Stomachion

mercoledì 24 luglio 2024

La leggenda del Malombra

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Partiamo dal folklore. Nel risvolto della copertina dell'agile libretto edito da Edizioni Spartavo sta scritto che
(...) il Malombra è una figura dell'immaginario popolare del Meridione italiano, antesignano dei supereroi più amati (...)
E allora ho voluto approfondire la faccenda, cercando di navigare nel modo migliore possibile tra le nebbie sollevate dal romanzo Malombra di Antonio Fogazzaro, che ha in comune con la leggenda solo il nome scelto per la famiglia della protagonista.
La leggenda del malombra, o forse sarebbe meglio dire della malombra, è più che un riferimento a un'unica figura ben precisa comune al folklore orrorifico del sud Italia, è un riferimento a spettri che hanno in comune un unico obiettivo: tormentare i vivi. Per esempio a Bari
(...) ha le sembianze di una figura femminile, è un mostro con i capelli fatti con le criniere dei cavalli e con le frange dei tappeti.
In Molise è un mostro che la notte è solito sedersi sopra il malcapitato, rendendogli difficoltosa la respirazione.

martedì 23 luglio 2024

Omega Centauri e il problema dell'anello mancante

No. Il così detto (e falso) problema dell'anello mancante non è stato risolto dagli astronomi osservando le stelle, ma questo è un problema prettamente astronomico.
Come sappiamo, nell'universo sono presenti oggetti giganteschi da cui stare ben lontani, come per esempio i buchi neri. Questi oggetti cosmici, tutti osservati per vie indirette, a parte i pochi casi noti, ricadono in due grandi classi: quelli di massa stellare e i buchi neri supermassicci, questi ultimi trovati tutti al centro delle galassie. Mancano quindi evidenze di buchi neri nella fascia di massa intermedia.
In realtà c'era già da diversi anni l'idea che al centro di Omega Centauri, un ammasso globulare (un insieme di stelle a simmetria sferica - quando il gergo matematico aiuta a descrivere meglio!) posto nella costellazione del Cantauro, potesse contenere al centro un buco nero di queste caratteristiche.

lunedì 22 luglio 2024

Matematica, lezione 23: I numeri complessi

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Anche per leggere questo 23.mo volumetto a firma di Marco Erba e Claudio Sutrini sono sufficienti le nozioni acquisite nelle scuole superiori e/o la lettura di volumi pregressi, senza necessità di aspettare ulteriori volumi futuri. Onestamente l'ho trovato molto chiaro nonostante la materia piuttosto astratta, anche grazie all'alternanza degli approcci algebrico e geometrico (ma non solo), che vengono portati avanti in parallelo nel corso dei capitoli. D'altra parte i numeri complessi sono delle entità che sono state difficili da digerire anche per i matematici, quindi l'idea di proporre un minimo di ridondanza è più che gradito.
A parte il secondo capitolo, più tecnico e lungo, gli altri propongono un approccio comunque molto divulativo, presentando un po' di storia sui numeri complessi, alcune applicazioni, in particolare nell'ambito della fisica e un ultimo capitolo più... filosofico, che dal punto di vista di un fisico teorico è stato piuttosto interessante. Emerge, infatti, la forte idea, secondo me un po' irrealistica, dei fisici di voler dare un senso di realtà ai modelli matematici che descrivono i fenomeni fisici, e non pensarli come dei semplici strumenti che, pur con una certa imprecisione, che è inevitabile nella descrizione del mondo, sono utili per orientarsi all'interno della conoscenza.
Di fatto la sensazione che emerge dalle citazioni illustri presenti nel libro è proprio quella che i fisici non siano, ancora oggi, riusciti a fare i conti con i numeri immaginari, a differenza dei matematici, più avvezzi al pensiero astratto. Il che, forse, mi spinge a consigliare il libro soprattutto ai fisici e poi a tutto il resto del mondo!
Per la sezione biografica Sara Zucchini ci racconta Bertand Russell, il logico e matematico vincitore del premio Nobel per la letteratura che cercò di seguire il sogno di David Hilbert di costruire le fondamenta della matematica. Il suo approccio partì dai lavori di Giuseppe Peano, ma alla fine si scontrò con i teoremi di incompletezza di Kurt Godel. Certo, se pensiamo al suo famoso paradosso, noto in termini divulgativi come il paradosso del barbiere, probabilmente ci andò molto vicino a scoprirlo, ma proprio perché in un certo senso "accecato" dal suo stesso programma, non se ne avvide.
Infine due parole sui giochi matematici di Maurizio Codogno che proseguono sulla falsa riga di quelli presenti nel volume precedente (ma questa volta non ci sarà alcun paralipomeno ispirato a essi... mi spiace).
In ogni caso l'argomento iniziato con questa 23.ma lezione verrà proseguito, stando al piano dell'opera, con il prossimo volumetto.

Topolino #3582: Una mitologica estate in giallo

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E' quello che si pensa, e che forse si avrà, guardando la copertina che pubblicizza Topolino in giallo, serie vacanziera di Marco Bosco la cui prima tappa, La tappa di Philbury, vede ai disegni Roberto Vian.
La storia è un interessante intreccio tra un mistero che si perde agli inizi del XX secolo, un gruppo di moderni urbexer, urban explorer, e un museo di porcellane. Bosco, inoltre, stupisce il lettore tirando fuori il colpevole del giallo, il cui movente era abbastanza semplice da intuire, in modo incredibilmente realistico per questo genere di storie.
L'ultima pagina, poi, crea attesa per la prossima tappa delle vacanze on the road di Topolino e Minni, che però non sarà la prossima settimana.

sabato 20 luglio 2024

E alla fine nulla ha più importanza

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I Linkin Park mossero i loro primi passi nel 1996 quando i tre compagni di scuola, Mike Shinoda, Rob Bourdon e Brad Delson reclutarono Joe Hahn, Dave Farrell e Mark Wakefield per entrare nella loro band, gli Xero. Il loro primo demo uscì nel 1997. In quello stesso anno aprirono un concerto dei System of a Down nel locale Whisky a Go Go.
La band, però, non decollava, così Wakefield abbandonò il progetto per prendere altre strade. E come spesso succede per le grandi band, questo fu un punto di svolta fondamentale: nel 1999, infatti, su consiglio di Jeff Blue, la band assunse nei suoi ranghi Chester Bennigton. Dopo un primo cambio di nome in Hybrid Theory, la band grazie a una perfetta alchimia tra Shinoda e Bennigton, intraprese una nuova strada al metal, una fusione tra l'hip-hop e il rock che risultò nel corso degli anni successivi un mix di successo. Solo che ebbe bisongo di un po' di tempo affinché la Warner si convincesse del successo della formula.
Il loro primo disco ufficiale, uscito dopo il definitivo cambio di nome in Linkin Park, venne rilasciato alla fine il 25 ottobre del 2000: era giunto tra noi Hybrid Theory.

venerdì 19 luglio 2024

Paralipomeni di Alice: Excelsior

Exclesior è noto, nel mondo dei lettori di fumetti di supereroi, come il motto di Stan Lee. La parola, però, non fa parte della lingua inglese, anche se è entrata in uso come sinonimo del migliore dei migliori, ma è latino, e ha come significato più alto, o anche sempre più in alto. E poi c'è una poesia del 1841 di Henry Wadsworth Longfellow, che a sua volta ha ispirato il nome di uno dei più famosi problemi scacchistici della storia, ideato da uno dei più grandi ideatori di rompicapi matematici (almeno secondo Martin Gardner): Sam Loyd.

giovedì 18 luglio 2024

La parola al bardo: La fisica dello sculettare

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Gemini, precedentemente noto come Bard, è la rete neurale chattatoria di Google. E mi è venuto in mente di sperimentare un po' con lui sulla scrittura, in questo caso di tipo scientifico, su un argomento che potrebbe essere da Improbable Research. Così ho chiesto al buon Gemini un articolo scientifico sulla fisica dello sculettare: trovavo divertente produrre qualcosa dalla forma seriosa incentrata su una attività tutto sommato banale e piuttosto diffusa negli esseri umani. Come al solito, a fronte di un primo risultato, è possibile consultare tutte le bozze prodotte e alla fine scegliere il testo preferito. In questo caso ho optato per quello che conteneva un minimo di riferimenti alla fisica. Inoltre anche l'immagine è stata "artificialmente" generata grazie a NightCafe.
Direi, quindi: buona lettura e buon divertimento!

mercoledì 17 luglio 2024

Paralipomeni di Alice: Inseguimenti in pista

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Sul 22.mo volume della serie Matematica della Gazzetta dello Sport, Maurizio Codogno, curatore della collana, propone un interessante problema di "corse". Vi propongo il testo in maniera integrale:
Marco e Mirco corrono su un ciruito a velocità costanti ma diverse tra di loro, partendo dallo stesso punto, ma percorrendo la pista in direzioni opposte, e si incontrano dopo 1 minuto. Poi provano a percorrere la pista nella stessa direzione, sempre partendo da uno stesso punto, e stavolta si incontrano dopo un'ora. Qual è il rapporto tra le loro velocità?
Ovviamente per siolvere il problema bisogna partire comunque dalla classica formula che definisce la velocità di un oggetto:

martedì 16 luglio 2024

Matematica, lezione 22: L'algebra

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Che posso dire? Quando nella recensione dedicata a Le trasformazioni geometriche scrivevo che mancava la definizione di gruppo, ero assolutamente certo che tale definizione sarebbe arrivata nel volumetto successico, il 22.mo, ovvero L'algebra di Paolo Gangemi. E nonostante di teoria dei gruppi e di algebra astratta, che poi è il tema del volume, come fisico ne ho utilizzato solo una parte, devo dire che le cose che ho imparato o perfezionato non erano così impossibili da comprendere e questo grazie agli studi di topologia e teoria dei gruppi portati avanti per il dottorato. Attenzione: ciò non vuol dire che per seguire il testo bisogna avere un dottorato in matematica o fisica, ma che, come consiglia lo stesso Gangemi, prima di affrontare lo step successivo è sempre bene avere ben chiari i passaggi fin lì assimilati.
E per quanto la materia sia astratta e quindi non banalissima nella comprensione, essa viene raccontata sì con le classiche definizioni e teoremi, ma soprattutto con una serie di esempi che, proprio per via dell'astrazione dell'argomento, risultano alla fine il modo migliore di affrontare l'algebra.

lunedì 15 luglio 2024

Conigli

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I conigli nascono, i conigli muoiono. A un certo punto, tra le due cose, può capitare che scompaiano. E' una condizione dell'Universo. Chi se ne infischia dei conigli.
- Barry Malzberg da Il giorno del cosmo
Immagine in apertura generata con NightCafe

domenica 14 luglio 2024

Topolino #3581: Bivi

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Sebbene i bivi siano presenti solo in una storia del #3581, penso sia un ottimo titolo generale per la recensione di oggi, visto che in qualche modo c'è un bivio anche nella storia di apertura, Ombre dal passato, nuovo episodio della saga di Fantomius di Marco Gervasio.
Innanzitutto pago dazio: pensavo, infatti, che Beth Ducket fosse Dolly Paprika per via di una forte somiglianza fisica (in fondo lentiggini e colore dei capelli si possono modificare) e invece sono due persone diverse. E questa Ombre dal passato, che si svolge il giorno dopo Fantomius torna a colpire su Topolino #3541 (quasi un anno fa) di fatto conferma ciò e, in un certo senso, scava dentro il bivio in cui i due personaggi si sono trovati nel corso di Paperbridge, bivio che li ha fatti allontanare l'uno dall'altra.

