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venerdì 30 novembre 2018

Le grandi domande della vita: Dal Sole a Marte passando per i

Come avrete notato DropSea ha subito un brusco rallentamento nella frequenza di pubblicazioni, e così pure l'amata (da un centinaio di lettori o qualcosa del genere) rubrica de Le grandi domande della vita. E anche se a sera tardi, giusto per non saltare il secondo mese di seguito, eccomi non proprio puntuale ma con una spinosa questione:
Il colore del Sole
Siamo tutti abituati ad associare il giallo come colore del Sole, perché è la frequenza che percepiamo quando proviamo a osservarlo per un fuggevole motivo. Eppure, se facciamo attenzione a un piccolo particolare, ci rendiamo conto quanto questa idea sia fallace. Basti pensare al famoso esperimento del prisma di Isaac Newton che mostrò come mettendo un prisma sul percorso di un raggio di luce bianca proveniente dal Sole si ottiene l'arcobaleno, ovvero la scomposizione della luce in tutte le sue frequenze.
D'altra parte c'è in giro gente che, rendendosi conto dalle fotografie diffuse dalla NASA e scattate fuori dall'atmosfera terrestre della colorazione bianca della nostra stella, scrive a tutto spiano che il Sole ha cambiato colore, confrontando le foto spaziali con le illustrazioni dell'antichità che tradizionalmente assegnano al sole colori accesi, come il giallo (soprattutto) e l'arancio, che sono anche i colori del fuoco. E tale associazione è anche culturalmente comprensibile, visto che il Sole, come il fuoco, ci riscalda.
Per chi è ancora piuttosto scettico, può essere interessante dare un'occhiata alle fotografie in What Color is the Sun?, in particolare a quella realizzata da Vasilij Rumyantsev che mostra come, ad altezze differenti del Sole sull'orizzonte, corrispondono colori percepiti differenti.

giovedì 29 novembre 2018

Una breve storia delle (poche) rilevazioni del bosone di Higgs

A volte uscendo dall'ufficio si discute ancora di fisica con chi, come me, resta quasi fino alla chiusura di Palazzo Brera. E visto che si sa che sono un fisico teorico delle particelle, a volte succede che si discute di Modello Standard e, come questa sera, di bosone di Higgs. L'annuncio della scoperta avvenne nel luglio 2012 e visto che lavoro in un Osservatorio Astronomico, sorge inevitabile la domanda su misure indipendenti relative alla sua rilevazione e su quante volte sia stato osservato il bosone di Higgs dal 2012 in poi.
Nel caso di un esperimento così imponente e in assenza di un acceleratore di particelle in grado di rivaleggiare con l'LHC, l'idea per rendere solida la scoperta del bosone di Higgs è stata quella di ideare due rivelatori gestiti da due collaborazioni distinte, ATLAS e CMS, in modo da avere un esame distinto di dati più o meno differenti anche se provenienti dallo stesso run di misure (se preferite: dallo stesso giro di giostra delle particelle contenute nell'acceleratore).
Se questo forniva una verifica sulla scoperta, data dal fatto che sarebbe bastata l'assenza del segnale in uno qualsiasi dei due esperimenti per invalidare la scoperta nell'altro esperimento, la rarità di produzione del processo non poteva garantire osservazioni future. E così in effetti è stato per un certo periodo, anche a causa di un lungo stop per l'aggiornamento dell'acceleratore. In particolare, dopo la ripartenza del 2015, è esattamente di quest'anno una nuova osservazione del bosone di Higgs, in particolare del processo di decadimento di quest'ultimo in due quark, il top e l'antitop. I due quark, così come il bosone di Higgs, non vengono osservati direttamente, ma attraverso la ricostruzione statistica delle particelle che producono nel corso delle collisioni che avvengono in ogni istante nell'anello dell'acceleratore.
Certo, l'osservazione delle onde gravitazionali, che è stata peraltro messa in dubbio, in qualche modo risulta ancora più solida di quella del bosone di Higgs, ma avere una nuova rilevazione della particella responsabile del meccanismo con cui le particelle acquisiscono la loro massa (ricordo che ancora non si sa perché la massa dell'elettrone - e di tutte le altre particelle - è quella che è e non un'altra) è comunque qualcosa di prezioso, soprattutto se legata a un evento raro come il suo decadimento in una coppia di quark-antiquark.
Sirunyan, A. M., Tumasyan, A., Adam, W., Ambrogi, F., Asilar, E., Bergauer, T., ... & Flechl, M. (2018). Observation of t t¯ H Production. Physical Review Letters, 120(23), 231801. doi:10.1103/PhysRevLett.120.231801

martedì 27 novembre 2018

Cosmic Mission: Kerbal Space Program a Bologna

Con oggi nella sede dell'Osservatorio di Bologna si è concluso il mio personale tour cosmico tra le sedi dell'INAF per i corsi di formazione legati al videogioco Kerbal Space Program e alla sua versione edu. Dopo la tre giorni a Napoli e il corso un po' spezzettato di Milano, la chiusura a Bologna è stata anch'essa nel segno dell'interesse e dell'entusiasmo. In questo caso il corso è stato tenuto da Sandro Bardelli che già ieri, mentre a Milano ci baloccavamo con razzi e orbite con un certo relax, strigliava i suoi "studenti" con una serie di concetti teorici che oggi sono stati completati con l'obiettivo di mostrare gli ultimi dettagli (come la registrazione dei dati di volo per la discussione in classe o la visione delle manovre orbitali legate alle posizioni radiali e normali al piano dell'orbita), da completare possibilmente con un... ammunaggio (la prima delle due lune di Kerbin si chiama Mun). Ho provato a fornire nella maniera più chiara possibile il modo di arrivare su Mun, quanto meno di programmare e gestire le manovre allo scopo (peraltro fatte in modalità carriera e in modo quasi manuale), e sono quasi riuscito ad arrivare sul satellite, ma essendo il mio primo tentativo, non sono riuscito a gestire nel modo migliore il carburante, finendo alla fine con una disintegrazione ignominiosa del pod. L'assalto alla superficie di Mun è solo rimandata, ma nel frattempo resta la soddisfazione di far parte di un progetto bello, appassionante e interessante e soprattutto la gioia negli occhi con cui tutti gli insegnanti sono andati via dai vari corsi, segno che l'idea può diventare vincente!

lunedì 26 novembre 2018

Cosmic Mission: Kerbal Space Program a Milano - giorno 3

E oggi si è concluso il percorso di formazione con il videogioco Kerbal Space Program degli insegnanti milanesi. La giornata di oggi era facoltativa e dedicata alle operazioni per andare verso la Luna. In effetti i pochi insegnanti che sono venuti (una decina), hanno di fatto provato a costruire in modalità sandbox un razzo da mandare nello spazio per poi provare le manovre per realizzare l'orbita. Alla fine sono state realizzate un paio di orbite, la maggior parte dei razzi sono arrivati nello spazio, a parte uno che non si è capito bene per quale motivo, pur riuscendo a partire, perde di stabilità dopo pochi chilometri dallo stacco dalla superficie. Eppure il razzo sembrava assolutamente simile al razzo che avevo preparato per andare verso Mun!
Gli insegnanti giunti per l'ultimo giorno, però, hanno avuto una gradita sorpresa con l'arrivo di Samantha Cristoforetti che è passata a trovare gli "studenti", che ovviamente hanno chiesto una foto ricordo con la nostra astronauta. E ovviamente questa volta ero presente in una delle foto che sono state scattate:

domenica 25 novembre 2018

Topolino #3287: La solita routine

Il numero successivo ai festeggiamenti per il 90.mo di Topolino, pur avendo nel suo sommario la terza puntata della storia celebrativa scritta da Francesco Artibani per la Egmont, perde il logo ufficiale del compleanno e torna più o meno alla solita routine, con un sommario ricco di paperi, con l'unica eccezione della saga di Artibani e di una storia dedicata a Indiana Pipps. In questo caso, però, almeno la situazione migliora rispetto al solito, visto che l'avventura ha una lunghezza comparabile con le storie principali del numero, inclusa la prima puntata di Droidi, nuova saga pikappika di Alessandro Sisti e Claudio Sciarrone.
Iniziamo, però, con la storia d'apertura del numero:
Tre papere irresistibili
Limitandosi agli sceneggiatori maschili, l'autore che più di tutti, in particolare nell'universo papero, si è soffermato sulla parte femminile è indubbiamente Marco Bosco. Indubbiamente confrontando le sue storie con altre simili scritte da sceneggiatrici (la prima che mi viene in mente è Francesca Agrati) risultano abbastanza efficaci e moderne. Più o meno in punta di piedi anche Vito Stabile, seguendo come nume ispiratore Rodolfo Cimino, prova a esplorare questa parte dell'universo papero e con la storia disegnata da Daniela Vetro si concentra sul trio Paperetta Yé-Yé, Paperina e Nonna Papera.
L'idea della storia è semplice: le tre papere, ognuna "gelosa" per motivi differenti, cercano di riconquistare i favori della migliore amica, del fidanzato e del garzone di fattoria, "distratti" rispettivamente da una visita da fuori città, un nuovo lavoro (peraltro ben pagato) come autista di una star del cinema, e da una nuova vicina dalla passione culinaria. Allo scopo le tre intraprendono la ricerca della leggendaria fonte dell'irresistibilità, ma non è tanto la ricerca della fonte a interessare Stabile, quanto le sue conseguenze.
Dei tre personaggi, il migliore risulta proprio Paperetta: mentre Paperina risulta ripiegata come sempre sul solito cliché della donna che vuole che il suo fidanzato abbia solo occhi per lei, anche a scapito del lavoro (cosa che Paperina ha effettivamente fatto in varie occasioni, prima fra tutte la barksiana Paperino estetista travolgente), Nonna Papera si mostra incredibilmente poco saggia e credulona laddove in altre occasioni, anche (e soprattutto) in storie ciminiane, si è mostrata un "porto sicuro" dove ottenere consigli. Il personaggio di Elvira Coot ha, in effetti, grandi potenzialità, ma è un vero peccato che al momento al di fuori di Bosco siano state rare le occasioni per avere un approfondimento che raggiungesse il livello di Nonna Papera Story, peraltro non accreditata ad alcun sceneggiatore specifico.
A questo c'è da aggiungere anche una Daniela Vetro non efficace come in altre occasioni: in particolare i personaggi sembrano, in molte occasioni, disegnati di fretta e con poca cura. Per rendersene conto basta confrontare la copertina con la vignetta a essa ispirata.
Nel complesso una storia leggera, tutto sommato non brutta, ma che forse non meritava l'apertura del numero.

