Stomachion

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venerdì 3 dicembre 2021

Il braccio di Orione

Io ne ho viste cose che voi umani non potreste immaginarvi: navi da combattimento in fiamme al largo dei bastioni di Orione, e ho visto i raggi B balenare nel buio vicino alle porte di Tannhäuser. E tutti quei momenti andranno perduti nel tempo, come lacrime nella pioggia. È tempo di morire.
Queste sono le ultime parole dette dall'androide Roy Batty, interpretato da Rutger Hauer, al cacciatore Rick Deckart, interpretato da Harrison Ford, in una delle scene più iconiche di Blade runner, libera reinterpretazione di Ma gli androidi sognano pecore elettriche? di Philip Dick. Il riferimenti ai bastioni di Orione è, in effetti, duplice: Batty può infarsi riferirsi alla costellazione di Orione, in particolare alla stella Betelgeuse che si trova sulla spalla di Orione, o anche al Braccio di Orione, una delle braccia della nostra Via Lattea, in particolare proprio quella dove si trova il nostro Sistema Solare.
Essendo, quindi, il "quartiere" del nostro pianeta all'interno della Via Lattea, la stragrande maggioranza degli oggetti celesti che riusciamo a osservare dalla Terra nel cielo notturno appartengono proprio al Braccio di Orione, quindi nelle righe che seguono scriverò le classiche due parole sulla Nebulosa di Orione.

venerdì 10 luglio 2020

L'estasi dell'oro

Candidato a ben 6 premi Oscar, alla fine ottiene l'ambita statuetta solo nell'ultima occasione, nel 2016, per The Hateful Eight. Non sto "parlando" di Quentin Tarantino, regista di quel film, ma di Ennio Morricone. La cosa risulta un po' strana, non solo per via di una carriera costellata di successi, ma soprattutto perché l'Academy non gli tributò neanche il premio alla carriera. Da pochi giorni la cosa ha, ormai, cessato qualunque importanza, visto che il grande compositore italiano ci ha lasciati, il 6 luglio del 2020.
Le colonne sonore per cui è, però, più noto sono quelle dei film di Sergio Leone, in particolare L'estasi del'oro (o The ecstasy of gold) per il capolavoro Il buono, il brutto, il cattivo del 1966.

venerdì 11 gennaio 2019

Copertine metalliche: Black Hole vs Metallica

Cercando un qualche bel pezzo musicale da abbinare all'ultimo articolo sui buchi neri incappo nel gruppo death/black meal italiano dei Black hole. La loro produzione è piuttosto minimale, ma il loro primo lavoro lungo è l'album Land of Mystery uscito nel 1985 la cui copertina cimiteriale nel disegno ma psichedelica nei colori anticipa di appena un anno la più famosa copertina cimiteriale del metal, quella di Master of puppets uscito all'incirca l'anno dopo.
Dopo il confronto tra le due copertine, vi lascio con Demoniac city, traccia iniziale di Land of Mystery:

martedì 1 gennaio 2019

Whiskey in the jar

Whiskey in the jar è una canzone popolare irlandese che probabilmente risale al diciassettesimo secolo. Protagonista della storia narrata dalla ballata è il bandito Patrick Fleming, che venne giustiziato il 24 aprile del 1650, da qui la datazione della canzone. Dopo vari passaggi e trasformazioni musicali e geografiche, venne incisa per la prima volta nel 1968 dal gruppo folk irlandese dei Dubliners, mentre la prima versione rock risale al 1972 grazie ai Thin Lizzy, anche questa band irlandese. La versione che vi propongo per chiudere il primo giorno del 2019 è, però, quella dei Metallica, che fa parte dell'album Garage Inc. del 1998:

lunedì 24 dicembre 2018

Carol of the bells


Mykola Leontovych
via commons
Carol of the bells è una canzone natalizia composta dall'ucraino Mykola Leontovych nel 1914 con le parole dello statunitense Peter J. Wilhousky. Si basa sul canto popolare ucraino, sempre natalizio, Shchedryk. Mentre il testo di Wilhousky è protetto da copyright, le musiche di Leontovych sono in pubblico dominio. La marcia del compositore ucraino ha un ritmo decisamente coinvolgente con alcune inflessioni oserei dire gotiche che la rende perfetta per la versione symphonyc metal della Trans-Siberian Orchestra, a quanto pare in collaborazione con i Metallica.
Quindi Buon Natale con Carol of the bells:

venerdì 5 luglio 2013

Similitudini

Le note musicali sono 7, o se contiamo anche i diesis (o i bemolle) si arriva a 12. Per cui, come sembra abbia detto Morricone (in una affermazione famosa a lui accreditata nel terzo video che vi linko in questo post), c'è da immaginare che sostanzialmente la musica abbia prodotto tutte le combinazioni possibili di note a disposizione. Se volete verificare l'affermazione nel modo matematicamente più corretto, vi potreste trovare di fronte ad alcune difficoltà, visto che rispondere alla domanda quante combinazioni si possono creare con 12 note? non è cosa banale e non tanto per la banalità o la semplicità nell'operazione contare le combinazioni di un insieme di oggetti (vedi, per esempio, il documento che ho caricato su issuu e che ho utilizzato come lezione in quest'anno scolastico), quanto per il fatto che ciascuna nota si porta dietro non solo la proprietà nota, ma anche un altro paio (o qualcosa del genere), come ad esempio il pitch, o il tempo, o il ritmo, senza contare poi che bisogna considerare il numero di battute, la lunghezza del brano, le indicazioni sull'esecuzione e via discorrendo: tutte caratteristiche che, seguendo i jazzisti, rendono unica qualunque esecuzione, anche di una stessa partitura.
Tutte queste considerazioni sono nate da una semplice domanda, sorta ascoltando Faint dei Linkin Park: ma sono stati loro o Britney Spears a copiare? La somiglianza dell'incipit di Faint con Toxic è infatti molto stretta, ma probabilmente anche il resto dei due pezzi non suonano troppo diversi, se il mashup che ho scovato su youtube suona così bene: