della lampadina (la storia è un po' più complessa di così, in effetti, e l'ho in parte raccontata nell'articolo che dedicati a Ferdinando Brusotti).

lunedì 19 ottobre 2026

Halloween countdown: L'arrivo delle tenebre

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Post aggiornato dopo la prima pubblicazione con la sistemazione delle immagini, l'aggiunta della formattazione e dei link.
Sabato 17 e domenica 18 ottobre 2026 si è svolta Stranimondi, fiera degli editori weird, horror e del fantastico più in generale. Erano presenti, oltre ad autori indipendenti, collettivi di scrittura e piccoli editori già presenti a Marginalia, anche editori un po' più grossi, come per esempio Delos per la fantascienza. E ovviamente c'erano anche quelli di ABEditore come sempre con proposte graficamente spettacolari ma comunque rispettose della materia originale.
Tra i volumi che hanno portato a Stranimondi mi ha conquistato la raccolta di racconti gotici e dell'orrore Adventum tenebris. Curata da Antonella Castello e Lorenzo Incarbone ha un sottotitolo che già dice tutto: un racconto a sera per arrivare preparati alla notte più spaventosa, ovvero quella di Halloween.
Rendendomi conto che quella era la sera del 17 ottobre e che, dunque, ero in ritardo, decisi di iniziare la lettura, ovviamente affrontando più di un racconto a sera.

venerdì 16 ottobre 2026

Dalla sfera del mondo alla Luna

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La bacheca con i tre tomi allestita per l'occasione presso il Museo astronomico di Brera
Domenica, come avevo annunciato, il Museo astronomico di Brera ha aperto in via straordinaria le sue porte ai visitatori. E con l'occasione abbiamo esposto in una teca appositamente preparata tre libri che in piccolo riassumono la storia dell'astronomia dal modello tolemaico verso i tempi moderni: De la sfera del mondo di Alessandro Piccolomini, il De revolutionibus di Niccolò Copernico e il Sidereus Nuncius di Galileo Galilei.
L'idea iniziale era riassemblare alcune cise che avevo scritto nel corso degli anni sul De revolutionibus e sul lavoro di Galileo per scrivere il più velocemente possibile una specie di storia che potesse guidare il lettore dal sistema tolemaico a quello copernicano, ma come al solito ho ecceduto e così la scrittura di ciò che state per leggere, e soprattutto la sua lunghezza, è andata oltre le mie iniziali intenzioni!
Pertanto, iniziamo a raccontare la storia:

giovedì 15 ottobre 2026

L'uomo che morì due volte

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Dopo il folgorante esordio del primo romanzo della serie che ha anche portato a un film su Netflix, Il club dei delitti del giovedì ritorna con un altro interessante romanzo (lo so che nel frattempo ne sono usciti altri, ma non leggo mica solo questa serie!).
Ritroviamo, dunque, tutti i protagonisti del primo romanzo, Elizabeth, Joyce, Ron e Ibrahim, e visto che nel frattempo ho anche visto il film, li ho immaginati con i volti degli attori. La storia, in questo caso, si concentra su Elizabeth e sul suo passato da spia, in particolare sul ritorno del suo ex e sull'intricata vicenda che lo lega a un boss mafioso locale. La storia, se possibile, si complica ancora di più rispetto al romanzo d'esordio, ma non perde di verve e divertimento. Da un lato ognuno dei personaggi, inclusi Chris e Donna, vengono ulteriormente approfonditi, mentre il buon Bogdan continua a restare persona affidabile, ma con ancora molti aspetti da chiarire.
La storia più interessante, però, è quella sviluppata intorno a Ibrahim, vittima di un furto che lo manda in ospedale e lo spinge a ripensare il suo posto nel mondo, autoconfinandosi in casa. C'è qualcosa di ironico in questa storia, ma in senso amaro e non divertente: Ibrahim, di fatto il personaggio di origini straniere del gruppo, viene rapinato e mandato in ospedale da un giovane britannico bianco. Voi potete leggerci quel che volete, ma se mettiamo questo episodio in fila con i criminali britannici presenti nel romanzo, direi che la critica a una certa narrazione che si sta facendo largo in Europa da alcuni anni a questa parte è più che evidente.

mercoledì 14 ottobre 2026

Scienza take away #26: settembre-ottobre 2026

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E' uscita la 199.ma edizione del Carnevale della Matematica ospitata da Paolo Alessandrini sul uo blog, Mr. Palomar. Questa volta non ho partecipato per due motivi: innanzitutto ho scritto poco di matematica nelle ultime 4 settimane, e poi c'è stata l'apertura domenicale straordinaria del Museo astronomico di Brera, che ha drenato non poche risorse, fisiche e mentali, tanto che non sono riuscito a scrivere nemmeno una e-mail con l'unico articolo che sarebbe stato degno di partecipare al Carnevale. Lo segnalerò alla prossima edizione, la decentesima, peraltro!
La mia assenza al Carnevale, però, non mi esime dal proporre, come ogni mese, il nuovo post di rassegna degli articoli scientifici che ho scritto nell'ultimo mese.
Iniziamo!

martedì 13 ottobre 2026

Topolino #3698: Un nuovo caso per Pippo Holmes

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In effetti Il segno dei quattro, il romanzo di cui Il disegno dei quattro è parodia, è il secondo della serie e, anche nella cronologia interna e non solo in quella di pubblicazione precede Il problema finale. Sono, però, queste variazioni più che perdonabili al buon Bruno Enna che per il resto, affiancato questa volta da Giuseppe Facciotto, resta, come sempre, molto fedele alla materia originaria, pur con i necessari adattamenti alle atmosfere topolinesche.
Tutto inizia con Minni Mostard, che riprende Mary Morstan che nel canone holmsiano è, o diventerà, la moglie di Watson. E ben sapendo ciò, Enna gioca sin da subito con questo destino già scritto, costruendo sin dalle prime pagine il rapporto tra Mostard e Topson, che, come nel romanzo originale, oscilla tra i formalismi del tempo e l'affiatamento crescente tra i due personaggi.

sabato 10 ottobre 2026

Absolute Wonder Woman: L'ultima amazzone

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Dopo il volume dedicato a Superman e quello dedicato a Batman, la "sacra trinità" del DC Universe si completa anche su Terra Absolute con il volume dedicato alla Wonder Woman di Kelly Thompson e Hayden Sherman, L'ultima amazzone.
Crescere all'inferno
Ciò che colpisce immediatamente dopo la conclusione del volume è constatare come Kelly Thompson sia riuscita a entrare perfettamente nell'Absolute Universe, cogliendone lo spirito forse anche meglio dello stesso Scott Snyder che lo ha creato. La giovane Wonder Woman, infatti, rispetto alla sua versione classica, cresce nel luogo più inospitale che si potesse immaginare, gli inferi comandati da Ade. In particolare su una piccola isola su cui si trova la maga Circe. Qui quest'ultima viene costretta da Apollo e dagli altri dei olimpici a crescere la piccola Diana, l'ultima delle amazzoni.
Thompson ribalta, quindi, il mito fondativo spostando i natali di Diana dalla famosa isola paradiso a una isola inferno. Questo ribaltamento, però, ha come esito finale quello di esaltare l'essenza del personaggio. La neonata, infatti, sin dalle prime vignette, si mostra forte, potente, decisa, ma anche capace di grande compassione. Il serpente di fuoco che la attacca subito dopo essere stata lasciata da Apollo sull'isola di Circe, viene lanciato in aria senza troppi complimenti. La minaccia successiva, una specie di lucertolina dal fiato di fuoco, viene prima stretta saldamente al collo dalla piccola, per poi ricevere uno sguardo di disapprovazione e infine un bacetto sulla fronte!
Grazie a una giudiziosa alternanza tra passato, con scene ambientate sull'isola di Circe, e presente, con la sfida di Diana contro le orde infernali che stanno attaccando Gateaway City, Thomson mette in scena la sua Wonder Woman, un personaggio caratterialmente molto simile a quello cui siamo abituati, ma che ha dalla sua anche diverse nuove freccie al suo arco, come la conoscenza della magia, oppure una tre lazi magici colorati, ognuno con degli effetti differenti.

