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domenica 25 febbraio 2018

Topolino #3248: un tesoro nel mare del Galles e altre storie

Era da alcune settimane che mi trovavo sempre più spesso a valutare il ritorno delle recensioni di Topolino qui su DropSea. Alla fine la constatazione di non riuscire praticamente mai a sottoporre al forum di redazione de Lo Spazio Bianco le recensioni in tempo per una pubblicazione utile prima dell'uscita del numero successivo mi ha spinto a riprendere con questo numero, il 3248, e soprattutto con la nuova puntata di una bellissima serie:
Magia e nebbie
Il nuovo capitolo de I tesori del grande blu si svolge tra le magiche e rocciose coste del Galles. Paperone, accompagnato come sempre in questa serie ideata da Sisto Nigro dal capitano Pato e da Battista a bordo del Paper Kraken, va alla ricerca di un magico tesoro dove sarebbe custodita un'ascia realizzata con un metallo resistentissimo. Sulle tracce di Paperone arrivano anche i Bassotti, che vogliono sfruttare la situazione, ma risulteranno alla fine degli ottimi intermezzi comici per il lettore al pari del trio di fatati guardiani del tesoro gaelico.
Tra una gag e l'altra, Nigro trasmette, come in ogni storia che ha preceduto questa, una grande passione per il mare e i suoi misteri, suggellata dalle sagge parole di Pato nella splash page conclusiva, che è anche l'ultimo dei molti gioielli realizzati da Roberto Vian per l'occasione. Il disegnatore dal tratto chiaro, sfrutta al massimo la tecnica del disegno a tratto per dare tridimensionalità e atmosfera alle varie scene, mentre le ambientazioni risultano curate e realistiche.
Il prodotto finale è allora una favola moderna bella, divertente e stimolante.

giovedì 22 febbraio 2018

La zingara addormentata

Henri Rousseau, la sua opera, la racconta così:
Una negra errante, suonatrice di mandolino, giace con la sua giara accanto (un vaso con acqua potabile), sopraffatta dalla fatica in un sonno profondo. Un leone le passa accanto, la annusa senza ancora divorarla. C'è un effetto di chiaro di luna, molto poetico.

lunedì 19 febbraio 2018

Sul perché il blu è un colore raro

Tra le creature viventi, il colore blu è incredibilmente raro. Rocce blu, cielo blu, acqua blu, ... ma animali blu? Sono pochi e lontani tra loro. E quelli che fanno il blu? Lo realizzano in modi molti strani e speciali rispetto agli altri colori. Nel video che segue, vedremo alcune farfalle bellissime che ci aiuteranno a comprendere in che modo gli esseri viventi fanno il blu e perché questo bel colore è così raro in natura.

sabato 17 febbraio 2018

Wikiritratti: Guglielmo Righini


Righini e l'antenna da 10 metri(6)
L'importanza di Guglielmo Righini, nato il 16 febbraio del 1908 a Castelfranco Veneto, spazia dall'astronomia solare all'introduzione della radioastronomia in Italia.
Vediamo cosa ci racconta la wiki in proposito:
[Righini] introdusse in Italia nuovi sistemi per lo studio della corona solare, come le tecniche radioastronomiche, e l’uso di aerei nello studio delle eclissi solari, permettendo di allungare notevolmente la durata osservativa del fenomeno(1). Ricorse a tale soluzione durante l'eclissi solare del 15 febbraio 1961 e quelle del 20 luglio 1963 in Canada, del 30 maggio 1965 nell’Oceano Pacifico meridionale e del 12 novembre 1966 in Brasile(2). Scoprì così, assieme ad Armin Joseph Deutsch, i buchi coronali, regioni fredde della corona solare(3).
Righini fu tra i fondatori del Joint Organization for Solar Observations che portò alla costruzione del Large European Solar Telescope sull'isola di La Palma, nelle isole Canarie(4, 5).

Uno dei primi radiotelescopi di Arcetri(6)
Come direttore dell'Osservatorio di Arcetri, carica che ricopriva dalla fine del 1953, insieme con quella di professore di ruolo di astronomia presso l’università di Firenze, Righini riuscì a portare la radioastronomia in Italia. Si era avvicinato a tale tecnica osservativa durante il periodo passato a Cambridge. Ad affiancarlo un gruppo di giovani valenti, primo fra tutti il talentuoso Maurizio Piattelli. Così la prima antenna di Arcetri venne costruita con una rete da pollaio e quattro spirali metalliche e ovviamente utilizzata per raccogliere i segnali provenienti dalla corona solare(6).
Questo primo radiotelescopio molto casalingo soprattutto per i materiali utilizzati, mandava i segnali raccolti nel laboratorio sotto il terrazzo dell’Osservatorio. Qui Piattelli e collaboratori esaminavano i segnali, registrandoli. Queste registrazioni venivano successivamente fatte ascoltare ai giornalisti, che venivano così accontentati con quella che Piattelli chiamava la voce del sole(6).
Successivamente venne costruito un radiotelescopio a parabola di 10 m(6), ma indubbiamente quel pionieristico radiotelescopio fortemente voluto da Righini diede inizio a una fruttuosa serie di ricerche che oggi ha portato l’Italia fino a SKA!

martedì 6 febbraio 2018

Gennaio 2018 su Edu INAF

Seconda e ultima parte del recupero dei link di Edu INAF provenienti dai due mesi difficili per il sito. Come già per dicembre, anche per gennaio 2018, appena conclusosi, i contenuti sono organizzati secondo le categorie principali del sito:
Recensioni:
Voi siete qui! Guida illustrata all'universo di Chiara Montani
Padova: una guida a portata di bambino di Francesca Brunetti
Una mente inquieta di Gianluigi Filippelli
Didattica:
Tinkering: A Star Wars Story di Matteo Boni
Introduzione allo SCORM di Gianluigi Filippelli
Storie:
Com'è lontana, Mondovì! di Anna Wolter

lunedì 5 febbraio 2018

Dicembre 2017 su Edu INAF

Più o meno da dicembre ci sono stati una serie di problemi tecnici che mi hanno consigliato di non condividere in maniera massiccia i contenuti pubblicati su Edu INAF. Ora la situazione dovrebbe essersi stabilizzata per un po', così vi propongo un recupero dei link dei contenuti usciti negli ultimi due mesi iniziando con dicembre 2017.
Didattica:
UNAWE – UNiverse AWarEness di Massimo Aprile
Progettare mondi virtuali di Maura Sandri e Gianluigi Filippelli

venerdì 2 febbraio 2018

Non esistono né streghe né psichiatri



ma dopo aver incontrato Pippo...
E probabilmente anche qualcun altro dubiterebbe della sua esistenza se passasse a trovare Pippo! - da Pippo e la fatticchiera di Carlo Chendi e Luciano Bottaro