
La quinta sera: A proposito di vampiri
Il primo dei racconti letti era, in effetti, un estratto da uno dei più classici trattati sul vampirismo, Vampire e campirism di Dudley Wright del 1911 in cui si riferisce della leggenda di un vampiro arabo. Lettura interessante perché allarga questo genere di leggende anche a culture non così note.Il racconto successivo, Caroline di Charles Nodier, datato 1822, racconta di un episodio non esattamente vampirico, sebbene la creatura coinvolta venga identificata come vampiro nel testo. Il tormentatore dell'aldilà, infatti, è un amante respinto che, portato alla morte dall'atteggiamento della Caroline del titolo, decide di renderle pan per focaccia dopo la morte. Sicuramente inquietante, ma come vendetta un po' esagerata!
Notte cremisi del 1923 scritto da William Sanford è il racconto in prima persona di un marito tradito e di come la moglie e il suo amante sono morti. La parte interessante, che in qualche modo ribalta tutto il racconto, sta proprio nel finale, per cui non aggiungo altro.
Il racconto successivo, La morte improvvisa, è in effetti una leggenda popolare coreana riportata da James Scarth Gale in Korean folk tales del 1913, ed è anch'esso legato al rapporto marito-moglie e più in generale uomo donna.
Osservazione interessante prima di proseguire. Questi tre racconti sono caratterizzati da un punto comune: il punto di vista maschile è quello dominante. In Caroline e in questo La morte improvvisa l'uomo è considerato prioritario rispetto alla donna, mentre in Notte cremisi il racconto in prima persona del marito tradito, pur non mettendo in maniera esagerata la moglie in cattiva luce, comunque pone l'accento sui diritti del marito, che non vuole concedere il divorzio alla moglie nonostante si renda conto che il loro rapporto è sostanzialmente finito.
Questa constatazione viene completamente ribaltata dal testo con cui ho chiuso la serata, un estratto dal saggio Byways of ghost land del 1911 di Elliott O'Donnell. In questo caso viene raccontata la storia che l'autore ha ricevuto in lettera da una sua amica di un tale, il cui nome viene anonimizzato, che ha avuto un'esperienza quasi letale con una vampira. Oltre a questo ribaltamento di ruoli classici nel vampirismo, l'altro aspetto interessante della storia è come le caratteristiche tipiche del vampiro, ovvero riuscire a incantare la propria vittima al punto da avere grosse difficoltà a staccarsi dalla sua influenza nonostante se ne intenda la malevolenza, vengano riportate pari pari anche nella vampira. La cosa, in effetti, non stupirebbe con gli occhi del lettore moderno, ma vorrei ricordare che visioni di vampiri anche fisicamente disturbanti sono spesso state associate proprio alle donne.

Per intanto buone letture halloweeniane a tutti... Ha Ha Ha!!!
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