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venerdì 18 gennaio 2019

A night with Cosmo Brain

Ieri è andata in onda la nuova puntata di Cosmo Brain dedicata alla Luna con Filippo Bonaventura che mi ha succeduto come ospite di Laura Paganini. Nel frattempo, per chi se la fosse persa, eccovi la puntata del 10 gennaio 2019 con me come ospite a parlare di Queen, astronomia e fisica.
Visto che mi piace anche condividere con voi i testi lunghi che avevo preparato per la trasmissione e che poi ho opportunamente riassunto per la diretta, vi propongo un pdf che ho preparato all'uopo e che è già organizzato pensando all'aggiunta dei testi per le nuove puntate dove sarò ospite!
Intanto, buon ascolto (o riascolto!):

mercoledì 16 gennaio 2019

La fisica di Einstein a scuola

Negli ultimi mesi dello scorso anno sono usciti un paio di miei articoli su Edu INAF sulla didattica della relatività in cui provo a raccontare un paio di attività didattiche relativistiche per gli studenti delle scuole (tendenzialmente superiori): Simulare lo spaziotempo e Il piccolo universo di un pallone in espansione. Se a questi aggiungiamo anche Misurare ka velocità della luce in classe, ecco un trittico che potrebbe essere interessante approfondire. A tale scopo mi è sembrata una buona idea proporvi (in particolare per gli insegnanti all'ascolto) le versioni openaccess laddove disponibili o i pdf degli articoli scientifico/didattici usciti su Physics Education utilizzati per scrivere quelli pubblicati su Edu INAF.
In particolare partirei da Simulare lo spaziotempo, perché propone il primo di una serie di tre articoli, che vi segnalo tutti insieme con la loro corrispondente versione su arXiv:

domenica 13 gennaio 2019

Topolino #3294: Solo per non saltare l'appuntamento

Non fosse per la conclusione di Orgoglio e pregiudizio obiettivamente il numero ancora in edicola di Topolino avrebbe ben pochi spunti interessanti a sommario.
A livello di soggetto risulta abbastanza interessante la storia d'apertura, Paperino e i Bassotti ospitali di Gaja Arrighini e Nicola Tosolini: i rapporti tra Paperino e Paperone arrivano a un punto di attrito apparentemente di non ritorno, tanto che lo zione disereda e sfratta il nipote, che si vede costretto ad accettare l'ospitalità bassottesca. Il problema è la solita idea del "simpatico perdigiorno" che caratterizza il buon Paperino anche in questa occasione e che sarebbe anche sopportabile se non fosse per la preoccupazione di Paperino nei confronti dei nipotini, rimasti senza una casa. Il lettore, infatti, non può non restare perplesso di fronte a un personaggio che ben poco si cura della sua stessa sopravvivenza chiedendosi come possa anche essere lontanamente lo stesso Paperino tratteggiato da Carl Barks.

venerdì 11 gennaio 2019

Copertine metalliche: Black Hole vs Metallica

Cercando un qualche bel pezzo musicale da abbinare all'ultimo articolo sui buchi neri incappo nel gruppo death/black meal italiano dei Black hole. La loro produzione è piuttosto minimale, ma il loro primo lavoro lungo è l'album Land of Mystery uscito nel 1985 la cui copertina cimiteriale nel disegno ma psichedelica nei colori anticipa di appena un anno la più famosa copertina cimiteriale del metal, quella di Master of puppets uscito all'incirca l'anno dopo.
Dopo il confronto tra le due copertine, vi lascio con Demoniac city, traccia iniziale di Land of Mystery:

mercoledì 9 gennaio 2019

Storia di Orione


Orione verso l'alba - dipinto di Nicolas Poussin - via commons
La costellazione di Orione è una delle più note e riconoscibili del cielo. Inoltre la sua vicinanza all'equatore celeste la rende visibile dalla maggior parte dei luoghi del pianeta. La figura che viene costruita dalle stelle che la costituiscono è quella stilizzata del cacciatore Orione, protagonista delle mitologie greca e romana. In particolare mi piace la figura di Orione rappresentata nella tradizione greca.
Figlio di Pseidone ed Euriale, Orione era un gigante cacciatore le cui peripezie iniziarono il giorno in cui decise di corteggiare Merope, la bella figlia del re dell'isola di Chio, Enopio. Come tutti i padri all'antica, anche Enopio era particolarmente geloso della figlia, così infuriato dalla corte di Orione, lo fece accecare. Persa la vista, Orione si rifugiò presso Efesto sull'isola di Lemno.
Qui la storia si divide in due diramazioni che però si riuniscono abbastanza velocemente. Nella prima, che mi sembra meno interessante, Efesto, con la guida di Cedalione, invia Orione verso est fino al punto dove sorge il sole: qui, grazie a Eos, l'aurora, ottiene la vista.

martedì 8 gennaio 2019

Disegnare un buco nero

Rispetto alla rappresentazione dell'intero universo cui ho dedicato diversi articoletti, rappresentare un buco nero è indubbiamente molto più semplice, avendo però sempre l'accortezza di ricordare che la forma del buco nero non è visualizzabile visto che non sappiamo praticamente nulla di questo particolare oggetto cosmico.
Dal punto di vista grafico si tende, infatti, a disegnare letteralmente un buco nel tessuto dello spazio tempo il cui bordo inferiore è nero e irraggiungibile: un modo pittorico per far comprendere come tutto cada al suo interno e nulla ne riesca a sfuggire. In effetti tale visione, se corretta, andrebbe replicata praticamente per ogni punto di una sfera arrivando così alla conclusione che un buco nero è una regione sferica di cui non conosciamo assolutamente nulla. Eppure esiste un modo più tecnico di rappresentare il buco nero ed è dovuto all'uomo che in pratica ha introdotto la topologia all'interno della fisica in generale e della relatività generale in particolare: Roger Penrose.

lunedì 7 gennaio 2019

Suspiria: l'horror lovecraftiano di Guadagnino

Quando ho affrontato la visione di Suspiria di Luca Guadagnino, remake dell'omonima pellicola del 1977 di Dario Argento non avevo (e al momento di scrivere queste righe non ho ancora) visto l'originale. Solo dopo la visione ho dato un'occhiata alla trama del film di Argento, rendendomi conto che le differenze di contenuti tra le due pellicole sono sufficienti da farmi dire che, probabilmente, l'approccio di Guadagnino è stato molto meno splatter di quello di Argento, nonostante il film non risparmi scene di una certa crudezza.
Ad ogni modo, non avendo visto l'originale, non mi sembra il caso di perderci più tempo, per cui passo alle impressioni che il film di Guadagnino mi ha lasciato. Intanto l'ambientazione, una compagnia di ballo, gestita da un "allegro" gruppo di streghe, tra le quali una in particolare, che vediamo solo nella sanguinosa penultima scena, tale Marcos, titolare della compagnia, ritiene di essere la così della Madre dei sospiri. D'altra parte il suo titolo viene in qualche modo messo in dubbio per tutta la pellicola, ma l'età veneranda del personaggio suggerisce che, comunque, queste streghe compiano più o meno periodicamente riti per mantenere il loro aspetto giovane o giovanile il più a lungo possibile.
Oltre alle streghe, coprotagoniste del film sono in particolare due delle ballerine della compagnia, una delle quali un nuovo acquisto proveniente dagli Stati Uniti, in fuga dalla comunità amish dove era nata. In qualche modo ciò spiega anche il rapporto quasi carnale che la ragazza ha con il ballo, che gioca un ruolo chiave all'interno della trama, poiché è intorno al ballo che vengono tessuti molti degli incanti oltre che il rito finale. In questo senso la sensazione è che il ballo abbia sostituito letteralmente i riti sessuali tipici della stregoneria e questo è in parte merito anche delle belle coreografie che sono state realizzare per il film. Inoltre ci sono non poche suggestioni provenienti da Il cigno nero, come l'ossessione affinché i passi della danza siano perfetti e l'identificazione della ballerina con la creatrice dei passi, in un percorso che la porti a svuotarsi di se stessa per essere pronta ad accogliere in sé lo spirito creativo.

domenica 6 gennaio 2019

Topolino #3293: Il buongiorno

In un certo senso se il buongiorno si vede dal mattino allora si deve concludere che ci saranno pochi topi nel 2019 di Topolino. Il sommario del primo numero del settimanale disneyano, infatti, vede la presenza di Topolino sull'ultimo episodio di Alla ricerca di Topolino, la saga scritta da Francesco Artibani per la Disney, e una breve quasi muta di Pietro Zemelo e Gigi Piras con Pippo protagonista.
Accontentandoci di quel che passa la redazione, consoliamoci con la seconda puntata della parodia di Orgoglio e pregiudizio di Jane Austen:
Dove un cuore viene spezzato e una rivelazione viene esternata
Il secondo volume riprende da dove era finito il precedente, in particolare con la richiesta di matrimonio da parte di Picollins a Elizabeth, che ovviamente rifiuta, protetta dalla forza d'animo della Nonna contro le rimostranze della zia Bridget. La scena è deliziosamente divertente, anche grazie a una vignetta metafumettistica in cui le parole di Picollins sommergono letteralmente la povera Lizzy che deve cercare spazio all'interno della vignetta facendosi largo tra i fumetti del logorroico cugino nonché esattore del burbero lord Paperon De Bourgh, ovvero il buon Paperon de Paperoni, che fa il suo esordio esattamente in questo episodio con una caratterizzazione che ricorda molto da vicino quella originale di Carl Barks.
Il tutto viene impacchettato in una confezione divertente, gradevole, ironica ma anche con quel pizzico di romanticismo tipico non solo della Austen ma anche delle storie di Teresa Radice, come sempre ottimamente supportata dal marito Stefano Turconi che conferma quanto già scritto relativamente al primo volume e propone una chicca interessante, visto che il simbolo della valuta sul palazzo di De Bourgh è lo stesso della valuta utilizzata in sudafrica che campeggia sul deposito di Cuordipietra Famedoro!