Matematica in vacanza #1: giugno-luglio 2024

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Non è la prima volta che il Carnevale della Matematica si prende una vacanza, ma questa volta ho pensato di proporre un post leggero e veloce per mettere insieme tutti i post a tema matematico, ma non solo, che ho scritto sui miei vari blog nell'ultimo mese (proprio come da tradizione carnevalesca). In ogni caso spero che un'idea di questo genere possa essere utile sia a voi lettori, sia al sottoscritto nel momento in cui manderà i contributi alla prossima edizione. Ovviamente i commenti sono aperti anche ai colleghi matematti se vorranno mettere lì qualche linkino (ricordo che sono moderati quindi ci saranno da attendere i tempi tecnici per sbloccarli: banalmente passare dal sistema di blogging di Google). Iniziamo!
Su DropSea
Inizierei con il solito gruppo di recensioni a tema matematico sulla serie in uscita abbinata a Gazzetto dello Sport e curata da Maurizio Codogno: Chiudo la sezione delle recensioni con la fantascienza: in Diamanti e turchesi di Alastair Reynolds uno dei due romanzi brevi presenti è ad alto tasso matematico!

sabato 13 luglio 2024

Paperino #529: Il papero più fortunato del mondo

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E così, ufficialmente, ho perso le ultime figurine dell'album di Paperino 90. Per la fumetteria non sono più disponibili le copie con le figurine, che, ovviamente, non sembra si riescano a trovare in nessuna edicola (magari qualcuna ancora c'è, ma chissà dove). Alla fine, quindi, mi sono dovuto "accontentare" di acquistare anche solo il Paperino, concludendo così la serie That's you life, Donald! con il quinto episodio, Il papero più fortunato del mondo di Alberto Savini per i disegni di Mario Ferracina.
L'ultimo desiderio che, infatti, Paperino chiede al genio dell'app è quello di diventare fortunato più di Gastone. E così il genio lo accontenta. E' evidente, man mano che prosegue la lettura, che quella che si sta leggendo è una specie di what if visto che le cose che succedono a Paperino sono decisamente molto fuori della norma. D'altra parte il senso della storia è tutto racchiuso nelle pagine finali, in cui Savini da, come sempre, il meglio di sé come sceneggiatore.

venerdì 12 luglio 2024

Ritratti: Henrietta Swan Leavitt

Il cigno è uno dei più grandi uccelli acquatici, nonché simbolo di bellezza ed eleganza (basti pensare alla favola del brutto anatroccolo). Si trova anche nei nostri cieli notturni grazie a una costellazione che è anche una delle più estese in assoluto. Rappresentato ad ali spiegate, sembra aprirci le porte del cielo, proprio come fece l'astronoma che porta il suo nome, Henrietta Swan Leavitt.
In famiglia
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Henrietta Swan Leavitt
Nata il 4 luglio del 1868, Henrietta fu la prima dei sette figli di George Roswell Leavitt ed Henrietta Swan Kendrick. George era un ministro congregazionalista nato a Lowell, nel Massachusetts.
A quel tempo il membro più famoso della famiglia era il fratello di George, Erasmus Darwin Leavitt, stesso nome del nonno di Henrietta. Era un ingegnere diventato famoso per aver progettato il motore di pompaggio Leavitt, che integrava una valvola a pompa inventata da Alois Riedler, motivo per cui l'invenzione è anche nota come motore di Leavitt-Riedler.
Nel 1885 la famiglia Leavitt si spostò a Celveland, in Ohio. Qui Henrietta frequentò l'Oberlin College, che, fondato nel 1833, fu in pratica la prima scuola mista degli Stati Uniti. Dopo aver concluso gli studi, ritornò a Cambridge dove fece domanda per entrare nel Radcliffe College. In effetti all'epoca forse sarebbe più corretto parlare della Society for the Collegiate Instruction of Women. Per essere ammessa, Henrietta dovette superare una serie di esami in varie discipline, come per esempio la letteratura classica, il latino, il greco il tedesco, ma anche storia, matematica, fisica, astronomia. L'unica materia in cui non superò i test fu la storia, ma venne comunque ammessa per darle l'opportunità di rrimediare alle sue lacune durante i corsi.
Questi ultimi erano basati soprattutto sull'arte e molto poco sulla scienza, però poté studiare filosofia, introduzione alla fisica e matematica. In particolare il corso di matematica era dedicato alla geometria analitica e al calcolo differenziale, in cui eccelleva. Altra materia in cui si rivelò particolarmente portata fu l'astronomia. Alla fine si diplomò nel giugno del 1892.