Domenica di carta all'Osservatorio Astronomico di Brera

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L'iniziativa della Domenica di carta, o forse si dovrebbe più correttamente dire delle domeniche, è stata promossa dal ministero della cultura come giornata per valorizzare l’immenso patrimonio documentale conservato negli Archivi di Stato e nelle Biblioteche pubbliche, per citare il ministero stesso nella comunicazione dello scorso anno, dove era già evidente come più che di una domenica si parlava dell'intero fine settimana.
Anche quest'anno gli eventi sono spalmati in più giornate. Nonostante la domenica di carta sia stata ufficialmente il 4 ottobre, ci sono molti più eventi nel fine settimana del 10 e dell'11 ottobre.
In particolare domani 11 ottobre 2026 il museo astronomico di Brera sarà aperto in via straordinaria (e gratuita, previa prenotazione) per esporre le copie presenti nella nostra biblioteca di due opere fondamentali della storia dell'astronomia e della scienza: il De Revolutionibus Orbium Coelestium di Niccolò Copernico e il Sidereus Nuncius di Galileo Galilei.
Saremo aperti dalle 10 alle 18 con una pausa tra le 13 e le 14 per il pranzo. E ci sarò anche io, probabilmente dalle parti delle teche dove saranno fisicamente esposte le due opere, oppure in giro per il museo.
Lo so che sarebbe stato meglio comunicare questa informazione un po' prima, ma questi giorni sono andati un po' così, ma spero che non sia troppo tardi per programmare un salto da noi per vedere due libri straordinari e una piccola parte della nostra collezione di strumenti astronomici.
Tutte le informazioni sul sito del museo.

venerdì 9 ottobre 2026

Premi Nobel 2026: Neutrini sotto ghiaccio

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L'idea dei neutrini come messaggeri astronomici ideali è emersa subito dopo la prima rilevazione della particella. I neutrini ci possono raggiungere dai confini dell'universo senza essere assorbiti o deviati dai campi magnetici. Riescono a sfuggire indenni dalle immediate vicinanze dei buchi neri e dagli acceleratori in cui nascono i raggi cosmici.
Con queste parole inizia High-energy neutrino astrophysics di Francis Halzen, un articolo uscito su Nature nel 2017 per raccontare di IceCube e della prima osservazione di neutrini originati da oltre il Sole. Questa scoperta era stata annunciata pochi anni prima, nel 2013, ed era il primo grande risultato nonché il coronamento di un progetto scientifico visionario che aveva mosso i primi passi nel 2005 più o meno al centro dell'Antartide, presso la base scientifica Amundsen-Scott.
Proprio per questa scoperta e per il ruolo centrale che Halzen ha avuto all'interno di IceCube, la Reale Accademia delle Scienze svedese ha insignito quest'ultimo del Premio Nobel per la fisica 2026.
E dunque eccoci qui a provare a raccontare questa nuova esaltante avventura scientifica!

L'ora del caffè

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Quando ero alle scuole superiori, mio padre aveva pagato un piccolo editore per far uscire una raccolta di mie poesie. Uno dei professori dell'istituto di medie inferiori che si trovava di fronte al bar dei miei genitori, un giorno, mi fornì uno spunto che, però, non portai mai a compimento: scrivere delle poesie su persone che prendono il caffè. Era, dunque, inevitabile non pensare a questo episodio mentre guardavo curioso il tankobon de L'ora del caffè di Tetsuya Toyoda.
La raccolta di 17 racconti ruota intorno proprio al momento in cui i protagonisti di ciascun racconto si apprestano a gustare un buon caffè, non necessariamente in un locale. Certo, ci sono anche coloro che si trovano in un bar, ma per lo più le situazioni sono piuttosto disparate, e c'è persino chi il caffè alla fine non riesce nemmeno a berlo!
Storie drammatiche, leggere, delicate, surreali (un paio quasi lansdaliane), ironiche per lo più, raccontano a modo loro le persone comuni e non e si concludono con un racconto che, facendo attenzione, vede tutti (o quasi) i protagonisti dei racconti riuniti nello stesso locale.
In definitiva, leggere il manga di Toyoda è anche una buona occasione per sorseggiare un buon caffè (o, nel mio caso, un tè caldo, visto che il caffè non mi piace molto...)!

giovedì 8 ottobre 2026

Quando Francis Halzen si occupò del bosone di Higgs

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Quest'anno mi sono un po' distratto, quindi non ho fatto nessun video né ho scritto i mini-annunci relativi all'assegnazione dei Premi Nobel 2026. Penso di recuperare, come al solito su SciBakc, con un unico post dedicato ai Nobel per la medicina, la fisica e la chimica. Nel frattempo sto cercando di mettere in fila le idee per raccontare il premio per la fisica di quest'anno, andato a IceCube, volendo estendere, come spesso si fa, il premio a tutto l'esperimento, ma nominalmente (visto che il premio non viene mai assegnato alle grandi collaborazioni) a Francis Halzen, fisico belga naturalizzato statunitense, che è considerato il principale motore dell'esperimento. E in questo "raccogliere le idee" sono incappato in due curiosi articoli firmati da Halzen.

Il paradosso verde

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L'idea dietro l'agile libricino di Roberto Della Seta, che tra le altre cose è stato anche presidente di Legambiente, è almeno duplice: da un lato smontare alcune delle bufale intorno all'ecologismo e all'ambientalismo, e dall'altro "compattare le fila", mostrando gli errori strategici e soprattutto comunicativi degli ultimi anni in materia di crisi climatica, aumento globale delle temperature e transizione ecologica.
Strutturato in due parti, nella prima esamina cinque "leggende" come per esempio la questione sul cambiamento del clima senza precedenti o su posizioni decisamente esagerate, ma ancora sostenute da una parte dei movimenti ambientalisti sul pianetà che morirà. La seconda parte, invece, appare nelle premesse più politica e d'azione, ma a ben vedere queste due anime del libro si incontrano e si mescolano in maniera armonica, mostrando come l'azione politica non può prescindere dalle conoscenze scientifiche e viceversa.

domenica 4 ottobre 2026

Topolino #3697: Niente di particolare da segnalare

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Post aggiornato dopo la prima pubblicazione con la sistemazione della formattazione e di alcuni errori di battitura.
Stavo uscendo dalla doccia e riflettevo sul fatto che stavo facendo fatica a ricordare le storie dell'ultimo numero di Topolino.
La prima che mi è venuta in mente è stata quella di Michele Medda e Giorgio Cavazzano, La blusa stregata, parodia del quasi omonimo racconto di Dino Buzzati. La storia è tutto somato carina, e se la memoria non mi inganna nemmeno la prima con premesse simili, ma la prima che rende omaggio esplicito al racconto originale. Niente di speciale, alla fine, se non per stimolare l'interesse del lettore verso un grande della letteratura italiana. Aggiungo solo che ormai il tratto di Cavazzano è sempre meno efficace.

sabato 3 ottobre 2026

Conan: Il flagello del serpente

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Il Conan di Robert Erwin Howard è uno dei miei personaggi preferiti e nemmeno la scoperta di Elric ha scalfito questa sua posizione. Elric è fuori di dubbio un personaggio più raffinato e profondo, ma anche Conan, nella sua semplicità, ha un profondo elemento in comune con Elric: la critica alla civiltà umana.
Leggendo le opere di Howard così come quelle di Michael Moorcock non ci si può non chiedere quale sia, in ultima analisi, ciò che rende "civile" un essere umano. Tradimenti, soprusi, sfruttamento, sono tutti elementi che caratterizzano quella vita "civile" con cui sia Conan sia Elric si confrontano spesso e volentieri nel corso delle loro avventure. E nonostante Elric sia esso stesso schiavo della sua natura, in particolare delle sue dipendenze da un lato e della sua insaziabile curiosità dall'altro, anche quest'ultimo, come Conan, è portatore di quel desiderio di libertà che il singolo cerca di raggiungere, nonostane socialmente tendiamo normalmente a reprimerlo. E non certo per rispetto nei confronti dei nostri vicini.
Catturare questo elemento del Conan di Howard in opere originali è piuttosto complesso. Mentre in fumetti che riprendono le storie originali è tutto sommato piuttosto semplice, anche se il rischio di tradire la lezione originale è sempre dietro l'angolo, in storie nuove è, secondo me, quasi impossibile riuscire a raccontare questo aspetto del personaggio in maniera realmente consapevole. Non c'è riuscito completamente Joe Lansdale e, nonostante il comunque ottimo e convincente risultato finale de Il flagello del serpente, nemmeno Jim Zub.

giovedì 1 ottobre 2026

I precari, l'INAF e la Notte della Ricerca

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Come ha ricordato il moderatore della piccola conferenza di matematica che ho seguito, insieme con mia sorella, nel corso della Notte della Ricerca presso il Museo della Scienza e della Tecnica "Leonardo da Vinci", questa notte da alcuni anni è diventata Notte europea dei ricercatori (e delle ricercatrici, non dimentichiamolo). E questo perché dovrebbe essere chi fa ricerca centrale all'interno della serata di eventi.
Giusto qualche giorno fa è uscito un comunicato di USB - Pubblico impiego che prendeva le mosse proprio da questa particolare notte e inizia così:
La rimozione di un post, in un canale ufficiale INAF, che durante la Notte Europea dei Ricercatori e delle Ricercatrici, denunciava la drammatica condizione dei 719 precari a rischio licenziamento, dimostra una cosa chiara: la dirigenza non tollera che i problemi dell’Ente vengano resi pubblici.
Non so a quale post si riferisca il comunicato, se pubblicato su FB o Instagram, visto che non sono sul primo e bazzico molto poco il secondo, ma so che nessuno è venuto a chiederci di rimuovere l'articolo di Antonino La Barbera dedicato alla Notte e soprattutto a noi ricercatori precari. E credo che nessuno sarebbe riuscito a convincere la redazione a rimuoverlo. In particolare vorrei, però, rilanciare questo passaggio del suo articolo:

martedì 29 settembre 2026

La gatta ha un cappio al collo

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Torna il giallo dell'estate di Dolores Hitchens. Sellerio pubblica il quarto dei suoi dodici misteri della gatta (che vorrei che l'editore siciliano pubblicasse a un ritmo più serrato), che al di là di un titolo forse un tantinello esagerato, presenta i soliti elementi interessanti, ma anche qualche elemento un po' più deludente. Dalle "anticipazioni" presenti nelle prime pagine, in effetti, ci si sarebbe aspettati un'atmosfera più opprimente e, soprattutto, un assassino all'altezza de La gatta ci ha messo lo zampino, ma alla fine molte descrizioni di tensione sono sfumate nel giro di poche battute, facendo scemare velocemente situazioni potenzialmente interessanti. Anche il ruolo di Samantha, la gatta di Miss Rachel, è piuttosto marginale, nonostante il cappio al collo che si ritrova a un ceto punto. E persino la sorella di Rachel, Miss Jennifer, promette di essere per una volta protagonista del romanzo, per poi sparire in fretta dopo poche pagine. Se poi ci aggiungiamo che il personaggio più interessante non è il colpevole dei due omicidi raccontati nel romanzo, abbiamo completato il quadro di un libro che sicuramente non è scritto male e che riesce a tenere incollati alle pagine, ma che in qualche modo lascia la sensazione di avere un grosso potenziale inespresso.

lunedì 28 settembre 2026

Topolino #3696: Nel segno di Sherlock Holmes

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Post aggiornato dopo la prima pubblicazione con la sistemazione della formattazione e l'aggiunta dei link.
Credo che in pochi, e soprattutto holmesiani, abbiano notato il riferimento ai sistemi di indagine del famoso detective ideato da Arthur Conan Doyle presenti nelle pagine iniziali de La vendetta di Frida, storia d'apertura in due tempi di Bruno Enna e Alessandro Perina.
D'altra parte Enna ha ripassato e non poco il canone holmesiano che sta omaggiando con le parodie di Pippo Holmes e dunque non stupisce trovare dei riferimenti anche in una storia di Paperinik, pur con gli opportuni aggiornamenti tecnologici archimedei. La sfida in questo caso più che complicata risulta subdola, visto che Frida, pur non ricordando nulla, è intenzionata a vendicarsi del vendicatore mascherato e utilizzando anch'essa una collaboratrice esterna si mette sulle tracce dell'eroe tramite il suo punto debole: Paperino.
In un certo senso Enna in questo caso gioca proprio con uno degli elementi più delicati della "letteratura" supereroistica: la sua identità segreta e i legami che ha con quella mascherata, a volte nascosti sotto strati di "polvere", altre resi ingenuamente manifesti come nel caso di Paperino con Paperinik.
Interessante, e anche inedito, il ruolo giocato da Archimede nella vicenda. Forse il suo coinvolgimento risulta il punto debole della storia, avvenuto in maniera eccessivamente frettolosa, ma nel complesso funziona molto bene.

sabato 26 settembre 2026

Animal Human: La nuova catena alimentare

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Arrivato al quarto tankobon in Giappone, Animal Human - Uomini animale di Takuya Okada è, se vogliamo, ancora più estremo rispetto a Cadavere squisito di Agustina Bazterrica.
I primi due volumi, pubblicati in Italia da Magic Press, iniziano con un padre e una figlia che dopo un incidente vengono soccorsi da un animale antropomorfo che abita in una fattoria lì vicino. E abbastanza presto ci rendiamo conto che non siamo di fronte a una reinterpretazione de La fattoria degli animali di George Orwell, ma in una vera e propria distopia, una specie di horror vegano che però, come Cadavere squisito è anche un'evidente critica alla società capitalistica e consumistica che abbiamo costruito.
Il manga, al di là dei dettagli di trama, presenta infatti animali antropomorfi che allevano, uccidono e mangiano esseri umani, ed esseri umani che allevano, uccidono e mangiano animali antropomorfi. In cima a questa catena alimentare troviamo, però, le elite composte da umani e animali antropomorfi che si nutrono indifferentemente di animali e umani. Questi ultimi, come ci viene mostrato dal mangaka in alcune scene, brevi ma significative, hanno un unico interesse: produrre carne migliore, che sia umana o animale ha poca importanza.

venerdì 25 settembre 2026

Paralipomeni di Alice: Racconti intrecciati

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Come promesso, ho deciso di scrivere un breve post con tutti link per leggere o rileggere i Rompicapi dedicati a A tangled tale di Lewis Carroll e le loro soluzioni.
A tangled tale, come potrete leggere meglio nella recensione, è un libro costituito dalla raccolta di una serie di dieci racconti usciti su rivista. Al suo interno per ciascun racconto è presente uno o più problemi di matematica ricreativa, le cui soluzioni venivano discusse da Carroll nel numero successivo.
L'elendo l'ho dunque suddiviso per dieci nodi e per ognuno dei nodi trovate i link ai rompicapi e alle loro soluzioni, tutte pubblicate nella rubrica dei Paralipomeni.
nodo 1

rompicapo -> soluzione
nodo 2

rompicapo -> soluzione
nodo 3

rompicapo -> soluzione
nodo 4

rompicapo -> soluzione
nodo 5

rompicapo -> soluzione
nodo 6

rompicapo -> soluzione
nodo 7

rompicapo -> soluzione
nodo 10

Il nodo 10 ha la caratteristica di mettere insieme i protagonisti dei nodi precedenti in un unico racconto. Inoltre i tre rompicapi presenti nel testo non li ho proposti nell'ordine in cui si trovano, questo perché del secondo rompicapo ho fornito una soluzione direttamente nel post in cui l'ho presentato, e questo perché è stato lo stesso Carroll a non averla proposta!
Dopo questa doverosa premessa, eccovi l'elendo dell'ultimo trittico di rompicapi con le soluzioni:
rompicapo n. 1 -> soluzione
rompicapo n.3 -> soluzione
rompicapo n.2
Immagine d'apertura generata con Gemini e pubblicata su NightCafe

mercoledì 23 settembre 2026

Autunno, in qualche modo

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Come raccontato nella vignetta qui sopra, che ho generato grazie a Gemini, l'arrivo dell'autunno è definito da un istante ben preciso, che cambia di anno in anno. Questo istante, come per la primavera, è il momento esatto in cui i raggi del Sole risultano perpendicolari rispetto all'asse di rotazione terrestre. Quando ciò avviene siamo in equinozio, ovvero quando le ore notturne hanno la medesima durata di quelle diurne. Questo avviene in tutte le zone della Terra in cui il Sole è alto sopra l'orizzonte. Ovviamente ci sono alcune eccezioni (e anche situazioni trascurabili).
Ovviamente l'equinozio di settembre segna l'inizio dell'autunno, mentre quello di marzo segna l'inizio della primavera. Ci sono poi anche i solstizi, quello estivo e quello invernale, che sono i giorni in cui le ore diurne sono rispettivamente massime e minime dell'anno.
In ogni caso:
Felice autunno!

martedì 22 settembre 2026

Attraverso la notte

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William Sloane è stato uno scrittore americano dalla produzione relativamente ridotta noto soprattutto per To Walk the Night, romanzo del 1937 che si fatica un po' a classificare in un genere particolare. Generalmente considerato un romanzo di fantascienza con elementi horror, in realtà per impianto e struttura è essenzialmente un investigativo con elementi gotici di sottofondo e degli assaggi di fantascienza che esplodono nel finale.
La storia narra di due amici che si ritrovano, una notte, nell'osservatorio astronomico della loro ex-università. Qui assistono impotenti alla morte del loro vecchio professore di astronomia. In particolare uno dei due era stato assistente del professor LeNormand, personaggio particolare che aveva proposto, in vita, un'interpretazione della relatività piuttosto radicale rispetto a quella di Albert Einstein. Dopo questa morte, su cui la polizia inizia a indagare come se fosse un omicidio, ecco arrivare in scena, a sorpresa per i due giovani, la moglie di LeNormand, una ragazza enigmatica dallo sguardo a volte intenso a volte distratto, intorno alla quale sembrano svilupparsi vicende inquietanti e misteriose.

lunedì 21 settembre 2026

Topolino #3695: Chiusura in nero

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Come scrive Alex Bertani nel suo editoriale con La notte bianca dell'uomo in nero si chiude il ciclo del Macchia Nera di Marco Nucci e Casty. Come ricordato sempre nell'editoriale, l'idea di questo ciclo di storie nasce per riportare le atmosfere del Macchia Nera delle origini nelle storie di Topolino e riconsegnargli quelle caratteristiche e
(...) quello spessore narrativo che ne caratterizzarono le origini e, parere personale, si persero in parte nel corso degli anni.
Se da un lato l'interpretazione di Nucci e Casty riprende quel personaggio inquietante, dall'altro ne porta quella visione alle estreme conseguenze con un personaggio fortemente hitchcockiano, ben più della versione originale.

sabato 19 settembre 2026

Paperinik #117: L'eroe di Criminopoli

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Prosegue il Paperinik di produzione Disney (la Disney internazionale per tutti i licenziatari) realizzato da Luca Barbieri e Giulia Lomurno. Ne L'eroe di Criminopoli, l'eroe mascherato di Paperopoli viene rapito dal sindaco di Criminopoli per ripulire la città dai crimini. Paperinik, all'inizio un po' recalcitrante, finisce per "addestrare" in maniera non proprio convenzionale gli eroi, un po' titubanti e maldestri della città.
Di fatto siamo di fronte a una storia di stampo squisitamente supereroistico dove Barbieri mette in fila diverse variazioni sui supereroi più noti nel panorama mainstream statunitense, mentre il sindaco di Criminopoli sembra una variazione su Inquinator, avversario di Paperinik in una manciata di storie.

giovedì 17 settembre 2026

Problemi controintuitivi per intelligenze del terzo millennio

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Su arXiv c'è un interessante preprint che di base può essere utile per qualsiasi serie di articoli o libro sulla probabilità. Counterintuitive problems in discrete probability di Luca Avena, Gianmarco Bet e Bernardo Busoni presenta 20 problemi (o rompicapi) probabilistici.
L'idea dietro questa raccolta nasce dalla constatazione che nell'ambito della probabilità spesso l'intuizione conduce alla risposta errata. A quel punto i tre ricercatori hanno sviluppato dei problemi pensati esplicitamente per mettere alla prova le strategie di ragionamento euristico che spesso conducono a conclusioni intuitivamente plausibili ma matematicamente errate. Alcuni di questi problemi sono, in effetti, ispirati a problemi noti in letteratura o in matematica ricreativa, e il gruppo li ha opportunamente riformulati per renderli irriconoscibili. L'idea, infatti, è quella di utilizzarli per testare i modelli linguistici di intelligenza artificiale per capire se e quanto siano anch'essi soggetti a bias cognitivi analoghi a quelli umani.
Ovviamente ho provato a fare un test veloce con Copilot, Gemini e Claude. Per il test ho utilizzato il 20.mo problema della collezione:

martedì 15 settembre 2026

Il terrore

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Scriveva Howard Phillips Lovecraft nel saggio L'orrore soprannaturale nella letteratura:
Tra i creatori viventi di paura cosmica, assurti agli apici più artistici, pochi, o forse nessuno, possono sperare di eguagliare il versatile Arthur Machen, autoire di qualche dozzina di racconti, lunghi e brevi, in cui gli elementi dell'orrore nascosto e della paura latente raggiungono una corposità e una acutezza realistica quasi incomparabili.
Le opere di Arthur Machen, quindi, potrebbero tranquillamente rientrare dentro La biblioteca di lovecraft, in particolare Il terrore, The terror, romanzo del 1917 scritto e ambientato nel corso della prima guerra mondiale.
Costruito come un'inchiesta giornalistica, Il terrore racconta di una serie di misteriosi omicidi che avvengono su tutto il territorio britannico e che, per un qualche inspiegabile motivo, non vengono associati uno all'altro. Lo fa l'anonimo narratore, utilizzando come fonte primaria le vicende di cui è stato protagonista il dottor Lewis.

lunedì 14 settembre 2026

Scienza take away #25: agosto-settembre 2026

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Torna il Carnevale della matematica, questo mese ospitato su Amo la matematica, e puntualmente torna anche Scienza take away col quale riassumo i post a tema scientifico usciti nel mese precedente a mia firma.
Inizierei con due post della serie Tutta mia la città dedicati a Palazzo Brera e all'Osservatorio Astronomico di Brera.
Quindi un post dedicato agli Ig Nobel 2026 e infine un post sull'uso dei batteri come chip per i futuri biocomputer.
Su ScienceBackstage (o SciBack per gli amici!) ecco Come le alghe hanno colonizzato i coralli, mentre su EduINAF Misfits of Science: La scienza va in caravan, l'uscita agostana della rubrica de La scienza con i supereroi. Vi ricordo che sul minisito del progetto (che è sparpagliato anche su altri blog e non solo su EduINAF) potete lasciare il vostro indirizzo e-mail per ricevere la newsletter con gli articoli in anteprima sulla loro pubblicazione.
Con questo è tutto: lo so che è un po' poco, ma è stato un mese un po' complicato. L'appuntamento con la Scienza take away è al prossimo mese, mentre quello con DropSea molto prima!

domenica 13 settembre 2026

Topolino #3694: L'isola delle folgori

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Post aggiornato dopo la prima pubblicazione con la sistemazione della formattazione e l'aggiunta dei link.
Dopo il prologo in formato daily strip di settimana scorsa, si resta un po' straniti di fronte a una storia con un montaggio "tradizionale", ma non è l'unico elemento che mi ha lasciato perplesso di fronte a L'isola delle folgori di Francesco Artibani e Alessandro Pastrovicchio.
La storia in se è interessante e ha un inizio in qualche modo sovrapponibile alla Dimensione Delta di Romano Scarpa. Su Topolinia, infatti, si abbatte una tempesta di fulmini, che combina un po' di danni in città. Il mattino dopo Topolino, Pippo e Setter ricevono uno "psicogramma" (un messaggio olografico recapitato da una sfera volante) dal professor Enigm. E così i tre si dirigono in soccorso del loro nuovo amico. O forse non così nuovo.
La storia, infatti, pubblicizzata come sequel de L'uomo nuvola, presenta alcuni elementi che suggerirebbero che ci sono stati altri incontri non narrrati, ma al contempo gli unici flashback che ci vengono mostrati sono rivisitazioni della storica avventura di Floyd Gottfredson. Inoltre queste scene vintage cozzano e non poco con l'ambientazione moderna della storia, evidente dal design delle automobili e, soprattutto, dalla presenza degli smartphone.

