Stomachion

Visualizzazione post con etichetta paolo mottura. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta paolo mottura. Mostra tutti i post

lunedì 4 maggio 2026

Topolino #3675: L'esordio ufficiale di Camuncoli

topolino3675-estratto-variant-cover
Abbiamo già visto all'opera Giuseppe Camuncoli con i personaggi disneyani nel corso de Il papero più potente della Terra, storia scritta da Jason Aaron. In quel caso si è occupato del cast paperopolese, insieme con una pletora (forse un po' esagerata) di autori, senza peraltro sfigurare di fronte a disegnatori con un'esperienza disneyana superiore alle spalle. Il suo impegno, però, era limitato a poche pagine rispetto al totale della storia, che comunque era stata progettata per il formato comic book.
Con Topolino #3675, però, Camuncoli esordisce ufficialmente sul settimanale disneyano con Lo sbandieramento vacanziero, scritta da Roberto Gagnor su soggetto realizzato insieme con Gianluca Fru, attore, comico e presentatore, che viene disneyzzato in Jean Luke Froow, appassionato di bandiere e dal carattere molto simile a Pippo, con il quale lega subito. E' della partita anche il buon Topolino, voce narrante della storia.
Il gruppo così composto inizia un viaggio tra le isole tropicali per raggiungere un'isoletta che sceglierà in quegli stessi giorni la propria bandiera: un evento cui assistere! Tra deviazioni, gag a ripetizione e un po' di problemi con la tecnologia (tutte cose che minano il desiderio di Topolino di muoversi nel modo più organizzato possibile), sollazzi vari nelle isole in attesa di ottenere un passaggio, i nostri, come ovvio che sia, giungono alla loro meta, anche se alla fine, più che la meta a contare è il viaggio.

domenica 26 aprile 2026

Topolino #3674: 100 anni di Turandot

topolino3674-estratto-cover
La Turandot è una delle opere più famose di Giacomo Puccini e questo per diversi motivi. Non solo per la bellezza intrinseca dell'opera, o perché è l'ultima mai composta dal compositore italiano, ma soprattutto per l'aura leggendaria che la vuole incompiuta. In effetti la storia si conclude a metà, lasciando un po' l'amaro in bocca, ma da alcuni scambi epistolari sembra che Puccini volesse lasciarla proprio in quel modo. In ogni caso sono stati molti gli operisti che hanno proposto la loro versione del finale. Quanto efficaci, ovviamente, sta solo al gusto personale.
La prima messa in scena dell'opera avvenne in un giorno abbastanza significativo, o che lo sarebbe diventato una ventina di anni dopo: il 25 aprile. Era, però, il 1926 e a dirigere l'orchestra c'era il più grande maestro dell'epoca, Arturo Toscanini, che di fronte alla richiesta di Benito Mussolini di far precedere l'opera da Giovineza (cito da it.wiki):
(...) commentò che l'inno fascista poteva essere suonato, ma senza di lui e che in tal caso neppure avrebbe diretto l'opera.

domenica 19 aprile 2026

Topolino #3673: Il mago di Oz

topolino3673-estratto-cover
Può sembrare strano, ma di parodie disneyane de Il meraviglioso mago di Oz di Lyman Frank Baum se ne conta una sola, Paperina nel fantastico mondo di Ot di Sauro Pennacchioli e Alberico Motta. Non era, però, una parodia esplicita dell'opera di Baum, ma in qualche modo ispirata, un po' come le parodie martiniane. Questo vuoto, però, è stato colmato da Francesco Artibani e Paolo Mottura con il primo episodio de Il meraviglioso mago di Oz, dove a interpretare Doroty troviamo Minni, che viene catapultata anche in questo caso da una tempesta nel mondo del mago di Oz. Qui, alla ricerca del mago con la speranza che possa farla ritornare a casa, incontra, proprio come nel romanzo e nel famoso filmn con Judy Garland, uno spaventapasseri, interpretato da Pippo, un uomo di latta, interpretato da Paperino, e un leone, interpretato da... un leone, che però ha due orecchie piuttosto grandi per cui potrebbe anche essere chi abbiamo pensato tutti che sia! Della combriccola fa anche parte il buon Pluto, finito a Oz insieme con la sua piccola padrona.
In questo primo episodio, che si dimostra più che fedele allo spirito dell'opera originale, i nostri eroi si fermano giusto di fronte alle porte del palazzo del mago di Oz, in attesa di essere ricevuti da quest'ultimo.

domenica 14 settembre 2025

Topolino #3642: Il ritorno di Pippo Holmes

topolino3642-estratto-cover
Dopo Una salsa in rosso, pubblicata sui numeri 3572 e 3573, Bruno Enna e Paolo Mottura tornano con una nuova parodia dal canone holmsiano. Per l'occasione scelgono Il mastino dei Baskerville che viene trasformato ne Il gattino dei Bauskerville. Le due parti in cui viene suddivisa la vicenda vengono tutte pubblicate su questo numero.
Prima di affrontare la parodia vera e propria, facciamo però qualche chiarimento sul romanzo originale di Arthur Conan Doyle.

sabato 28 giugno 2025

Epic Mickey: Peter David e Topolino

Per ricordare Peter David, su cui ho scritto un mio personale ricordo di lettore, su LSB abbiamo pubblicato un "Essential 11", ovvero una lista di 11 fumetti scritti da David. Ho partecipato con un breve testo dedicato a Epic Mickey. Ve lo ripropongo qui sotto:
20250624-epic-mickey-cover
Nel febbraio del 2006 il CEO della Disney Bob Iger intraprese una serie di azioni per riportare nella casa madre alcuni personaggi che erano, per vari motivi, usciti fuori dal controllo. Tra questi c'era Oswald il coniglio fortunato (Oswald the lucky rubbit), il primo personaggio mai ideato da Walt Disney e Ub Iwerks e che gli era stato sottratto dalla Universal grazie al tipo di contratto stipulato.
Subito dopo il ritorno a casa del personaggio e dei corti realizzati da Disney e Iwerks, Oswald venne posto al centro di un nuovo, interessante progetto, il videogioco Epic Mickey, distribuito nel 2010.
Per promuovere il videogame, che vedeva per la prima volta insieme Topolino e Oswald, la Disney produsse una trasposizione a fumetti, distribuita esclusivamente nel mercato extra-USA, e una miniserie prequel di fumetti digitali assegnati ad alcuni disegnatori italiani (Fabio Celoni, Paolo Mottura, Claudio Sciarrone) sotto la sapiente guida ai testi di Peter David.
Lo sceneggiatore, che aveva già dato prova in altre occasioni di essere in grado di gestire i registri comici con la stessa abilità di quelli drammatici, ha dimostrato non solo di essere in grado di caratterizzare in maniera fedele con lo standard il personaggio di Topolino, ma anche di sapersi districare tra i rimandi e le citazioni ai corti classici disneyani, come evidente in particolare in un paio dei digi-comics disegnati da Sciarrone (che inizia lì a sviluppare il suo attuale stile più cartoonesco), esplicite reinterpretazioni di altrettanti cortometraggi.

domenica 6 ottobre 2024

Topolino #3593: Tutti al circo!

topolino3593-estratto-cover
Sul Topolino #3593 inizia una nuova saga, Circus. A metterla in scena con un primo episodio in due tempi, Ombre della ribalta, ci pensao Giovanni Di Gregorio e Paolo Mottura. E lo sceneggiatore, forte della sua esperienza su Dylan Dog, iniza la storia con un qual certo sottile ammiccamento horror che fa subito pensare a Qualcosa di sinistro sta per accadere, film horror disneyano del 1983 di Jack Clayton basato su Il popolo dell'autunno di Ray Bradbury. I punti di contatto con la pellicola e quelle atmosfere, però, non durano molto, nonostante il circo si chiami Circo Shadow.

lunedì 20 maggio 2024

Topolino #3573: Di parodie e miti

topolino3573-estratto-cover
Come promesso settimana scorsa, per la recensione di questo numero ho deciso di affrontare l'intera parodia di Uno studio in rosso di Arthur Conan Doyle che, per l'occasione, diventa Una salsa in rosso, storia disegnata dal sempre ottimo Paolo Mottura e che da il via alla serie parodica Pippo Holmes di Bruno Enna.
La premessa importante è che mi considero uno sherlockiano di ferro, quindi alcune delle considerazioni, in negativo vi anticipo, sono dovute più al confronto con la materia originale che non a difetti intrinseci nello sviluppo della storia, che è anzi la prova più convincente di Enna come sceneggiatura in questo 2024.
Come scrivevo poc'anzi, Una salsa in rosso è la parodia del romanzo d'esordio di Sherlock Holmes, il più famoso detective della storia del giallo investigativo. Per quanto il personaggio debba, dal punto di vista letterario, all'Auguste Dupin di Edgar Allan Poe, Doyle trae la sua principale ispirazione nella caratterizzazione di Holmes e dei suoi metodi investigativi scientifici nel medico Joseph Bell. A sua volta lo stesso Bell scrisse a Doyle qualcosa del tipo: Sei tu stesso Sherlock Holmes e lo sai bene a suggerire che comunque Doyle non ebbe un'unica matrice ispirativa per caratterizzare il suo personaggio più famoso.
Le caratteristiche principali del personaggio sono nelle sue grandi capacità deduttive, che denotano una profonda conoscenza della logica, e la capacità di rilevare le tracce utilizzando metodi scientifici, come l'esame delle tracce fisiche o gli esperimenti chimici con i quali tormentava il suo povero coinquilino, nonché biografo, dottor John Watson. A questo c'erano da aggiungere le capacità di travestimento, una preparazione fisica di livello impareggiabile e, ovviamente, un profondo interesse per qualunque sfida potesse risultare all'altezza del suo intelletto.

lunedì 13 maggio 2024

Topolino #3572: Dritto e rovescio

topolino3524-estratto-cover
Come anticipato dalla copertina, la prima storia del numero è dedicata a Jannik Sinner che ne Il coach inconsueto viene paperizzato da Roberto Gagnor e Alessandro Perina nel campione paperopolese Quacknik Spinner, ovviamente sponsorizzato da Paperone. L'omaggio a Sinner realizzato da Gagnor viene, indubbiamente, dalla passione per il tennis, ma non mi ha convinto completamente, un po' perché ho trovato un po' troppo fuori luogo alcune delle gag ideate dallo sceneggiatore, un po' perché alcune battute mi sono sembrate un po' forzate, o forse troppo da "cartiglio dei cioccolatini" se capite cosa intendo.
Di segno opposto, invece, la chiusura del numero con il terzo episodio de La Spectralia Antartica di Casty, una rutilante sfida senza esclusione di colpi contro le Lepri viola, nel corso della quale Casty non rinuncia a inserire il messaggio più caro alla sua poetica: vivere in armonia con il nostro stesso pianeta, come ben sottolineato proprio da Orbes:
Qui ho capito cos'è l'ordine naturale, e ho compreso l'armonia che regola cose ed esseri viventi!

martedì 23 maggio 2023

Topolino #3521: Il padre dell'italiano

topolino3521-estratto-cover
Quando ero studente del liceo, ciò che si raccontava era che il padre della lingua italiana era Alessandro Manzoni. Questo primato era, ovviamente, dovuto alla sua opera più fammosa, I promessi sposi. Era stata progettata non solo per avere la massia diffussione possibile (raccontava una storia in cui la maggior parte degli italiani potevano riconoscersi), ma aveva anche l'intento di diffondere il più possibile all'interno del territorio unito. In effetti sia la prima versione del romanzo, Fermo e Lucia datata 1825-1827, sia quella definitiva, ripubblicata tra il 1840 e il 1842, venne pubblicata prima della proclamazione del Regno d'Italia il 17 marzo del 1861. Ciò, però, non ha impedito al romanzo di costruire quella base linguistica per il territorio italiano che è stata celebrata su Topolino #3521 in occasione del Salone del libro di Torino, quest'anno particolarmente importante visto che ricorrono i 150 anni dalla scomparsa di Manzoni.
E per celebrare degnamente la ricorrenza Alessandro Sisti supportato ai disegni da Paolo Mottura riporta i paperi in Italia: Paperone, infatti, sulla scorta di quanto avvenuto con Dante Alighieri, spera di trovare un inedito manzoniano da pubblicare con la sua casa editrice. E così ecco una nuova avventura dei paperi insieme con Adalbecco Quagliaroli e la nipotina Lucilla si avviano verso Milano sulle tracce di Manzoni, ovviamente con i retro-occhiali introdotti da Sisti proprio in occasione della storia dedicata a Dante. L'evoluzione dei retro-occhiali, che non mi avevano convinto completamente (motivo principale: toglievano al genere uno dei suoi elementi essenziali, la ricerca delle fonti e quindi quel senso vero di caccia al tesoro), introduce poi una variabile interessante che dimostra, più o meno come le Misadventures, perché Paperone non può essere messo a parte dell'esistenza di nessuna macchina del tempo.

martedì 14 febbraio 2023

San Valentino con i paperi

20230214-paperino512-estratto-cover
Se l'ultimo numero di Topolino era poco valentino nonostante la cover, altre testate disneyane avevano a sommario diverse storie a tema. In particolare Paperino #512 presentava sia la storia special, sia un'altra storia a sommario, Le uscite con gli amici di Jacopo Cirillo e Stefania Fiorillo, con problemi sentimentali.
Invece su Paperinik #74, oltre alla storia d'apertura, la prima della seconda stagione di Diary of a wacky knight, troviamo Il colpo di fulmine di Bruno Sarda e Giulio Chierchini e soprattutto L'amore nell'oblio, che poi è la storia da cui mi appresto a incominciare.

sabato 25 dicembre 2021

Topolino #3448: Un Natale in Calisota

topolino3448-estratto-cover
La copertina natalizia del Topolino #3448 di Andrea Freccero è una esplicita citazione barksiana, visto che riprende la copertina di Donald Duck #367, albo su cui venne pubblicato Il ventino fatale, in originale A Christmas in Shacktown, ma con una sola, signofocativa variazione, l'espressione dei nipotini che da affaticata/perplessa passa da allegra e decisamente natalizia nonostante sorreggano il gigantesco sacco di doni sulla schiena.
La copertina, come giusto che sia, non fa però riferimento ad alcuna delle storie contenute nel numero, ma semplicemente a quell'atmosfera natalizia che lo attraversa, incluso il finale de Il bianco e il nero, terzo e ultimo episodio della storia con cui Marco Nucci e Casty hanno riportato su Topolino un Macchia Nera più oscuro che mai. E quest'ultimo episodio non ha fatto che confermare molte delle supposizioni che avevo disseminato nei due episodi precedenti, inserendo alla fine Il bianco e il nero nello stesso solco narrativo di Mr. Vertigo, ma con un meccanismo che nel complesso ha funzionato molto meglio, probabilmente per la mancanza di necessità di dover sviluppare da zero un nuovo personaggio. Nucci, concentrato solo ed esclusivamente sulla storia, più che i meccanismi dell'investigativo, che sono stati un altro dei punti deboli della saga di Mr. Vertigo, ha sfruttato soprattutto le strutture narrative del noir, fatte di atmosfera più che di indagini vere e proprie. Una buona mano in questo gli è stata data anche da Casty, perfettamente a suo agio con le atmosfere della storia, oltre che con il personaggio, che negli anni scorsi ha contribuito a riportare al suo antico splendore.
Nonostante il finale scontato, la storia è dunque risultata ottima in ogni suo punto. I due autori, poi, restituiscono ai lettori sì un Macchia Nera geniale, ma anche altrettanto arrogante, vista la facilità con cui alla fine la polizia lo ha arrestato. L'assenza di un piano di fuga alternativo da l'idea di quanto il criminale si sentisse sicuro di vincere il braccio di ferro con la città di Topolinia.
topolino3448-macchia-nera

domenica 28 novembre 2021

Topolino #3444: Un giro lungo quanto il mondo

topolino3444-estratto-cover
E si concludono le avventure di Paperin Pigafetta Oltre i confini del mondo con il quarto capitolo, Terra. La storia, realizzata da Pietro Zemelo per i disegni di Paolo Mottura, ci ha raccontato per 4 settimane e in versione disneyana una delle più grandi imprese nella storia dell'uomo: la circumnavigazione della Terra.
Partita il 10 agosto del 1519 da Siviglia, la spedizione ritornò in Spagna il 6 settembre del 1522 al porto di Sanlúcar de Barrameda, per poi giungere nuovamente a Siviglia due giorni dopo. A rientrare dopo questo viaggio lungo 3 anni fu una sola nave, la Victoria comandata da Juan Sebastián Elcano e con appena 18 marinari sopravvissuti, tra cui il cronista dell'impresa, il vicentino Antonio Pigafetta. All'appello mancava anche Ferdinando Magellano, morto il 27 aprile del 1521 a Mactan nel corso di una vera e propria azione di guerra: l'esploratore era infatti intenzionato a convertire con la forza gli abitanti di quell'isola del Pacifico.

domenica 21 novembre 2021

Topolino #3443: Una storia a sorpresa

topolino3443-estratto-cover
Avete notato che il numero di Topolino è palindromo?
E la sorpresa non è la cover story, ovvero l'ultima puntata di Grosso guaio a Paperopoli di Alex Bertani, Marco Gervasio e Giuseppe Facciotto, ma la storia di chiusura, La via dell'ambra di Matteo Venerus e Alessandro Perina.
Venerus realizza una avventura archeologica con Indiana Pipps protagonista e Topolino sua spalla che ruota intorno a un misterioso rito magico che dall'antica Roma porta ai giorni nostri e ha come obiettivo quello di riportare in auge la potenza miltare dell'impero romano. Venerus introduce la storia con due prologhi e poi porta il lettore nelle atmosfere avventurose della storia quasi subito: durante una conferenza di Indiana in una non meglio specificata località sul Mar Baltico dove presenta il ritrovamento di una camera da letto con i mobili realizzati completamente d'ambra, irrompono tra gli astanti alcuni energumeni dotati di bastoni elettrici al seguito di un forzuto individuo vestito alla moda di un cenurione romano. Inizia così un inseguimento che porta Indiana e Topolino lungo la via dell'ambra e, con loro, il lettore nei segreti storici di questa antica via commerciale.
L'ambra è una resina fossile molto preziosa nell'antichità e all'origine dell'idea di elettricità che avevano gli antichi, che ovviamente era limitata all'osservazione, raccontata in termini moderni, della capacità dell'ambra, una volta sfregata, di attirare piccoli pezzeti di carta. Venerus amplifica questo potere per costruire una storia appassionante, in puro stile Dan Brown, realizzando la storia più sorprendente, per qualità, di tutto il numero.
E c'è anche una citazione pop che arricchisce la lettura del lettore adulto alla mitica serie televisiva di Starsky & Hutch!
topolino3443-via-ambra

domenica 14 novembre 2021

Topolino #3442: Una strega come poche

topolino3442-estratto-cover
La cover story di questa settimana (nel frattempo rilevo che Corrado Mastantuono è tornato abbastanza regolarmente a ricoprire il ruolo di copertinista di Topolino) è la prima puntata de La numero Uno del numero due di Roberto Gagnor e Marco Ponti per i disegni di Donald Soffritti.
E per una volta partirei da quest'ultimo, che mi ha nuovamente stupido grazie a una Amelia eccezionale, efficace come in poche altre occasioni (forse solo Blasco Pisapia e Giorgio Cavazzano hanno disegnato una Amelia migliore di questa): Magica De Spell, questo il nome originale, appare ora distrutta fisicamente e moralmente, poi, semplicemente in disordine, quindi ammaliante per concludere inquietante e potentissima.
La storia, infatti, inizia con un ragno gigantesco che minaccia il deposito di Paperone. Una Amelia così non la si è vista tanto spesso. Persino Carl Barks, il suo creatore, la mostrò a questi livelli solo ne L'inespugnabile tesoro del 1963, uscita quello stesso anno su Topolino #407.
topolino3442-amelia
Amelia venne creata nel 1961, ovvero sessanta anni fa, sulle pagine di Zio Paperone e la fattucchiera, pubblicata l'anno successivo su Topolino #331. Le fattezze del personaggio vennero ispirate a Barks dall'attrice italiana Sophia Loren, nome che viene recuperato dagli autori della saga nel momento in cui Amelia acquista il biglietto aereo per Paperopoli (Sophia De Spell, veniamo a sepere essere il suo nome completo). Inoltre Gagnor e Ponti indulgono in un po' di sano citazionismo: la scena durante la quale Amelia prende la numero Uno di Rockerduck e poi l'inseguimento prima e la partenza della strega in aereo non possono non far pensare al lettore più appassionato proprio alla storia d'esordio (tra l'altro, in quell'occasione, esordì anche Miss Paperett). Ottimo, poi l'uso di Gennarino: ora fornisce commenti sagaci, ora sembra dare corpo alla voce del lettore, ora, semplicemente, è se stesso!
Particolare interessante è che questa non è la prima volta che Amelia si rivolge alle numero Uno di altri ricconi. La cosa era avvenuta anche ne La pace con Amelia di Bruno Concina e Roberto Marini, dove tra l'altro uno dei tre miliardari interpellati dalla strega partenopea era Gianni Agnelli.
Decisamente promossa La numero Uno del numero due, non resta che attendere con ansia il secondo episodio!

domenica 7 novembre 2021

Topolino #3441: L'autunno è tornato

topolino3441-estratto-cover
Il riferimento nel titolo del consueto articolo topolinesco domenicale è a Foglie Rosse: Interludio, storia in due parti con cui Claudio Sciarrone ci riporta nelle atmosfere della sua saga fantascientifica che fu anche il suo esordio come autore completo. Forse sembrerò un po' di parte, ma è indubbiamente la storia migliore del numero per distacco.
Questo Interludio è indubbiamente costruito molto bene: da un lato la storia inizia ad affrontare i problemi degli alieni giunti sulla Terra alla fine della prima saga, dall'altro introduce il nuovo antagonista dei protagonisti. E in puro stile E.T. è l'esercito, che sta iniziando a interessarsi alle strane emissioni di energia collegate con la musica quantistica (come viene definita) della band di Tip e Tap.
topolino3441-foglie-rosse-musica
C'è anche un riferimento a Stranger Things: i pezzi del ponte spaziale sono contenuti all'interno di una ampolla di vetro in possesso dell'esercito e sembrano muoversi di vita propria un po' come il materiale raccolto dal Sottosopra nella terza stagione della serie Netflix.
Sciarrone, poi, libera anche un ulteriore elemento narrativo per i ragazzi e i loro amici alieni: tramite la musica quantistica, infatti, il gruppo è in grado di aprire dei veri e propri piccoli ponti di Einstein-Rosen che permettono loro di spostarsi quasi istantaneamente in vari punti del globo, mostrati peralro con delle vignette molto belle ed efficaci nonostante lo spazio ridotto: tutto merito della griglia adottata per l'occasione con vignette a sviluppo orizzontale. L'autore, poi, non dimentica il messaggio ecologista, già presente nella prima stagione, e anzi qui è esaltato dalla passione degli alieni per il nostro pianeta e per la gran varietà di culture che esso contiene.
E' semplicemente una gioia leggere questo Interludio!

domenica 4 aprile 2021

Topolino #3410: Il non senso della montagna

Che La scalata del secolo, storia di copertina di questo Topolino #3410, mi avrebbe deluso nonostante i fantastici disegni di Paolo Mottura lo avevo già capito sin dalla scorsa settimana, quando venne reso noto anche lo sceneggiatore della storia: Fausto Vitaliano.
Ho cercato di non farmi influenzare dai preconcetti e dalla prevenzione nei confronti dello sceneggiatore, ma a conti fatti la storia ha confermato che Vitaliano non solo non è il mio sceneggiatore preferito, ma non è adatto nemmeno a realizzare questo genere di storie. Il suo approccio, infatti, è troppo infantile, con soluzioni senza molto senso. La storia (che presenta un anacronismo grande quanto una casa), in effetti, non solo non ha nulla a che fare con le grandi avventure di scalate narrate da un grande autore come Jiro Taniguchi (come l'ultima che ho recensito), e non mi sarei certo potuto attendere qualcosa del genere, ma non ha nemmeno la forza e l'epicità del Topleton di Sergio Cabella (e sempre per i disegni di Mottura), che si dimostra indubbiamente sceneggiatore molto più capace di Vitaliano confrontando due storie per certi versi molto simili per ambientazione.
Il resto del sommario risulta un po' più interessante: L'ultima voce della lista di Francesco Vacca e Francesco Guerrini è una divertente gag story sugli ultimi venti centesimi di Paperino per azzerare la chilometrica lista di debiti con lo zione, mentre Abracadabra, nuova storia della serie Miao: cronache feline, è una surreale e divertente avventura del povero Malachia ideata e congegnata da Enrico Faccini, che come al solito da il meglio di se con trame di questo genere.

domenica 22 novembre 2020

Topolino #3391: Un calcio alla neve

Avevamo lasciato l'Endurance di Ernest Shackleton bloccata tra i ghiacci con l'equipaggio che aveva sistemato la nave per la lunga permanenza invernale fino allo scioglimento della calotta ghiacciata. I mesi che seguirono passarono tra la manutenzione della nave, l'osservazione del cielo e l'esercizio fisico grazie a una serie di attività di vario genere, come corse notturne e partite di calcio. Poi la comparsa delle prime crepe sul ghiaccio e i tentativi di riprendere di nuovo la rotta verso il continente. Purtroppo la situazione sfuggì al controllo di Shackleton che il 27 ottobre del 1915 si vide costretto a dare l'ordine di abbandonare la nave.
Inizia una lunga marcia sui ghiacci, ricca di imprevisti e problemi, primo fra tutti quello dell'alimentazione. La spedizione si accampo' sovente sui ghiacci e avanzò così a tappe più o meno forzate fino all'Isola dell'Elefante, cui il gruppo di 28 marinai approdò il 14 aprile del 1916.

domenica 15 novembre 2020

Topolino #3390: In rotta verso il Polo Sud

Con una copertina che, personalmente, ho trovato fuorviante (viene rappresentato in termini di maggiore importanza il personaggio pippesco, Topolino #3390 da il benvenuto alla trilogia Sir Topleton e la sfida al grande bianco, disegnata da un sempre ottimo Paolo Mottura su testi di Sergio Cabella.
Dopo aver esordito nel 1996 su Giovani Marmotte, aveva iniziato a scriversi le storie da se intorno al 2002. Della sua attività di scritura, la maggior parte è stata come autore completo, ma già in quel periodo alcune delle sue sceneggiature veniva affidate al altri disegnatori. Poi, dal 2011 in poi (ultimo anno della sua collaborazione con Topolino) l'autore rimase nel dimenticatoio, fino ale tavole di raccordo del Classici Disney #3 dedicato a Fantomius. Ora il direttore di Topolino, Alex Bertani, è riuscito a recuperare l'autore con una storia di quelle che stanno caratterizzando la sua gestione: la grande avventura in luoghi esotici. Che in questo caso si sposa anche con la grande Storia.
Il progetto di Cabella, infatti, mira a rinarrare con l'ottica e i personaggi disneyani la famosa spedizione Endurance (anche nota come Imperial Trans-Antarctic Expedition), che aveva l'obiettivo di attraversare a piedi l'Antartide.