giovedì 22 novembre 2018

Cosmic Mission: Kerbal Space Program a Milano - giorno 2

Oggi pomeriggio gli insegnanti milanesi che hanno aderito alla proposta di portare in classe Kerbal Space Program sono giunti per il secondo incontro sul videogioco. In effetti è stato un pomeriggio abbastanza concentrato dove, utilizzando in gruppetti il videogioco, hanno portato a termine alcuni contratti fatti insieme in parallelo mentre sul mio portatile mostravo la costruzione del razzo, i comandi, come controllare il razzo quando è acceso il motore a combustibile liquido, cercando anche di fornire possibili spunti didattici. Fase delicata, come sempre, è l'apertura del paracadute nel momento più opportuno, e in effetti qualche astronauta non ha fatto una buona fine, ma per fortuna basta tornare indietro al momento del lancio o della costruzione del razzo per avere nuovamente disponibile lo sfortunato kerbaliano che si è sacrificato per permetterci di imparare a controllare ogni fase della missione.
Devo dire che in classe c'era un buon interesse e un deciso entusiasmo, con gli "studenti" che hanno anche provato qualcosa in autonomia rispetto a quanto mostrato sullo schermo, come variazioni sulla costruzione di base o provare contratti che non avrei avuto il tempo di mostrare. Inoltre coloro che non avevano il computer davanti partecipavano con suggerimenti alla costruzione del mio razzo e si lasciavano trascinare dai destini del razzo che lanciavo o dai razzi dei vicini. Ovviamente non sono mancate domande, che sono sempre il polso per capire se una "classe" non solo mostra interesse, ma prova sul serio a mettere in pratica quanto si sta imparando. Quindi, come già a Napoli (giorno 1, giorno 2, giorno 3), anche qui a Milano KSP sembra aver catturato "gli insegnanti qui convenuti".
Al percorso manca l'incontro di lunedì prossimo, facoltativo, dove proverò a farli mettere in orbita prima intorno a Kerbin, quindi intorno a Mun, la prima delle due lune del pianeta. Sarà una bella sfida prima di lasciar loro provare il gioco in autonomia fino a gennaio.

mercoledì 21 novembre 2018

E poi venne l'Alghoritm

Come avevo scritto, Machine sin da quei pochi secondi di ascolto era diventato uno dei singoli dell'ultimo cd degli Imagine Dragons più atteso per le sonorità alla Muse che sembrava promettere. Se la promessa è stata mantenuta abbastanza, visto che un gruppo non può dimenticare il suo stile distintivo, l'uscita definitiva di Simulation Theory, ampiamente anticipato da più di un anno con l'uscita del video di Dig Down, toglie qualunque dubbio: non c'è nessuno come i Muse!
Si potrebbe dire che è il fan che è in me a "parlare", ma quando la prima traccia di Simulation Theory ricorda in maniera tremendamente forte l'attacco di Absolution, in particolare Apocalypse Please, vuol dire che siamo di fronte a un album che al tempo stesso torna alle origini e proietta in avanti il gruppo, vista la forte commistione tra sonorità elettroniche, influenze anni Ottanta e arrangiamento orchestrale. Basta allora ascoltare proprio Alghoritm per rendersene conto:

martedì 20 novembre 2018

Nella tana del verme

Un wormhole, letteralmente buco o tana del verme, è tecnicamente noto come ponte di Einstein-Rosen. In pratica può essere considerato come una sorta di scorciatoia tra due punti dello spaziotempo e, come avevo scritto un po' di tempo fa in occasione dei paradossi temporali, un possibile ingrediente per viaggiare nel tempo, indietro o avanti. Essendo una struttura ipotetica, per quanto compatibile con la relatività generale di Albert Einstein, potrebbe anche mettere in collegamento due universi distinti, ovviamente nel caso in cui esistano altri universi oltre al nostro. L'uso più ovvio, però, è quello commerciale: ridurre le distanze nell'universo per consentire all'equipaggio di un'astronave di compiere in tempi umani un viaggio che alla velocità della luce durerebbe anni se non secoli o millenni.
Vi scrivo tutto questo perché, nell'archivio di articoli forse un po' datati di cui mi ero appuntato di scrivere, è presente questo Experimental simulation of closed timelike curves dove:
Here we experimentally simulate the nonlinear behaviour of a qubit interacting unitarily with an older version of itself, addressing some of the fascinating effects that arise in systems traversing a closed timelike curve. These include perfect discrimination of non-orthogonal states and, most intriguingly, the ability to distinguish nominally equivalent ways of preparing pure quantum states. Finally, we examine the dependence of these effects on the initial qubit state, the form of the unitary interaction and the influence of decoherence.
Non stiamo parlando, però, della realizzazione di una macchina del tempo, ma della costruzione di una simulazione quantistica, un sistema che permette di comprendere le proprietà di stati quantistici particolarmente complessi da realizzare. E nel dettaglio di una curva del tempo chiusa osservare come ad esempio alcune proprietà non lineari della curva e soprattutto il suo essere compatibile con la relatività generale.

lunedì 19 novembre 2018

Cosmic Mission: Kerbal Space Program a Milano - giorno 1

Dopo Napoli, la Cosmic Mission di Kerbal Space Program arriva anche a Milano, all'Osservatorio Astronomico di Brera. Anche in questo caso il corso è organizzato in tre giorni, tre pomeriggi per essere precisi, dando però disponibilità per risolvere eventuali problemi nel corso del tempo e con un successivo incontro a gennaio riepilogativo per capire dove gli insegnanti stessi sono arrivati.
Questo primo pomeriggio è stato introdotto da Stefano Sandrelli che ha proposto agli insegnanti qui convenuti una missione su Marte, ma non una fittizia, una reale! In particolare, dopo aver fatto un'introduzione sul pianeta con i motivi scientifici per andare, almeno con delle sonde, sul pianeta rosso, si è occupato di ExoMars e, come ovvio, della missione che ha portato la sonda Schiaparelli a schiantarsi sulla superficie marziana a causa di un errore di valutazione del software. In particolare Stefano si è concentrato sull'equazione dei razzi e su come derivarla (un modo abbastanza semplice che, a mio giudizio, potrebbe essere proposto anche agli stessi studenti) e su video e grafici della missione ExoMars. Particolarmente interessanti sono stati i grafici delle traiettorie degli stadi una volta staccati e quelli relativi alle manovre necessarie all'ultimo stadio, quello con il satellite e la sonda agganciati, per dirigersi verso il pianeta Marte: attraverso tre orbite differenti. L'elemento che spero di poter sottolineare negli incontri successivi è che tali manovre si sono svolte tutte al perigeo (o periapsis, nella terminologia di KSP, ovvero il punto dell'orbita più vicino al pianeta), perché è operando in quel punto che si allontana dalla superficie della Terra l'apogeo (o apoapsis, ovvero il punto dell'orbita più lontano dal pianeta).
Dopo la pausa successiva alla presentazione di Stefano, utilizzando i pochi computer che abbiamo in Osservatorio, ho dato le prime istruzioni agli insegnanti, facendo loro vedere l'ambiente di gioco in modalità carriera e iniziando così una partita che (si spera) li lancerà come fulgidi costruttori di razzi ed esploratori dell'infinito!

domenica 18 novembre 2018

Topolino #3286: una vacanza di lavoro

Oggi viene ufficialmente considerato come il compleanno di Topolino, che ha esordito il 18 novembre del 1928 con Steamboat Willie, secondo cortometraggio realizzato da Walt Disney e Ub Iwerks, ma primo ad essere distribuito. In effetti il cortometraggio che avrebbe dovuto segnare l'esordio del personaggio era Plane Crazy, ma dopo essere stato proiettato il 15 maggio dello stesso anno in un unico cinema per un test, non riuscì a trovare alcun distributore. Proprio con una scena ispirata a Plane Crazy si apre Io&Minni, la storia che su Topolino #3274 apre le celebrazioni per il 90.mo genetliaco di Topolino. Scritta da Giorgio Fontana, vanta i disegni del maestro Massimo De Vita, presente sul numero 3286, ufficialmente dedicato al compleanno del titolare della testata.

sabato 17 novembre 2018

Neuromante

Insieme con Bruce Sterling, William Gibson è l'ideatore di un nuovo movimento letterario caratterizzatosi come sottogenere della fantascienza: il cyberpunk.
Semi di questo nuovo sottogenere fantascientifico erano già presenti in Philip Dick, anche per quel che riguarda gli aspetti più squisitamente tecnologici, o in Stanislaw Lem e in James Ballard per quel che riguarda gli aspetti legati alla psicologia dei personaggi, spesso posti da questi due grandi autori in situazioni di profonda alienazione.
La strada verso il cyberpunk, infatti, che passa per romanzi dickiani come le Tre stimmate di Palmer Eldrich o L'androide Abramo Lincoln, presenta alcuni elementi che per completarsi attendono l'uscita di Neuromante, pubblicato nell'anno che da il titolo al più famoso romanzo di fantapolitica in assoluto, 1984 di George Orwell, e, soprattutto, qualche anno prima della nascita del primo sito web e dunque dell'esordio ufficiale dei protocolli che diedero il via alla rete così come la conosciamo oggi. E il termine con cui viene usualmente identificata è cyberspazio, coniato per la prima volta proprio nel Neuromante di Gibson, il romanzo da cui si fa iniziare ufficialmente il cyberpunk.

venerdì 16 novembre 2018

Cosmic Mission: Kerbal Space Program a Napoli - giorno 3

E giunse il giorno della fine del percorso di formazione. Secondo programma si dedica solo la mattinata a Kerbal Space Program e visto che bene o male le potenzialità del videogioco sono state esplorate nei due giorni precedenti, l'ultima mattinata del corso è stata dedicata al gioco libero. Così, mentre sullo schermo metto alcuni video tutorial realizzati da Marco Brusa sul flyby intorno a Mun, il primo satellite di Kerbin, giro un po' tra gli "studenti" che provano pezzi, lanciano razzi, provano a portare a termine contratti.
La cosa più importante della giornata conclusiva è, però, l'entusiasmo con cui i docenti salutano prima di andare via, e questo indipendentemente dal livello che nel corso di questi tre giorni piuttosto intensivi hanno raggiunto. Inoltre l'impegno con cui hanno intrapreso il compito di impratichirsi di uno strumento non usuale per la scuola, alcuni anche prendendo appunti, e la concentrazione da videogiocatori che man mano cresceva nei loro occhi, e l'autoironia mostrata di fronte alle difficoltà sono tutti elementi che mi fanno concludere che l'esperienza con gli insegnanti giunti all'Osservatorio Astronomico di Capodimonte è stata più che positiva.
Tra pochi giorni si bissa a Brera, dove sono certo riusciremo insieme con Stefano Sandrelli a ottenere risultati analoghi!
Nel frattempo, comunque, sono anche riuscito a mettermi in orbita intorno a Mun: ringrazio gli "studenti" per l'influsso positivo che ha permesso il raggiungimento di un tale risultato!

giovedì 15 novembre 2018

Cosmic Mission: Kerbal Space Program a Napoli - giorno 2

Con la seconda, intensiva, giornata, abbiamo "costretto" gli insegnanti a un piccolo tour de force per imparare i comandi necessari a spostare il razzo in volo sia in atmosfera sia in orbita, capire come realizzare un razzo in grado di raggiungere e superare il limite dello spazio (nel gioco circa 70 km), come mettere il razzo in orbita e non semplicemente nello spazio. Inoltre, con un razzo costruito dal sottoscritto in modalità sandbox, come gestire la navbar avanzata per programmare le manovre e provare ad approcciare Mun, il primo dei due satwelliti di Kerbin. Nel tentativo che ho fatto, purtroppo ho raggiunto Mun, ma non nel modo corretto e così è arrivata la fionda gravitazionale. Avrei potuto evitarla semplicemente se non avessi messo la velocità di scorrimento del tempo troppo veloce e quindi prendendomi il tempo per programmare le manovre per mettermi in orbita intorno a Mun.
Al di là dei contenuti della ghiornata di oggi, che è stata arricchita anche dalla visita al museo astronomico sotto la guida di Mauro Gargano, ho notato una maggiore dimestichezza globale degli "studenti" e, in particolare in alcuni, una maggiore intraprendenza nel provare razzi e missioni indipendenti da quelle che provavo a realizzare sul mio portatile.
Certo, tra risate e lazzi vari, ci sono stati astronauti persi nello spazio (come i miei) o disintegrati insieme al pod a causa della mancata o ritardata apertura del paracadute, ma in fondo questi sono inconvenienti abbastanza usuali per videogiocatori non molto esperti o distratti, ma nel complesso mi è sembrato che il videogioco inizi a coinvolgere gli insegnanti convenuti all'Osservatorio di Capodimonte, e questo, insieme ai progressi compiuti, mi sembra già un buon risultato.

mercoledì 14 novembre 2018

Cosmic Mission: Kerbal Space Program a Napoli - giorno 1

E oggi pomeriggio, dopo pranzo, è iniziata a Napoli la mia nuova avventura di formatore docenti per conto dell'Istituto Nazionale di Astrofisica. L'esperienza del Focus Live, decisamente molto più rapida e caotica, è d'aiuto ma fino a un certo punto, soprattutto relativamente alla velocità di esecuzione (alcuni errori nell'uso del software sembrano, invece, senza età, come l'idea che gli oggetti vadano trascinati, mentre invece vanno prima selezionati e poi trascinati).
Detto ciò, dopo la presentazione del progetto ad opera di Agatino Rifatto, si inizia a prendere confidenza con il videogioco utilizzando la modalità carriera, ovvero sviluppare la propria base spaziale. All'inizio l'ambientazione è minimale, ma accettando i contratti è possibile acquisire denaro da spendere per gli avanzamenti degli edifici e per la costruzione dei razzi e punti scienza per portare avanti un programma di ricerca che permetta di acquisire nuove tecnologie da utilizzare per i razzi stessi. Gli studenti/insegnanti si impegnano, fanno domande, mi chiedono di ripetere alcune operazioni per impararle bene. Accettiamo i primi contratti e costruiamo il primo razzo, fatto per un semplice volo verticale con il quale acquisire i primi punti da utilizzare per sbloccare altra scienza e prendere confidenza con il gioco. Poi un razzo in libertà per apprendere meglio il concetto degli stadi grazie all'aggiunta del decoupler (il sistema che permette di sganciare motori e serbatoi quando non servono) e il tempo necessario a schiantarsi un paio di volte sul terreno. E così arriva la sera, ci si saluta e ci si rivede domani, per il secondo giorno di divertenti fatiche videoludiche (e potete comprendere quanto questi ossimori stiano insieme molto bene solo se non avete mai giocato).

martedì 13 novembre 2018

La fisica dei supereroi: buona la prima!

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via commons
Non vi chiedo un minuto di silenzio per Stan Lee, ma ho previsto, dopo la prima presentazione su Superman, una breve presentazione su Ant-Man come omaggio al creatore dell'universo Marvel.
Più o meno è così che ho esordito con i sei ragazzi che sono venuti questa mattina per assistere alla prima conferenza della serie La fisica dei supereroi. D'altra parte sentivo abbastanza doveroso dover rendere omaggio a Stan Lee così ieri notte, a fronte della presentazione già preparata su Superman, ho messo in piedi nel modo migliore possibile, quella dedicata ad Ant-Man e basata sul mio articolo La fisica di Ant-Man.
Andiamo, però, al sodo, che non sono tanto i contenuti della conferenza quanto la risposta degli studenti e dei due accompagnatori: direi molto positiva. Sono rimasti tutti ben attenti per l'intera ora e mezza che è durato l'incontro: interventi, domande, persino una sorta di mini-brainstorming in cui sono spuntate un po' di ipotesi sulla natura del pianeta Krypton. Come scritto ne La nova di Superman, un pianeta non può esplodere, quindi, al di là dell'origine dell'ispirazione ai due autori, con le nostre conoscenze potremmo supporre che in realtà Krypton fosse una sfera di Dyson costruita intorno a una stella di neutroni. Data questa ipotesi, i ragazzi hanno proposto anche un altro paio di variazioni interessanti, che permetterebbero anche di spiegare perché la kryptonite è letale per i kryptoniani!
Non è stata l'unico scambio di idee, e proprio questo è stato l'elemento più bello dell'incontro, certo aiutato da un argomento interessante che ho cercato di prendere dal lato più stimolante: prendere la scienza presente nei supereroi (fumetti e film) come spunto per approfondire la scienza reale ponendosi la semplice domanda "è plausibile tutto ciò?" Ovviamente non con spirito polemico, ma curioso e costruttivo, perché, più o meno seguendo Paolo Nespoli nel suo intervento di chiusura al Focus Live, è proprio sui sogni apparentemente impossibili che possono arrivare le scoperte scientifiche e gli avanzamenti tecnologici. Ovviamente sta a noi usarli nel modo migliore possibile.
Con ciò vi ho anche scritto troppo e spero nei prossimi giorni di potervi aggiornare, da Napoli, sull'altro interessante progetto che ho per le mani al momento, quello legato al videogioco di esplorazione spaziale Kerbal Space Program.
P.S.: ai docenti in ascolto che fossero interessati, segnalo il link di prenotazione delle conferenze scolastiche dell'Osservatorio di Brera: non abbiamo solo la fisica dei supereroi, ma anche altre proposte interessanti!

domenica 11 novembre 2018

Focus Live: day #4 - Una fine

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Questa sera mi lascio avvolgere dal più pop dei dischi dei Linkin Park, quel One more light che in un certo senso è proprio come una serata estiva in riva alla spiaggia, mentre il sole sta tramontando, proprio come l'immagine del libretto del CD.
Quest'ultima giornata è stata un misto tra occasioni mancate e incontri con amici che danno ben più di un sollievo di ciò che i bimbetti parcheggiati al nostro stand mi hanno negato: non mi sembrava, infatti, il caso di negare a dei bimbetti dagli occhi tondi e luccicanti la possibilità di lanciare il loro razzo nello spazio, anche se solo con un videogioco! E così sono l'unico dello stand INAF a non aver fatto la foto con Paolo Nespoli, che è venuto a incontrare il pubblico e firmare autografi proprio lì accanto. Certo c'è la soddisfazione che siamo riusciti a farci firmare i modellini di Luna, Mercurio e Marte, cui c'è da aggiungere anche che quest'ultimo è stato portato da Nespoli proprio sul palco del suo intervento in (quasi) chiusura di festival!

Paolo Nespoli sul palco con il "nostro" modellino di Marte

sabato 10 novembre 2018

Focus Live: day #3 - Martina Tremenda

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Mentre mi lascio avvolgere dal power (in alcuni punti quasi symphonic) metal dei Blind Guardian, provo a raccogliere le idee per scrivere due righe sullo spettacolo Martina Tremenda nello spazio, che è arrivato al Focus Live con ben tre repliche in un giorno solo. Di queste ho assistito alla prima del pomeriggio, quella delle 16, che è stata la mia prima vera pausa di giornata dopo l'apertura delle porte del Museo.
L'allestimento è abbastanza minimale: uno schermo su cui vengono proiettati gli sfondi e un baule con il quale Martina, interpretata anche in questa occasione da Alessia Bedini, gioca per tutto lo spettacolo. Prima è il letto dove la bambina esploratrice sembra dormire, quindi diventa la navicella spaziale che utilizza per esplorare l'universo. A un fumetto-maniaco come il sottoscritto non sfugge l'idea di fondo di tutto lo spettacolo, una storia che richiama i viaggi del Little Nemo di Winsor McCay, che nelle sue storie spediva il suo piccolo personaggio a volte insieme con il letto in ambientazioni sognanti e improbabili.
Allo stesso modo Martina, indossata la tuta dell'esploratrice spaziale, su cui oltre al logo dell'INAF campeggia anche quello realizzato da Laura Barbalini per il sito dedicato al personaggio, inizia a viaggiare nell'universo guidata da Eugenio, l'intelligenza artificiale della sua navicella spaziale. Quest'ultimo, interpretato da Roberto Piumini, viene reso come immagine virtuale proiettata nelle immagini che compaiono sullo schermo alle spalle dell'attrice, che in alcuni momenti riesce a coinvolgere i bambini in alcune piccole azioni possibili anche grazie alla location della rappresentazione, la Sala delle Colonne del Museo della Scienza privo di sedie: gli spettatori, non solo i più piccoli ma anche gli adulti che li accompagnano, sono invitati poco prima dello spettacolo da Stefano Sandrelli a sedersi per terra intorno alla stanza di Martina.

