
L'allestimento è abbastanza minimale: uno schermo su cui vengono proiettati gli sfondi e un baule con il quale Martina, interpretata anche in questa occasione da Alessia Bedini, gioca per tutto lo spettacolo. Prima è il letto dove la bambina esploratrice sembra dormire, quindi diventa la navicella spaziale che utilizza per esplorare l'universo. A un fumetto-maniaco come il sottoscritto non sfugge l'idea di fondo di tutto lo spettacolo, una storia che richiama i viaggi del Little Nemo di Winsor McCay, che nelle sue storie spediva il suo piccolo personaggio a volte insieme con il letto in ambientazioni sognanti e improbabili.
Allo stesso modo Martina, indossata la tuta dell'esploratrice spaziale, su cui oltre al logo dell'INAF campeggia anche quello realizzato da Laura Barbalini per il sito dedicato al personaggio, inizia a viaggiare nell'universo guidata da Eugenio, l'intelligenza artificiale della sua navicella spaziale. Quest'ultimo, interpretato da Roberto Piumini, viene reso come immagine virtuale proiettata nelle immagini che compaiono sullo schermo alle spalle dell'attrice, che in alcuni momenti riesce a coinvolgere i bambini in alcune piccole azioni possibili anche grazie alla location della rappresentazione, la Sala delle Colonne del Museo della Scienza privo di sedie: gli spettatori, non solo i più piccoli ma anche gli adulti che li accompagnano, sono invitati poco prima dello spettacolo da Stefano Sandrelli a sedersi per terra intorno alla stanza di Martina.