domenica 26 gennaio 2020

Topolino #3348: Giustizia per tutti

Il numero attualmente in edicola è particolarmente interessante per molti motivi: inizia una nuova serie in qualche modo "didattica", Zio Paperone e l'alta finanza, tenuta anche questa, come Il coding a Paperopoli, da Alessandro Sisti; Young Indiana arriva al 4.o episodio, ambientato in un centro spaziale dove si lavora per progettare le missioni (anche umane) su Marte, che approfondirò sul Cappellaio Matto; e soprattutto viene finalmente recuperata Giustizia per tutti, che per motivi di censura era stata bloccata letteralmente all'ultimo minuto possibile. Ed è proprio da quest'ultima che inizio la recensione di Topolino #3348.
Tutti hanno diritto a una difesa
Quale sia stato il motivo per censurare Giustizia per tutti non è dato saperlo, né se nel frattempo è stato imposto ai due autori, Giorgio Fontana e Paolo Mottura, una qualche modifica. Nel complesso, però, è da considerarsi come la storia migliore di tutto il numero.
Lo scrittore torna, anche se con l'attenzione dovuta per un fumetto disneyano, al genere che lo ha portato all'attenzione del pubblico dei lettori: il procedurale. I due romanzi (di cui spero di scrivere nei prossimi giorni) cui mi riferisco sono Per legge superiore e Morte di un uomo felice e hanno come tema proprio la giustizia, come fa be intuire il titolo della storia, che a sua volta riprende un vecchio film del 1979 diretto da Norman Jewison con, tra gli altri, Al Pacino nel ruolo del protagonista.
In questo caso la trama è abbastanza semplice: Fontana prova a rispondere all'annosa domanda su come mai i Bassotti riescono a tornare liberi piuttosto in fretta, quando non evadono. La risposta è Rose Nelson, la loro avvocatessa che li difende gratuitamente.

domenica 8 dicembre 2019

Topolino #3341: A ritmo di musica

E così il lavoro di Claudio Sciarrone con Foglie rosse era effettivamente, anche se marginalmente, collegato con il progetto di Bruno Enna con i nipotini. Inizia questa settimana X-Music, una storia sui talent show di genere musicale, che vede protagonisti la banda di Quo e quella di Tip e Tap, che si confrontano in terreno neutro, Calisota City, sede, appunto, di X-Music.
Le audizioni
Dopo l'ottimo lavoro con Young Donald Duck, Marco Mazzarello torna a disegnare una storia di genere adolescenziale, dove indubbiamente si sbizzarrisce. Riesce in modo abbastanza naturale a seguire la direzione grafica di Sciarrone per Tip e Tap, ma non utilizza tale punto di partenza per rinfrescare un po' gli altri personaggi, in particolare i nipotini di Paperino. Nel complesso, però, Mazzarello compie un ottimo lavoro, seguendo con il suo tratto rotondo e dinamico l'altrettanto dinamica e divertente sceneggiatura di Enna. Questa presenta diverse piccole divertenti gag che mettono alla berlina il mondo dei reality e i suoi protagonisti, senza dimenticare gli influencer, che all'interno di X-Music, votano in funzione dei like ricevuti sui social. Ovviamente, visto che in questo genere di programmi bisogna costruire conflitti, Enna inserisce anche i veri antagonisti dei giovani artisti: gli autori del programma che già iniziano a pensare a modi su come indirizzare X-Music sui binari a loro più utili. Vedremo come si evolverà questa situazione nelle prossime puntate.