venerdì 9 novembre 2018

Focus Live: day #2

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Come annunciato ieri, il resoconto del secondo giorno del Focus Live arriva un po' sul tardi. La seconda giornata alla fine si è rivelata più ricca e frequentata rispetto alla giornata d'apertura: molti più tra ragazzi, bambini (sì, anche oggi un paio di loro si sono fermati a lanciare razzi) e anche adulti hanno provato la versione edu di Kerbal Space Program.
Come spesso dico a chi si ferma per provare il videogioco, la parte divertente (almeno relativamente alla modalità di gioco che sto proponendo di più, la sandbox, in cui hai a disposizione tutti gli aggiornamenti sbloccati senza alcuna limitazione economica) è la costruzione effettiva del razzo, ma quelle difficili sono la gestione del carburante nella fase di volo verso l'alto, soprattutto se prepariamo una missione con l'obiettivo di chiudere un'orbita intorno al pianeta, e la fase di rientro, delicata per via dell'attrito dell'aria sulla cabina dei piloti. In questo senso, però, la giornata è stata ricca di soddisfazioni: non solo alcune ragazze hanno provato il videogioco, ma la maggior parte di quelli che hanno provato (e alcuni anche riprovato) KSP sono riusciti a portare in salvo gli astronauti sulla superficie e almeno quattro di loro sono riusciti a chiudere l'orbita intorno al pianeta, anche se non sempre con la quantità sufficiente di carburante per rientrare a casa.
Considerando che alle spalle abbiamo lo stand della realtà virtuale della PSP, posso considerare questo afflusso e interesse verso KSP un buon successo!
A questo punto, se sopravvivo, ci leggiamo per il resoconto del terzo giorno, dove potrebbe esserci il racconto dello spettacolo Martina Tremenda nello spazio, che spero di riuscire a vedere.

Mentre do alcune spiegazioni per portare a termine le missioni nello spazio! Foto di Laura Barbalini

giovedì 8 novembre 2018

Focus Live: day #1

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Si è concluso da qualche ora il primo giorno del nuovo festival scientifico di Milano, Focus Live, organizzato dall'omonima rivista in collaborazione con il Museo della Scienza e della Tecnologia Leonardo da Vinci che lo ospita. Al fianco di un ricco programma di ospiti e conferenze (oggi l'apertura è stata affidata a Piero Angela), si trovano anche gli stand dei partner scientifici e tra questi c'è l'Istituto Nazionale di Astrofisica con le attività portate dall'Osservatorio Astronomico di Brera, che sta diventando di casa presso il Museo Scienza, e dall'Istituto di Radio Astronomia di Bologna.
Le attività sono di due tipi, inclusive e videoludiche. Nella prima categoria ricadono un exhibit che permette di vedere con gli occhi (grazie a un primo pannello con le sorgenti colorate di rosso su sfondo blu), toccare con le mani (grazie a dei bulloni che escono da un secondo pannello) e sentire i segnali radio provenienti dallo spazio (grazie a dei suoni che vengono prodotti su un terzo pannello quando si toccano bulloni identici a quelli montati sul primo pannello).

Lo stand INAF. In fondo vedete me mentre sistemo i portatili per i videogiocatori. Foto Laura Barbalini

Machine: Just a bit of Muse

Visto che mi sono divertito a preparare una storia per instagram con la recensione di questo recente singolo degli Imagine Dragons, e che soprattutto la storia ha una scadenza di 24 ore (non ho deciso di realizzare una raccolta con questa specifica storia particolare), mi è sembrato giusto pubblicare la recensione (leggermente riveduta e in alcune parti ampliata) come post anche qui, all'incirca 24 ore più tardi!
Iniziamo: all'incirca una settimana fa, sul canale Vevo degli Imagine Dragons, è stato reso disponibile per l'ascolto Machine, personalmente uno dei loro singoli che attendevo di più dopo aver ascoltato un assaggio di Origins.
Come intuibile dal titolo, la mia recensione sintetica è: "Just a bit of Muse".
Qualcuno potrebbe prenderlo come un commento negativo, ma amando i Muse, per me è invece un elemento in più di valore alla canzone: sia musicalmente (in particolare nel passaggio del ritornello), sia per il testo Machine sembra richiamarsi proprio alla band inglese. Questi elementi risultano però ben bilanciati con lo stile degli Imagine Dragons e con la voce molto più "graffiante" di Dan Reynolds. In particolare la parte ritmica, che ritengo sin da I bet my life molto "africana" (definizione sintetica e poco tecnica!), mi sembra restare sostanzialmente quella tipica degli Imagine Dragons, che in questo modo mostrano di essere in grado di rinnovarsi senza perdere troppo se stessi.
D'altra parte, come ricorda Friedemann Findeisen
In commercial music structure is everything
Non ho nessuna intenzione di inoltrarmi in discorsi su strutture e quant'altro, non ne avrei le competenze, a parte quella di ascoltare musica da tempo immemore, per cui non mi resta che lasciarvi all'ascolto di Machine:

mercoledì 7 novembre 2018

Light in Astronomy 2018 all'Osservatorio Astronomico di Brera

Anche quest'anno il programma delle proposte dell'Osservatorio Astronomico di Brera per Light in Astronomy è ricco e interessante. Si parte l'11 novembre con l'apertura straordinaria del Museo Astronomico di Brera, dalle 10 alle 18, in collaborazione con il Touring Club Italiano grazie al progetto Aperti per voi.
La settimana prosegue mercoledì 14 novembre, alle 18, con la nuova conferenza de I cieli di Brera. Sempre presso la Sala della Passione della Pinacoteca di Brera, Agnese Mandrino presenta Sotto lo stesso cielo? 1938-2018 Le leggi razziali e gli astronomi in Italia. Alla conferenza interverrà l'Onorevole Senatrice Liliana Segre. L'ingresso come al solito libero fino a esaurimento posti, 100 al massimo. Oltre la capienza della sala non sarà possibile accedere.
La conferenza, però, andrà in streaming sul canale youtube dell'Osservatorio di Brera, cui, per chi non troverà posto nella sala, sarà possibile assistere alla conferenza nella sala dell'Osservatorio adiacente alla Galleria degli strumenti antichi.
Infine, domenica 18 novembre alle 11:00, in concomitanza con Bookcity, presso la Cupola a fiore dell'Osservatorio si terrà Astrofisica sulla cresta dell'onda gravitazionale, incontro con Federico Ferrini autore del libro Le onde gravitazionali. Una nuova porta sul cosmo. L'incontro sarà moderato da Stefano Sandrelli, mentre anche in questo caso l'ingresso è libero fino a esaurimento posti (al massimo 40).
Alle 16:30, presso Cascina Turro, ma sempre stessa iniziativa, si terrà il Caffe scientifique: il gatto di Schrodinger con Fernando Palombo, Patrizia Caraveo, Stefano Sandrelli, Emanuele Manco, Piero Schiavo Campo e Armando Toscano.
Fin qui il programma per il pubblico, ma Light in Astronomy è anche iniziative per le scuole. In particolare si terranno tre conferenze gratuite per le scuole superiori:
  • Martedì 13 novembre: La fisica dei supereroiGianluigi Filippelli
  • Giovedi 15 novembre: AAA pianeta gemello della Terra cercasiMario Carpino
  • Venerdì 16 novembre: A cosa servono le stelle?Ilaria Arosio
Per queste ultime prenotazione obbligatoria

martedì 6 novembre 2018

Tutti al Focus Live, festival di scienza a Milano

Da quest'anno anche Milano può vantare un festival scientifico che, si spera, all'altezza con quelli di Genova e Roma (giusto per citare i più noti), che va in concomitanza con FuturoRemoto a Napoli: è il Focus Live che si si svolgerà da giovedì 8 a domenica 11 novembre presso il Museo della Scienza e della Tecnologia Leonardo Da Vinci.
L'Istituto Nazionale di Astrofisica sarà presente a entrambe le manifestazioni, in particolare con la mostra Da zero a $\infty$, che è stata a Genova e di cui ho curato la parte web di appoggio. A Milano, invece, grazie agli Osservatori di Brera e Bologna avremo un ricco stand con tre attività distinte, due di queste dedicate alla disabilità e all'inclusione: d'altra parte l'astronomia moderna si basa sempre meno sui dati ottici, ovvero quelli visibili a occhio nudo.
La terza attività che troverete allo stand sarà, invece, legata alla versione edu del video gioco Kerbal Space Program. Qui troverete me che proverò a introdurvi a un gioco che combina gli aspetti manageriali e di gestione, nel dettaglio di una stazione spaziale, con quelli esplorativi, ma in un modo completamente differente rispetto ad altri giochi. La fisica in generale e quella dei razzi e della gravitazione in particolare giocano un ruolo fondamentale, perché il giocatore dovrà anche guidare i razzi che costruirà per mandarli in orbita, possibilmente farli rientrare e avanzando anche atterrare sulle lune di Kerbin, il pianeta dove è ambientato KSP, e perché no andare verso gli altri pianeti del sistema.
L'evento centrale in tutto questo sarà, però, lo spettacolo teatrale Martina Tremenda nello spazio: pensato per bambini dagli 8 ai 12 anni, è stato prodotto dall'INAF in collaborazione con Realtà Debora Mancini. Dalle notizie giuntemi dopo l'esordio a Genova, lo spettacolo è godibile anche per i diversamente bambini e vedrà in scena Alessia Bedini, con la partecipazione virtuale di Roberto Piumini. Il tutto sabato 10 novembre presso la Sala delle Colonne del Museo in tre spettacoli, alle 11:00, alle 16:00 e alle 19:00.
L'ingresso è a pagamento: dettagli per i biglietti.