sabato 12 settembre 2026

Arkham City: L'ordine del mondo

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Prima di affrontarlo in una storia di Batman nella maxi-serie Schemi oscuri, Dan Watters aveva trattato il tema della follia e delle malattie mentali attraverso la lente di uno dei più folli tra i componenti della bat-family: Jean-Paul Valley, meglio noto come Azrael.
Ideato da Denny O'Neil e Joe Quesada, fece il suo esordio sulla miniserie Sword of Azrael dell'ottobre 1992. Braccio armato di un ordine religioso "deviato", in qualche modo legato ai templari, oscilla tra il condizionamento ricevuto durante l'addestramento, che lo porta a un profondo fanatismo religioso che sfocia in una violenza incontrollata, e una profonda autocritica sulle sue azioni e sulla visione distorta che gli è stata impartita.
È proprio in questa fase di riflessione che lo troviamo nel prologo di Arkham City, ovvero le tre storie che Watters ha scritto per Batman: Urban Legends e disegnate dal fumettista croato Nikola Cizmesija. In questo trittico di storie brevi il tormento interiore di Jean-Paul viene esplicitato grazie ai suoi pensieri al riguardo di un ex-tossicodipendente ormai prossimo alla morte che ha trovato la fede. Jean-Paul, diviso tra il suo dovere di infermiere di assisterlo e la constatazione che in fondo se l'è cercata, deve gestire questa dicotomia in contemporanea con l'indagine su una misteriosa sostanza che sembra dare l'immortalità a chi la assume. Watters, in questo modo, riesce a sintetizzare perfettamente tutti gli elementi cardine del personaggio, costruendo una storia al tempo stesso potente e profonda che, come scritto sopra, fa da antipasto a L'ordine del mondo, la storia principale che da il titolo al volume.

venerdì 11 settembre 2026

Una questione jacobiana

Pur non avendo una storia lunga come quella dell'ultimo teorema di Fermat, la congettura jacobiana risulta particolarmente interessante per diversi motivi. Tale congettura si occupa dei polinomi a più variabili e afferma che se una funzione polinomiale in uno spazio a \(n\) dimesioni ha uno jacobiano costante e non nullo, allora la funzione ammette un'inversa polinomiale.
Il nome della congettura, che richiama il matematico tedesco Carl Gustav Jacob Jacobi, discende proprio dallo jacobiano, o per essere più precisi dal determinante jacobiano della matrice associata alla funzione polinomiale oggetto della congettura stessa. Gli elementi di questa matrice sono costituiti dalle derivate parziali della funzione polinomiale.
La prima formulazione di questa congettura risale al 1884 in un articolo di Ludwig Kraus, che ne fornisce anche una dimostrazione, che però si rivelò errata, nel caso di due dimensioni. La formulazione moderna in \(n\) dimensioni risale a una cinquantina di anni più tardi, il 1939 e porta la firma di Ott-Heinrich Keller.
Non è chiaro chi assegnò tale nome alla congettura. Uno dei primi utilizzi di questo nome risale al 1973 in un articolo di Masayoshi Miyanishi, però secondo Tzuong-Tsieng Moh fu dopo un seminario di Oscar Zariski tenuto alla fine degli anni Sessanta del XX secolo presso la Purdue University che la comunità matematica decise di chiamare tale congettura come congettura jacobiana.

mercoledì 9 settembre 2026

I batteri risolvono problemi

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Scritto così, sembra quasi il titolo di un racconto satirico, ma in realtà è qualcosa che si sta studiando da un po' ed ha a che fare con la cosiddetta bioinformatica (o biocomputing, per essere più precisi) cellulare. L'idea dietro questa disciplina è quella di utilizzare i processi cellulari per eseguire i calcoli.
La cosa non dovrebbe sembrare troppo strana, visto che è da almeno un decennio che sento parlare di microchip realizzati con le più disparate cellule organiche. Ci sono diversi vantaggi nell'andare verso una tecnologia biologica rispetto a quella usuale a microchip. Innanzitutto una questione legata ai limiti energetici, e poi c'è la non indifferente questione del reperimento delle risorse per costruirli. Allo stato attuale, però, la tecnologia dei bio-computer è ancora agli inizi anche se il risultato ottenuto dal team di ricerca del Saha Institute of Nuclear Physics in India potrebbe essere piuttosto interessante per i futuri sviluppi in questo campo.

martedì 8 settembre 2026

Noia terminale

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Ad attirarmi tra le spire di Suzuki Izumi è stato indubbiamente il racconto d'apertura della raccolta, Un mondo di donne e donne, una distopia in cui gli uomini vengono segregati in una specie di periferia degradata. Alla fine ne emerge un mondo in qualche modo orwelliano, persino nell'atto di ribellione, in qualche modo inconsapevole, della giovane protagonista, che proprio a causa delle mancanze del suo mondo non si rende pienamente conto dell'atto di violenza subita, quasi spiegato come una naturale pulsione della natura.
La disfunzionalità dei mondi raccontati da Izumi, però, si ripresenta puntuale in ognuno dei racconti della raccolta, 7 in totale, tutti caratterizzati da protagonisti in qualche modo sconnessi da un mondo che presenta aspetti di spersonalizzazione più o meno marcati.
In qualche modo, come suggerisce lo stesso titolo della raccolta, che poi è anche il titolo dell'ultimo racconto, sembra quasi essere la noia a muovere i passi dei protagonisti dei racconti, in storie ora surreali, ora intimiste, ma più o meno tutte intrise di disperazione e alienazione. Si intravedono, a volte, degli sprazzi di ironia, come in Picnic notturno, ma nel complesso questi racconti colpiscono il lettore anche e soprattutto per la capacità di essere riusciti a raccontare, con decenni di anticipo, una realtà così vicina alla nostra.

lunedì 7 settembre 2026

L'utilità delle zanzare e degli scarafaggi (e altre storie bizzarre)

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Di solito mi distraggo e vado alla ricerca di notizie sugli Ig Nobel quando ormai si stanno per assegnare i premi Nobel veri e propri. Quest'anno, invece, sono stato un po' più "sul pezzo", come si suol dire e così ho deciso di scrivere un paio di righe sui premi assegnati in questa edizione. La cerimonia di quest'anno, tra l'altro, si è svolta a Zurigo, in Svizzera, e questo per semplificare ai vari vincitori le procedure di arrivo, visto che gli Stati Uniti, grazie alla seconda amministrazione Trump sono diventanti uno stato-nazione di difficile raggiungimento per molte persone nel mondo.
Veniamo, però, alle due ricerche che danno il titolo a questo post.
Quando arriva l'estate siamo in molti a chiederci se ci sia un modo per debellare queste pestifere zanzare, che pungono di qua e di là e che sono sempre difficili da afferrare. E sorge anche spontanea la domanda se siano effettivamente utili a qualcosa, in natura, e se a quel punto non convenga provare a sterminarle. Ora, però, potremmo avere un buon motivo per non farlo, e questo grazie alla ricerca che ha vinto l'Ig Nobel per la tecnologia:

domenica 6 settembre 2026

DC K.O. #3: Una gran confusione

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Avevamo lasciato i supereroi impegnati nel torneo all'interno del Cuore di Apokolips alla vigilia di una serie di sfide uno contro uno che Panini ha pubblicato in un apposito volume, All Fight, che a differenza dei tie-in di Death Metal non ho ritentuo opportuno acquistare.
Dopo quelle sfide, gli eroi rimasti, con due supercriminali come Lex Luthor e Joker, erano in totale otto. E questi otto sono quelli da cui riparte questo terzo numero del crossover, sempre scritto da Scott Snyder per i disegni di Javi Fernandez.
La sfida che gli otto rimasti devono affrontare è particolare: ognuno di loro, infatti, deve sceglie una specie di assistente che lo aiuterà nel corso della sfida. Devo dire, come in parte suggerito dal titolo che ho dato al post, che al netto della scelta narrativa di Snyder (dare voce al Cuore, cosa che non ho fradito molto nemmeno in questo numero), ho trovato la storia, per quanto adrenalinica, anche un po' troppo confusionaria. Alla fine i flashback e le visioni di Superman di un mondo idilliaco sono risultati, in un certo senso, dei momenti di freschezza più che gradevoli, nonostante siano in qualche modo rovinati dalla voce narrante.

sabato 5 settembre 2026

Topolino #3693: Tutti in pista con Kimi Paperelli!

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In occasione del Gran Premio d'Italia 2026 di Formula 1 che si correrà domani, Topolino propone alcune pagine dedicate proprio alla Formula 1. Si inizia con un'intervista ad Andrea Kimi Antonelli, il giovane pilota italiano della Mercedes al momento in testa alla classifica del campionato 2026. All'interno dell'intervista si trovano una manciata di autoconclusive con Kimi Paperelli protagonista realizzate da Stefano Petruccelli e Alessandro Perina: simpatica, in particolare, quella in cui il buon Kimi finisce per guidare il trattore di Nonna Papera, che in qualche modo fa il paio con la dichiarazione di inizio campionato di Max Verstappen che disse che avrebbe cercato il limite anche guidando un carrello della spesa!
A queste si affiancano anche una manciata di storie, divertenti, della serie Mickey x F1 realizzate per la Disney internazionale da Alessandro Ferrari e Marco Mazzarello in cui abbiamo l'intero cast disneyano impegnato in Formula 1. Probabilmente la serie nasce all'interno del nuovo accordo di partnership tra la Disney e la F1, e potrebbe essere anche il motivo per cui il volume Accendete i motori (che ho ordinato in fumetteria), che sarebbe dovuto uscire abbinato con il Topo della scorsa settimana, è stato annunciato letteralmente all'ultimo istante utile.
A parte questi contenuti proposti ai lettori appositamente per il Gran Premio d'Italia, il sommario presenta alcune valide e interessanti proposte. Non le racconterò tutte, come sempre, ma mi concentrerò su alcune, partendo, però, dal fondoo.

venerdì 4 settembre 2026

Paperinik #116: Fermate Paperinik!

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Il fatto che la miniserie dedicata al trentennale di PKNA sia al momento in stand by non vuol dire che non prosegua la lettura dei numeri successivi di Paperinik, soprattutto ora che le storie di Marco Gervasio sono praticamente concluse. Infatti del Paperinik più recente è stata pubblicata su questo numero agostano La minaccia dal passato di Riccardo Pesce e Giuseppe Facciotto pubblicata originariamente su Topolino #3419.
L'inedita, invece, che apre questo numero, sembra essere di produzione internazionale, vista l'assenza del codice della storia e pone Paperinik di fronte a un problema spinoso: trovare chi lo sta impersonando sui social. La questione di questo impostore, tra l'altro, si intreccia anche con il mercandising legato a queste imprese social e, dunque, anche al buon Paperone. A tirare le fila di questa interessante, ma anche divertente avventura troviamo Luca Barbieri e Giulia Lomurno.
Tra le ristampe, invece, a parte quella citata nelle righe iniziali, ecco una nuova avventura paperinikiana scritta da Giorgio Pezzin e disegnata da Massimo De Vita. Pubblicata su Topolino #1736, La lotta "dietetica" punta i riflettori contro una delle manie che prese piede tra fine anni Ottanta e inizio dei Novanta (e che in qualche modo continua a restare in giro ancora oggi), ovvero quella delle diete, non tanto per restare in salute, quanto per apparire migliori. Il tutto con l'aggiunta di una neanche tanto velata critica al mondo della televisione.

Tutta mia la città: Il modello in legno della specola di Brera

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In queste settimane il Museo Astronomico di Brera è rimasto chiuso. I pochi visitatori che si avventuravano lungo le scale che portano fino alla porta dell'Osservatorio, sia quelli che affrontavano la salita per vedere il nostro museo, sia quelli che, semplicemente, avevano sbagliato la scala, cercando invece l'accesso della Pinacoteca, si trovavano di fronte a un portone chiuso (quello esterno o quello a vetri, a seconda dell'orario d'arrivo).
Per cui, in questo periodo, il Museo è stato a completa disposizione di chi in qeuste settimane ha continuato a lavorare in sede. Come il sottoscritto!
Uno dei pezzi più interessanti sia da un punto di vista artistico e artigianale sia da un punto di vista storico è indubbiamente il modellino in legno della specola di Brera di Ruggero Boscovich, gesuita, astronomo e anche architetto.

giovedì 3 settembre 2026

Tutta mia la città: Sotto l'Arco per Schumacher

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Post aggiornato dopo la prima pubblicazione con la sistemazione delle foto e della formattazione, l'aggiunta dei link e correzioni e sistemazioni varie al testo iniziale.
Oggi pomeriggio, ora aperitivo in effetti, c'è stato un evento, tutto sommato carino e simpatico, dedicato ai trent'anni dalla prima vittoria di Michael Schumacher al Gran Premio d'Italia, quello del 1996.
L'evento, presentato da Linus, organizzato dalla Lego col patrocinio del comune di Milano, ha visto anche la presenza del giornalista Carlo Vanzini, che ha raccontato un po' di suoi ricordi sulla Ferrari dell'epoca e sullo stesso Schumacher.
Alla fine della fase "chiacchiera", c'è stata la proiezione di un piccolo video dedicato al modellino della Ferrari di Schumacher del 2004, che è stato successivamente distribuito ad alcuni fortunati.

mercoledì 2 settembre 2026

Tutta mia la città: Il cortile napoleonico

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La principale attrazione del Palazzo Brera è senza dubbio il cortile napoleonico, al cui centro svetta la statua di Antonio Canova dedicata a Napoleone Bonaparte.
Questa, in effetti, è una replica della statua in marmo che Canova stesso aveva scolpito tra il 1803 e il 1806 su commissione dello stesso Bonaparte. L'artista aveva deciso di ritrarre il condottiero corso nelle vesti di Marte Pacificatore: un simbolo che reca in se un vero e proprio ossimoro.
Nel frattempo, il 26 maggio del 1805, Napoleone veniva incoronato re d'Italia presso il Duomo di Milano. Per celebrare tale evento il figliastro di Napoleone, Eugenio di Beauharnais, cui era stato assegnato il ruolo di viceré d'Italia, diede incarico a Charles-Jean-Marie Alquier, ambasciatore di Francia a Roma, di commissionare a Canova una replica in bronzo della statua in marmo conclusa nel 1806.
E Canova, ancora una volta, accettò la commissione.

martedì 1 settembre 2026

Breve storia dell'infinito

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Dopo aver apprezzato, nonostante qualche perplessità, il volume dedicato al teorema di Pitagora, ho affrontato la lettura ella Breve storia dell'infinito di Paolo Zellini con un certo entusiasmo, senza avere minimamente idea di cosa andavo incontro.
La lettura è stata complicata e lunga, all'incirca un mese, e costellata di un paio di interruzioni più corpose, oltre a quelle che generalmente assegno al fine settimana quando prediligo la lettura dei fumetti. Il motivo principale è stata la prima parte del volume, pesantemente filosofica. Pur conscio del fatto che affrontare il tema dell'infinito implicava il dover affrontare tutta una serie di concetti filosofici più o meno profondi, non mi aspettavo in ogni caso un indulgere così lungo sulla filosofia dell'infinito. Tanto è vero che più o meno fino a metà libro ero lì che mi dicevo "ma quando arriva la matematica?"
Quando è arrivata, pur se gli aspetti filosofici non sono stati completamente abbandonati, la lettura mi è sembrata scorrere meglio, quasi più chiara. Senza contare che, una volta giunto a quel punto, avevo ormai preso la decisione di saltare a pié pari tutte le parole scritte in lettere greche (senza fare alcuno sforzo per leggerle in qualche modo) e persino quelle pur brevi scritte in altre lingue ma prive di alcuna traduzione.
Nel complesso ho trovato il libro, pur ricco di spunti interessanti (come la banale, anche se a mio giudizio non sottolineata, constatazione che la in qualche modo più comprensibile - almeno per me - logica ha preso il posto della filosofia), più adatto a un filosofo che a un appassionato di matematica, per cui non lasciatevi incantare dal parere di Italo Calvino pubblicato in quarta di copertina: se non amate la filosofia fino al punto da capirla, o se amate ancor di più la matematica, lasciate perdere.

lunedì 31 agosto 2026

Com'era e come non era

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A proposito di una vecchia inchiesta di Report sui pericoli delle radiazioni elettromagnetiche emesse dai telefoni cellulari, Luca Di Fino scriveva:
Così a occhio, con la mia esperienza di analisi dati, io non vedo nessun aumento di tumori correlato con l'aumento esponenziale dell'uso dei cellulari.
Quella puntata l'avevo vista e me ne ero anche occupato, provando a fare una raccolta di link sul tema dell'influenza delle onde elettromagnetiche, che però è andato perduto visto che il servizio su cui mi ero appoggiato è ormai chiuso da tempo (e peraltro quella raccolta è una delle poche irrecuperabile con la wayback machine).
Se non posso recuperare quella raccolta, posso però dire che da quella puntata in poi il mio rapporto con Report è decisamente cambiato: da allora non l'ho quasi più seguito e ho anche trovato complicato far passare il perché a chi era rimasto un fan della trasmissione. Non mi mostravano, tanto, obiezioni, quanto proprio una specie di effetto "orecchie da mercante", come se quanto raccontato non venisse nemmeno recepito: e sto parlando anche di persone acculturate!
Chiudo con un passo tratto da un articolo di Marco Viviani citato sempre da Luca in un suo post del 2017 (quando Sigfrido Ranucci era già diventato conduttore della trasmissione):
Credevo, onestamente, fosse un mio pensiero, invece a quanto pare l'abbiamo scoperto tutti, lo pensavamo tutti, o comunque in tanti. Andate a vederli: chilometri di commenti di professionisti di aeronautica, ambiente, alimentazione, ingegneria, che all'unisono denunciano "finché non hanno parlato del tema che conosco bene mi piacevano, poi quella volta che hanno parlato del mio ambito è stato un disastro". Tutti così.

Tutta mia la città: La via delle signorine

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Una volta sceso dal tram, alla fermata di fronte al Piccolo Teatro Strehler, mi avvio verso l'Osservatorio Astronomico di Brera, ospitato all'interno di Palazzo Brera. Per giungere alla mia destinazione percorro una strada, vuota al mattino, soprattutto in qesti giorni, ma spesso piena di turisti durante il giorno, in particolare nell'ora dei pasti, dal nome piuttosto particolare: via Fiori Chiari. Questa, una volta giunti in vista di Palazzo Brera, prosegue costeggiando il palazzo stesso cambiando, però, nome in via Fiori Oscuri, strada molto meno trafficata (e dunque più tranquilla) per via di una minore concentrazione di locali.

domenica 30 agosto 2026

Topolino #3692: Caccia al tesoro

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L'estate è il momento in cui gli amici fanno cose divertenti insieme. A volte queste cose sono un po' paurose, come nei romanzi di Stephen King o San Simmons, altre sono fantastiche, come nei film di Dteven Spielberg. E altre ancora sono avventurose, come in Ricordo di un'estate, storia d'apertura, in due tempi, di Francesco Pelosi e Mattia Surroz.
La storia, che rientra dentro la serie di Area 15, si concentra su un ristretto gruppo del club: Giggs, Pennino, Newton e Qui. I quattro amici, ognuno con le loro specificità, non senza litigi e incomprensioni, affrontano un'avventura alla ricerca di un misterioso tesoro perduto nascosto da qualche parte nei dintorni di Quakctown da Clinton Coot, fondatore delle Giovani Marmotte, nonché padre di Elvira Coot, meglio nota ai lettori come Nonna Papera.
Il rapporto con la natura, il valore dell'amicizia, il saper guardare oltre ciò che si vede con gli occhi, il rispetto del passato per imparare a vivere nel presente, tutti elementi che arricchiscono la lettura. La storia, poi, è quasi un unicum per la produzione italiana, visto che Nonna Papera non solo si riferisce a Clinton come a suo padre, ma lo fa con un moto di commozione, quasi trattenendo una lacrima (in questo caso ottimo Surroz nel catturare questa timida emozione).

sabato 29 agosto 2026

Batman #129: Hush 2 - Patta

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Sono passati sette mesi dalla pubblicazione italiana degli episodi tre e quattro di Hush 2 e la maggior parte di questi mesi sono trascorsi nell'attesa dell'uscita di Batman #163.
I ritardi dovuti alla pubblicazione sono da ascriversi interamente a Jim Lee, come ha ricordato Antonio Solinas nei redazionali, il disegnatore, nonché presidente della DC Comics, ha avuto alcuni problemi di salute che ne hanno rallentato la produzione, senza inficiarne eccessivamente la qualità. Anche in questi due numeri, in effetti, ci sono diverse vignette e splash page di grande qualità, come per esempio quella con l'ennesimo confronto tra Batman e Red Hood con cui Jeph Loeb ha disseminato la storia. Per contro, però, alcune vignette sembrano meno curate del solito, ma visti i problemi di cui sopra ci può stare.
Andiamo, però, brevemente ai contenuti: mentre ne Il re, quinto capitolo della saga, Loeb e Lee mettono in scena il confronto tra Batman e la sua Bat-famiglia, che era esploso in tutta la sua drammaticità alla fine del capitolo precedente, in Patta ecco che i due autori mettono in scena il confronto diretto con Hush.
Nel corso della storia, Loeb dissemina alcuni indizi interessanti che fanno intuire, però, come Batman non sia l'avversario di Hush in questa partita a scacchi, ma uno dei pezzi sulla scacchiera.

venerdì 28 agosto 2026

It's only love... per la musica!

L'aspirante musicologo danese Carl Emil Martin ha pubblicato sul suo canale YouTube un video interessante dedicato alla cosiddetta Gen Alpha Melody, una melodia costituita dalle classiche quattro note in croce, caratteristica della musica pop e più in generale di quella a maggior diffusione degli ultimi anni.
La cosa più incredibile dello studio condotto da Martin, che sarà base della sua tesi di laurea, è la sua pervasività all'interno delle canzoni prodotte negli ultimi 15 anni, ovvero da quando viene fatta iniziare la cosiddetta generazione alpha.
Martin presenta nel video una lunga sequenza di esempi presi non solo dal pop propriamente detto, ma anche da diversi altri generi, rock incluso, e in canzoni prodotte in lingue differenti dall'inglese. Se da un lato la sua pervasività viene spiegata con la sua semplicità e, soprattutto, con la sua capacità di adattarsi a generi e dunque stati d'animo differenti, dall'altro, nell'ottica della questione del copyright, Martin ha scavato per trovare chi per primo ha realizzato questa melodia, risalendo al 2004, anno del rilascio di una delle canzoni più iconiche di una delle cantanti più talentuose di tutti i tempi: Left Outside Alone di Anastacia.
La canzone, scritta dalla stessa Anastacia insieme con Glen Ballard e Dallas Austin, inizia già con il ritornello che poi ci ritroviamo, con tutta una serie di variazioni, peraltro quasi senza ritegno, in moltissime hit degli ultimi anni. Una caratteristica interessante è l'accenno sinfonico iniziale della voce, che personalmente me l'ha fatta accostare a Tarja Turunen (con tutte le dovute differenze tra le due talentuose voci) o, secondo alcuni critici, a Amy Lee, la leader degli Evanescence (altra grandissima cantante).
Torniamo, però, al ritornello: non sono riuscito a trovare alcuna esplicita ammissione che la parte musicale sia stata ispirata o ripresa da una qualche esecuzione di un brano minore di un gruppo musicale per certi versi ancora più famoso di Anastacia: sto parlando dei Beatles.
Il video di Martin, infatti, si conclude con uno dei più classici "però": il ritornello di It's Only Love, singolo di poco meno di due minuti rilasciato nel 1965 e contenuto nell'album Help!

Tutta mia la città: Il duca di Milano

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A (relativamente) pochi passi da Palazzo Brera è possibile raggiungere a piedi il Castello Sforzesco, che si affaccia su una grande piazza al cui centro si trova il monumento a Giuseppe Garibaldi. All'interno del Castello Sforzesco si trova il parco più grande della città, Parco Sempione, al cui interno (di fatto sul lato opposto rispetto al castello) c'è la Cascina Nascosta, sede del Circolo Legambiente Milano Centro, di cui sono co-fondatore.
Anche in questi giorni di calura e di città svuotata, Piazza Castello e il Castello Sforzesco sono animati durante il giorno dal via vai dei turisti e dei tram, mentre la sera dagli eventi estivi organizzati per chi è rimasto in città. Intorno al castello, eretto nel XV secolo da Francesco Sforza, duca di Milano, proprio nei pressi dell'ingresso, si trovano un paio di chioschi di panini, piuttosto noti in città, dove si ristorano normalmente non solo i turisti, ma anche coloro che lavorano in zona.
Raccontare la sua storia, o anche solo il suo ricco museo, sarebbe cosa lunga e, in qualche modo, anche lontana dall'idea di questa serie, raccontare alcuni sprazzi di Milano sfruttando il "deserto" agostano. C'è, però, un modo che ritengo in qualche modo originale per raccontarlo: fornire qualche spunto di una vecchia storia di Topolino, Zio Paperone duca di Milano scritta da Giorgio Pezzin per i disegni di un (o più) anonimo fumettista Studio Recreo, studio creativo spagnolo fondato da Francesc Bargadà nel 1966.

giovedì 27 agosto 2026

Rompicapi di Alice: Il cambio di giorno

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Come avevo anticipato nella soluzione del terzo rompicapo contenuto nel nodo 10 di A tangled tale di Lewis Carroll, il rompicapo centrale di quel decimo nodo sarebbe stato l'ultimo di questa lunga serie. La soluzione di questo rompicapo, però, ve la fornirò (o proverò a fornirvela) direttamente in questo post. Per definire il problema, però, andiamo a leggere il dialogo tra Balbus, Lambert e Hugh che avviene all'incirca a metà del racconto:
«Bene, ora, supponiamo che qui a Chelsea sia mezzanotte. Allora è mercoledì a ovest di Chelsea (diciamo in Irlanda o in America), dove la mezzanotte non è ancora arrivata; ed è giovedì a est di Chelsea (diciamo in Germania o in Russia), dove la mezzanotte è appena passata?»
«Certamente», ripeté Balbus. Persino Lambert annuì questa volta.
«Ma non è mezzanotte da nessun'altra parte; quindi non può esserci un cambio di giorno da un'altra parte. Eppure, se in Irlanda, in America e così via lo chiamano mercoledì, e in Germania, in Russia e così via lo chiamano giovedì, ci deve essere un posto – non Chelsea – dove i giorni sono diversi ai due lati. E il peggio è che le persone lì hanno i giorni nell'ordine sbagliato: hanno mercoledì a est e giovedì a ovest, proprio come se il loro giorno fosse cambiato da giovedì a mercoledì!»
«Ho già sentito questo enigma!» esclamò Lambert. «E vi spiego. Quando una nave fa il giro del mondo da est a ovest, sappiamo che perde un giorno nel suo conteggio: così, quando torna a casa e chiama quel giorno mercoledì, qui la gente lo chiama giovedì, perché abbiamo avuto una mezzanotte in più rispetto alla nave. E quando si fa il giro inverso si guadagna un giorno.»
«Lo so già», disse Hugh, in risposta a questa spiegazione non proprio chiara: «ma non mi è di aiuto, perché la nave non ha giorni veri e propri. In un senso si hanno più di ventiquattro ore al giorno, nell'altro meno: quindi ovviamente i nomi si sbagliano: ma le persone che vivono in un posto hanno sempre ventiquattro ore al giorno.»
«Suppongo che un posto del genere esista», disse Balbus pensieroso, «anche se non ne ho mai sentito parlare. E la gente deve trovare molto strano, come dice Hugh, avere il vecchio giorno a est e il nuovo a ovest: perché, quando arriva la mezzanotte, con il nuovo giorno davanti e quello vecchio alle spalle, non si vede esattamente cosa succede. Devo rifletterci su.»

Tutta mia la città: Il sole dopo le nuvole

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Mia sorella, all'inizio di questa settimana, è rientrata dalle sue ferie. Una parte di me si aspettava che al contempo le persone in giro per la città sarebbero aumentate considerevolmente, e invece, nonostante un aumento dei lavoratori in giro per le strade e sui mezzi, la città resta ancora sostanzialmente vuota.
Forse è un effetto degli orari che sto facendo in questo periodo, che mi portano a vivere Brera mentre ancora è un po' sonnacchiosa, con i locali che stanno iniziando le attività, magari in attesa dei fornitori (che se arrivi all'orario "giusto" ti rompono le scatole pur essendo un pedone...).
Nel frattempo, negli ultimi giorni, venerdì scorso in particolare, ha piovuto, l'aria si è rinfrescata e mi sono reso conto quanto mi pesava andare in ufficio ogni giorno. Effetto, peraltro, enfatizzato dal lungo periodo in cui, tornando a casa, constatavo di averla tutta per me (cosa che alla distanza non è esattamente piacevole).
E così sono qui, che scrivo queste considerazioni, pensando alla foto che ho scattato proprio venerdì, dopo la giornata di pioggia, mentre andavo in via Paolo Sarpi per svagare il cervello, che mostra il Sole che spunta tra le nuvole.
Tra l'altro questa via, che insieme con via Canonica presenta la più alta concentrazione milanese della comunità cinese cittadina, non è apparsa minimamente colpita dal calo agostano di persone in giro. E a parte per qualche locale chiuso per ferie (o per le temperature: per esposizione è una delle steade più calde di Milano), non sembrava per nulla di essere in agosto a Milano!
Attraversarla, dunque, è stato un modo per "prendere aria", ma anche per vedere un po' più di persone in giro.
E in ogni caso qualunque accostamento tra ciò con cui ho iniziato questo post e la sua foto d'apertura non è per nulla casuale!

mercoledì 26 agosto 2026

I'm going home

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Cause I've seen blue skies, through the tears
In my eyes
And I realise.. I'm going home.

Salviamo Rai Scuola dalla chiusura

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Rai Scuola rischia la chiusura: firma la petizione per provare a salvarla.
Tra il 1960 e il 1968 la Rai mandò in onda un programma televisivo ancora oggi spesso citat: Non è mai troppo tardi. Condotto da Alberto Manzi e realizzato in collaborazione con il Ministero dell'istruzione, aveva un sottotitolo che ben ne identificava gli obiettivi: Corso di istruzione popolare per il recupero dell'adulto analfabeta.
Manzi, che curò anche i contenuti del programma insieme con Oreste Gasperini e Carlo Piantoni, subito dopo la fine della seconda guerra mondiale aveva intrapreso la carriera di insegnante, peraltro in un contesto ancora oggi ritenuti difficile: un carcere. In particolare in un'intervista del 1997 rilasciata a Roberto Farné disse:
Soprattutto dopo l'esperienza della guerra, l'idea fissa che avevo era di aiutare i ragazzi, (...) rinnovare un po' la scuola, per cambiare certe cose che non mi piacevano.
Il programma ebbe un impatto non trascurabile, anche se sembra non quantificato, sull'alfabetizzazione in Italia. Consideriamo che in molti paesi sperduti dell'Italia dell'epoca, nonostante le difficoltà, il televisore era entrato nelle case delle famiglie italiane, mentre gli istituti scolastici non avevano una presenza altrettanto capillare. Senza contare il fattore psicologico, legato al dover in qualche modo ritornare sui banchi di scuola insieme ai propri figli.
Questa prima esperienza di fatto diede il via a quella che è oggi nota come Rai Cultura, struttura della Rai che si occupa delle attività culturali ed educative sin dal 1975, quando venne istituito per legge come Dipartimento Scuola Educazione.
Nel 1997 il Dipartimento vara il canale satellitare RaiSat 3 - Enciclopedia, successivamente rinominato (o sostituito da) Rai Educational Sat, al quale, nel 2000, venne affiancato Rai Lab, dedicato a corsi di formazione a distanza (ricordo che, per curiosità, ne seguii un paio, visto che a notte fonda venivano trasmessi sui canali in chiaro). I due canali divennero poi Rai Edu 1 e Rai Edu 2 e nel 2009 vennero rinominati rispettivamente Rai Scuola e Rai Storia.
Nel corso di questi ultimi 15 anni Rai Scuola ha prodotto diversi programmi interessanti, dedicati a varie discipline, anche un po' trascurate come la filosofia o l'economia, senza dimenticare la divulgazione vera e propria. Inoltre nel periodo del covid, sempre con il supporto del Ministero dell'istruzione, è diventato, in un afascia oraria prestabilita, una sorta di aula virtuale a disposizione degli studenti costretti a casa dalle restrizioni dovute alla pandemia.
Il ruolo di Rai Scuola, dunque, è stato importante all'interno della società italiana, e questo nonostante riscontri d'ascolto decisamente di nicchia (non ha mai superato lo 0.14% di media annuale). Eppure la Rai, nonostante questa storia decennale, iniziata peraltro proprio con la tv in chiaro, ha oggi deciso di riportare in vita la linea editoriale che fu di Yes Italia, canale diretto da Osvaldo Bevilacqua tra il 2009 e il 2012, con un nuovo canale, Italiana, in onda dall'1 ottobre 2026, che però non si andrà ad aggiungere all'offerta generale, ma andrà a sostituire Rai Scuola, che dunque chiuderà la sua esperienza. Ponendo in qualche modo fine anche all'esperienza didattica della Rai (che sarebbe, per ora, tenuta in piedi solo da Rai Storia, ma vista l'aria che tira, potrebbe anch'esso fare la stessa fine: non dimentichiamo che già nel 2020 venne ventilata la sua chiusura).
Su Change.org è presente una petizione per invitare la Rai a tornare indietro sulla sua decisione. E' stato già fatto con Rai Storia: proviamo a ripetere quel successo!
La cultura e il sapere di un Paese civile non si svendono alle logiche di mercato o ai desideri politici di parte!