giovedì 11 luglio 2024

Big Astronomy

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Negli ultimi giorni ho riempito il mio account mastodon di condivisioni scientifiche, tutte provenienti da vecchie newsletter (che non avevo ancora colpevolmente aperto...) cui sono iscritto sia con uno degli indirizzi e-mail privati, sia con quello del lavoro. E in una di queste newsletter era segnalato un video meraviglioso e molto ben fatto, destinato per la proiezione nei planetari, ma che penso possa affascinare anche nella semplice visualizzazione da computer. E' Big Astronomy, realizzato in inglese e in spagnolo. Lo trovate incorporato qui sotto in inglese. Buona visione!

mercoledì 10 luglio 2024

Ubik

Dopo l'impegnativo post su Escher sul Cappellaio, questa recensione mi sembrava il modo migliore per non lasciare DropSea orfano di un post!
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Ubik come ubiquo. In qualche modo, o comunque così sembra per buona parte del romanzo, il senso di quell'Ubik sembra proprio quello di ragionare intorno a un'entità onnipresente all'interno di una realtà alternativa dentro la quale si trova catapultato il protagonista, Joe Chip, e il gruppo di anti-precog di cui è a capo. E l'entità onnipresente sembra essere il suo capo, Glen Runciter, una specie di Palmer Eldritch, ma senza stimmate, ma posto in una specie di animazione sospesa, impossibilitato a morire definitivamente. La stranezza della cosa è che le sue funzioni cerebrali non sono raggiungibili, come invece succede normalmente per chi finisce in questa condizione (e ha abbastanza denaro per rimanerci).
Ubik, che nel romanzo è il nome di una specie di spray in grado di fare qualunque cosa, diventa allo stesso tempo il simbolo del divino, ma anche il simbolo della cultura consumistica, che nel mondo di Joe Chip è portata all'estremo, visto che bisogna pagare anche per aprire la porta della propria casa. E quindi è anche una precognizione dell'importanza che la nostra società avrebbe dato a questi simboli consumistici.
Il romanzo di Philip Dick, alla fine, non è tanto l'ennesima ricerca sul cosa voglia dire essere umani, ma piuttosto un romanzo sulla vita e sulla morte, sull'illusorietà della realtà e su quanto, in fondo, sia facile costruire un dio all'interno di un mondo, fittizio o reale che sia.
Alla fine Ubik si rivela un romanzo visionario, il cui finale sembra molto simile a quello di Inception di Christopher Nolan, un film che a suo modo è molto dickiano.

lunedì 8 luglio 2024

Matematica, lezione 21: Trasformazioni geometriche

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Avendo realizzato una tesi di dottorato in topologia e teoria dei gruppi, il testo di Bruno Cifra non è stato eccessivamente complesso da sewguire. E in qualche modo sta qui anche la difficoltà nel valutarlo: riuscire a staccarsi da ciò che è per me comprensibile per provare a capire cosa potrebbe essere difficile per il lettore usuale. In effetti, però, è lo stesso autore a essere consapevole della parte più complessa del testo: quella iniziale in cui si cerca di far capire al lettore come la geometria moderna sia qualcosa che può tranquillamente staccarsi dal concetto di forme, ma anche da alcuni degli assiomi della geometria euclidea. In questo senso è molto interessante l'introduzione storica che fa comprendere come l'interesse verso le geometrie euclidee è comunque abbastanza vecchio (un paio di secoli all'incirca).
I concetti che, in qualche modo, mi hanno lasciato perplesso sono quelli legati agli invarianti, ma ciò è legato più che altro a come li avrei spiegati io (in maniera leggermente diversa) e, soprattutto, ai gruppi, che sono citati e in parte utilizzati, ma non introdotti o definiti. Non è esattamente una mancanza veniale, ma molto probabilmente se ne dicuterà, dei gruppi, in un volume futuro, il che, però, non è esattamente agevole per il lettore medio.
Nella sezione storica, invece, Sara Zucchini affronta la vita e, soprattutto, il grande desiderio di formalismo di David Hilbert, che forse non sarà stato il più geniale o precoce dei matematici della sua generazione, ma è stato sicuramente il più influente, grazie alla lista dei suoi famosi problemi che, enunciata nel congresso dei matematici di Parigi del 1900, ha tracciato la via per il XX secolo nella ricerca della matematica.
Infine i giochi matematici di Maurizio Codogno continuano sul tema della probabilità, in particolare interessanti quelli relativi al gioco d'azzardo, o la variazione moderna del problema dell'ago di Buffon.

domenica 7 luglio 2024

Topolino #3580: I misteri del mare

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Si conclude con La resa dei conti la saga in cinque episodi L'isola che non c'è di Giorgio Salati e Giampaolo Soldati. Quest'ultimo episodio risulta molto ben gestito sia come ritmo sia nella risoluzione degli ultimi elementi del mistero lasciati in sospeso. La sensazione, però, nel suo complesso è che l'uso dell'elettrodinamica quantistica per spiegare i misteriosi poteri che circondano l'isola sia stata un'aggiunta un po' forzata, un po' come dire: come posso spiegare in maniera palusibile tutto quello che ho in testa su questa isola misteriosa? Ecco! Usiamo quell'altra cosa altrettanto misteriosa che è l'elettrodinamica quantistica! (A proposito, chissà cosa è?! - una breve ma spero abbastanza chiara introduzione la trovate nella recensione del numero precedente).
Nel complesso la storia non mi è comunque dispiaciuta, nonostante i difetti rilevati in precedenza (gli episodi tre e quattro troppo densi di informazioni e uno scarso approfondimento dei personaggi: la fluidità della storia ne avrebbe giovato con un paio di episodi in più - parere questo che mi sembra vada un po' in controtendenza con la maggior parte di quelli che ho visto in giro), ma soprattutto ho apprezzato il Topolino di Salati, che è esattamente il Topolino che vorrei leggere più spesso, un personaggio dalla mente aperta e molto flessibile anche nel suo atteggiamento nei confronti dell'autorità (ogni riferimento al Topolino di Gervasio, completamente diverso da questo, non è per nulla casuale).

sabato 6 luglio 2024

Dead Boy Detectives: Il segreto dell'immortalità

Sulla spinta dell'uscita su Netflix della serie Dead Boy Detectives di Steve Yockey (che è stata in fase successiva modificata per entrare a far parte del Sandman Universe netflixiano), ho pensato bene di iniziare, con calma, a recuperare alcune delle apparizioni di Charles Rowland ed Edwin Paine nei fumetti.
Dalle pagine di Sandman
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I due ragazzini, che hanno dato vita a una specie di agenzia investigativa paranormale, esordiscono sulle pagine di Sandman #25, scritto ovviamente da Neil Gaiman e disegnato da Matt Wagner. I due si ritrovano sulla Terra come fantasmi grazie al fatto che L... Il motivo per cui i due sono sulla Terra potrebbe essere uno spoler per chi sta aspettando la nuova stagione del Sandman di Netflix, e visto che è un evento abbastanza grosso (certo visto che vorrei scrivere qualche riga anche sulla serie dedicata a L... prima o poi di questa cosa ne scriverò), per ora mi taccio. Vi basti sapere che la sorella di Sogno, Morte, o Death, come preferite, ha deciso di chiudere un occhio sulla loro presenza sul piano dei viventi.
Dopo quell'esordio, Gaiman riprese i due personaggi all'interno de La crociata dei bambini, il primo crossover delle serie Vertigo, che si sviluppò tra dicembre 1993 e gennaio 1994.
Successivamente, a parte una fugace apparizione in The Books of Magic, i due ebbero il primo fumetto a loro esplicitamente dedicato nel 2001, Sandman Presents: The Dead Boy detectives di Ed Brubaker e Bryan Talbot. Ed è proprio di questa prima serie che voglio "parlarvi".

venerdì 5 luglio 2024

Arrokoth, un mondo di zucchero

Quando ho letto la notizia, il pensiero mi è andato alla famosa puntata di Cosmo Brain, la sua versione radiofonica, che con Laura Paganini abbiamo dedicato ai Queen. Così, visto dagli appunti che mi sono conservato, il testo che avevo dedicato a New Horizons era ancora non pubblicato, ho pensato bene di recuperarlo E da qui nasce questa nuova puntata di particelle musicali!
L'oggetto più lontano del Sistema Solare
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La sonda New Horizons, lanciata il 19 gennaio del 2006, aveva come missione quella di dirigersi verso i limiti più lontani del sistema solare. Il suo primo successo, quello per cui ha ottenuto il suo primo momento di notorietà, è stato il flyby accanto a Plutone e Caronte, ovvero un passaggio ravvicinato al pianeta e al suo satellite. Tra l'altro è stata anche la prima volta che siamo riusciti a ottenere una fotografia della superficie di Plutone, pianeta scoperto il 18 febbraio del 1930 da Clyde Tombaugh mentre era ospite del Lowell Observatory.
E' interessante notare come Percival Lowell, cui è intitolata la struttura, non sia stato solo uno strenuo sostenitore dell'esistenza di una civiltà marziana, ma anche un sostenitore dell'esistenza di un ipotetico pianeta X oltre l'orbita di Nettuno. Della stessa idea era anche Howard Phillips Lovecraft, che molto probabilmente aveva assistito a una conferenza dell'astronomo presso il Ladd Observatory, che frequentava dal 1903.
Tra l'altro Lovecraft mostrò qualcosa di più di un semplice interesse per l'astronomia quando scrisse allo Scientific American una lettera pubblicata il 16 luglio del 1906 in cui metteva in fila una serie di prove a dimostrazione dell'esistenza di un pianeta trans-nettuniano. E questo pianeta molto probabilmente divenne Yuggoth, citato nel racconto Colui che sussurrava nelle tenebre.

giovedì 4 luglio 2024

Escher in Calabria

Non lo acquisto sempre, Linus, ma il numero di luglio mi ha catturato per il tema dello speciale, Maurits Cornelis Escher. La sua arte di stampo matematico e geometrico è sempre stata particolarmente affascinante, con quei giochi geometrici che richiamano le illusioni ottiche. Però leggiucchiando qua e là il numero (su cui scriverò quasi sicuramente sul Cappellaio Matto), ho scoperto che Escher ha passato una lunga parte della sua vita in Italia. E qui è anche andato in Calabria, ritraendo molti dei luoghi della regione.
Trovate una selezione dei suoi lavori su Fame di Sud e su La Calabria Visione.
Non aggiungo altro (e in ogni caso vi consiglio di dare un'occhiata agli articoli raccolti nella tag dedicata all'artista olandese) lasciandovi con questa semplice incisione di Morano così come la ritrasse Escher agli inizi degli anni '30 del XX secolo:
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mercoledì 3 luglio 2024

Due o tre considerazioni sui numeri dei blog

La constatazione che mi ha spinto, ieri, ad annunciare l'inizio della pubblicazione in ordine sparso dei post di appoggio ai miei video di Disney Comics&Science nasce in qualche modo proprio dalle stesse statistiche dei miei vari blog nell'ultimo anno e mezzo. In particolare il 2023 è stato un anno in qualche modo deleterio: c'è stata una netta diminuzione dei post sia su DropSea sia sul Cappellaio Matto, mentre Doc Madhattan, il mio blog in inglese, si è completamente fermato, e questo nonostante avessi pronti una serie di post e un piccolo rilancio dello stesso. Non so bene quali siano stati i motivi ultimi: ha sicuramente c'entrato un atteggiamento molto più che rilassato, quasi indifferente (e potreste dire: fossero tutti così indifferenti come te i blogger!). Ad ogni buon conto sembra che quest'anno la situazione si sia invertita, almeno su DropSea, mentre il Cappellaio ancora vivacchia: in un certo senso l'iniziativa di recupero mi serve per cercare di darmi una scossa anche lì. Non voglio stressarmi eccessivamente o voler puntare più sulla quantità che non sulla qualità, ma una parte di me ci tiene comunque a poter tenere quanto più vivi possibile i miei vari progetti. O quanto meno quelli a cui tengo maggiormente.

martedì 2 luglio 2024

Diamanti e turchesi

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I due romanzi brevi (o racconti lunghi: dipende dai punti di vista) di Alastair Reynolds presentati in Urania #1697, Diamond Dogs e Turquoise Days sono ambientati entrambi nello stesso universo. Gli esseri umani hanno colonizzato vari pianeti e subito varie modifiche genetiche, molte autoindotte, come raccontato nel primo dei due romanzi. Ovviamente in questo universo, che a quanto pare è stato sviluppato dallo scrittore gallese nella serie Revelation Space, non ci sono solo gli esseri umani, ma anche altre razza estraterrestri, ma una delle più importanti è quella dei Giocolieri. Questi sono delle vere e proprie colonie di microorganismi che, messi insieme, sviluppano una specie di gigantesca mente matematica. Quando entrano in contatto con altri esseri viventi, in qualche modo ne riscrivono la rete neurale e finiscono o per assorbirli all'interno della loro colonia, come succede a uno dei personaggi di Turquoise Days, o ne potenziano le facoltà intellettive, come avviene a una delle protagoniste di Diamond Days.

lunedì 1 luglio 2024

Matematica, lezione 20: La teoria dell'informazione

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In effetti la teoria dell'informazione è stata spesso presente nei vari volumi della raccolta grazie ai giochi matematici del buon Maurizio Codogno, curatore della testata e autore, in particolare, di questo 20.mo volume, dedicato al modello matematico dell'informazione sviluppato in particolare da Claude Shannon (ma non solo lui).
Ora, nonostante la capacità di Maurizio di risultare chiaro nell'esposizione e, anche, abbastanza conciso, ma al tempo stesso ricco di esempi e di momenti di puro formalismo matematico (che sono agevolmente saltabili come spesso all'interno della collana), probabilmente il principale difetto del volume è, per strano che possa sembrare, proprio uno dei pregi della scrittura di Codogno: un qual certo ritmo sostenuto. Mi si potrebbe dire che il lettore meno avvezzo potrebbe, semplicemente, leggere con più calma quanto scritto, o rileggere più volte, il che è comunque corretto, però alla fine sono, almeno personalmente, restato con la sensazione che avrebbe giovato all'argomento, pur nella ristrettezza dei contenuti scelti (come in altri testi, va considerato più come una sorta di introduzione, per quanto tecnica, alla disciplina raccontata) una quantità di pagine maggiore rispetto al centinaio classico della collana.