sabato 5 gennaio 2019

Topologia cosmica

Non ho ancora finito con l'universo e la sua visione dal punto di vista matematico. In particolare oggi vorrei occuparmi (e con questo dovrei chiudere la serie degli articoli sul tema) della topologia cosmica, ovvero quella branca della cosmologia che si innesta alla topologia per studiare la forma dell'universo. Il problema principale, come ho avuto modo di scrivere in altre occasioni, è riuscire a determinare le proprietà globali dell'universo a partire da quelle locali, avendo però come idea di partenza che l'universo visibile sia una porzione di tutto il cosmo e dunque che le proprietà del primo siano da considerarsi locali rispetto a quelle del secondo. Ovviamente la storia è anche complicata dal fatto che le teorie che suggeriscono delle modifiche alla gravitazione non sono ancora definitivamente defunte, come raccontano molto bene Sabine Hossenfelder e Stacy McGaugh su Scientific American in un articolo pubblicato anche in italiano su Le Scienze di dicembre 2018(3).

giovedì 3 gennaio 2019

Tolkien e le lingue di Arda

Dopo il recente trittico di articoli tolkeniani (la recensione di Kullervo, l'articolo dedicato all'ultima luna d'autunno e lo speciale de le grandi domande della vita sulla Terra di Mezzo) oggi, che è il giorno della nascita di J.R.R. Tolkien vi propongo un estratto dalla voce su it.wiki dedicata allo scrittore e filologo britannico:
Tra gli insoliti hobby di Tolkien vale infine la pena ricordare ciò che descrisse nel suo saggio Il vizio segreto (A Secret Vice, pubblicato nella raccolta Il medioevo e il fantastico), ovvero l'invenzione di nuovi linguaggi.
Tutto ebbe inizio quando il giovane Tolkien ascoltò per caso un gruppo di ragazzi parlare in "animalico" (o "animalese"), un linguaggio-gioco che si serviva esclusivamente di nomi di animali e numeri per comunicare qualsiasi tipo di informazione. Ad esempio "cane usignolo picchio quaranta" poteva voler dire "tu sei un somaro". Successivamente l'animalico venne dimenticato e sostituito da un nuovo idioma: il "Nevbosh", che storpiava in maniera irriconoscibile le parole inglesi sostituendole in alcuni casi con altre latine o francesi. Da allora l'interesse di Tolkien per le lingue non fece che aumentare. Nel suo saggio Inglese e gallese Tolkien ricorda il giorno in cui per la prima volta vide su una lapide le parole "Adeiladwyd 1887" ("Costruito nel 1887") e se ne innamorò. Il gallese divenne una fonte inesauribile di bei suoni e perfette costruzioni grammaticali, un linguaggio melodioso a cui poter attingere per le sue future invenzioni linguistiche. Infatti, dopo il gallese venne il finnico (suomi), e prima di esso il greco e l'italiano, e l'immaginazione prese il sopravvento.
La recensione del libro citato in questo estratto, Il medioevo e il fantastico, la trovate su SciBack insieme con l'articolo dedicato all'uomo verde, sir Gawain e lo scudo di quest'ultimo.

mercoledì 2 gennaio 2019

Verso i confini del sistema solare

La sonda New Horizons, lanciata il 19 gennaio del 2006, è assurta agli onori delle cronache grazie al passaggio accanto a Plutone avvenuto il 14 luglio del 2015 che ci ha permesso di avere le prime fotografie ravvicinate del pianeta nano che ruota così lontano dal Sole. L'1 gennaio del 2019 New Horizons ha ottenuto un altro piccolo successo: avvicinarsi a uno degli oggetti della fascia di Kuiper, Ultima Thule, che dai dati ottenuti dall'osservazione da Terra sembrava essere composto da due asteroidi distinti che si erano fusi uno con l'altro dopo un urto che si suppone abbastanza catastrofico. Da poche ore sono state rilasciate le prime immagini distinguibili dell'oggetto che confermano l'osservazione fatta dalla Terra, come vedete in questa immagine condivisa da Brian May sul suo profilo instagram:

martedì 1 gennaio 2019

Whiskey in the jar

Whiskey in the jar è una canzone popolare irlandese che probabilmente risale al diciassettesimo secolo. Protagonista della storia narrata dalla ballata è il bandito Patrick Fleming, che venne giustiziato il 24 aprile del 1650, da qui la datazione della canzone. Dopo vari passaggi e trasformazioni musicali e geografiche, venne incisa per la prima volta nel 1968 dal gruppo folk irlandese dei Dubliners, mentre la prima versione rock risale al 1972 grazie ai Thin Lizzy, anche questa band irlandese. La versione che vi propongo per chiudere il primo giorno del 2019 è, però, quella dei Metallica, che fa parte dell'album Garage Inc. del 1998: